La squadra italiana di Coppa Davis rappresenta l'Italia in Coppa Davis dal 1922 ed è gestita dalla Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP). La squadra è campione mondiale in carica, avendo vinto la Coppa Davis 2025.

L'Italia ha vinto la Coppa Davis in quattro occasioni (1976, 2023, 2024, 2025) e ha raggiunto la finale altre sei volte (1960, 1961, 1977, 1979, 1980, 1998).

Fino alla retrocessione del 2000, la nazionale italiana era l'unica a essere sempre stata presente nel Gruppo Mondiale ("World Group") istituito nel 1981.

Il 27 novembre 2023, a seguito del successo nell'edizione 2023 della Coppa Davis, l'Italia è salita al primo posto del Ranking ITF per la prima volta nella sua storia. Si è riconfermata al vertice tra le nazioni anche nei due anni successivi, dopo aver vinto ancora il titolo mondiale nelle edizioni 2024 e 2025 della Coppa Davis.

Storia Prime partecipazioni La prima partecipazione dell'Italia alla Coppa Davis risale all'International Lawn Tennis Challenge 1922. Prima della seconda guerra mondiale, l'Italia in genere arrivava ai quarti di finale della Zona Europea, partecipando alla finale interzona due volte, nel 1928 e nel 1930. La finale interzona era l'ultima partita della competizione prima del "Challenge Round", dove il vincitore si sarebbe guadagnato il diritto di sfidare il campione in carica. In entrambe le occasioni, l'Italia perse contro gli Stati Uniti col punteggio di 4-1. Uberto De Morpurgo fu l'unico giocatore a registrare una vittoria nei suoi due incontri singoli in ognuna di quelle due edizioni.

Dopo la seconda guerra mondiale - 1962 Due anni dopo la ripresa del torneo, sospeso a causa della seconda guerra mondiale, l'Italia ricomparve in Coppa Davis nel 1948. Era molto competitiva in quel periodo, arrivando in quattro finali interzona nel 1949, 1952, 1955 e 1958 prima di assicurarsi finalmente il suo primo passaggio al Challenge Round nel 1960. L'Italia tuttavia non fu in grado di superare una forte squadra australiana composta da Rod Laver e Neale Fraser, perdendo 4-1 sull'erba del White City Stadium di Sydney. Nicola Pietrangeli ottenne l'unico punto dell'Italia quando sconfisse Fraser in una partita senza esclusione di colpi l'ultimo giorno. L'anno seguente, l'Italia fu nuovamente in grado di raggiungere la finale del Challenge Round dopo aver sconfitto gli Stati Uniti 4-1 a Roma. Pietrangeli vinse sia i suoi incontri di singolare che il suo incontro di doppio. Tuttavia, l'Italia sarebbe nuovamente caduta all'ultimo ostacolo, perdendo 5-0 contro l'Australia al Kooyong Stadium di Melbourne. La squadra australiana avrebbe nuovamente schierato Laver (in singolare e doppio) e Fraser (solo in doppio); il secondo singolarista australiano fu invece Roy Emerson. La squadra italiana avrebbe nuovamente schierato Pietrangeli e Orlando Sirola in tutte e cinque le partite. Nel 1962, l'Italia perse nella finale europea contro la Svezia 1-4.

Dal 1963 al primo storico titolo del 1976 a Santiago del Cile

Dopo un periodo piuttosto magro dal 1963 al 1973, dove l'Italia raggiunse solo due finali europee, nel 1968 e nel 1973, nel 1974 l'Italia raggiunse le semifinali interzona, dove perse 4-1 contro il Sudafrica. Due anni dopo, l'Italia raggiunse la finale vincendo il suo primo titolo di Coppa Davis. Grazie al successo nel singolare di Corrado Barazzutti e alle tre vittorie di Adriano Panatta, due da singolarista e una in coppia con Paolo Bertolucci, l'Italia del capitano Nicola Pietrangeli riuscì a battere il Cile con il punteggio di 4-1 nella finale disputata all'Estadio Nacional de Cile di Santiago tra il 17 e il 19 dicembre 1976. Nei quattro anni successivi, l'Italia raggiunse la finale di Coppa Davis tre volte, perdendo tutti e tre gli incontri, giocati tutti in trasferta.

Vent'anni in top 16 e retrocessione dal Gruppo Mondiale (1981-2000) Da quando è iniziato il formato World Group nel 1981, l'Italia è stata in grado di rimanere tra le top 16 per vent'anni. Arrivò ai quarti di finale 12 volte in quel periodo, comprese due sconfitte in semifinale e una sconfitta in finale nel 1998 (con la Svezia). Nei primi quattro anni col nuovo formato, l'Italia giocò contro la Gran Bretagna tre volte nel primo turno vincendo due volte e perdendo una volta. Questa sconfitta è arrivata nel primo anno del formato World Group, l'Italia fu costretta a uno spareggio per rimanere nel Gruppo mondiale contro la Corea del Sud, vinto 4-1 in casa a Sanremo.

Nel 1986, l'Italia perse contro la Svezia nei quarti di finale e poi di nuovo nel primo turno nell'edizione del 1987, venendo costretta ancora una volta a uno spareggio per non retrocedere. Furono sorteggiati ancora contro la Corea del Sud, questa volta si giocò a Seul e l'Italia prevalse ancora per 3-2, evitando la retrocessione nella zona Europa/Africa per il 1988.

La Svezia sconfisse l'Italia per la terza volta nel nuovo formato nel primo turno del Gruppo Mondiale di Coppa Davis del 1989. Ancora una volta sopravvisse ai playoff sconfiggendo la Danimarca 4-1 in trasferta ad Aarhus. L'Italia sconfisse infine la Svezia nel loro quarto incontro del nuovo formato, con una vittoria casalinga per 3-2 a Cagliari nel primo turno della Coppa Davis del 1990, tuttavia ai quarti di finale perse 5-0 contro l'Austria.

Nella Coppa Davis 2000, l'Italia perse 4-1 in trasferta contro la Spagna. Venne sorteggiata negli spareggi per non retrocedere contro il Belgio; a Roma, i belgi vinsero la sfida 4-1, estromettendo per la prima volta l'Italia dal Gruppo mondiale da quando era cambiato il formato.

Dopo undici anni, il ritorno nel Gruppo Mondiale Dopo la retrocessione, l'Italia non sarebbe tornata nel World Group fino al 2011, quando sconfisse il Cile per 4-1 in trasferta negli spareggi della Coppa Davis 2011. Il punto più basso della storia della squadra di Davis italiana avvenne nel 2003, quando retrocesse nel World Group II, dopo le sconfitte in trasferta con Marocco e Zimbabwe. Tra il 2013 e il 2018, l'Italia è stata sconfitta nei quarti di finale in quattro occasioni e una volta in semifinale, nel 2014, per 3-2 dalla Svizzera di Roger Federer e Stanislas Wawrinka a Ginevra. Dalla ristrutturazione della competizione nel 2019, l'Italia è arrivata in semifinale nel 2022, dove fu sconfitta dal Canada, futuro vincitore di quell'edizione.

La tripla affermazione tra Malaga e Bologna nel triennio 2023/2024/2025

Nella fase finale del 2023, disputatasi a Malaga, in Spagna, dopo aver eliminato sia l'Olanda nei quarti di finale che la Serbia di Novak Đoković in semifinale, vincendo sempre con il punteggio di 2-1, grazie ai successi di Jannik Sinner sia da singolarista (annullando tre match points al campione serbo) che in coppia con Lorenzo Sonego, l'Italia torna a giocarsi una finale 25 anni dopo l'ultima volta contro la Svezia nel 1998. I tennisti italiani devono affrontare l'Australia, avversario già incontrato tre volte in passato all'atto conclusivo del torneo. Rispetto alle gare precedenti, dove hanno dovuto rimontare lo 0-1 iniziale, gli azzurri del capitano Filippo Volandri si dimostrano più concentrati e preparati fin dall'inizio, riuscendo a superare la nazionale australiana con il punteggio di 2-0, grazie alle vittorie nel singolare di Matteo Arnaldi su Alexei Popyrin e di Sinner su Alex De Minaur. L'Italia può così alzare il trofeo mondiale per la seconda volta, a 47 anni di distanza dallo storico primo trionfo contro il Cile del 1976.

Nel 2024 l'Italia, detentrice del titolo, si ritrova direttamente alla fase finale senza dover passare dai due turni di qualificazione. La fase finale si disputa ancora - per l'ultima volta - a Malaga. Ai quarti di finale l'Italia affronta l'Argentina e l'inizio è in salita, con Lorenzo Musetti sconfitto da Francisco Cerundolo, ma gli azzurri riescono a recuperare e superare gli argentini grazie alle vittorie ottenute nei due incontri successivi giocati da Jannik Sinner (il singolo vinto contro Sebastián Baez e il doppio, in coppia per la prima volta insieme a Berrettini, contro González/Molteni). In semifinale, la squadra azzurra incontra l'Australia, avversario battuto in finale nell'edizione precedente. Questa volta il capitano Volandri sceglie come primo singolarista Matteo Berrettini, sostituendo lo sconfitto Musetti, e tale scelta si rivela vincente, in quanto il tennista azzurro riesce a battere l'australiano Thanasi Kokkinakis rimontando lo svantaggio del primo set. Il punto decisivo per l'Italia lo firma Sinner, che nel singolare supera agevolmente Alex de Minaur, portando di nuovo in finale la nazionale italiana. L'ultimo ostacolo per la squadra di capitan Volandri è l'Olanda, giunta all'ultimo atto del torneo, eliminando la Spagna ai quarti e la Germania in semifinale. Ancora una volta ad essere protagonisti sono Berrettini e Sinner, che nei loro incontri nel singolare non concedono nemmeno un set e che regalano all'Italia la terza Coppa Davis della storia, la seconda consecutiva. L'Italia, vincendo pochi giorni prima anche la Billie Jean King Cup, diventa la quinta nazione a conquistare il titolo mondiale al maschile e al femminile nello stesso anno dopo Stati Uniti, Australia, Repubblica Ceca e Russia.

Nel 2025, l'Italia ospita per la prima volta la fase finale della Coppa Davis, alla SuperTennis Arena di Bologna, ma si presenta senza i due migliori tennisti, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, rispettivamente n. 2 e n. 8 del mondo. Ai quarti di finale l'avversario da battere è l'Austria e, come da pronostico, gli azzurri riescono a passare il turno agevolmente, grazie alle vittorie nel singolare di Matteo Berrettini e di Flavio Cobolli. In semifinale la squadra italiana incontra il sorprendente Belgio, che ha estromesso dal torneo, prima, a settembre, nel secondo turno di qualificazione, l'Australia, in casa sua, per 3-2 e, poi, a Bologna, nei quarti di finale, la Francia per 2-0. La prima sfida nel singolare vede Matteo Berrettini superare in due set e senza patemi Raphael Collignon ma è la seconda partita ad entrare di diritto nella storia della Davis, perché l'azzurro Flavio Cobolli riesce ad avere la meglio su Zizou Bergs dopo 3 ore e sette minuti di gioco ed al termine di un estenuante tie-break del terzo set da 32 punti, vincendolo per 17 punti a 15 ed annullando al belga ben sette match points. La nazionale italiana giunge così alla sua terza finale consecutiva e, come ultimo ostacolo, deve superare la Spagna, arrivata all'ultimo atto del torneo anch'essa senza i suoi due migliori giocatori, il n. 1 del mondo Carlos Alcaraz e senza il suo n. 2 nel ranking ATP, Alejandro Davidovich Fokina. Ancora una volta la squadra del capitano Filippo Volandri riesce a vincere le due partite del singolare, rispettivamente contro Pablo Carreño Busta e Jaume Munar (in quest'ultimo caso al terzo set, vinto da Flavio Cobolli), senza dover - ancora una volta - ricorrere al doppio. L'Italia, con sei singolari vinti e perdendo in totale solo due set, conquista la quarta Coppa Davis della sua storia, la terza consecutiva, ed è la prima nazionale a vincere tre titoli di fila dal 1972, anno in cui fu abolito il challenge round, regola per cui la squadra campione in carica era già posizionata in finale, diventando così una vera e propria regina della storia del tennis moderno e confermandosi prima superpotenza tennistica mondiale.

Organico recente Nella seguente tabella sono elencati i tennisti che hanno ricevuto almeno una convocazione nelle ultime cinque edizioni della Coppa Davis.

In colonna le edizioni della competizione e le squadre affrontate. I numeri nei riquadri indicano il ranking del giocatore rispettivamente nel singolare e nel doppio nei giorni in cui si sono disputati gli incontri (i numeri segnati in grassetto segnalano in quale delle due specialità il giocatore è sceso in campo, se in una sola o in entrambe). Di tutti gli altri viene comunque indicato il ranking per dare un quadro globale della situazione.