LImpero di Akkad (o Impero accadico) è stato un regno mesopotamico, esistito nella seconda metà del III millennio a.C. Ebbe vita per circa 140 anni (dal 2334 al 2193 a.C. circa.). Fondato da un homo novus, Sargon di Akkad, rappresentante dell'elemento semitico ormai sempre più preponderante in Mesopotamia, e dalle sue iniziali conquiste, diede origine ad una dinastia, detta "accadica", dal nome di una capitale, Akkad, non si sa se di nuova fondazione. Dal nome della capitale prendono il nome anche i cosiddetti "Accadi" (pronuncia: ), nome con cui si indica la popolazione di origine semitica che abitava Akkad (in questo caso, si intende la parte settentrionale della Bassa Mesopotamia, in opposizione a Sumer, la parte meridionale).Scheda sugli Accadi, in treccani.it.
La città di Akkad era probabilmente posta sulla riva sinistra dell'Eufrate (ma il sito non è mai stato rintracciato, anche se è probabile che possa trattarsi di Tell Mizyad.) e, dopo Kish, fu capitale dell'omonimo regno..
L'origine degli Accadi è incerta: la tradizione vuole che provenissero dal deserto arabico, da dove sarebbero giunti in Mesopotamia. Di fatto, la visione di un'"invasione" semitica, con magari Sargon a capeggiarla, è insostenibile: popolazioni semite abitavano la Mesopotamia già nel Protodinastico e non vi giunsero attraverso migrazioni di massa. Il periodo "sargonico" (o "paleo-accadico") vede la creazione del primo organismo imperiale mesopotamico.. Mai prima dell'Impero di Akkad soldati mesopotamici si erano spinti tanto in là nelle loro conquiste, né mai una sola città aveva avuto un tale potere su un così vasto territorio..
Le fonti testuali dei 150 anni di vita dell'Impero accadico sono molto più abbondanti di quelle del precedente Periodo Protodinastico. Sono sopravvissute molte iscrizioni reali paleo-accadiche, anche se molte sono copie di epoca paleo-babilonese.
L'impero di Akkad è considerato da molti manuali e dagli studi degli specialisti il primo Impero della storia.
La dinastia di Akkad
Ecco, schematicamente, i membri della dinastia di Akkad. (gli anni sono da intendersi avanti Cristo): Sargon (2335-2279) Rimush (2278-2270) Manishtusu (2269-2255) Naram-Sin (2254-2218) Shar-kali-sharri (2217-2193) anarchia (2192-2190) Dudu (2189-2169) Shu-turul (2168-2154)
Sono attestati i seguenti sincronismi: Sargon con il re di Umma Lugalzaggesi; con Lukh-ishan e Khishep-ratep II della dinastia di Awan (Elam) Rimush con Kakug di Ur; con Kibaid di Lagash; Zimpa ed Epir-mupi della dinastia di Awan Manishtusu con Eshpum della dinastia di Awan
Storia Fondatore del regno fu Sargon (Šarru-kīn, nome che significa 'il re è legittimo', 2335-2279 a.C.). La tradizione posteriore lo indicherà come coppiere del re di Kish Ur-Zababa... Egli assoggettò gran parte della Mesopotamia, abbattendo il regno di Lugalzagesi e conquistando le città sumeriche che questi aveva unificato; sconfisse l'Elam e impose le proprie linee commerciali fino alla Siria, all'Anatolia, a Dilmun e Magan, dando vita ad un regno di grande estensione, con una caratteristica struttura "per capisaldi", che evitava pesanti occupazioni territoriali.; il nucleo dell'impero era rappresentato dalle regioni di Akkad e Sumer, con confini a nord nei pressi della città di Akkad (posta probabilmente nei pressi di Kish) e a sud sulla costa del Mare Inferiore (l'odierno Golfo Persico). Le città venivano governate da ensi ("re", "governatori") locali, vincolati al gradimento regio ma in parte autonomi: tali ensi, a differenza dei successivi ensi della Terza dinastia di Ur, non vanno intesi come governatori; si trattava, piuttosto, di veri e propri dinasti, comunque sottomessi alla dirigenza della capitale (che sarà, in una prima fase, subito dopo le conquiste sargonidi, Kish, poi Akkad, forse città di nuova fondazione).
Autonominatosi "ensi di Enlil", volendo dimostrare il suo rispetto per le tradizioni sumeriche, Sargon creò il primo organismo multietnico della Storia, in quanto il suo dominio teneva insieme le città-stato sumeriche del sud e l'elemento semita, ora politicamente (e soprattutto quantitativamente) predominante: anche se l'impero si estendeva effettivamente solo sulla Mesopotamia, aveva importanti relazioni commerciali verso la periferia. Non solo: l'elemento sumerico era linguisticamente isolato, mentre gli Accadi erano imparentati con l'elemento semita. Ciò significò, nel lungo periodo, l'isolamento e la progressiva scomparsa del primo, con gli Accadi maggiormente in grado di assorbire nuovi inserimenti.
Sargon aveva preso per sé il titolo di "re di Kish" (non quello di "re di Agade"). I suoi due figli, Rimush e Manishtushu, mantennero il titolo di "re di Kish" (nonostante già Sargon avesse trasferito la capitale ad Akkad). Già nel Protodinastico III, il titolo di "re di Kish" aveva preso a significare non tanto la sovranità sulla città di Kish quanto una posizione di egemonia sulle varie città-stato, traducibile come "re della totalità". La forma accadica successiva (šar-kiššati) richiamerà solo formalmente la città di Kish.. Il collegamento di Sargon con Ur-Zababa di Kish, pur se certamente apocrifo, rinvia ad un legame tra Kish e Agade che dovette essere storicamente concreto. La Lista reale sumerica in una sua versione trovata ad Ur (SKL‐Ur‐III) fa passare la regalità (nam-lugal) da Kish ad Agade alla Terza dinastia di Ur.. È comunque in questo periodo che il titolo di ensi passa a significare qualcosa come 'governatore provinciale', mentre il titolo di lugal (in accadico, sharrum) diventa il titolo normale per i re.
Successore di Sargon fu il figlio Rimush (o Rimuš), che regnò dal 2278 al 2270 a.C. e dovette affrontare numerose ribellioni.. Riuscì a stabilire diretto controllo di Susa, come si vede dal fatto che nell'area i testi amministrativi prodotti adottano la lingua accadica e dal fatto che ricorrono titoli sumerici per gli alti ufficiali (ensi, 'governatore', e shagina, 'generale'). A Rimush succedette Manishtushu, probabilmente in seguito ad una congiura di palazzo.
Naram-Sin, figlio di Manishtushu, fu il quarto re di Akkad: regnò dal 2254 al 2218 a.C. È, dopo Sargon, l'altra figura di grande rilievo della dinastia accadica: accentuò fortemente il carattere divino del proprio potere, e infatti si fece proclamare "dio della sua terra". Sotto Naram-Sin, il regno accadico appare al suo apogeo. In una prima fase, la linea di espansione è quella di nord-ovest (Subartu); successivamente deve aver distrutto Ebla e Armanum.. Naram-Sin poté quindi, a quanto sembra, realizzare il sogno di un regno che davvero si estendesse dal Mediterraneo al Golfo Persico.
Ci è giunto un trattato di cooperazione tra Naram-Sin ed un re elamico (il cui nome resta ignoto): il testo, scritto in cuneiforme, è in lingua elamica. Il trattato denota un cambio di rapporto rispetto ai tempi di Rimush e ha carattere paritario ("Il nemico di Naram-Sin è mio nemico. L'amico di Naram-Sin è mio amico").
Il regno di Naram-Sin e quello del figlio, Shar-kali-sharri, spinsero Akkad verso una maggiore centralizzazione dell'impero. Si provvide a mettere in piedi un nuovo sistema di tassazione, con le risorse destinate tanto alla capitale quanto ai centri periferici. Naram-Sin operò una standardizzazione della contabilità e dei sistemi di misura (viene ad esempio introdotto il gur accadico, corrispondente a circa 300 litri ed usato per l'orzo).. Più in particolare, poi, il regno di Naram-Sin fu caratterizzato da una scelta fondamentale, quella di farsi dio, come attestano un'iscrizione posta sul montante bronzeo di una porta ritrovato a Basetki (Iraq settentrionale). e poi l'inserimento nelle iscrizioni del dingir (il determinativo per le divinità) in capo al suo nome. Questa scelta, così come quella di operare una riforma amministrativa dell'impero, fu il risultato della vittoriosa risposta ad una vasta ribellione prodottasi inizialmente a Kish e poi propagatasi in Sumer. Pretese discendenze divine si erano già manifestate a Lagash nel Protodinastico III, ma senza maggior esito. Più concretamente, Naram-Sin riuscì a prendere le distanze dalla figura dellensi umile servo della divinità, tipicamente sumerico, e a proporsi come re (lugal) possente.. È sufficiente paragonare la Stele di Eannatum con la Stele di Naram-Sin per notare come la centralità della scena, occupata dal dio nella prima stele, è ora occupata dal re. Le frasi dedicatorie pongono ora l'accento sulla possanza militare del re piuttosto che sul suo carattere pio e devoto. Altrettanto, le figure dei soldati, che nel Protodinastico rappresentavano un insieme compatto di individui tutti pressoché uguali, nell'arte accadica acquistano carattere individuale e si differenziano dal re solo per le dimensioni ridotte..
Shar-Kali-Sharri, figlio di Naram-Sin, fu il quinto re di Akkad: regnò per 25 anni, dal 2217 al 2193 a.C. circa. Fu l'ultimo discendente di Sargon sul trono di Akkad. Al regno di Shar-Kali-Sharri seguì un periodo di anarchia (2192-2190), durante il quale governarono contemporaneamente quattro sovrani: Nanum (o Nanium), Igigi, Imi ed Elulu. Dopo questo periodo di anarchia, il re Dudu ascese al potere e regnò dal 2189 al 2169 a.C. circa.
Rilevante è nel periodo sargonico la progressiva affermazione del dio Enlil, posto ora a capo del pantheon mesopotamico. Shar-kali-sharri, ad esempio, adotta la titolatura di "re delle creature del dio Enlil"., mentre i primi re della dinastia (Sargon, Rimush e Manishtushu) dichiarano di aver ricevuto la regalità da Enlil.. Un archivio ritrovato a Nippur attesta una grandiosa ristrutturazione del tempio di Enlil (l'Ekur), dove peraltro Shar-kali-sharri aveva inizialmente esercitato, secondo la volontà del padre, la funzione di viceré.
In un suo nome di anno ( 118 rev., ricostruito sulla base di nomi di anno dello stesso re, 86, 87 e 124.), Shar-kali-sharri celebra una vittoria su una popolazione dei Monti Zagros, i Gutei, e sul loro re, Sharlak (Sarlag). Nello stesso testo, il re accadico dichiara di aver promosso la costruzione di due templi nella città di Babilonia. Il nome di anno recita così: "L'anno in cui Shar-kali-sharri pose [le fondamenta] [del] tempio di Anunitum [e del] tempio di Ilaba a Babilonia, e in cui sconfisse Sharlak, re di Gutium".
Questo nome di anno è la più antica menzione pervenutaci della città di Babilonia, nel testo indicata come KÁ.DINGIRki, che sarà poi una delle forme più comuni di scrittura del nome della città. Poiché babu in accadico significa 'porta' (KÁ in sumero) e ilu significa 'dio' (DINGIR in sumero), l'antico nome della città (Babilu o Babili) diede occasione per uno di quei giochi di parole di cui gli antichi erano soliti godere. Un dotto gioco di parole, poiché si guardava all'interpretazione del nome della città come "porta degli dèi" come ad una paretimologia.. La forma originale del nome della città (Babbar o Babbir) avrà invece significato 'bianca', 'luminosa'.. Il testo parla della costruzione di due templi, anche se spesso i re sumeri e babilonesi per 'costruzione' intendevano piuttosto 'restauro' o, al più, 'ricostruzione'. In ogni caso, il testo implica che in quel tempo ci fosse già un terzo tempio, dedicato alla divinità poliade di Babilonia, cioè Marduk.
Struttura e ideologia imperiale L'Impero accadico rappresenta un tentativo certamente inedito di controllare un territorio vasto ed ecologicamente diversificato, ma soprattutto ricco di lingue, di strutture politiche, di popoli diversi. Fu proprio questa caratteristica eterogeneità dell'impero a significarne, in ultima analisi, la debolezza di fondo.