La battaglia di Méribel avvenne il 28 settembre 1793 nell'omonimo piccolo villaggio, attualmente inglobato nel comune di Sallanches, nell'Alta Savoia, nel contesto delle guerre rivoluzionarie francesi. La battaglia finì con la vittoria dell'Armata francese sulle forze del Regno di Sardegna e cementò la conquista della Savoia da parte francese.
Contesto storico Nel 1792, in seguito ad una lunga serie di eventi, che avevano costantemente alienato il Re di Francia, Luigi XVI, dalle simpatie popolari, la Francia entrò in guerra contro Austria e Prussia, dando origine alla guerra della Prima coalizione e ad una lunga serie di conflitti che coinvolgeranno l'Europa.
Il Regno di Sardegna, che inizialmente era rimasto estraneo ad ogni vicenda riguardante la Francia, si vide coinvolto dopo il pessimo trattamento ricevuto dal loro ministro Semonville, entrando quindi in guerra con la neonata repubblica. Due fronti si formarono: uno a sud, nella Contea di Nizza, ed uno a nord, nell'Alta Savoia. Mentre il primo era facilmente difendibile, il secondo, posizionato dall'altra parte delle Alpi, proprio dove queste raggiungono i picchi più elevati, sarebbe stato molto più complicato da difendere..
Antefatti
I piemontesi ritornano in Savoia
Mentre il generale Kellermann era impegnato nella rivolta lealista di Lione, le forze sabaude valutarono di poter scendere dalle Alpi, riconquistare il terreno perso, conquistare il Delfinato e spingersi sino a Lione, in soccorso degli insorti. Il successo della manovra avrebbe richiesto l'aiuto dei battaglioni imperiali, ma De Vins, responsabile delle armate austriache in Italia, non lo consentì. I sabaudi decisero di proseguire ugualmente, facendo uso delle loro sole forze. Il duca del Monferrato, comandante del primo corpo dell'esercito piemontese e terzogenito del re, fece recapitare notizia agli abitanti di Lione che il 15 agosto avrebbe varcato le Alpi in loro soccorso..
Il duca del Monferrato discese lungo la Moriana, il marchese di Cordon nella Tarantasia ed un piccolo gruppo si diresse nel Vallese, minacciando la sinistra francese a Sallanches. e puntando ad occupare Faucigny.. Il primo, sceso dal Piccolo San Bernardo con circa uomini, si confrontò con le truppe francesi che, non aspettandosi un attacco delle forze piemontesi, resistettero per breve tempo prima di ritirarsi a Conflans. Similmente fecero i uomini di Cordon, scesi dal Moncenisio: attaccarono i francesi e li costrinsero a ritornare indietro a Aiguebelle.. Udite le notizie sull'avanzata dei piemontesi, Kellermann lasciò momentaneamente l'assedio di Lione e si diresse a Conflans. Avendo impegnato i suoi uomini per l'assedio della città lealista, ben poche protezioni erano rimaste alla Savoia. Richiamò un battaglione di granatieri e tre di coscritti volontari dal campo di Tournoux, le guardie nazionali dal dipartimento dell'Isero e fece spostare un battaglione da Lione verso Faucigny.
Operazioni nel Faucigny
Sempre ad agosto, un contingente sardo di circa uomini lanciò una controffensiva nel Faucigny contro le truppe rivoluzionarie francesi.. Attraversati i principali valichi alpini, le forze della Coalizione affrontarono i francesi presso il ponte di Saint-Martin il 21 agosto, ottenendo una vittoria che consentì loro di riconquistare Cluses il 24 agosto e Bonneville poco dopo.. La popolazione savoiarda accolse generalmente con favore il ritorno dell'autorità sabauda. L'offensiva ebbe tuttavia breve durata e nel mese successivo i francesi ripresero progressivamente il controllo dei territori perduti. Il 16 settembre il generale Charles Verdelin avanzò da Cluses verso Sallanches, dove si era concentrato l'esercito sardo. Il giorno seguente attaccò la città con circa uomini e sei pezzi d'artiglieria, ma l'assalto fallì di fronte alle ben preparate difese nemiche. Un ruolo decisivo ebbe la ridotta di Méribel, posta sulle alture sovrastanti Sallanches e difesa dai cacciatori sabaudi. Una testimonianza dell'epoca riferisce:
La vittoria permise ai sabaudi di mantenere e rafforzare la loro posizione, incoraggiandoli ad accelerare i lavori di fortificazione di Méribel.
La battaglia Le truppe francesi ripresero l'offensiva contro Sallanches il 28 settembre. L'attacco iniziò con un intenso bombardamento d'artiglieria contro la ridotta di Miribel. Poco dopo i francesi si divisero in cinque colonne. La colonna principale conquistò rapidamente le alture che dominavano la ridotta, mentre un'altra minacciò Blancheville attraversando la Forclaz. Signoris fu costretto a distaccare trecento uomini per fronteggiare questa minaccia. Per tutto il giorno il combattimento infuriò. L'artiglieria francese demoliva progressivamente le opere campali, mentre i cannoni di montagna sabaudi riuscivano ancora a tenere lontana l'artiglieria nemica. Con il sopraggiungere della notte la situazione dei difensori era però divenuta critica. I francesi avevano conquistato il principale punto dominante sulle montagne e avevano ricevuto 600 uomini di rinforzo. Durante la notte occuparono silenziosamente il bosco sopra la ridotta..
All'alba del 29 settembre un colpo di cannone francese diede il segnale dell'assalto generale. I francesi aprirono il fuoco da tutte le alture conquistate durante la notte. I difensori tentarono di resistere, ma vennero rapidamente sopraffatti: le loro opere di difesa erano incomplete e il bosco forniva un'ottima copertura per l'avanzata repubblicana. Quando il maggiore Duverger ordinò un arretramento tattico per riformare la linea dietro alcune case, la ritirata degenerò in fuga. I reparti del Novara si sbandarono quasi immediatamente. Il capitano Bussolino riuscì a mettere in salvo quattro cannoni ma fu catturato dagli ussari mentre tentava di recuperare il quinto. La cavalleria francese irruppe quindi nella pianura, inseguendo i fuggitivi e occupando le batterie di Méribel, sulle quali fu issata la bandiera tricolore. Revel e Castellani riuscirono comunque a salvare il convoglio dell'artiglieria, composto da 13 muli, disperdendo con una scarica alcuni ussari che lo avevano intercettato..
Conseguenze La sera stessa le truppe del generale Verdelin, accompagnate da Philibert Simond, entrarono nuovamente a Sallanches. Nel corso dell'operazione furono catturati circa 540 prigionieri, mentre alcuni contadini vennero fucilati nei giorni successivi. Le forze sarde ripiegarono attraverso il Col du Bonhomme, abbandonando quattro pezzi d'artiglieria, successivamente recuperati presso Notre-Dame-de-la-Gorge, nella valle di Les Contamines.
Con la definitiva sconfitta dei piemontesi sul fronte della Savoia, la rivolta lealista di Lione aveva i giorni contati. Senza un aiuto esterno, le forze della città non avrebbero potuto reggere ancora a lungo l'assedio ad parte dell'esercito regolare francese. Infatti, il 9 ottobre, si arresero..
Note
Bibliografia
Categoria:Guerra nel 1793 Meribel Categoria:Battaglie che coinvolgono il Regno di Sardegna