Parigi brucia? (Paris brûle-t-il ?) è un film del 1966 diretto da René Clément, ispirato all'omonimo libro di Larry Collins e Dominique Lapierre.
Trama Parigi, agosto 1944, le truppe Alleate si stanno avvicinando velocemente alla capitale francese e l'OSS (servizio segreto statunitense) è venuto a conoscenza dell'intenzione di Hitler di distruggere, prima della ritirata delle truppe tedesche, le principali infrastrutture e tutti i simboli storici della città. All'operazione prendono parte il generale americano George Patton, il giovane dirigente della Resistenza Jacques Chaban-Delmas, il generale Leclerc al comando della 2ª divisione corazzata... Con la ritirata dei nazisti, all'interno della Resistenza nascerà la competizione tra comunisti e gollisti. In effetti, chiunque controlli Parigi dovrebbe essere in grado di controllare tutta la Francia. Anche i soldati tedeschi ricevettero l'ordine da Adolf Hitler di distruggere gran parte di Parigi prima di capitolare, facendo saltare in aria ponti e monumenti. Il piano tuttavia non sarà realizzato sia per l'insurrezione della resistenza francese che riuscì ad occupare la prefettura ed altri punti strategici della capitale, sia (e principalmente) per la precisa volontà del governatore militare tedesco, il generale Dietrich von Choltitz, che il 25 agosto 1944 risparmiò la città, contravvenendo all'ordine del Führer, che quindi venne liberata intatta dalla divisione corazzata del generale Leclerc, disobbendendo ed arrendendosi incondizionatamente agli Alleati.
Titolo Il titolo del film deriva dalla domanda che Hitler fece telefonicamente, tentando di mettersi in comunicazione con Choltitz, impegnato a firmare la resa: Ist Paris verbrannt? (Parigi è bruciata?). Sulla storia di questa domanda da citare un editoriale di Positif della primavera 2026 nel punto in cui si parla del film Les Rayons et les Ombres di Xavier Giannoli dove vengono evocati tre tragici destini collegati tra loro e travolti per motivi diversi dalla fine del Nazismo, quello di Jean Luchaire, di sua figlia Corinne Luchaire e di Otto Abetz. Quest'ultimo è presentato nell'editoriale da Yann Tobins come colui a cui fu posta la domanda: «Parigi brucia?». Nel film Parole, parole, parole... di Alain Resnais la domanda viene in effetti posta a von Choltitz come incipit al film, domanda alla quale il Generale, trattandosi di un musical, risponde con le parole della canzone di Joséphine Baker «J'ai deux amours, mon pays et Paris».
Accoglienza
Tullio Kezich così inizia la sua recensione al film che esce in lingua italiana: «C'è un'intera generazione di registi francesi che s'è persa di coraggio di fronte agli attacchi della Nouvelle Vague. È il caso di René Clément, approdato negli ultimi anni a un professionismo denza illusioni. [...] il Clément di oggi si limita a organizzare una parata di celebrità lungo i sette giorni della Liberazione di Parigi [...]. In una folla di apparizioni poco convinte spicca un solo personaggio a tutto tondo: quello del governatore militare Dietrich von Choltitz».
Critica
Su Segnalazioni cinematografiche si trova scritto tra l'altro: «Il film, che è costituito con intenti apologetici, tende a coprire la sua povertà di concezione con la vastità dei mezzi impiegati e la lunghezza del metraggio».
Note
Voci correlate Il giorno più lungo - Film (1962) Liberazione di Parigi
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