I Protocolli dei Savi di Sion o degli Anziani di Sion o dei savi Anziani di Sion ()Richard S. Levy, Dean Phillip Bell, William Collins Donahue, Kevin Madigan, Jonathan Morse, Amy Hill Shevitz, Norman A. Stillman (a cura di). Antisemitism: A Historical Encyclopedia of Prejudice and Persecution (2005), Vol. I, ABC-CLIO, Inc. pp. 508-510. ISBN 978-1-85109-439-4. è un falso documento creato dall'Ochrana, la polizia segreta zarista, con l'intento di diffondere l'odio verso gli ebrei nell'Impero russo. . Encyclopedia Britannica. Fu realizzato nei primi anni del XX secolo nella Russia imperiale, in forma di documento segreto attribuito a una fantomatica cospirazione ebraica e massonica il cui obiettivo sarebbe stato impadronirsi del mondo.

La natura di falso fu appurata già fin dai primi tempi successivi alla pubblicazione di detti Protocolli, avvenuta per la prima volta nel 1903 attraverso un quotidiano di Pavel Kruševan; l'autore della prima stesura del testo fu Sergej Aleksandrovič Nilus tra il 1901 e il 1903,(a cura di) Richard S. Levy, Dean Phillip Bell, William Collins Donahue, Kevin Madigan, Jonathan Morse, Amy Hill Shevitz, Norman A. Stillman. Antisemitism: A Historical Encyclopedia of Prejudice and Persecution (2005), Vol. I, ABC-CLIO, Inc. pp. 508-510. ISBN 978-1851094394. che ne diffuse delle copie personalmente in Russia, fino a che non venne pubblicata da Kruševan e iniziò ad avere risonanza anche nel resto d'Europa. Una serie di articoli pubblicati su The Times nel 1921 e sulla Frankfurter Zeitung nel 1924 dimostrarono che il contenuto dei documenti era falso; gran parte del materiale era frutto di plagio da precedenti opere di satira politica e romanzi non correlati agli ebrei.

Nonostante la comprovata falsità dei documenti, riscossero comunque ampio credito in ambienti antisemiti e antisionisti, e rimangono tutt'oggi la base ideologica, soprattutto tra partiti o movimenti islamisti e fondamentalisti islamici in Medio Oriente, per avvalorare la teoria della cosiddetta cospirazione ebraica. I Protocolli sono considerati la prima opera della moderna letteratura complottista. Svetlana Boym, Conspiracy theories and literary ethics: Umberto Eco, Danilo Kis and The Protocols of Zion: Comparative Literature, Spring 1999. Presentata come un'esposizione di un piano operativo degli "anziani" ai nuovi membri, descrive i metodi per ottenere il dominio del mondo attraverso il controllo dei media e della finanza e la sostituzione dell'ordine sociale tradizionale con un nuovo sistema basato sulla manipolazione delle masse.

L'opera fu divulgata per la prima volta da coloro i quali si opponevano al movimento rivoluzionario russo e diffusa ulteriormente dopo la Rivoluzione russa del 1905. In seguito alla Rivoluzione d'ottobre che fece collassare l'Impero russo e in particolare durante gli anni venti e trenta, l'idea che il bolscevismo fosse una cospirazione ebraica per il dominio mondiale diventò uno degli strumenti più utilizzati nell'ambito della propaganda nazista in Germania, e in questo contesto i Protocolli, frutto di un'invenzione fraudolenta, diventarono il testo di riferimento per giustificare la persecuzione e lo sterminio degli ebrei.

Sebbene dopo la seconda guerra mondiale l'uso sistematico dei Protocolli sia diminuito, il testo rimane ancora un'arma propagandistica molto usata, soprattutto in alcuni ambienti del mondo islamico in funzione antisionista; tuttavia il suo uso è presente anche in altri ambienti: nella Chiesa ortodossa russa e in Giappone, ad esempio, sono un caposaldo della propaganda di frange di estrema destra. In Occidente i Protocolli rimangono un pilastro di varie teorie sul complotto giudaico e del Nuovo Ordine Mondiale, presenti in partiti e movimenti di estrema destra e neofascisti in Europa, Stati Uniti e Russia.

Storia

Origini dell'opera La fonte originaria dell'opera è un pamphlet del 1864 intitolato Dialogue aux enfers entre Machiavel et Montesquieu (Dialogo agli Inferi tra Machiavelli e Montesquieu), scritto dall'autore satirico francese Maurice Joly nel quale l'autore attacca le ambizioni politiche dell'imperatore Napoleone III, mettendo in scena un immaginario dialogo tra Machiavelli e Montesquieu all'inferno; l'opera di Joly era poi ispirata a un famoso romanzo di Eugène Sue, I misteri del popolo, nel quale il ruolo dei cospiratori era affidato ai gesuiti; nessuna delle due opere menziona gli ebrei. Joly lo fece stampare in Belgio e cercò di introdurlo illegalmente in Francia, dove era proibito criticare la monarchia. La polizia sequestrò un gran numero di copie e l'opera fu proibita. Joly, individuato come l'autore, fu processato il 25 aprile 1865 e condannato a quindici mesi di prigione.

Nel 1868 Hermann Goedsche, un antisemita tedesco, pubblica con lo pseudonimo di Sir John Retcliffe un'opera dal titolo Biarritz, nella quale riporta i dialoghi di Joly. Goedsche era un impiegato postale licenziato per aver falsificato nel 1849 delle prove nel processo del progressista Benedikt Waldeck. Nel capitolo del libro "Il cimitero ebraico di Praga e il Consiglio dei rappresentanti delle Dodici Tribù di Israele", Goedsche immagina un'assemblea segreta di rabbini che ogni 100 anni si riuniva con lo scopo di cospirare. Questo racconto si rifà a un episodio narrato da Alexandre Dumas padre nel romanzo Giuseppe Balsamo nel quale Cagliostro e i suoi seguaci mettono in atto una cospirazione che riguarda una collana di diamanti. Il capitolo di Goedsche si conclude con i dialoghi tratti da Joly.Questo materiale, in origine, fu esposto in Philip Graves, "The Source of "The Protocols of Zion", The London Times, 16, 17 e 18 agosto 1921, e da allora è stato espanso in numerose fonti, tra cui Wolf (1921), the United States Congress Judiciary Report (1964), Cohen (1996), Bronner (2003), ecc.

Nella seconda metà dell'XIX secolo in Russia, in seguito alla pubblicazione del Libro del Kahal di Jacob Brafman, su quotidiani e riviste si diffonde l'idea di un complotto ebraico per la dominazione del mondo ordito da un "kahal" segreto.

Il mito del kahal segreto che cospira contro l'Occidente cristiano - i goyim - e in particolare la Russia ortodossa, venne poi ripresa in una serie di romanzi di vari autori (al pubblico occidentale perlopiù sconosciuti), che anticiparono di almeno un ventennio la pubblicazione dei Protocolli come ad esempio la trilogia giudeofobica di successo Žid idet (L'ebreo sta avanzando) di Vsevolod Vladimirovič Krestovskij, pubblicata a puntate sul Russkij Vestnik di Michail Nikiforovič Katkov tra il 1881 e il 1890; nel secondo capitolo del primo volume, pubblicato per la prima volta nel 1881 e intitolato Slovo rabbi Ionafana (Il sermone del rabbino Ionafan), l'autore sfrutta il topos già collaudato del cimitero ebraico e del discorso del rabbino.Alessandro Cifariello, L'ombra del kahal, p. 197

Una traduzione in russo del Dialogo agli inferi di Joly apparve nel 1872. Dopo l'assassinio dello zar Alessandro II nel 1881, cominciò a circolare in Russia un libello con un estratto del capitolo Nel cimitero ebraico di Praga, che descriveva la trama rabbinica contro la civiltà europea. La polizia segreta imperiale della Russia zarista, chiamata Ochrana, trovò questo pamphlet utile nella sua campagna di discredito dei riformatori liberali e dei rivoluzionari che stavano rapidamente guadagnandosi il sostegno popolare, in particolare tra le minoranze oppresse come gli Ebrei russi.Vl. Burtsev, "The Elders of Sion": A Proved Forgery, The Slavonic and East European Review, Vol. 17, No. 49 (Jul., 1938), pp. 91-104.

Di base a Parigi, Matvej Vasil'evič Golovinskij (1865–1920), rampollo di una famiglia aristocratica e agente dell'Ochrana, lavorava con Charles Joly (figlio di Maurice Joly) a Le Figaro e scrisse vari articoli su incarico del capo della polizia segreta russa Pëtr Račkovskij. Vadim Skuratovsky: The Question of the Authorship of "The Protocols of the Elders of Zion", Kiev, 2001. ISBN 966-7273-12-1 di Patrick Bishop. The Washington Times, 21 novembre 1999, p.C10 Durante l'affare Dreyfus in Francia, in concomitanza con il massimo livello di polarizzazione dell'opinione pubblica europea nei confronti degli ebrei, fu redatta la versione finale del testo, che cominciò a circolare privatamente con il titolo di Protocolli nel 1897.

I Protocolli furono inizialmente pubblicati a puntate - in versione abbreviata - sul quotidiano di San Pietroburgo Знамя (Znamja - La Bandiera) tra il 28 agosto e il 7 settembre (date del calendario Giuliano) 1903, da Pavel Kruševan, che quattro mesi prima aveva scatenato il pogrom di Chișinău., di Valery Kadzhaya (accesso Sept 2005). Vi sono prove che mostrano come il testo sia stato scritto da Matvej Golovinskij e fosse basato sull'opera precedente di Maurice Joly che tracciava un parallelo tra Montesquieu e Niccolò Machiavelli.

Georgij Butmi fu uno degli ideologi dell'Unione del Popolo Russo (un'organizzazione antisemita), socio del giornale nazionalista La bandiera russa (1906). Dal 1912 al 1913 fu uno di un'organizzazione monarchica nazionalista ortodossa. È stato, a quanto pare, uno dei redattori del pamphlet dei Protocolli dei Savi di Sion nelle sue versioni del 1906 e 1907, subito dopo le edizioni di Pavel Kruševan 1903 e Sergej Aleksandrovič Nilus 1905, più estese della prima versione in assoluto ad opera di Pavel Aleksandrovich Krushevan, nel 1903.

Nella collezione di Illarion Ivanovič Voroncov-Daškov, conservata nella sezione manoscritta della Biblioteca centrale di Moskow, lo storico russo Ljubov’ Vladimirovna Ul’Janova-Bibikov si imbatté in una versione dattiloscritta dei protocolli dei saggi di Sion. La copia mostra le correzioni scritte a mano e le aggiunte di termini che si verificano nel libro stampato. Questa scoperta dimostra che questa copia è la prima fonte finora conosciuta. La versione originale può essere attribuita alle persone intorno a Georgij Butmi, la cui calligrafia sembra essere la stessa di quella utilizzata nelle correzioni trovate nella versione dattiloscritte a Mosca. Questo dattiloscritto con cambiamenti manoscritti conferma sicuramente che i protocolli dei saggi di Sion sono stati elaborati almeno in parte in Russia e non completamente scritti o tradotti a Parigi.

Diffusione in Russia e in altri Paesi

I Protocolli ebbero un'altra ondata di popolarità in Russia dopo il 1905, quando gli elementi progressisti del panorama politico nazionale riuscirono infine ad ottenere la promulgazione di una Costituzione e la creazione di un parlamento, la Duma.

I membri delle Centurie Nere, un'organizzazione conservatrice e monarchica sorta in Russia durante la rivoluzione del 1905, insieme all'Ochrana, addossarono la colpa del processo di liberalizzazione a un "complotto ebraico internazionale" e diedero inizio a un programma di diffusione dell'opera a sostegno propagandistico dell'ondata di pogrom attuati in Russia dal 1903 al 1906 oltre che come strumento per sviare l'attenzione dall'attivismo sociale dei progressisti. Lo zar Nicola II temeva la modernizzazione ed era molto geloso delle proprie prerogative imperiali e, quindi, presentare il movimento rivoluzionario crescente come parte di un potente complotto su scala mondiale e dare la colpa agli ebrei per i problemi della Russia avrebbe senz'altro fatto il suo gioco.