Sinistre ossessioni (The Passion of Darkly Noon), conosciuto in Italia anche coi titoli Darkly Noon - Il giorno del castigo e Passeggiata nel buio, è un film del 1995 scritto e diretto da Philip Ridley.
Darkly, l'inusuale nome del protagonista, deriva da un passaggio della Bibbia, l'inno alla carità, che dice: "Now we see through a glass, darkly..." ovvero "Ora infatti vediamo come per mezzo di uno specchio, in modo oscuro".
Trama Darkly Noon, il cui nome deriva da un passo della Bibbia, è un giovane cresciuto interamente all’interno di una setta cristiana ultraconservatrice. Dopo un violento episodio che porta allo scioglimento della comunità e alla morte dei suoi genitori, il disorientato Darkly vaga senza meta fino a inoltrarsi nei boschi della regione appalachiana della Carolina del Nord. Stremato, viene soccorso da Jude, assistente di un impresario funebre, e dalla sua amica Callie.
Jude affida Darkly alle cure di Callie e si allontana temporaneamente. Durante la convalescenza, mentre la donna lo assiste e lo riporta lentamente alla salute, il giovane si trova sempre più combattuto tra l’educazione religiosa repressiva ricevuta e la crescente attrazione che prova per lei. La sua inquietudine aumenta quando torna a casa Clay, il compagno muto di Callie, artigiano che realizza le bare vendute da Jude, assente da alcuni giorni. Il tormento interiore di Darkly si intensifica ulteriormente dopo l’incontro con Roxy, la madre di Clay, una donna amareggiata e ostile a Callie per la relazione con il figlio. Roxy insinua nella mente fragile del ragazzo l’idea che Callie sia una strega intenzionata a distruggere la sua famiglia.
Nonostante il suo comportamento distaccato e spesso inquietante, Darkly stringe una sincera amicizia con Jude. Un giorno scopre una gigantesca scarpa che galleggia lungo il fiume e, quando il cane di Roxy muore, decidono di deporvi il corpo e incendiarla, trasformandola in una sorta di pira funeraria alla deriva.
Jude propone quindi a Darkly di lasciare quel luogo e andare a vivere insieme altrove. Il giovane accetta e Jude parte con l’intenzione di tornare presto a prenderlo. Rimasta sola e sopraffatta dalla solitudine, Roxy si suicida. Dopo averne scoperto il cadavere, Darkly comincia ad avere allucinazioni nelle quali i genitori morti lo esortano a uccidere Callie.
Ormai completamente fuori controllo, si avvolge nel filo spinato, si dipinge il corpo di rosso e si arma con uno degli scalpelli di Clay. Irrompe nella casa della coppia deciso a ucciderli, sorprendendoli mentre fanno l’amore. Durante l’aggressione scoppia un incendio che in breve tempo divora l’abitazione.
Jude arriva sul posto, vede la casa avvolta dalle fiamme e si precipita a salvare Callie e Clay. Quando Callie confessa a Darkly di amarlo, l’uomo esita per un istante, permettendo a Jude di sparargli con il fucile di Clay. Dopo aver implorato la donna chiedendole «Chi mi amerà adesso?», Darkly cade a terra morto.
La mattina seguente, mentre Callie, Clay e Jude osservano le rovine fumanti della casa, giunge una famiglia di artisti circensi. Raccontano di aver perso tutto, compresa la gigantesca scarpa che utilizzavano come barca. Chiedono a Callie aiuto per uscire dalla foresta e lei accetta di guidarli. Il bambino più piccolo le dona una scarpetta d’argento, e insieme si incamminano verso una nuova partenza.
Produzione L’idea di Philip Ridley alla base del film nacque durante il periodo in cui stava dirigendo Riflessi sulla pelle (The Reflecting Skin). Ogni giorno, andando e tornando dal set, si trovava a passare davanti a un complesso recintato appartenente a una setta religiosa. Durante i lunghi viaggi in auto - circa due ore - iniziò a inventare, per divertire i passeggeri, storie improvvisate su un uomo cresciuto all’interno di una di quelle comunità isolate, qualcuno che non aveva mai avuto contatti con il mondo esterno.
Quelle fantasie nate quasi per gioco finirono per trasformarsi nel nucleo narrativo del film. Ridley immaginò la vicenda come una sorta di fiaba oscura, costruita però attorno a paure profondamente radicate nell’immaginario americano, alimentate dal fanatismo religioso e dall’ossessione per la purezza morale.
Accoglienza La rivista Entertainment Weekly definì il film «una commedia involontaria con un finale incendiario», criticandone in particolare la recitazione giudicata debole, i dialoghi sopra le righe e una serie di svolte narrative considerate poco credibili.
Di segno opposto fu invece il giudizio della rivista specializzata Fangoria, che lodò apertamente il film, soffermandosi soprattutto sull’interpretazione di Brendan Fraser, ritenuta uno dei suoi punti di forza.
Anche il critico cinematografico britannico Mark Kermode espresse un entusiasmo deciso, arrivando a definirlo «una delle mie esperienze cinematografiche preferite degli ultimi anni» e indicandolo inoltre come «la grande opera ingiustamente trascurata» del regista Philip Ridley.
Come già accaduto per il precedente lavoro di Ridley, anche questo film ha progressivamente sviluppato un solido seguito di culto. Nel 2014 è inoltre entrato nella top ten della classifica dei cinquanta film più sottovalutati di sempre stilata dal quotidiano britannico The Daily Telegraph.
Note
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