Biografia Nato nella Provincia di Nonthaburi nel 1897 con il nome Plaek Khittasanga, era figlio di Kid, che lavorava in un frutteto di durian, e della signora Sam Ang. Fu chiamato Plaek, che vuol dire strano, per la posizione delle orecchie più bassa del normale. Dopo aver frequentato le scuole primarie e secondarie al Wat Kemapirataram, entrò all'Accademia Chulachomklao dei Cadetti del Regio Esercito. Laureatosi a 19 anni, fu inquadrato con il grado di sottotenente di Artiglieria nella VII Area dell'esercito di stanza nella provincia di Phitsanulok.
Qualche anno dopo continuò gli studi al College per il personale di comando a Bangkok e si aggiudicò una borsa di studio per frequentare la Scuola di Artiglieria francese a Fontainebleau, nei pressi di Parigi. Promosso maggiore, come era di consuetudine a quel tempo nei vertici delle forze armate, il re Prajadhipok gli conferì nel 1928 il titolo nobiliare Luang e l'appellativo Phibun Songkhram, che significa "guerra estesa" e che Plaek adottò come cognome..
Periodo in Francia Nella capitale francese entrò nella locale associazione degli studenti siamesi e tra i connazionali che conobbe in questo periodo quelli che avrebbero maggiormente segnato la sua vita furono il militare Prayoon Pamornmontri e il civile Pridi Banomyong, inviati dal governo per studiare scienze politiche il primo e giurisprudenza e economia politica il secondo.
Fu a Parigi che questi ed altri studenti siamesi iniziarono a progettare la trasformazione del Regno del Siam in una monarchia costituzionale. Nacque un gruppo segreto di cospiratori in cui Pridi fu l'ispiratore, Plaek il braccio armato e Prayoon l'organizzatore. Il gruppo, nucleo di quello che sarebbe diventato il partito Khana Ratsadon, ben presto si espanse e una notevole acquisizione fu quella dell'alto ufficiale della Regia Marina Militare Sinhu Songkramchai. La conclusione del dibattito interno fu che il popolo siamese non era pronto per formare un movimento di massa e che per ottenere la democrazia sarebbe stato necessario un colpo di Stato organizzato con personaggi inseriti in istituzioni di importanza nevralgica.
Ritorno in Siam Al ritorno in Siam, Phibun ottenne una posizione di prestigio al servizio di un nobile e il suo apporto alla preparazione del colpo di Stato fu limitato a istruire giovani ufficiali dell'esercito. Pridi addestrò alla ribellione diversi funzionari statali civili, mentre Prayoon ebbe il merito di far aderire al movimento il potente Phahon Phonphayuhasena, uno dei capi militari più influenti del Siam. I cospiratori si resero conto dell'esigua forza di cui disponevano e si dedicarono in prevalenza alla ricerca di ufficiali di alto grado delle forze armate.
La rivoluzione del 1932
In quel periodo il Siam entrò in piena emergenza economica, derivata dalla crisi globale che seguì la grande depressione del 1929 e dalle enormi spese sostenute dallo Stato durante i precedenti regni di Rama V e Rama VI. Il re Prajadhipok (Rama VII, sul trono dal 1925) si trovò costretto a ridurre gli effettivi e le spese delle forze armate, provocando crescente malumore tra gli alti gradi militari e facilitando il reclutamento di questi ultimi tra le file dei cospiratori. Un altro fattore che spinse gli alti ufficiali ad unirsi al progetto, fu il dispotismo dei principi della casa reale in qualità di comandanti delle truppe..
Il colpo di Stato fu tenuto segreto fino all'ultimo e l'attacco, concentrato sulla sola capitale Bangkok, ebbe luogo il 24 giugno 1932, mentre il sovrano si trovava in vacanza nel sud del Paese. Fu portato a termine in giornata senza spargimento di sangue, bloccando le comunicazioni e neutralizzando il ministro dell'Interno, che non poté quindi attivare la Polizia. Dopo aver bloccato anche il reggimento cittadino di Fanteria e la Guardia Reale (Phibun ebbe il compito di presidiare le caserme di quest'ultima), i ribelli si diressero al Grande palazzo reale dove venne proclamata l'abolizione della monarchia assoluta e l'istituzione di un governo costituzionale. Fu distribuito il manifesto di programma del nuovo Partito Popolare (Khana Ratsadon), nome che prese il gruppo ribelle, che criticava ferocemente il re e lo minacciava di essere destituito con la proclamazione della Repubblica se non avesse acconsentito a concedere la costituzione.
Il re ritornò precipitosamente a Bangkok e diede subito udienza agli organizzatori del colpo di Stato, comunicando che accettava la costituzione e che la concessione della democrazia era già nei suoi piani. Pochi mesi prima una sua proposta di costituzione era stata respinta dal Consiglio Supremo che riteneva la popolazione non ancora pronta alla democrazia. Il monarca fu privato di quasi tutti i poteri e relegato ad un ruolo puramente formale. La casa reale sarebbe rimasta in una posizione subalterna alle forze armate per i successivi venticinque anni, ma il re formalmente aveva mantenuto il proprio prestigio: la concessione della Costituzione si presentava come un omaggio del sovrano, che conservava agli occhi del popolo una personalità superiore a quella dei ribelli..
Il 28 giugno, i 70 membri della neonata Camera dei deputati nominarono capo del Consiglio dei ministri, che prese però il nome di Comitato pubblico, il monarchico Manopakorn Nititada, membro del Consiglio privato di Sua Maestà. Manopakorn a sua volta nominò i 14 altri membri del Comitato, tra i quali Phibun, Pridi, Prayoon e Phahon. In breve tempo fu approvata una Costituzione provvisoria; il successivo 10 dicembre fu introdotta la Costituzione permanente e l'esecutivo prese il nome di Consiglio dei ministri.
Il colpo di Stato del 1933 Il partito unico era composto da tre fazioni: una progressista che faceva capo a Pridi Banomyong, un'altra era espressione delle giovani leve dell'esercito ed era guidata da Phibun, e l'ultima, la più potente, era quella legata alle alte gerarchie militari, capeggiata da Phahon Phonphayuhasena. Ben presto le posizioni liberal-socialiste della fazione civile trovarono dissenzienti molti nobili e militari conservatori, che fondarono il Partito Nazionale.
Nell'aprile del 1933 Pridi presentò una radicale riforma che prevedeva la nazionalizzazione delle terre, l'assegnazione delle terre stesse e sussidi ai contadini nonché l'istituzione di un ente di previdenza sociale in favore delle fasce più povere. Il disegno di legge fu bollato come comunista e respinto dal re e dal primo ministro Manopakorn,. che fu investito di poteri dittatoriali dal sovrano ed emise leggi di gravità eccezionale. Dispose lo scioglimento del parlamento e la sospensione della costituzione, fece approvare una legge anti-comunista che provocò l'incarcerazione dell'intero Comitato Centrale del Partito Comunista del Siam, nonché la censura e la chiusura di svariate pubblicazioni di sinistra. L'appartenenza ad un'organizzazione comunista divenne passibile di pene fino a 12 anni di reclusione.
Il progetto di Pridi aveva anche spaccato la compagine di governo. Le vibranti proteste dei proprietari terrieri e della vecchia aristocrazia spinsero l'ala conservatrice del Partito Popolare a schierarsi apertamente contro la riforma. Tale spaccatura non si sarebbe più sanata fino al dopoguerra ed avrebbe visto le varie fazioni del partito combattersi con il progressivo indebolimento della fazione civile. La crescente influenza di Nititada e il dispotismo con cui impose il proprio volere allarmarono i vertici della fazione militare del Partito Popolare, e Phahon organizzò il primo colpo di Stato militare dell'era costituzionale, che ebbe luogo senza spargimento di sangue il 20 giugno 1933. Phahon si auto-nominò primo ministro, riattivò la costituzione e costrinse il re ad accettare tali eventi e a perdonare Pridi, che fu richiamato dall'esilio a cui era stato costretto ed arrivò a Bangkok il 29 settembre 1933.
Abdicazione del re Il mese seguente, le truppe regolari guidate da Phibun e altri ufficiali soffocarono la ribellione Boworadet, una rivolta lealista di altri militari guidati dal principe Boworadet che attaccarono Bangkok nel tentativo di reinstaurare la monarchia assoluta. Il re fu dichiarato estraneo alla ribellione, ma i rapporti tra i militari ed il monarca si incrinarono ulteriormente. Il successo riportato sui ribelli monarchici aumentò la stima di Phahon per Phibun.
Esautorato dal potere, Rama VII si recò in Europa per motivi di salute, da dove chiese riforme per il Siam che non furono prese in considerazione dal governo. In totale disaccordo con la gestione del Paese, abdicò mentre si trovava in Inghilterra il 2 marzo 1935. Il trono fu affidato al nipote di Rama VII Ananda Mahidol, che aveva solo 9 anni e viveva in Svizzera. Il Parlamento nominò suoi reggenti il colonnello principe Anuwatjaturong, il capitano di corvetta principe Athitaya Dibhabha ed il nobile Yommaraj (Pun Sukhum).
Primo ministro Nel frattempo, gli agganci politici avevano consentito a Phibun di scalare le gerarchie militari, nel 1934 aveva ottenuto il grado di colonnello e la carica di comandante dell'esercito. Presente in tutti gli esecutivi formati da Phahon, nel settembre del 1934 era diventato ministro della Difesa. Il declino politico di Phahon Phonphayuhasena fu legato ad alcuni scandali ed il dittatore fu costretto a dimettersi nel settembre del 1938. Rimase in carica ad interim fino alle elezioni che videro la vittoria di Phibun, nominato primo ministro il 16 dicembre 1938.
Nazionalismo e modernizzazione Al pari dei contemporanei fascismo e nazismo, il regime di Phibun fece un grande uso della propaganda; in questo intento si mise in luce Wichit Wathakan, un nobile ex monarchico che negli anni trenta divenne prezioso alleato di Phibun. Grazie all'aiuto di quest'ultimo e al proprio talento, Wichit seppe creare con la propaganda una nuova immagine del Paese.. Venne introdotto il mito della modernizzazione del Paese secondo i modelli europei. Nel 1942 fu fondata l'Università Kasetsart (di Agraria) e l'anno dopo l'Università Silpakorn (di Belle Arti). Ai cittadini fu proibito di vestire con gli abiti tradizionali siamesi, di masticare il betel e di consumare l'oppio. Questa politica di modernizzazione non era però in favore dell'Occidente. Ad esempio, cristiani e musulmani thailandesi subirono discriminazioni durante il suo governo, mentre furono i buddhisti ad essere considerati "puri thailandesi". Nel 1941 fu adottato il 1º gennaio come capodanno ufficiale, fino ad allora lo era stato a marzo il tradizionale capodanno buddhista.
Phibun cercò di sradicare la cultura cinese dalla società e nel 1939 il Paese fu ribattezzato Thailandia (เมืองไทย, Mueang Thai, letteralmente: il Paese dei liberi) ripudiando il nome Siam di origine cinese. Introdusse il piano dell'economia "Thailandia per i thailandesi", con cui furono imposte pesanti tasse alle aziende straniere, molte delle quali erano cinesi, e furono offerti aiuti alle aziende di proprietà di thailandesi. Posti di lavoro che per tradizione venivano assegnati a membri della comunità thai-cinese furono riservati con Phibun ai soli thai. Nuove imprese statali monopolizzarono settori dell'economia tradizionalmente in mano a grandi mercanti cinesi. In un discorso pubblico nel 1938, Wichit paragonò i cinesi in Siam agli ebrei della Germania nazista, affermando che i cinesi erano peggiori perché spedivano soldi in patria sottraendoli all'economia nazionale..