Alessandria (; ; ) è la seconda più grande città d'Egitto, con una popolazione di 5,6 milioni di abitanti, si estende per lungo la costa del Mediterraneo nella parte settentrionale del Paese, inoltre è la città più popolosa che si affaccia su di esso. Prende il nome dal suo fondatore, Alessandro Magno.
Capoluogo del governatorato omonimo, si trova sulla costa del Mediterraneo, ed è il principale porto egiziano e la seconda città più estesa del Paese. Si trova a a nord-ovest del Cairo, a ovest del delta del Nilo, il cui braccio canopico, ormai asciutto, si trova a dalla città. Già sede di un'antica e mitica biblioteca, andata distrutta in un incendio durante l'antichità, ospita dal 2002 la Bibliotheca Alexandrina. La città è sede dell'antico Patriarcato di Alessandria.
Geografia fisica Clima
Alessandria ha un clima arido (classificazione dei climi di Köppen BWh), ma il prevalente vento da nord, soffiando attraverso il Mediterraneo, dà alla città un clima diverso dall'hinterland desertico. Il clima cittadino mostra caratteristiche mediterranee (Csa), cioè mite, con inverni variabili e piovosi ed estati calde che, talvolta, possono essere molto umide; gennaio e febbraio sono i mesi più freschi, con temperature massime giornaliere che vanno dai ai e minime che possono raggiungere (in rari casi) i . Ad Alessandria si sono avuti anche temporali, piogge ed addirittura grandine durante i mesi più freschi. Luglio ed agosto sono i mesi più caldi e più secchi dell'anno con una temperatura massima giornaliera mediamente intorno ai .
+ Clima di Alessandria d'Egitto Temperature Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic MediaMassime medie °C 18.4 19.3 20.9 24 26.5 28.6 29.7 30.4 29.6 27.6 24.1 20.1 24.9Media giornaliera °C 13.4 13.9 15.7 18.5 21.2 24.3 25.9 26.3 25.1 22 18.7 14.9 20Minime medie °C 9.1 9.3 10.8 13.4 16.6 20.3 22.8 23.1 21.3 17.8 14.3 10.6 15.8 Precipitazioni e ore di sole Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic TotaleTotale mm 52.8 29.2 14.3 3.6 1.3 0.01 0.03 0.1 0.8 9.4 31.7 52.7 195.9Ore di sole 192 218 248 273 316 354 363 344 297 282 225 195 3.307
Storia
La città fu fondata nel 331 a.C. da Alessandro Magno tra la palude Mareotide (Maryut) ed il Mar Mediterraneo, davanti all'isoletta di Faro, a cui era collegata per mezzo dell'Eptastadio, una sorta di diga lunga circa 1200 m che serviva anche da acquedotto e che permise inoltre la creazione di due distinti porti. La diga ed il piano di fondazione della città sono attribuiti all'architetto Dinocrate di Rodi.
Arriano narra di come Alessandro Magno tracciasse al suolo la pianta della città servendosi - in mancanza di altro - di grano. L'episodio venne interpretato come segno di un futuro di ricchezza ed allude al ruolo della città nell'esportazione del grano egiziano.
Alessandria doveva sostituire la precedente fondazione greca sul delta del Nilo, Naucrati, avvenuta per concessione del faraone Amasis. Naucrati era situata a circa nell'interno e non ebbe mai grande importanza al di fuori del suo ruolo commerciale. Alessandro volle invece che la sua città fosse fondata sulla costa, malgrado la cattiva qualità del terreno in questa zona e l'approdo non facile.
Le fonti antiche testimoniano che sarebbe stata costruita sul sito della più antica Rhakotis e di altri cinque villaggi. Su Rhakotis manca tuttavia una documentazione esauriente. L'ipotesi è che si trattasse anche in questo caso di un semplice villaggio di pescatori, oppure che il nome, traducibile con "l'edificio" si riferisca a una costruzione greca preesistente o a un posto di guardia. Un'altra ipotesi è che il termine vada inteso invece come "il cantiere" e che costituisse il nome dato dagli egiziani alla città di Alessandria nel momento in cui era in corso la sua costruzione.
Il geografo Strabone, che visse ad Alessandria intorno agli anni 20 a.C., lascia nella sua Geografia una descrizione di Alessandria di quegli anni. La città era formata da un intreccio di ampie vie, ai lati delle quali sorgevano imponenti e fastosi templi, edifici come la tomba di Alessandro e dei Tolomei, l'ippodromo, lo stadio, il ginnasio ed il famoso faro.Strabone, Geografia, XVII, 1. La città si erse in molti campi: a livello commerciale, sostenuto dal fiorente artigianato che lavorava metalli, vetro, bronzo, ceramica, unguenti e papiri; a livello culturale, come meta di studiosi che diedero vita alla più famosa cultura ellenistica, quella alessandrina (nella città erano infatti stati costruiti la Biblioteca ed il Museo). A testimonianza dei numerosi scambi sociali presenti in città, vi era la presenza di una popolazione variegata ed eterogenea, dove trovavano spazio minoranze di greci, romani, arabi e siriani.Maria Domitilla Campanile, La vita cittadina nell'età ellenistica, in «Storia Einaudi dei Greci e dei Romani», vol. 7, pp. 394-95.
La Storia di Alessandria copre a grandi linee cinque periodi: Regno tolemaico, dalla fondazione all'arrivo dei romani (blu) Era romana, dall'80 a.C. all'arrivo degli arabi (verde) La città araba dal 641 alla conquista ottomana nel 1517 (giallo) Dominazione ottomana fino all'arrivo di Napoleone nel 1798 (grigio) La città moderna (rosso)
Dopo la morte di Alessandro a Babilonia nel 323 a.C., il suo corpo venne trasportato e seppellito nella città dal suo generale Tolomeo. Durante la lunghissima spedizione in Oriente i lavori erano stati proseguiti per opera di Cleomene di Naucrati. Capitale del regno tolemaico ed erede dei traffici commerciali della fenicia Tiro, che era stata distrutta da Alessandro durante la lotta contro l'Impero persiano, divenne rapidamente una delle città più importanti del mondo ellenistico e più tardi una delle principali metropoli dell'antichità, seconda solo a Roma per grandezza e ricchezza. Il suo statuto era quello delle libere città greche e mantenne la sua assemblea cittadina sino alla conquista romana. L'autonomia le fu più tardi restituita sotto Settimio Severo.
Per tutta l'antichità rimase un prestigioso centro culturale, dando vita alla stagione dell'alessandrinismo, grazie alle istituzioni del "Museion" e della celebre Biblioteca di Alessandria. Ospitava inoltre una numerosa comunità ebraica: fu qui che la Bibbia venne tradotta in greco nella versione conosciuta come dei "Septuaginta". Per tutta l'epoca ellenistica la popolazione restò suddivisa etnicamente tra greco-macedoni, ebrei, ed egiziani, con leggi e costumi differenziati. Questa divisione provocò per tutta la sua storia torbidi e disordini, iniziati già durante il regno di Tolomeo IV (221-204 a.C.).
Cesare vi soggiornò ospite della regina Cleopatra e dopo di lui Marco Antonio. Antonio e Cleopatra furono sconfitti da Ottaviano nella battaglia di Azio del 31 a.C., in seguito alla quale l'Egitto venne annesso a Roma, come provincia imperiale, governata ossia direttamente da incaricati dell'imperatore invece che del senato. Questo più stretto controllo derivava probabilmente dalla grande importanza della nuova provincia nell'approvvigionamento di grano a Roma. La città divenne pertanto sede del prefetto d'Egitto, titolo che risente della soppressione della Bulé cittadina voluta da Ottaviano. In quest'epoca la città doveva raggiungere una popolazione di abitanti liberi, a cui dovevano aggiungersi gli schiavi. Era la seconda città per numero d'abitanti dopo Roma.
Con la diffusione del cristianesimo divenne centro dottrinario di primaria importanza: fu qui che Atanasio condusse la sua lotta contro l'eresia ariana, istituendo quindi il Patriarcato di Alessandria, che ebbe grande peso nelle vicende dottrinarie dei successivi due secoli.
Il 21 luglio 365 un maremoto con un'onda di dodici metri si abbatté sulla città (terremoto di Creta del 365) provocando 5000 morti e la distruzione di gran parte dell'abitato.
Tuttavia il declino dell'impero romano, e quindi dei commerci che arricchivano la città, pare avesse già causato un generale impoverimento della popolazione, con l'abbandono di alcuni quartieri e la rovina di alcuni complessi monumentali, alcuni dei quali volontariamente distrutti nelle lotte dei cristiani contro i pagani, come in occasione del decreto teodosiano del 391 ad opera del vescovo Teofilo.
Nel 616 fu conquistata all'Impero bizantino da Cosroe II di Persia, e nel 640 dagli arabi guidati da ‘Amr ibn al-‘Ās, dopo un assedio durato 14 mesi.
La fondazione del Cairo nel 969 nell'area su cui sorgeva da circa tre secoli la capitale musulmana di Fustāt fece rapidamente declinare l'importanza di Alessandria. Infatti il picco minimo di popolazione si registrò nel 1200 circa con appena 150 abitanti. La scoperta nel 1498 della rotta verso oriente, doppiando il Capo di Buona Speranza, finì di rovinarne i commerci. Rimase tuttavia con Damietta uno dei principali porti egiziani durante il periodo mamelucco ed ottomano. Nel 1798 durante la spedizione di Napoleone Bonaparte in Egitto, la città fu presa dai francesi e nel 1801 dai britannici che sconfissero i francesi nella battaglia di Alessandria, presso le rovine di Nicopoli. Durante l'anarchia dell'ultimo periodo ottomano Alessandria era una cittadina di soli abitanti circa.
Il chedivè Mehmet Ali ne favorì la rinascita facendone la sua residenza e intraprendendo una serie di lavori pubblici: fu scavato un nuovo canale di comunicazione con il Nilo, il Canale Mahmūdiyya, terminato nel 1820 e fu nuovamente utilizzato il porto occidentale, permettendo la crescita dell'insediamento sull'isola di Faro e nel distretto dell'Eptastadio.
Come residenza dei consoli stranieri acquisì presto un carattere europeo e attrasse anche greci, ebrei e siriani. Fu minacciata dal mare nel 1827 dai greci e nel 1828 da una coalizione di inglesi, francesi e russi. Le fortificazioni furono rafforzate una prima volta nel 1841 e nel 1856 fu costruita una ferrovia che la collegava con il Cairo. L'arrivo di una flotta anglo-francese nel 1882 scatenò una rivolta ed il massacro di circa 400 europei. Contemporaneamente le difese furono nuovamente rafforzate per ordine di Aḥmad ʿOrābī, ministro della guerra. L'ammiraglio britannico, sir Frederick Beauchamp Seymour, più tardi lord Alcester, lanciò un ultimatum ed alla scadenza di questo bombardò i forti senza tuttavia sbarcare truppe. Poiché ne seguirono altre rivolte e massacri finalmente il Regno Unito inviò una spedizione militare e si impegnò nell'occupazione dell'intero Paese.
Sotto il dominio britannico Alessandria si sviluppa come sede navale militare, a controllo del canale di Suez. Durante la seconda guerra mondiale e la campagna del Nordafrica del 1940-1943 fu combattuta nelle vicinanze la decisiva battaglia di El-Alamein.
Il colpo di Stato militare egiziano del 1952 vide il colonnello Nasser prendere il potere ed il trattato anglo-egiziano del 1954 fissò i termini per il ritiro delle truppe britanniche.
La città ellenistica e romana
La città era suddivisa in tre principali quartieri: quello ebraico nella porzione nord-orientale della città, quello di Racotide verso est, occupato dagli Egiziani ed il Bruchion, il quartiere greco o reale, che ne costituiva la parte più splendida.
L'impianto urbanistico, le mura, il porto Le dimensioni della città furono già in partenza più grandi della media delle città antiche: secondo alcuni autori la cinta muraria avrebbe avuto un perimetro di . Le mura furono modificate già in epoca romana ed una seconda cinta più ristretta fu costruita nell'XI secolo dal sultano Aḥmad ibn Ṭūlūn, riutilizzando diversi blocchi di quella più antica.