Filatelia è il termine con cui si identifica il collezionismo di francobolli. Tale termine è stato coniato nel XIX secolo unendo i termini greci filos ("amante") e atelia ("franchigia"), dove franchigia è un termine usato per indicare la tassa dovuta per il recapito della posta. Il termine origina il sostantivo "filatelista" e l'aggettivo "filatelico". Con filatelista si intende dunque la persona che si interessa di filatelia, mentre gli oggetti utili al filatelista sono detti filatelici.Guida alla collezione di francobolli, p. 40, La nascita della filatelia e i primi collezionisti
Storia Il primo francobollo (il famoso Penny Black) venne emesso dalla Gran Bretagna nel 1840 e già nel 1856 ebbero luogo negli Stati Uniti le prime riunioni di filatelisti. Ai primordi della storia postale le emissioni di francobolli erano infrequenti e limitate a poche nazioni, e pertanto i primi collezionisti si dedicavano alle raccolte generali o mondiali di francobolli, cosa oggi impensabile da farsi vista l'enorme quantità di francobolli che vengono emessi ogni anno. Inizialmente i francobolli venivano recuperati dalla corrispondenza e utilizzati anche a scopo decorativo. Nei primi anni abitualmente i francobolli venivano incollati ai fogli d'album. Successivamente si diede più importanza alla conservazione e i francobolli venivano applicati all'album con l'ausilio di una linguella nella parte retrostante. Con l'avvento delle materie plastiche e quindi delle taschine da collezione l'uso della linguella venne progressivamente abbandonato e l'attenzione dei collezionisti si concentrò prevalentemente sui valori nuovi con gomma integra (senza la traccia di linguella).
Nel 1861 venne stampato il primo catalogo di francobolli ad opera del francese Alfred Potiquet,*Forum il catalogo Bolaffi della filografia e della filatelia 2008 Giulio Bolaffi Editore che si era basato sul lavoro svolto qualche mese prima dal connazionale Oscar Berger Levrault. Avendo ora a disposizione album e cataloghi l'attenzione dei collezionisti si spostò verso la ricerca dei valori mancanti alle proprie collezioni e apparve chiara la difficoltà di reperimento di alcuni valori. Tale difficoltà spostò l'attenzione della maggior parte dei collezionisti sulla ricerca delle rarità filateliche. Con il concetto di rarità veniva a concretizzarsi la caratteristica tipica di bene economico in seguito alla quale nasceva il mercato finanziario-filatelico con lo stabilirsi di quotazioni riportate sia sui cataloghi specializzati.
Il 15 dicembre 1862 uscì la prima copia del Monthly Advertiser: prima rivista specializzata in campo filatelico ad avere un futuro duraturo. Fu preceduta dall'effimero British Monthly Intelligence. Sempre nel 1862 fu stampato il primo catalogo filatelico inglese; “Hand Catalogue of Postage Stamps” di J. E. Gray edito a Londra da R. Hardwicke ed ancora nel 1862 fu prodotto il primo album per la conservazione dei francobolli ad opera del commerciante francese Justin LallierEnciclopedia dei Francobolli, p. 135, Il materiale filatelico. Nel 1864 il collezionista francese Gustave Herpin ideò il termine "filatelista", neologismo di etimologia greca che significa "amante dell'assenza di tassa": che si impose rapidamente in moltissime lingue del mondo. Sempre nel 1864 apparve il primo catalogo filatelico dei francobolli italiani: la “Guida di tutti i francobolli emessi dal 1840 alla fine di giugno 1864”; opera di G. Breker.
Nel 1866 fu fondata negli U.S.A. la Excelsior Stamp Association; prima associazione filatelica del mondo. Il 18 marzo 1872 ad opera di J. W. Scott venne compilato il primo catalogo d'asta filatelica. Nel 1890 il filatelista John Nicholas Luff fu considerato il più autorevole esperto di filatelia statunitense e fu il primo ad usare un metodo sistematico per studiare i francobolli. Avvertita da tempo dai collezionisti italiani la necessità della pubblicazione di un catalogo di francobolli, venne espressa con forza durante il «2° Congresso Filatelico Italiano» tenutosi a Torino nel 1911. Tra attriti e vivaci discussioni il lavoro venne assegnato alla Casa Editrice Yvert & Tellier. Condizionata dalla convinzione che le pubblicazioni d’oltralpe (e d’oltre Manica) sottovalutassero i francobolli italiani, l’accoglienza riservata al catalogo di 162 pagine pubblicato ad Amiens nel 1915 non fu benevola. Nel 1920 fu costituita la Società anonima cooperativa editrice fra filatelisti italiani con sede in Genova presso Ernesto Marini (Fondatore della ditta ancor oggi leader nella produzione di materiale filatelico), avente lo scopo di portare a compimento il nuovo catalogo. Risultò evidente che per incontrare i favori dei collezionisti, la compilazione del catalogo doveva essere affidata a un comitato di esperti italiani. L’avvincente progetto però fu presto accantonato per lo scoppio della prima guerra mondiale. Il comitato incaricato della stesura dell’opera era composto da: Emilio Diena, presidente, il figlio Alberto, Alberto Bolaffi, Pompeo Fabri, Arturo Ermo Fiecchi e Leopoldo Rivolta. Tra le scelte di impostazione della pubblicazione una, alquanto inusuale per un catalogo, fu quella di non riportare prezzi, demandando a un Sindacato fra i negozianti di francobolli da collezione “ampia facoltà di dare in luce periodicamente dei listini di prezzi, compilati seguendo la numerazione adottata dal catalogo”. Tra l’entusiasmo dei collezionisti, nell’aprile del 1923 l’opera attesa per oltre un decennio trovò compimento. Il 29 S.M. il Re invitò per le ore 10,20 del giorno successivo, in udienza privata presso il Palazzo Reale del Quirinale, il Cav. Uff. Emilio Diena, il Cav. Pompeo Fabri e l’Ing. Alberto Diena (ai quali si unirà l’ammiraglio Aristide Garelli), nel corso dell'incontro gli invitati presentarono al Re il primo “Catalogo descrittivo dei francobolli d'Italia”, monumentale pietra miliare nella filatelia, che pone le basi della classificazione sistematica dei francobolli. Il 30 ottobre 1919 Percy C. Bishop, membro del London Stamp Club, propose l'istituzione del "Filatelic Order of Merit" per onorare gli scrittori filatelici. L'iscrizione in questo ordine rappresentava uno dei più importanti premi filatelici internazionali. Nel marzo del 1920, una giuria composta da cinque elementi pubblicò la prima lista di venticinque nomi da inserire nel "Filatelic Order of Merit", selezionati tra le associazioni britanniche, Nel 1921 durante il congresso di Harrogate, sotto la supervisione di Re Giorgio V fu cambiato nome in Roll of Distinguished Philatelist e tale è rimasto fino ai giorni nostri. Re Giorgio V, grande appassioinato e collezionista di francobolli, fu il primo ad apporre la sua firma su uno dei cinque grandi fogli di pergamena che compongono il "Roll"; tra i quaranta originari firmatari non poteva mancare il maestro della filatelia Emilio Diena. A partire dal 1922, la selezione dei firmatari è annuale e nel 1981 appose la propria firma sul Roll anche l'italiano Giulio Bolaffi.
Grandi collezionisti Filippo De Ferrari meglio noto come "Philippe la Renotière Von Ferrary" è tuttora considerato il più grande collezionista di tutti i tempi. Nato nel 1850Enciclopedia dei Francobolli, p. 97, i grandi collezionisti aveva trovato nella filatelia la sintesi di tutti i suoi studi e la grande passione della sua vita. Ereditò un'immensa fortuna e destinò tre stanze del suo Palazzo Galliera di Parigi ad accogliere la sua grandiosa collezione. Come curatore della sua collezione aveva assunto Pierre MahéEnciclopedia dei Francobolli, p. 100, i grandi collezionisti uno dei più quotati commercianti di Parigi. Ogni lunedì Mahe riceveva la somma di 50.000 franchi che dovevano servire agli acquisti filatelici della settimana. Tra i suoi acquisti vi fu, ad esempio, l'unico esemplare noto del 1 cent magenta di Guyana del 1856Enciclopedia dei Francobolli, p. 101, i grandi collezionisti. Alla sua morte la collezione venne donata al Museo Postale di Berlino ma il governo francese la sequestrò mettendola all'asta tra il 1921 ed il 1925 realizzando più di 26.000.000 di franchi di allora. Meno noto ma non secondo al Ferrari fu Thomas Keay TaplingEnciclopedia dei Francobolli, p. 103, i grandi collezionisti. Tapling nacque nel 1855 in Inghilterra, ma non ebbe la stessa notorietà di Filippo De Ferrari in quanto la sua collezione, se pure di inestimabile valore e completa dei più rari "classici", alla sua morte fu donata al British Museum che ancora la detiene. Alla morte dei due grandi filatelici europei, il più importante collezionista divenne poi l'americano Arthur HindEnciclopedia dei Francobolli, p. 106, i grandi collezionisti. Quest'ultimo, fu anche il maggior acquirente alle "aste Ferrari" ma ben presto, nel 1934, la sua collezione venne messa in vendita. Dal momento che il mondo stava ancora risollevandosi dalla grande crisi economica del 1929, alcuni pezzi realizzarono somme inferiori a quelle dell'acquisto. I maggiori compratori furono gli ultimi tre grandi collezionisti del primo periodo: Maurice Burrus, Alfred Caspary ed Alfred Lichtenstein.
Grandi rarità filateliche
Normalmente le grandi rarità filateliche attraggono il grande pubblico per l'elevato valore commerciale che le accompagna. In realtà non è possibile stabilire quale sia il francobollo più costoso del mondo in quanto questa caratteristica è riservata a pochi esemplari rarissimi che richiedono non una valutazione annuale come succede per i valori normalmente presenti in un catalogo, ma una valutazione in base alla quotazione raggiunta dall'asta che ne ha eseguito la transazione o dal prezzo di vendita spuntato da un acquirente privato (in genere questa informazione non è accessibile). La storia commerciale di uno dei francobolli più rari al mondo è in grado di far luce su questi concetti: il "One Cent" magenta della Guyana del 1856. Di questo francobollo è noto un solo esemplare al mondo (difettoso) e derivante dalla grande collezione De FerraryFulvio Apollonio, Il francobollo, 1964, Vallecchi Editore.. Nella sua penultima comparsa ad un'asta nel 1985 spuntò la cifra di $ mentre all'ultima asta del 14 giugno 2014 venne aggiudicato per quindi con un incremento di valore di circa 10 volte in 29 anni.
Altro esemplare famoso è lo "Z Grill" da 1 centesimo che raffigura Benjamin Franklin. Emesso negli Stati Uniti d'America è così denominato poiché al verso presenta una griglia in rilievo di mm 11 x 14 che serviva a far assorbire di più l'inchiostro dei timbri per evitare le frodi postali. In un'asta del 2005 negli USA è stato aggiudicato per . Se ne conoscono solamente due esemplari; uno è conservato in una collezione privata mentre l'altro è custodito presso la New York Public Library.
Tristemente famosi sono i valori da 2 centesimi azzurro del 1851 emessi dalle Hawaii e di cui solo tre esemplari sono perfettamente conservati:Enciclopedia dei Francobolli, p. 78, Le grandi rarità uno nuovo e due usati; ogni esemplare venne stampato su carta sottilissima con la scritta “Hawaiian postage” su due righe. Nel giugno del 1882 il collezionista Gaston Leroux fu trovato assassinato nel suo appartamento parigino e la polizia fu in grado di stabilire che il movente era proprio il furto di un valore da 2 centesimi del 1851. Dopo qualche mese un poliziotto rintracciò l'esemplare rubato da un vecchio amico di Leroux, anche lui collezionista, che confessò di aver ucciso Leroux in quanto si era rifiutato di vendergli l'esemplare consentendo il completamento della sua collezione.Enciclopedia dei Francobolli, p. 80, Le grandi rarità
Tra i francobolli italiani compresi in questa ristretta cerchia di rarità vi è senza dubbio il famosissimo "3 Lire di Toscana Faruk". Si tratta di una busta contenente il valore da 3 Lire emesso dal Governo Provvisorio della Toscana nel 1860 e recapitata in Egitto. Ne sono note due soltanto; una di queste fu battuta a un'asta Bolaffi del 1991 realizzando un prezzo di vendita di oltre 450.000 Euro.