Dublino (AFI: ; , AFI: ; , AFI: , traducibile in "città del guado con ostacoli", e conosciuta anche come Áth Cliath o, più anticamente, Dubhlind/Duibhlind, , , da cui appunto deriva il toponimo inglese) è la capitale della Repubblica d'Irlanda, oltre che la città più grande e popolosa di tutta l'isola. Gli abitanti sono complessivamente , ma se si considera l'area metropolitana superano il milione. La città è in continua espansione urbanistica ed economica da qualche decennio, e contribuisce al PIL della Repubblica con 60 miliardi di euro.

Fondata dai Vichinghi come centro per il commercio di schiavi, la città è situata sulla foce del fiume Liffey, al centro della costa orientale dell'isola e di quella che oggi è la contea di Dublino, affacciata sul mare d'Irlanda. È stata la capitale irlandese sin dai tempi medievali.

La città consiste nella zona amministrata dal consiglio cittadino di Dublino (ingl. Dublin City Council; irl. Comhairle Cathrach Bhaile Átha Cliath), assieme ai contigui sobborghi un tempo appartenenti alla Contea di Dublino, ma ora divisi tra le contee di Dún Laoghaire-Rathdown, Fingal e South Dublin. L'area metropolitana di Dublino (ingl. Greater Dublin Area; irl. Mórcheantar Bhaile Átha Cliath) si compone di quanto sopra, assieme alle contee di Kildare, Meath e Wicklow.

L'inno non ufficiale della città è Molly Malone.

Geografia fisica

Clima

Il clima di Dublino e di tutta l'Irlanda è di tipo oceanico, non solo sulle coste ma anche all'interno, perché mancano alte catene montuose in grado di bloccare i venti provenienti dal mare. MeseDati meteorologici e climatici tratti da BBC Weather gen. feb. mar. apr. mag. giu. lug. ago. set. ott. nov. dic. anno2005-2006 Temp. media massima Temp. media minima Precipitazioni

Origini del nome Il toponimo è un adattamento dall'antico irlandese Dubh Linn, "stagno nero", che fa riferimento a uno stagno che esisteva un tempo alla confluenza tra il fiume Poddle e il Liffey. Il nome in irlandese moderno, invece, è Baile Átha Cliath (a volte contratto in Áth Cliath), che significa "città del guado degli ostacoli", ossia un luogo in cui il fiume non era facile da attraversare.

Storia

Prima dell'anno Mille Le prime notizie sull'esistenza di Dublino, la cui data di fondazione rimane incerta, ci giungono da Claudio Tolomeo (140 d.C.), che vi si riferisce con il nome di Eblana. Per i primi secoli dopo Cristo le notizie sono sporadiche e intessute di miti e leggende: il dato più antico, a parte la testimonianza di epoca romana, è la vittoria riportata dagli abitanti della città contro le popolazioni del Leinster nel 291, mentre intorno al 450 san Patrizio probabilmente era impegnato in città nell'opera di diffusione del cristianesimo.

Del secolo successivo è il tentativo di invasione dei danesi, forse andato a buon fine: soltanto dall'832 ne abbiamo testimonianze precise con l'incoronazione del sovrano normanno Thorkel I, ma è certo che i danesi fossero già presenti in Irlanda da lungo tempo. Thorkel, tuttavia, scelse Armagh come centro del suo potere. Nel 1014 Brian Boru re del Munster attaccò i vichinghi nella battaglia di Clontarf: la battaglia fu vinta, ma sia il re sia la sua famiglia, oltre a dei suoi uomini, vi persero la vita.

Nel X secolo avvenne la fusione fra Áth Cliath e Dubh Linn, insediamenti l'uno nativo irlandese (gaelico), l'altro vichingo. L'avamposto fu infatti usato dai pirati vichinghi come base per le loro scorrerie sulle coste irlandesi e nei porti.

Dublino medievale dominata dai britannici

Dopo l'invasione anglo-normanna del 1171, che spodestò la Collina di Tara, Dublino divenne capitale del regno irlandese, ottenendo lo status e i diritti di città nel 1172. Molti coloni lasciarono Inghilterra e Galles insediandosi nella nuova terra conquistata e costringendo i vichinghi a spostarsi al di là del Liffey.

Nel XIV secolo, per frenare l'influenza dei nativi irlandesi, la zona fu fortificata e isolata, divenendo quella che per secoli fu chiamata The Pale. Il potere andò consolidandosi nel castello di Dublino, mentre furono erette tre importanti chiese (Cattedrale di Christ Church, Cattedrale di San Patrizio e Chiesa di Sant'Audoeno) tutte a breve distanza fra loro, nonché il Parlamento d'Irlanda.

Ciò che caratterizza la Dublino medievale è senz'altro la mentalità dell'assedio: gli abitanti del Pale avevano infatti creato un'invalicabile "enclave" dove vivevano esclusivamente persone di razza normanna, mentre i "barbari" irlandesi erano confinati all'esterno. Questa mentalità si rifletteva nell'episodio simbolo, il pellegrinaggio annuale al campo di Cullen a Ranelagh, dove nel 1209 erano stati massacrati dal clan degli O'Toole dei coloni appena giunti da Bristol: durante questa manifestazione i dublinesi normanni, debitamente scortati dalla milizia, marciavano fino al luogo della strage e stendevano un drappo nero verso le montagne, in una simbolica battaglia contro l'irlandese; fino al XVII secolo il plotone fu sistematicamente scortato, tale era il terrore per la "montagna nemica".

La Dublino medievale aveva tra i 5 e abitanti e una piccolissima area di poco più di . La vita era assai precaria: nel 1348 la città fu colpita pesantemente dalla peste nera, un'epidemia letale che colpì tutta l'Europa e che fece moltissime vittime, poi seppellite in fosse comuni nell'area tutt'oggi chiamata Blackpits. La pestilenza durò a più riprese fino alla sua esplosione più violenta del 1649. Oltre a questa costante minaccia, la città fu spesso oggetto di assedi e violenze e fu lo sfondo di parecchie battaglie: emblematica la spedizione di truppe scozzesi del 1314 che rase al suolo i sobborghi di Dublino.

Nel XVI secolo emerse la figura di Fitzgerald conte di Kildare e dei suoi discendenti, figure politiche di spicco volute dai dominatori britannici a difesa di Dublino per mantenere intatte le proprie colonie dal rischio di invasione delle popolazioni irlandesi vicine. Non si trattò di una scelta particolarmente azzeccata, in quanto più volte i conti ingerirono nella vita politica inglese, causando due episodi emblematici: nel 1407, durante la guerra delle due rose, invasero la città con le truppe alleate del Ducato di Borgogna, proclamando Lambert Simnel, della casata di York, re d'Inghilterra; nel 1536, invece, Silken Thomas assediò il castello di Dublino per vendicare l'imprigionamento del parente Garret Fitzgerald, ed Enrico VIII reagì con una dura spedizione per distruggere i Fitzgerald e insediare nuovamente amministratori inglesi. Da questo momento iniziò un rapporto più vicino, ma forse meno felice, fra Londra e Dublino.

Dublino coloniale e Georgiana

Dublino e i suoi abitanti subirono una profonda trasformazione nei secoli XVI e XVII, durante la prima conquista totale dell'isola d'Irlanda da parte inglese, a opera dei Tudor.

Soprattutto il XVI secolo fu un periodo molto animato nella storia della città: i vecchi coloni inglesi erano all'inizio molto sollevati dalla conquista dell'isola e dal progressivo disarmo degli irlandesi: ma ben presto la forte tassazione della corona e, soprattutto, l'imposizione della riforma protestante cambiarono la loro situazione. Successe di tutto: esecuzioni di dublinesi riottosi, angherie dei soldati inglesi (durante la guerra irlandese dei nove anni), che si stanziarono nelle abitazioni della popolazione civile, con feriti sparsi per le strade per la mancanza di un adeguato ospedale, l'esplosione di un magazzino inglese di polvere da sparo con conseguenti 200 morti. Nel 1592 Elisabetta I inaugurò il Trinity College, a cui, però, potevano accedere solo gli irlandesi protestanti: gli irlandesi risposero mandando a studiare i loro figli nelle università cattoliche europee. Questo fatto irritò molto Londra, che vedeva i dublinesi come gente indisponente, e incoraggiò una seconda ondata di colonizzatori protestanti, che entro il 1640 superarono in numero i cattolici.

Teatro di vari assedi più o meno riusciti durante le guerre confederate irlandesi, Dublino cadde totalmente in mano alla nuova minoranza inglese dopo la conquista cromwelliana dell'Irlanda. Da quell'evento (che allontanò, paradossalmente e definitivamente, la vecchia comunità inglese, ormai identificatasi con gli irlandesi nativi) Dublino avrebbe vissuto più di due secoli di pace e stabilità.

Fu nell'era georgiana, all'inizio del XVIII secolo, e in concomitanza dell'imposizione della lingua inglese in Irlanda e delle leggi penali britanniche, che Dublino fu completamente ristrutturata, godendo del massimo splendore, con la costruzione di quartieri tipici dell'epoca e di palazzi dal gusto raffinato. Si cominciò per girare tutte le case verso il Liffey, dando loro una facciata gradevole: fu la prima volta, dato che precedentemente il fiume era visto come una zona sporca e di scarico, e tutte le case davano di spalle.

Sorsero in breve tempo Sackville Street (oggi O'Connell Street), Dame Street, Westmoreland Street, Henrietta Street e D'Olier Street, tutte costruite dopo avere demolito i vecchi quartieri medievali e gli agglomerati seguenti. Vennero alla luce inoltre cinque delle principali piazze georgiane: Rutland Square (oggi chiamata Parnell Square) e Mountjoy Square nel North Side, Merrion Square, Fitzwilliam Square e Saint Stephen's Green. Soltanto l'area di Temple Bar e di Grattan Square non furono stravolte.

Nel 1700 Dublino, con abitanti, era la seconda città dell'impero britannico.

Lockout e indipendenza

Dublino si addentrò nel XX secolo, come una città rivoluzionata dai secoli precedenti, ma alle porte di anni di nuovi e feroci disordini. Il primo avvenne nel 1913, quando operai mal pagati di svariate fabbriche dublinesi scesero in piazza nella manifestazione più grande mai avvenuta in Irlanda e nel Regno Unito: il Lockout. Guidati dal sindacalista James Larkin, la manifestazione divenne agitatissima e si concluse con tre morti e migliaia di feriti caricati dalla polizia.

Dopo la prima guerra mondiale successe il primo fatto che cambierà in maniera definitiva la situazione politica di Dublino e di gran parte dell'Irlanda: nell'aprile del 1916 un piccolo gruppo di repubblicani guidati da Patrick Pearse diede vita a ciò che venne poi successivamente chiamato rivolta di Pasqua (Easter Rising). La piccola rivolta fu facilmente sedata dalle truppe britanniche, ma divenne importantissima per i risvolti successivi: vista infatti, all'inizio, in maniera molto distaccata se non addirittura avversa dalla popolazione dublinese, subì tuttavia una repressione durissima e sanguinosissima con l'esecuzione di moltissimi giovani, che causò un rapido cambio di opinione fra la gente.

Nel 1918 iniziò la guerriglia degli Irish Volunteers (Volontari Irlandesi, che, guidati da Michael Collins, si rinominarono Irish Republican Army) contro i britannici e dal 1922 Dublino è la capitale dell'Irlanda indipendente. Durante la guerra civile molte zone vennero distrutte: lo Stato Libero d'Irlanda successivamente ne restaurò parecchie, ma la città rimase in uno stato di superficiale abbandono fino agli anni sessanta, se non di demolizione (come la colonna di Nelson, distrutta dall'IRA in quegli anni e oggi sostituita dallo Spire).

In tempi recenti sono state molte le opere di restauro e ricostruzione, spinte anche dal boom economico che ha caratterizzato l'Irlanda negli anni 1990; tuttavia, queste nuove e moderne costruzioni e ricostruzioni hanno snaturato le caratteristiche di tradizione e identità irlandese, rendendo Dublino una città sempre più simile allo standard della maggior parte delle capitali europee.

Stemma

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Cattedrale di Cristo Cattedrale di San Patrizio Chiesa di Sant'Audoeno Cimitero di Glasnevin Procattedrale di Santa Maria

Architetture civili

Áras an Uachtaráin Abbey Theatre Palazzo del Parlamento irlandese (Ex-sede del parlamento e della Bank of Ireland) Casino Marino City Hall Dogana di Dublino Four Courts