L'uretra, l'ultimo tratto delle vie urinarie, è un piccolo condotto impari e mediano, che collega il collo della vescica urinaria con l'esterno. Mentre nella femmina e in tutti i non-mammiferi ha la sola funzione di permettere il passaggio dell'urina, nel maschio dei mammiferi serve anche per il passaggio del liquido seminale, poiché in essa si immettono i dotti eiaculatori e pre-eiaculatori, e di altre secrezioni emesse da migliaia di ghiandole uretrali e parauretrali.
L'uretra maschile è eterogenea, estremamente lunga ed elastica in senso longitudinale, ma di calibro ristretto. Quella femminile è invece omogenea, può essere oltre dieci volte più corta ma è sensibilmente più dilatabile.
Uretra femminile
Descrizione
L'uretra femminile è un canale estremamente breve (, con una media di ) omogeneo, dotato di ottima dilatabilità e discreto lume (). Può essere oltre dieci volte più corta del suo corrispondente maschile, ma è molto più dilatabile in larghezza (fino a ). Ha origine a livello dell'orifizio uretrale interno, posto nel collo della vescica, e decorre anteriormente e inferiormente attraversando la membrana perineale e sbucando, tramite il meato uretrale esterno, nel vestibolo vulvare, subito davanti all'apertura della vagina e circa posteriormente alla fossa della clitoride. Segue una direzione pressoché verticale, e il suo decorso è interamente pelvico.
Lungo il suo decorso è in stretto rapporto posteriormente con la parete anteriore della vagina e la sinfisi pubica, in particolare nel suo tratto più distale, e anteriormente con il tessuto adiposo e le vene contenute all'interno dello spazio retropubico. L'uretra femminile è stabilizzata dai legamenti pubouretrali posteriori, che si portano dalla faccia posteriore dell'osso pubico all'uretra, e dal legamento sospensore della clitoride. La presenza di un cuscinetto sottostante che poggia contro l'osso iliaco, la spugna uretrale femminile, impedisce la minzione durante il rapporto sessuale, poiché il tessuto erettile che la compone viene irrorato di sangue e gonfiato (lo stesso si verifica con il più consistente corpo spugnoso, o spugna uretrale maschile, durante l’erezione o l'eccitazione).
In condizioni normali, l'uretra a riposo (non dilatata) presenta un lume centrale quasi virtuale, semilunare a convessità anteriore, poco più che una fessura tra le pliche mucose longitudinali della mucosa interna, delle quali l'unica ad interessare il canale è la cresta uretrale (un ripiegamento longitudinale mediano sulla parete posteriore, di forma simile alla cresta uretrale superiore dell'uretra maschile ma molto meno prominente). Il ruolo della cresta uretrale femminile è ancora sconosciuto, anche perché le sue dimensioni sono marginali. In fase di dilatazione, il lume diviene pressoché cilindrico e uniforme, salvo alcuni restringimenti in corrispondenza dei due orifizi (orifizio interno, a lume stellato, e meato esterno).
Si possono distinguere due porzioni di canale, separate dal diaframma urogenitale: anzitutto una parte prossimale o retrograda, detta pelvica, di epitelio di transizione (urotelio), che parte dal collo vescicale e misura in media per di diametro massimo; costituisce circa i 2/3 dell'uretra. Segue una parte distale o anterograda, detta perineale, di epitelio colonnare stratificato ed epitelio colonnare pseudostratificato, che misura circa per di diametro massimo e giunge al meato uretrale esterno; costituisce il restante 1/3 circa dell'uretra. Il meato uretrale, largo a riposo, è circondato da piccole quantità di epitelio squamoso stratificato. A differenza di quanto accade con l'uretra maschile, tuttavia, questa distinzione è solamente indicativa, e pertanto non designa alcuna differenza strutturale o anatomica tra i due tratti indicati. Ciascuno degli epiteli riscontrabili è presente, in percentuali sensibilmente maggiori, anche nell'uretra maschile.
A differenza dell'uretra maschile, non sono presenti ghiandole uretrali o periuretrali secondo la definizione (ghiandole i cui dotti si riversano in uretra). Nella femmina, queste ghiandole sono sostituite da strutture considerate omologhe: le ghiandole vaginali (in particolare le ghiandole minori di Skene), situate nel vestibolo vulvare.
Misure La lunghezza dell'uretra femminile non è univoca nell'adulto, ma può variare liberamente tra i e i , con un dato medio di oppure . Alcune indagini effettuate su diverse centinaia di volontarie, sia tramite sonografia sia tramite misurazioni dirette a vescica semipiena (), hanno mostrato lunghezze comprese tra e , con una media di e un singolo dato isolato di . Questi dati sono in linea con le stime teoriche, che ipotizzavano un range pari a o , o ancora di lunghezza per circa di media. Uno studio effettuato su alcune decine di pazienti affette da incontinenza urinaria ha mostrato dati lievemente inferiori, a parità di misurazioni, con una lunghezza media pari a e una mediana di quasi ; occorre però sottolineare che potrebbe esistere una relazione tra incontinenza e minor lunghezza dell'uretra, benché non dimostrata.
Il diametro del canale è invece pari a , a seconda del segmento considerato: la porzione retrograda è infatti più ristretta, con un lume iniziale di e finale di , mentre quella anterograda è più larga, con un'apertura iniziale di e finale di . Nel complesso, l'uretra femminile estrema, allargandosi man mano che ci si avvicina alla porzione distale; il diametro calcolato con la media ponderata ammonta a , ma si considera spesso un dato medio di . Il meato uretrale esterno è largo circa a riposo. Lo spessore delle pareti (tonaca mucosa e sottomucosa più tonaca muscolare) ammonta invece a .
Grazie alla notevole elasticità del suo lume, l'uretra femminile può essere dilatata molto oltre i due centimetri, arrivando a di calibro senza significativi rischi di rottura o traumi; ciò facilita l’inserimento di strumenti diagnostici. L'uretra maschile è molto meno dilatabile e sensibilmente più ristretta, tuttavia possiede notevole elasticità longitudinale, essendo sottoposta naturalmente a trazioni, che includono il fenomeno dell'erezione e l'allargamento prostatico.
Nel neonato l'uretra è già perfettamente sviluppata, e misura in media di lunghezza per di diametro medio, raggiungendo le dimensioni definitive entro i 14 anni. La sua crescita è lentissima e spesso non graduale: uno studio condotto su diverse decine di pazienti ha mostrato che l'uretra parte da una misura di nel neonato, arrivando a una media di entro i 3 o 5 anni e alla lunghezza definitiva di circa 3 cm a pubertà ultimata. Secondo varie indagini, la crescita sarebbe molto più rapida durante il primo anno di vita: l'87% delle donne nasce con un'uretra di almeno , e raggiunge i già entro i 6 - 12 mesi.
In caso di epispadia o altre malformazioni congenite, l'uretra femminile può misurare meno di 0,9 cm persino nell'adulto. Si ritiene che, in una donna adulta, la lunghezza critica dell'uretra sia approssimativamente ; sotto questa soglia vi è un considerevole rischio di perdere la capacità di continenza, e ciò va considerato in ambito chirurgico.
Dalle analisi effettuate, non sembra esserci una particolare dipendenza tra la lunghezza dell'uretra e caratteristiche quali altezza, massa, indice di massa corporea. Confronto con l'uretra maschile
Per la sua composizione tissutale, l'andamento pressoché verticale e la presenza (seppur poco significativa) di una cresta uretrale nella porzione prossimale, l'uretra femminile è considerata l'omologo dell'uretra preprostatica o prostatica nel maschio - benché quest'ultima sia più lunga ( contro i dell'uretra femminile), meno dilatabile, ricca di creste e strutture annesse e inoltre presenti numerose ghiandole sia al proprio interno (ghiandole uretrali) sia esternamente (ghiandole parauretrali). La stessa omologia si può trovare tra le ghiandole vaginali minori, cioè del complesso di Skene, e le ghiandole uretrali di Littré o la prostata nel maschio. Rispetto all'uretra maschile, quella femminile è estremamente breve - anche oltre dieci volte più corta - e questo aumenta in modo notevole il rischio di sviluppare cistiti batteriche. A tale rischio contribuiscono il lume più ampio e dilatabile, la vicinanza con l'ano, la mancanza delle secrezioni antibatteriche prostatiche e il fatto che l'urina non esegua il classico movimento "a vortice" mentre viene espulsa - movimento che svolge un'importante operazione di pulizia nell'apparato urinario maschile, soprattutto a livello dell'uretra spugnosa. D'altro canto, nella donna sono estremamente più rare l'uretrite sintomatica (acuta o cronica), la stenosi uretrale, le uretrorragie e in generale le malformazioni e le lesioni del canale uretrale - tutti elementi molto comuni nel maschio, specie sotto i 25 anni. La probabilità di sviluppare lesioni uretrali è infatti oltre dieci volte più bassa nelle donne rispetto agli uomini, e la gravità inferiore; la differenza è ancora più nitida per le uretrorragie, che coinvolgono buona parte dei maschi adolescenti. Anche i tumori uretrali sono sensibilmente più rari nella donna. Infine, il maggiore lume dell'uretra femminile e la sua notevole elasticità latitudinale (dilatabile in larghezza fino a ) consentono più agevolmente il passaggio di strumenti d'indagine, calcoli renali e coaguli, che nell'uretra maschile - molto lunga, ristretta e poco dilatabile - tendono invece a bloccarsi o a provocare abrasioni con pericolose conseguenze. Strumenti diagnostici di oltre due centimetri possono essere inseriti senza rischi particolari. L'uretra femminile possiede, tuttavia, minore elasticità longitudinale, poiché non è sottoposta naturalmente a trazioni importanti, quali l'erezione o l’allargamento prostatico nel maschio; inoltre è sensibilmente meno innervata a parità di superficie.
Uretra maschile Descrizione generale Visione complessiva L'uretra maschile è un canale considerevolmente lungo (circa a riposo), eterogeneo, dal lume ristretto e poco dilatabile ma dotata di grande elasticità longitudinale. Ha origine a livello del collo vescicale (orifizio uretrale interno), rientrando di almeno nella vescica stessa, e termina a livello del meato uretrale esterno che sbocca esternamente nel glande del pene. Oltre al passaggio dell'urina, nel maschio l'uretra consente anche la fuoriuscita del liquido seminale, del liquido pre-eiaculatorio e di diverse altre secrezioni provenienti da migliaia di ghiandole uretrali e parauretrali. Il suo decorso è sia pelvico (dalla vescica alla metà ventrale del pene) sia esterno (la metà dorsale del pene), e designa una sorta di S (conoide).
Nell'uretra maschile si distingue anzitutto una porzione posteriore: l'uretra prossimale o retrograda, lunga a riposo, posta prossimalmente al corpo spugnoso e circondata in parte della prostata, in cui confluiscono i numerosi dotti eiaculatori. Questa porzione parte dall'uvula vescicale e attraversa il diaframma urogenitale giungendo fino al bulbo dell'uretra, e viene divisa ulteriormente in tre segmenti: uretra preprostatica (sezione caudale e craniale), uretra prostatica (sezione distale, mediana e prossimale) e infine uretra membranosa. Si distingue poi una porzione anteriore, l'uretra distale o anterograda, che corrisponde sostanzialmente all'uretra spugnosa o peniena: lunga a riposo, raccoglie le secrezioni dei dotti pre-eiaculatori, è del tutto inclusa nel corpo spugnoso e nei corpi cavernosi ed è sia pelvica sia esterna nel suo decorso. Tale sezione attraversa il pene nella sua interezza fino al meato uretrale, comprendendone sia la porzione ventrale sia quella dorsale, e viene ulteriormente distinta in tre segmenti: uretra bulbare (sezione ampollosa e lacunosa), uretra pendula e infine uretra navicolare.