Biografia Formazione

Fin da giovane Berrocal manifesta la sua vocazione per l'arte e per la ricerca. Realizza i propri giochi con materiali riciclati, prepara da solo i colori con cui colora e pittura. Frequenta fin dall'infanzia le scuole a Madrid, questo gli permette di visitare frequentemente il Museo del Prado ed il Museo Sorolla, le cui collezioni conformano il primo referente artistico dello scultore. Nel 1952 Berrocal inizia la sua formazione accademica nella Facoltà di Scienze Esatte di Madrid come preparazione per l'ammissione alla Facoltà di Architettura. Contemporaneamente frequenta l'Accademia di Belle Arti di San Fernando, la Scuola di Arti Grafiche ed i corsi vespertini della Scuola di Arti ed Ofizi, dove diventa allievo dello scultore Ángel Ferrant, che sarà suo maestro ed amico. Un'altra sfaccettatura della sua formazione si sviluppa nello studio dell'architetto Casto Fernández-Shaw e come ausiliare di diversi architetti a Roma tra il 1952 ed il 1956.

Gli inizi come pittore e scultore

Nel 1952 ha luogo la sua prima esposizione nella Galería Xagra di Madrid, nella quale espone i ritratti delle persone e dei personaggi di Algaidas e di Madrid, firmandoli con il suo primo cognome, Ortiz. Lo stesso anno ottiene una borsa di studio per studiare in Italia, dove entra in contatto con le pietre miliari della civilizzazione romana e dove scopre l'opera di Picasso esposta nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

Nel 1954 ritorna in Spagna per realizzare il servizio e militare e riprende gli studi di Scienze Esatte ed i corsi di disegno e scultura. Espone i suoi disegni e pitture nel Pabellón Español della XXVII Biennale di Venezia.Nel 1955, grazie ad una borsa di studio dell'Institut Français di Madrid si trasferisce a Parigi, dove continua la sua attività di pittore. A Parigi instaura amicizia con gli scultori Cárdenas e Giacometti. Torna a Roma, dove conosce Alberto Burri, Afro, Guerrini, Consagra, Perilli ed altri artisti della scuola romana del dopoguerra. Si associa ad un gruppo di architetti e nel 1956 realizza la sua prima scultura pubblica: 400 balaustre della Camera di commercio di Carrara.

A partire da questo momento si concentra esclusivamente nella sculture e si trasferisce a vivere a Parigi dove si costruisce una casa-studio a Crespières (vicino a Parigi), progetto di Le Corbusier. Rimane a Parigi fino al 1964 data nella quale si installa definitivamente in Italia.

Nel 1957 espone le sue prime sculture in ferro alla galleria La Medusa di Roma. Julio Gonzalez ed Eduardo Chillida esercitano una grande influenza in queste prime opere che mostrano strutture filiformi di ferro battuto realizzate principalmente con utensili del mondo rurale.

Nel 1958 l'opera “Grand Torse” ed “Omaggio a Piero della Francesca”, segnano l'inizio di una serie di creazioni di volumi e di forme articolate e smontabili con pochi elementi realizzate in ferro battuto ed in ferro saldato.

Periodo in Italia

Nel 1962, mentre si dirige alla Biennale di Venezia, trova a Verona una piccola fonderia disposta a realizzare le sue opere. Con loro inizia un'avventura che farà di Verona e delle sue fonderie uno dei centri più importanti per la fusione dell'arte contemporanea. Oltre alle sue sculture, Berrocal porta a fondere a Verona i più importanti scultori dell'epoca: Miró, Dalí, Magritte, De Chirico, Matta, César, Étienne Martin, Penalba e molti altri. Nel 1962-1963 espone a Parigi e New York, entrando a far parte della collezione del MOMA. Si stabilisce a Verona nel 1964 e nel 1967 trasloca nella Villa Rizzardi a Negrar, un paese nella provincia di Verona che sarà la sua residenza fino al 2004. Dal 1968 creerà allo stesso tempo opere monumentali e multipli di piccolo formato. A Verona conosce inoltre l'affermato artista poliedrico Renzo Sommaruga al quale lo legherà una profonda amicizia e un'intensa collaborazione artistica grazie alla quale diverse opere grafighe di Berrocal vedranno finalmente la luce grazie alla maestria nella stampa dell'amico veronese, formatosi molti anni prima nella Stamperia Valdonega di Giovanni Mardersteig.

Nel 1968 è nominato da André Malraux, Ministro di Cultura francese, “Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres”. Espone nel Palais de Beaux Arts de Bruselas, dove conosce Henry Moore, che diventa uno dei suoi migliori amici, ed il Barón Lambert, il quale sarà il primo di una lunga lista di collezionisti ed amici belgi.

Nel 1971 conosce Maria Cristina Blais di Braganza, figlia della pretendente al trono portoghese Maria Pia di Sassonia-Coburgo-Gotha Braganza, che diventa sua moglie nel 1976 e con la quale ha due figli: Carlos Miguel Berrocal di Sassonia-Coburgo-Gotha Braganza (Verona, 1976) Beltrán José Berrocal di Sassonia-Coburgo-Gotha Braganza (Verona, 1978)

Nel 1972 la città di Malaga gli commissiona un grande monumento, omaggio a Picasso, che presenterà nel 1976 nel Rond-Point dei Champs Elysées di Parigi prima di essere definitivamente collocato nei Jardines de Picasso di Málaga.

Nel 1981 Berrocal realizza dei grandi tappeti di patchwork per Vogue Internacional. Viaggia ed espone di nuovo a New York. In questa occasione conosce Andy Warhol il quale gli realizza un ritratto.

Nel 1984 il Ministerio de Cultura de España gli dedica un'importante retrospettiva nel Palazzo di Velázquez. Questa esposizione è molto importante e significativa per lo scultore, lo vede di ritorno in Spagna dopo trent'anni di assenza. Dopo Madrid la esposizione viene presentata nel Palau Meca di Barcellona e nel Batanique de Bruselas in occasione di “Europalia”.

Nel 1988 Berrocal visita il suo paese natale, Villanueva de Algaidas, dove i suoi concittadini fondano nel 1984 la “Asociación de Amigos de Berrocal” con lo scopo di creare un centro di documentazione ed un museo dedicato allo scultore.

Nel 1999 ha luogo un'altra grande esposizione personale nel Centro Conde Duque de Madrid, seguirà nel Teatro Campoamor de Oviedo ed a Malaga. Nel 2001 si colloca la prima pietra del Museo Berrocal a Villanueva de Algaidas. Il progetto architettonico è degli architetti Maria Fraile e Javier Revillo (premio IberFAD de Arquitectura, 1997)

Nel 2002 partecipa all'esposizione itinerante per l'Europa riguardante il disegno dell'Euro “Ecume, Autours de la monnaie unique”, organizzato dal governo francese. Durante l'estate si inaugura una grande retrospettiva nell'Instituto Valenciano de Arte Moderno (IVAM), che include sculture e disegni. La retrospettiva dell'IVAM continua nella primavera del 2003 nel “Palacio Episcopal” di Malaga. Nello stesso anno espone anche in Belgio, Venezia, Francoforte e Roma.

Ritorno in Spagna

Dopo aver vissuto e lavorato a Negrar, Verona (Italia) dal 1964 alla fine del 2004, Miguel Berrocal decide di tornare definitivamente a Villanueva de Algaidas, suo paese natale, dove costruisce il suo ultimo Studio-Atelier. Una volta stabilito a Villanueva de Algaidas comincia a scrivere le sue memorie ed a preparare il catalogo generale delle sue sculture ed il catalogo generale di tutte le sue opere grafiche. Partecipa al “simposium Creator Vesevo” convocato dalla città di Ercolano(Napoli, Italia). Il frutto di questo simposio è il torso monumentale realizzato in pietra vulcanica che si installa nell'autunno del 2005 alle pendici del Vesuvio. Il Torso Vesuvio con un peso di 24 tonnellate diventa la scultura più pesante realizzata da Berrocal.

Nel 2006 conclude un gran nudo disteso installato nel lago di Como. Termina di scrivere le sue memorie ed incomincia a lavorare con grande entusiasmo nei disegni e bozzetti di nuove opere. Miguel Berrocal viene a mancare il 31 maggio del 2006 in piena attività creativa.

Stile

Fin dalla giovinezza si interessa ad un sistema di scultura smontabile e combinatoria che caratterizza tutta la sua opera scultorica posteriore. In essa c'è una ricerca costante di nuovi concetti e spazi sconosciuti nell'interiore della stessa, permettendo allo spettatore di penetrare nel mondo della costruzione e decostruzione. L'opera di Berrocal scompiglia la nozione tradizionale di scultura, superando il concetto contemporaneo. La sua scultura smontabile permette l'intromissione della forma interna all'esterno, la scultura si fa da dentro e per dentro; per la prima volta la scultura si spoglia della sua superficie per svelarci la sua parte più occulta.

Ricorre a temi classici (torsi, teste o figure distese) e, soprattutto, ad un certo antropomorfismo per evitare un risultato eccessivamente geometrico ed astratto, nonostante sia evidente la forte influenza delle matematiche e dell'architettura nelle sue opere, frutto della sua personalità e della sua formazione accademica.

Il suo stile si caratterizza per l'ispirazione ellenica, per il barocchismo e per la complessità ed ampiezza delle forme. La meticolosità e precisione nella realizzazione degli elementi che compongono le sue sculture, l'esattezza dei disegni tecnici e degli incastri successivi, permettono ad ogni pezzo facente parte l'opera di avere un'identità propria, di essere lui stesso un'opera d'arte. È per la difficoltà nella realizzazione di ognuna delle sue sculture che, dal 1962, decide di realizzare le stesse in forma seriale. La realizzazione in forma seriale permette allo scultore di moltiplicare le sue opere, nello stesso modo in cui i pittori moltiplicano, grazie alle Arti Grafiche, i loro dipinti. In questo modo, uno stesso tema, si ripete in forme distinte, con nuovi elementi, combinati e disposti in modi diverso.

La sua opera è il risultato di una decisa ricerca di nuovi materiali e di nuove tecniche. L'applicazione nella scultura di tecnologie fino ad allora mai utilizzate per una finalità artistica, aiutano a raggiungere la completa simbiosi tra arte, scienza e tecnologia; questa simbiosi ha da sempre caratterizzato la ricerca plastica di Berrocal.

Dal 1974 il suo stile si pulisce straordinariamente, realizzando così forme meccaniche più semplici. Poco a poco si serve di disegni sempre più sintetici ed essenziali. Dal 1952, anno della sua prima esposizione individuale nella galería Xagra de Madrid, ha realizzato numerose mostre in tutto il mondo e la sua opera si può trovare nei Musei e collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, designando Berrocal come uno degli artisti spagnoli più significativi della nostra epoca.

I sette concetti chiave Il giovane Berrocal, ispirato per la grande forza creativa della prima metà del '900, cerca il proprio cammino artistico e si domanda:”Come risvegliare il pubblico grazie ad una scultura?” Da questa riflessione nasce la sua personale filosofia artistica ed il suo linguaggio plastico che può essere intesa secondo i seguenti 7 concetti chiave.

Ispirazione scientifica

Grazie alla sua formazione in “Scienze Esatte” ed “Architettura”, Berrocal crea opere basate su principi matematici, fisici ed altre meraviglie della scienza. Crea bellezza attraverso i linguaggi universali, si lascia affascinare dalla ricerca e da tutti i principi invisibili che reggono la realtà.

Lo spazio vuoto

Rompendo con i canoni della statuaria tradizionale, Berrocal ricerca spazi inesplorati penetrando nei volumi all'interno della forma, andando oltre la superficie della scultura: una scultura dentro la scultura. “Lo spazio vuoto è vivo quanto lo spazio pieno. Prestagli attenzione!

La smontabilità

Il processo di ricerca delle forme interiori dei volumi genera il concetto chiave della smontabilità: le sculture sono composte da elementi che devono essere montati e smontati per penetrare negli spazi invisibili.

Estetica interattiva

La conseguenza della smontabilità è la concezione della scultura como opera per essere toccata, sperimentata, “osservata con le mani”. È un'appropriazione estetica che passa attraverso l'uso, un processo simile al disegnare un'immagine invece che limitarsi a guardarla: quando si disegna ci si impossessa dell'immagine in modo più profondo.

Le tecniche