È stato più volte membro della Camera dei deputati e ha ricoperto diversi incarichi politici e amministrativi, tra cui quello di sindaco di San Severino Marche, Salemi e Sutri, oltre a quello di sottosegretario di Stato alla cultura in due periodi. È inoltre impegnato nella gestione e promozione di istituzioni culturali, tra cui il Mart e il MAG.
Collezionista di opere d'arte e libri antichi, è legato alla Fondazione Cavallini-Sgarbi, istituita dalla sorella Elisabetta Sgarbi per valorizzare la collezione familiare.
Personaggio televisivo divenuto noto a partire dagli anni ottanta, principalmente come opinionista, è conosciuto anche per il suo stile comunicativo polemico e per la sua irascibilità, che lo hanno portato a numerose controversie con politici, giornalisti e altri personaggi pubblici, alcune delle quali hanno avuto conseguenze giudiziarie per diffamazione e turpiloquio.
Biografia Figlio dei farmacisti Giuseppe Sgarbi (1921-2018), di Badia Polesine e Rina Cavallini (1926-2015), originaria di Argenta, della frazione di Santa Maria Codifiume, fratello maggiore della regista e scrittrice Elisabetta Sgarbi (1956), è cresciuto a Ro Ferrarese. Dopo essersi diplomato a Ferrara, si è laureato con 110/110 e lode in filosofia presso l'Università di Bologna nel 1974, dove ha poi conseguito il perfezionamento in storia dell'arte. Nel 1977 è assunto, quale storico dell'arte, presso la soprintendenza ai beni storici e artistici in Veneto. Dall'inizio del 2019 è in pensione per collocamento a riposo per limiti di età; percepisce un vitalizio di 9000 euro al mese. Ha insegnato per tre anni come docente a contratto all'Università di Udine. Nel 2022 è stato nominato per chiara fama professore ordinario di Storia dell'Arte moderna presso la Facoltà di Ingegneria e Architettura dell’Università Kore di Enna, senza mai tuttavia prestare servizio per i già intervenuti limiti di età.
Celibe, ha riconosciuto tre figli: Alba, avuta nel 1998 dalla cantante lirica albanese Kozeta Hajdini, Evelina, avuta nel 2000 da Barbara Hary, e Carlo, nato nel 1988 dalla lunga relazione avuta con l’attrice Patrizia Brenner, il quale non ha mai avuto un buon rapporto con il padre e porta il cognome della madre. Nel 2011, quando la Corte d'appello di Ancona gli ha attribuito la paternità di Alba, ha affermato di credere di avere almeno 40 figli.
Dal 1998 è legato sentimentalmente all’attrice Sabrina Colle, con cui è in una relazione aperta.
Carriera di critico d'arte Gli inizi Parallelamente alla sua attività politica, continua a occuparsi di arte, commentando in videocassetta alcune delle opere dei più importanti pittori e scrivendo numerosi saggi e libri specializzati. I titoli più rilevanti da lui pubblicati sono Carpaccio (1979), I capolavori della pittura antica (1984), La stanza dipinta (1989), Davanti all'immagine (1990, edito da Rizzoli e vincitore della 37ª edizione del Premio Bancarella), Onorevoli fantasmi (1994), Lezioni private (1995), Lezioni private 2 (1996), Davanti all'immagine (2005), Ragione e passione. Contro l'indifferenza (2006), Clausura a Milano, Da Suor Letizia a Salemi (2008, scritto con Marta Bravi).
Gli anni duemila Nel 2005 viene nominato presidente dell'Accademia di belle arti di Urbino, carica che mantiene fino al 2013.
Nel 2008 una introduzione da lui firmata a un volume su Botticelli venne riconosciuta come un plagio, in quanto copiata testualmente da frasi che la storica dell'arte Mina Bacci aveva scritto sul pittore quattrocentesco in un fascicolo dei Maestri del colore.Fabbri editore, 1964. È editorialista del quotidiano il Giornale e cura sia una rubrica settimanale su Panorama sia una quindicinale su IO Donna.
Nel 2010 viene nominato soprintendente della Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare. La nomina venne successivamente annullata per ben 3 volte dalla Corte dei Conti. Nel 2014 si dimette dall'incarico.
Nel 2011 venne incaricato dal Ministero per i beni e le attività culturali quale curatore del Padiglione Italia e dei padiglioni regionali per la 54ª Esposizione internazionale d'arte di Venezia organizzata dalla Biennale di Venezia, tra il 4 giugno e il 27 novembre 2011, per la prima volta dislocata sulla terraferma; in tale occasione, dipinge un quadro completandolo assieme al pittore Salvatore Garau. Viene nominato presidente della "Fondazione Gino De Dominicis", ma anche qui seguono polemiche e dispute legali, in quanto l'Associazione Gino De Dominicis, l'Archivio Gino De Dominicis e la Fondazione Gino De Dominicis si contendono l'autorità culturale e legale nell'ordinamento del lavoro dell'artista morto nel 1998.
Nel 2014 viene indicato dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni come Ambasciatore dell'Expo 2015 per le belle arti ed è inoltre nominato, quale rappresentante della Regione Lombardia, come componente del Consiglio di Amministrazione della "Fondazione di diritto privato Bagatti Valsecchi" di Milano responsabile della gestione del Museo Bagatti Valsecchi.
Nell'aprile del 2019 viene nominato presidente del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.
La polemica a Expo 2015
Nel 2015 si è reso protagonista di un'accesa polemica concernente il possibile prestito dei Bronzi di Riace all'Expo 2015. Al diniego dei responsabili del Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, basato su un pregresso parere di intrasportabilità valutato dall'Istituto superiore per la conservazione ed il restauro e dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria, Sgarbi ha dichiarato che le due statue sarebbero «ostaggio della 'ndrangheta» e del «pregiudizio che siano inamovibili», aggiungendo che «non c'è nulla di più movibile dei bronzi».
Al fine di ottenere le statue, Sgarbi e Maroni si sono rivolti al ministro per i beni culturali Dario Franceschini, chiedendone l'intervento. La commissione ministeriale, presieduta dall'archeologo Giuliano Volpe dell'Università degli studi di Foggia, ha sconfessato le tesi di Sgarbi, ribadendo l'intrasportabilità delle statue, e tale parere venne accolto dal ministro Franceschini, mettendo fine alla polemica.
Carriera televisiva
Polemica al Maurizio Costanzo Show Sgarbi si affermò come personaggio televisivo a partire dal 1987 come ospite ricorrente della trasmissione televisiva Maurizio Costanzo Show, durante la quale alternava lezioni d'arte a dispute verbali con altri ospiti. In seguito a una lite poi divenuta celebre, fu condannato a pagare una multa di 60 milioni di lire.
L'uso strumentale della polemica per costruire un personaggio televisivo ha avuto eco anche nella serie a fumetti Alan Ford, nella quale il personaggio Insulto Ingiuria è palesemente ispirato a Vittorio Sgarbi.
Polemica con Federico Zeri Nel 1989 augurò la morte al noto critico d'arte Federico Zeri (disse: «Io odio Federico Zeri e desidero la sua morte») nel corso di una puntata del Maurizio Costanzo Show. Secondo Sgarbi, Zeri ne aveva infatti preteso il licenziamento perché convinto della sua colpevolezza riguardo alle accuse della contessa trevigiana Pia Bressanin della Rovere. La Bressanin affermò che Sgarbi l'aveva indotta a consegnargli un quadro di Giovanni Agostino da Lodi, La cena di Emmaus, che il critico d'arte aveva riconosciuto nel Museo civico Luigi Bailo di Treviso, a cui la contessa l'aveva affidato anni prima.
Gli anni '90
La sua apparizione televisiva nei primi anni Novanta anche se ci fu chi, come il critico televisivo Beniamino Placido, riconoscendo il fascino che il personaggio esercitava su un vasto pubblico, ne scherniva l'autorevolezza come critico d'arte unita allo stile poco ortodosso di divulgatore, definendolo in un suo articolo «il Fatuo Magico».
Dal 1992 al 1999 condusse il programma Sgarbi quotidiani su Canale 5. In una puntata rimase in silenzio per l'intera durata della trasmissione, ben 15 minuti, per protesta contro Berlusconi, a causa del divieto di criticare il Cavaliere nella sua campagna elettorale del 1994 nelle reti Fininvest. Berlusconi aveva infatti dichiarato: «Alla prima che mi fate vi licenzio e ve ne andate». Durante gli istanti finali di quella puntata mostrò ai telespettatori un foglio di carta con scritto: «Basta Sì». La puntata fu seguita da tre milioni e mezzo di spettatori, totalizzando il 20% di share.
, nel dicembre del 1997, da una puntata girata in esterna in cui venne intervistato dal giornalista Antonio Panei, in occasione della restituzione delle sculture raffiguranti tre teste (trafugate dal luogo del martirio di San Paolo e ritrovate da Sgarbi) ai monaci trappisti dell'Abbazia delle Tre Fontane.
Nel 1998 cerca di rompere l'embargo internazionale alla Libia del dittatore Mu'ammar Gheddafi, violando il blocco aereo e atterrando a Tripoli con due piccoli Piper decollati da Lampedusa. All'impresa partecipano anche l'editore Nichi Grauso, l'esperto d'arte Peter Glidewell, il regista Filippo Martinez e un giornalista del Corriere della Sera, Francesco Battistini.
Poco dopo Sgarbi ebbe l'occasione di doppiare un personaggio dei Simpson, il gestore del banco, "Il lancio degli anelli", nella puntata Bart Giostraio.
Gli anni 2000 Nel 2006 è membro della giuria nella prima edizione del reality show La pupa e il secchione su Italia 1. Viene però allontanato dal programma a due puntate dalla fine, per via di un'accesa lite con un'altra giurata, Alessandra Mussolini. Nel 2010 è membro della giuria in due programmi: Il più grande italiano di tutti i tempi, condotto da Francesco Facchinetti su Rai 2, e la seconda edizione de La pupa e il secchione, condotto da Enrico Papi e Paola Barale su Italia 1. Il 18 maggio 2011 conduce un nuovo programma su Rai 1 intitolato Ci tocca anche Vittorio Sgarbi, che fa registrare un bassissimo risultato d'ascolti già alla puntata d'esordio (2.064.000 telespettatori, 8,27%). Visto il risultato, assolutamente scarso per il primo canale RAI, il programma viene interrotto dopo una sola puntata; Sgarbi poco dopo dichiarerà «Ho sbagliato io, ora chiudiamo». Nella trasmissione, dedicata al tema della paternità, tra le altre cose il critico d'arte ha criticato le forme di energia eolica e solare.
Nel 2015 è ospite fisso nella trasmissione Virus - Il contagio delle idee, talk-show politico di Rai 2, con il suo spazio artistico-culturale all'inizio di ogni puntata.
Carriera teatrale Dopo esser stato a cavallo del 1999 e 2000 Direttore Artistico del festival estivo AstiTeatro, nel 2002 esordisce come regista teatrale con l'Opera Rigoletto prodotta dalla Fondazione Arturo Toscanini. Nel 2009 ha cominciato una sua tournée teatrale dal titolo, "Sgarbi l'altro". Nel 2010 ha dato vita a uno spettacolo teatrale con il pianista Nazzareno Carusi intitolato "Discorso a Due" e dedicato agli Anni di pellegrinaggio di Franz Liszt e alle opere di Michelangelo e Dante che ne hanno ispirato i maggiori capolavori. Culmine del "Discorso a due" è l'esecuzione del melologo ideato da Carusi giustapponendo alla sua esecuzione della lisztiana "Fantasia quasi Sonata - Dopo una lettura di Dante" la lettura da parte di Sgarbi dell'intero V canto dell'Inferno dantesco. Per questo progetto, nel 2011 gli viene assegnato il Premio Lunezia in coppia con Nazzareno Carusi. Nel 2015 esordisce in qualità di autore e interprete con lo spettacolo teatrale Caravaggio: . Tra il 2022 e il 2023 va in scena con lo spettacolo Pasolini-Caravaggio e con quello su Antonio Canova.
Attività politica Politico spesso incline a cambiare schieramento, tant'è che alcuni lo hanno definito "il più grande trasformista d'Italia", si è più volte definito un liberale e un libertario. Gazzetta del Mezzogiorno, 8 giugno 1999 e si è dichiarato favorevole alla liberalizzazione delle droghe di ogni tipo.
I primi anni Nel 1975 s'iscrisse nella federazione giovanile dell'Unione Monarchica Italiana.