Les Élémens ("Gli elementi"), o Ballet des élémens, è un opéra-ballet messo in musica nel 1721 dai compositori francesi André Cardinal Destouches e Michel-Richard Delalande (o de Lalande o de la Lande), su libretto di Pierre-Charles Roy e con coreografie a cura di Claude Balon. Esso consta di un prologo e di quattro entrées, nonché, in origine, di un epilogo, poi successivamente cassato. Nel libretto l'opera era definita come il "terzo balletto danzato dal re", in quanto l'undicenne re Luigi XV vi interveniva direttamente come ballerino, così come aveva fatto nei precedenti, L'inconnu di vari autori, e Les folies de Cardenio di Delalande, entrambi del 1720.

Caratteristiche e vicende storiche Les élémens ha la tipica struttura dellopéra-ballet: "Le sue quattro entrées sono musicalmente e drammaticamente indipendenti, ma tematicamente relazionate l'una all'altra", per quanto in modo estremamente evanescente. Il contenuto particolare, comunque, fatto di dèi, eroi e antichi romani, rende questo lavoro ascrivibile a quel particolare sotto-tipo di opéra-ballet che è stato definito “ballet-héroïque”Bartlet, op. cit.

Destouches fu l'autore di gran parte della musica, ma non è stato mai accertato con precisione il rispettivo grado di partecipazione alla composizione da parte di ciascuno dei due autori. In una lettera del 1726 a Antonio, principe di Monaco, Destouches scriveva: «Ci fu ordinato di lavorare insieme; lui [Lalande] ha scritto molte belle cose dei cui dettagli però la supplico di dispensarmi, perché lui ha preteso da me che noi fossimo coperti dallo stesso mantello» «On nous ordonna de travailler ensemble; il (Lalande) y a fait de très-belles choses du détail desquelles je vous supplie de me dispenser, parce qu'il a exigé de moi que nous fussions couverts du même manteau» (Pagina: Ballet des élémens in Le magazine de l'opéra baroque di Jean-Claude Brenac ).. Con tutta probabilità, Lalande scrisse louverture, molta parte del prologo ed alcuni brani della prima entréeCoeyman, op. cit.

L'opera fu rappresentata per la prima volta alle Tuileries, il 31 dicembre 1721Le fonti sono state a lungo in disaccordo a proposito delle origini di quest'opera: secondo lAlmanacco di Gherardo Casaglia e Pitou (1985, voce: "Les Eléments", pagg. 183-84), la prima ebbe luogo il 22 di dicembre, ma, quanto agli eventi successivi, l'Almanacco parla di una prima ripresa al Palais-Royal il 31 dello stesso mese, mentre Pitou la sposta al 29 maggio del 1725. The Grove Dictionary (Coeyman, op. cit.) colloca la première al 31 dicembre 1721, e la prima ripresa al Palais-Royal al 29 maggio 1725, ma riferisce anche di un'imprecisata precedente seconda rappresentazione a corte ("it plaied only twice at court"). Inesattezze e imprecisioni, anche clamorose, sono comunque sparse qua e là, dalla citazione di un terzo autore, Prosper-Didier Deshayes, da parte dellAlmanacco di Casaglia, all'incredibile definizione di "male sopranos" (soprani maschi), fornita dal Grove Dictionary, per le due hautes-contre che appaiono nell'opera. Lionel Sawkins, in ogni caso, ha infine fatto un po' di chiarezza sulla questione della datazione: le prove dell'opera iniziarono alle Tuileries il 1º dicembre del 1721, mentre la première, inizialmente fissata per il 22 dicembre, fu poi rinviata a dopo Natale e si tenne, alla fine, soltanto l'ultimo giorno dell'anno. Sawkins riferisce anche che «La Gazette» annotò tre ulteriori rappresentazioni a corte, il 17 e 21 gennaio e il 7 febbraio 1722 (op.cit. pag. 61 ). In un'altra pubblicazione Sawkins aggiunge anche la data del 7 gennaio (id., con l'assistenza di John Nightingale [a cura di], A Thematic Catalogue of the Works of Michel-Richard de Lalande (1657-1726), Oxford, Oxford University Press, 2005, p. 575, ). I dati forniti nel 2010 da Le magazine de l'opéra baroque concordano pienamente con quelli accertati da Sawkins., con la partecipazione danzante, "tra altri giovani signori della corte", dell'undicenne re Luigi XV, "che ballò con molta grazia"Pagina: Ballet des élémens, ne Le magazine de l'opéra baroque by Jean-Claude Brenac .. Il re comunque si annoiò parecchio e l'opera in generale non piacque granché, anche se fu riproposta tre volte a gennaio e una a febbraio del 1722. Come ebbe a rilevare lo stesso Destouches nella lettera citata al principe di Monaco, il «Balletto alla sua nascita non ebbe affatto il successo che speravamo. Lo si trovò lungo, pareva troppo serio; era danzato da signorini il cui talento non era certamente all'altezza, cosa che causava una noia spiacevolissima e molto umiliante per gli autori»Sawkins, op.cit. pag. 61 ..

L'opera, ampiamente rimaneggiataL'opera di revisione è riscontrabile dal confronto tra i libretti del 1721/22 e quelli posteriori; tale confronto è molto più problematico a livello musicale, perché non è pervenuta la partitura originale della prima edizione (Sawkins, op. cit. pag. 63 )., tra l'altro eliminando tutte le parti in cui figurava direttamente il re, fu poi ripresa allAcadémie Royale de Musique (Opéra de Paris) ad iniziare dal 29 maggio 1725, questa volta con un crescente successo, il cui livello "può essere misurato dal fatto che essa rimase in repertorio per più di cinquant'anni e fu ripresa nel 1727, 1734, 1742, 1767, 1771, 1776, 1778, e 1780", e che ispirò "tre parodie: Momus exilé (1725) al Théâtre des Italiens; Le Chaos (1725) nello stesso teatro; Il était temps (1754) alla Foire Saint-Laurent"Pitou, 1985, voce: “Les Eléments”, pp. 183-84.. Essa fu anche ripresa nel Théâtre des Petits Appartements di Madame de Pompadour, sulla grande scalinata degli ambasciatori nella reggia di Versailles, il 23 dicembre 1748, con la marchesa direttamente impegnata prima nel ruolo di Emilia, e poi anche in quello di Pomona, in una successiva rappresentazione, a gennaio, della quarta entrée “La terra”Pagina: Ballet des élémens in Le magazine de l'opéra baroque di Jean-Claude Brenac ..

Les Élémens fu l'opera di Destouches che raccolse il maggior successo e l'unico lavoro del suo maestro de Lalande a comparire sul palcoscenico dellOpéra. A corte essa "segnò la fine di diverse epoche: fu l'ultimo lavoro teatrale di Lalande, l'ultima apparizione scenica di Luigi XVE di un re di Francia in generale. e l'ultimo balletto di corte francese".

Una ripresa moderna ha avuto luogo a Versailles il 7 ottobre 2001 sotto la direzione di Jérôme Corréas, con Isabelle Poulenard, Françoise Masset, Jean-François Lombard, Matthieu Lecroart, and Renaud DelaigueSawkins, op.cit. pag. 60 ..

Personaggi e primi interpreti PersonaggioTipologia vocaleInterpreti della prima assoluta, 31 dicembre 1721(secondo il libretto originale)(direttore: Jean-Féry Rebel)Interpreti della prima rappresentazione allOpéra, 29 maggio 1725(secondo il libretto originale) Prologo: Le Chaos ("il caos")Le Destin ("Destino")basse-taille (basso-cantante/ basso-baritono)Gabriel-Vincent ThévenardGabriel-Vincent ThévenardVénus ("Venere")sopranoMarie-Gabrielle LizardeMlle LambertUne Grâce ("Una delle Grazie")soprano(non prevista)Mlle Mignier Prima entrée: l'Air ("l'aria")Junon ("Giunone")sopranoMarie AntierMarie AntierIxion ("Issione")basse-tailleGabriel-Vincent ThévenardGabriel-Vincent ThévenardJupiter ("Giove") basse-tailleJustin Destouches du Bourg (Dubourg)Claude-Louis-Dominique Chassé de ChinaisMercure ("Mercurio")haute-contreLouis Murayre (Muraire)Denis-François TribouUne Heure ("Una Ora")soprano(non prevista)Mlle Mignier Seconda entrée: l'Eau ("l'acqua)Leucosie ("Laucosia")sopranoMlle Erémans (Hermance)Mlle ErémansDoris ("Doride")sopranoMlle Souris "l’Aînée" (la maggiore)Mlle Souris "l’Aînée" (la maggiore)Arion ("Arione")haute-contreAntoine BoutelouIl libretto originale riporta solamente il cognome dell'interprete, ma dovrebbe senz'altro trattarsi del più giovane esponente della famiglia Boutelou, Antoine, i cui padre e fratello maggiore, rispettivamente Jean e Marin, avevano fatto parte della compagnia dellAcadémie Royale de Musique nei due decenni a cavallo del secolo. Antoine, invece, era tenore nella Chappelle Royale e non partecipava quindi agli spettacoli dellAcadémie. Trattandosi peraltro in questo caso di un ballet de cour, non è peraltro improbabile che anche un membro della Chappelle Royale vi prendesse parte, così come era successo in altre manifestazioni dello stesso genere (cfr. il Ballet de la Jeunesse e Les Folies de Cardénio rappresentati alle Tuileries nel 1718 e nel 1720). Per quanto riguarda la nomenclatura della famiglia Boutelou, tradizionalmente fonte di notevoli confusioni, si veda il Dictionnaire de l’Opéra de Paris sous l’Ancien Régime (1669-1791), diretto da Sylvie Bouissou, Pascal Denécheau e France Marchal-Ninosque, Parigi, Classiques Garnier, 2019, tomo I (A-C), ad nomina, .Louis MurayreNeptune ("Nettuno")basse-tailleJustin Destouches du BourgJustin Destouches du Bourgun triton ("tritone")basse-tailleDun fils(non previsto) Terza entrée: le Feu ("il fuoco")Émilie ("Emilia")sopranoMarie AntierMarie AntierValère ("Valerio")basse-tailleGabriel-Vincent ThévenardGabriel-Vincent ThévenardL'Amour ("Amore")sopranoCathérine-Nicole Le Maure (Lemaure)Mlle Dun Quarta entrée: la Terre ("la terra")Pomone ("Pomona")sopranoMarie AntierCathérine-Nicole Le MaureVertumne ("Vertumno")haute-contreAntoine BoutelouLouis MurayrePlutus ("Pluto")haute-contreLouis Murayre(non previsto)Panbasse-tailleDun filsClaude-Louis-Dominique Chassé de ChinaisDeux Bergères ("due pastorelle")(solo una nella versione del 1725)sopranoMlles Constance e CatinMlle Mignier Epilogo (solo nella prima versione)Pomone ("Pomona")sopranoMarie AntierUne Nymphe de la Suite de Pomone ("Ninfa del seguito di Pomona")sopranoMlle de S. Estienne

Soggetto Le trame riportate sono tratte principalmente dalla citata voce “Les Eléments”, in Pitou, 1985, p. 184. Prologo: Le Chaos ("il caos") Dopo aver fatto in modo che gli elementi si sostituissero al caos, Destino deve affrontare le lamentele di Venere per essere stata esclusa dall'impresa, ma riesce a rabbonirla mostrandole il suo futuro figlio Luigi XV di FranciaO, dopo le prime rappresentazioni a corte, una statua raffigurante il re (Sawkins, op. cit., pag 61 )., il quale viene celebrato da un coro e raccomandato al favore degli elementi. Il re e altri dodici giovani signori della corte partecipano al divertissement danzato.

Prima entrée: l'Air ("l'aria") Incitato da Mercurio a abbandonare la sua indifferenza, Issione non solo rifiuta la richiesta di Giunone di sorvegliare i movimenti del fedifrago Giove, ma addirittura le dichiara il suo amore, causando così un suo terribile scoppio d'ira, Come punizione, Giove lo consegnerà agli abissi dell'Ade.

Seconda entrée: l'Eau ("l'acqua) Dopo aver rifiutato il matrimonio con Eolo per colpa del suo cattivo temperamento, ma soprattutto perché già innamorata, da lontano, di uno straniero ignoto, la sirena Leucosia si trova ad accogliere nel palazzo di Nettuno, proprio questo straniero, il poeta Arione, che arriva in groppa ad un delfino e che ricambia subito il suo amore. Nettuno riconosce Arione come proprio figlio e dispone le sue nozze con Leucosia.

Terza entrée: le Feu ("il fuoco") Questa entrée è ambientata del vestibolo del tempio di Vesta, dove la sacerdotessa Emilia attende, per l'ultima volta, al fuoco della dea, avendo ottenuto il permesso di convolare a nozze con Valerio. Quando egli giunge al tempio, Emilia gli racconta di un orrendo sogno premonitore da lei avuto: con grande fracasso Vesta le era apparsa, in preda all'ira, e aveva ucciso l'uomo colpendolo con il fulmine. Valerio cerca allora di tranquillizzarla, ma il tempio piomba all'improvviso nell'oscurità, perché il sacro fuoco si è spento. Emilia riconosce la propria responsabilità di averlo trascurato e rifiuta di fuggire con l'innamorato, dichiarandosi pronta ad affrontare la sua giusta punizione. Deus ex machina, Cupido appare però sopra una nuvola, riaccende il sacro fuoco e benedice le nozze tra i suoi due seguaci.

Quarta entrée: la Terre ("la terra")