Un miracolo (dal latino «miraculum», cosa meravigliosa), in teologia, è un evento straordinario, al di sopra delle leggi naturali, che si considera operato da Dio direttamente o tramite una sua creaturaIl Vocabolario Treccani, 2003: "Fatto sensibile straordinario, fuori e al di sopra del consueto ordine della natura, che si considera operato da Dio direttamente o per l'intermediazione di una sua creatura".. Nel linguaggio comune, per estensione, il termine miracolo indica anche un fatto eccezionale, che desta meraviglia. Colui che si ritiene abbia compiuto dei miracoli è detto anche taumaturgo.
Sui fatti ritenuti miracolosi si è sviluppato storicamente un dibattito tra i sostenitori della loro natura divina e i sostenitori di un approccio razionalista al fenomeno che negano spesso sia la veridicità sia la natura soprannaturale di tali eventi.
Il miracolo nelle religioni Nell'ebraismo, così come nell'Islam, i miracoli sono considerati segni dell'onnipotenza di Dio.
Nella Bibbia svariati eventi vengono presentati come miracolosi. Si deve tuttavia fare una differenza tra l'interpretazione ebraica, limitata all'Antico Testamento, e l'interpretazione cristiana, che abbraccia soprattutto il Nuovo Testamento, del quale l'Antico è letto come prefigurazione.
I miracoli nell'Induismo
I testi sacri propri dell'Induismo contengono vari esempi di miracoli, tra cui la comparsa di un ponte sull'oceano per lasciare che gli eserciti di Rāma lo attraversino, il salvataggio divino di Prahlada alla cui vita si era attentato con molti mezzi (fuoco, calpestamento a opera di elefanti, ecc), la scomparsa del corpo fisico di Mīrābāī e Andal mentre entrano nel santuario di un tempio, Krishna che risuscita dai morti Parikshit. In epoca recente si sarebbero verificati miracoli da parte del dio Ganesha; tra i più rilevanti quello del 21 settembre 1995, quando in diverse parti del mondo - dall'Asia alle comunità induiste europee e americane - le statue della divinità avrebbero bevuto del latte.
I miracoli nel Cristianesimo Nel Nuovo Testamento i principali miracoli sono opera di Gesù, e sono accompagnati da un valore simbolico; spesso capita che lo stesso Gesù si rifiuti di fare miracoli per fare proseliti. Da ricordare, come momento topico, la tentazione di Satana che nel deserto propone a Gesù di cambiare i sassi in pane; Gesù rifiuta, con questo e altri segni, di far diventare i miracoli segni per convincere i testimoni. Da ricordare, dopo la moltiplicazione dei pani, come Gesù si nasconda per fuggire alla gente che voleva farlo re. Gesù evita che i miracoli da lui operati possano venir equivocati dalla folla. Numerose sono le volte che Gesù chiede ai miracolati di rimanere in silenzio e di non dirlo, è sempre fatto divieto a chi riceve un miracolo di seguirlo (in una certa visione del messaggio evangelico, l'unico segno attorno a cui ci si può convertire è infatti quello della croce). Il Nuovo Testamento riferisce anche di miracoli operati dagli Apostoli, attribuendoli esplicitamente al potere concesso loro da Gesù, perché potessero testimoniare la loro fede e annunciare il regno di Dio. Essi vengono presentati dagli evangelisti come opere di Gesù, il Cristo, termine greco che traduce l'ebraico Messia, e sono considerati come parte della proclamazione del regno divino, a solo scopo di sollecitare il pentimento e la conversione a Dio. Nel Nuovo Testamento è presente anche la figura di Simone Mago che compie prodigi considerati veri miracoli dai testimoni.
Sono quattro i termini Greci usati solitamente per indicare i miracoli nella Scrittura: Σημεῖα, Semeia, "segni", cioè l'evidenza empirica di intervento o presenza divina (, , , , ). Θαύματα, Thaumata, "miracoli", cioè portenti, eventi che causano stupore. (). Δυνάμεις, Dynameis, "potenze", cioè opere che presuppongono una forza, o meglio, un potere sovrumano o sovrannaturale (, , ). Ἔργα, Erga, "opere", cioè le azioni dei santi o di Gesù e i suoi discepoli.
I miracoli secondo la Chiesa Cattolica La Summa Theologiae definisce il miracolo come "un fatto arduo e insolito che si verifica oltre le forze della natura e oltre l’aspettativa o speranza degli uomini, e che genera, perciò meraviglia". Sant'Agostino afferma che «quando Dio opera contro il corso consueto della natura a noi noto, i fatti così prodotti vengono chiamati fatti sorprendenti o meraviglie». Secondo la Dei Filius, citata dal Catechismo, i miracoli sono "prove esteriori della Rivelazione" (§ 156). I miracoli sono alla radice di varie festività liturgiche: miracolo eucaristico di Bolsena per la solennità del Corpus Domini, alle apparizioni di Paray-le-Monial per la solennità del Sacro Cuore di Gesù e di quelle a santa Faustina Kowalska, per la Domenica della Divina Misericordia.
Il miracolo viene spesso inteso come un'opera diretta di Dio, anche se può avvenire tramite la mediazione intercessoria dei Santi. La Chiesa cattolica romana richiede due distinti eventi miracolosi, avvenuti dopo la morte e riferibili alla sua intercessione, come presupposto per la causa di canonizzazione dei santi, uno per la Beatificazione, più un secondo per la Canonizzazione.
Secondo la procedura attuale, definita nel 1983,Papa Giovanni Paolo II, costituzione apostolica Divinus perfectionis Magister, 25 gennaio 1983. Si vedano anche e, in inglese, . l'inchiesta compiuta dalla Chiesa per accertare la verità del miracolo si basa, nei casi di guarigione inspiegabile, su un'attenta analisi dei fatti da parte di una consulta medica nominata dalla Congregazione per le cause dei santi composta da specialisti sia credenti sia non credenti, la quale verifica se il caso in esame soddisfi i sette criteri definiti dal cardinale Prospero Lambertini, poi papa Benedetto XIV, nel De servorum beatificatione et beatorum canonizatione (1734).Cf. Patrizio Polisca, Guarigioni miracolose? La parola anzitutto ai medici, pubblicato il 12-13 giugno 2009 su L'Osservatore Romano. Fondamentale il 7º e ultimo punto: la guarigione deve dimostrarsi permanente, e ciò richiede un periodo d'osservazione (follow up) notevole, convenzionalmente sui 20-25 anni.
In caso di responso positivo, si valuta se le circostanze dell'evento sono compatibili con un intervento divino, ad esempio se la persona guarita miracolosamente stava pregando o era in pellegrinaggio in un santuario, o se qualcuno aveva fatto una di queste cose per lei, altrimenti la guarigione, anche se avente tutte le caratteristiche oggettive per esser dichiarata miracolosa è archiviata come remissione spontanea.
Taluni sostengono che l'obiezione secondo la quale tra i vari casi miracolosi non si annoverino, tuttavia, casi di ricrescita di arti mutilati o amputatiPiergiorgio Odifreddi; Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) sarebbe falsa, perché almeno un caso di presunto reimpianto miracoloso di una gamba amputata tre anni prima, e seppellita nel campo dell'ospedale, è stato sufficientemente documentato a Calanda in Spagna, nel Seicento, cfr. nella bibliografia Vittorio Messori, Il Miracolo, Rizzoli 1998. In tal senso il CICAP ipotizza (senza apportare alcun documento) oggi la non veridicità della documentazione da cui è attestato l'evento, oppure ipotizza oggi che l'evento sia stato a suo tempo interpretato in modo fuorviante. Purtuttavia, il miracolo, così come è presentato nei Vangeli, è sempre un fatto pubblico, istantaneo (quindi non una ricrescita lenta), attivato da un gesto o da una parola, volto a dimostrare la misericordia di Dio o la divinità di Gesù.
In senso lato, parte della Chiesa cattolica considera come miracoli anche eventi non prettamente fisici come le guarigioni corporali ma vi include anche i cosiddetti "miracoli spirituali" o "interiori", come per esempio l'improvvisa e completa conversione alla fede di persone fino a un istante prima incredule, atee, fortemente e dichiaratamente ostili e nemiche della fede. Il caso più famoso è, nella Bibbia, la Conversione di Saulo sulla via di Damasco. Altri casi moderni sono state le conversioni di Alphonse Marie Ratisbonne, André Frossard e Bruno Cornacchiola. Naturalmente per tali "miracoli" non sono possibili verifiche da parte di commissioni mediche.
Una categoria particolare di miracoli è rappresentata dai miracoli eucaristici, che possono coinvolgere l'eucaristia in modi diversi. Per l'esame di alcuni di essi è stato possibile il ricorso a moderni esami scientifici: in particolare si tratta del miracolo eucaristico di Lanciano, le cui reliquie sono state sottoposte a esami nel 1970, e dei miracoli eucaristici di Buenos Aires (1992, 1994, 1996), Tixtla (2006), Sokółka (2008) e Legnica (2013).Franco Serafini, Un cardiologo visita Gesù - I miracoli eucaristici alla prova della scienza, Bologna, ESD (Edizioni Studio Domenicano), 2018.Maurizio Blondet, Un Cuore per la vita eterna, Edizioni EFFEDIEFFE, 2014, (relativamente a Buenos Aires).
Un'altra categoria particolare di miracoli è rappresentata dai miracoli di moltiplicazione degli alimenti (cibo e bevande). Vengono citati a questo proposito dalla tradizione cattolica numerosi santi e beati, come sant'Andrea Uberto Fournet, san Gaspare del Bufalo, san Giovanni Bosco, santa Germana Cousin, santa Chiara d'Assisi, san Riccardo di Chichester, santa Teresa d'Avila, santa Francesca Romana, santa Maria Maddalena de' Pazzi, san Pio V, san Tommaso da Villanova, san Luigi Bertrando, santa Rosa da Lima, san Luigi Gonzaga, san Francesco Saverio, santa Cunegonda, sant'Elisabetta del Portogallo, beato Andrea Hibernón, san Crispino da Viterbo, venerabile Giovanna Maria della Croce, santa Veronica Giuliani, san Paolo della Croce, santa Liduina di Schiedam. Esistono spesso testimonianza giurate, citate anche nei processi di beatificazione e canonizzazione. Fra i casi riconosciuti dalla Chiesa cattolica, ci sono il miracolo del riso di Olivenza (Spagna, 1949) e il miracolo dell'acqua di Nipepe (Mozambico, 1989)."Il Timone", n. 186, luglio 2019: Saverio Gaeta, "Riso e acqua per tutti", pp. 62-63.Vittorio Messori, Pensare la storia, Edizioni Paoline, 1992, pp.537-8 (Riguarda il miracolo di Olivenza).
A eccezione dei miracoli di Gesù contenuti nei Vangeli canonici, la Chiesa cattolica non impone nessun miracolo come obbligatorio da credersi. Per la dottrina cattolica, i miracoli sono segni di Dio e sono orientati alla Fede, non alla soluzione di problemi materiali. Il miracolo non genera automaticamente la Fede in Dio, che può essere aiutata, ma non sostituita, da un evento materiale ancorché miracoloso; pertanto i miracoli non possono costituire la strada ordinaria dell'annuncio della Fede.
Sant'Agostino avverte che i miracoli e le apparizioni possono essere anche opera di un demone per il tramite di un essere umano come un falso profeta.Come rappresentato nel film Il sacro male. Il demone può desiderare un patto col Diavolo e di essere adorato al posto di Dio. Dio e i Suoi angeli hanno facoltà di fermare e vincere le opere di un demone.
Tommaso d'Aquino dichiara che "Dio ha impresso un ordine stabile nelle creature, in modo però da riservarsi una motivata libertà di agire altrimenti. Egli perciò non muta quando opera qualche cosa al di fuori di esso."ST q. 108, a. 6 Citando Agostino, afferma che «Dio opera contro il consueto corso della natura; ma non fa assolutamente niente contro la legge suprema, come non fa niente contro se stesso». Tuttavia, Dio non opera contro la propria prescienza, volontà e somma bontà.