Una biografia di Balderico fu scritta da Henri Pasquier (Un poète latin du XIe siècle: Baudri, abbé de Bourgueil, archevêque de Dol, 1046-1130, Paris 1878), basata in larga parte su appunti e documenti raccolti da André Salmon (le cui ricerche sono contenute nel Catalogue général des manuscrits des bibliothèques publiques en France, vol. 37, Paris 1905).
Biografia Nato da famiglia di condizione agiata, Balderico trascorse l’infanzia a Meung-sur-Loire, dove compì i primi studi sotto la guida di Uberto di MeungAlla morte del maestro, Balderico gli dedicò un commosso planctus di elogio (ed. Hilbert, 74).. Proseguì la propria formazione alla scuola di Angers, avendo forse come maestri Berengario di Tours, Frodo di Angers e Marbodo di Rennes.
Entrò nell’abbazia benedettina di San Pietro a Bourgueil, di cui divenne abate intorno al 1077La cronologia delle cariche rivestite da Balderico nell'abbazia di Bourgueil è stata oggetto di complessa indagine. Henri Pasquier (Un poète latin, cit.) menziona un documento riguardante un accordo siglato grazie all'intervento di Isemberto II, vescovo di Poitiers dal 1047 al 1087: in tale documento Balderico è citato come prior, il che suggerisce che il suo priorato sia durato almeno fino al 1087. Pasquier colloca l’inizio del vescovato di Balderico nel 1089, basandosi su alcune carte raccolte da André Salmon che riportano il 25 dicembre 1089 come giorno della morte di Raimondo, il precedente abate di Bourgueil. Olivier Guillot (Le comte d’Anjou et son entourage au XIème siècle, 2 voll. Paris 1972) tuttavia rifiuta la cronologia di Pasquier, portando a sostegno della propria posizione una lettera di papa Gregorio VII datata 24 novembre 1083 indirizzata a B. abbati cenobii Burguliensis, e il necrologio di Bourgueil che riporta come data di morte dell’abate Raimondo il 2 gennaio 1077. Tali prove vengono addotte da Guillot per sostenere l’inizio del vescovato di Balderico già dal 1077.. Parallelamente all’adempimento delle funzioni ecclesiastiche cui era tenuto, proseguì nello studio grazie alla ricca biblioteca dell’abbaziaCome indicato nella lettera che scrisse a Gérard de Laon esortandolo ad abbracciare la vita monastica a Bourgueil. e si dedicò egli stesso alla composizione di opere in prosa e poesia. La sua formazione prevedeva anche una notevole familiarità con gli autori classici, come Ovidio, Virgilio e StazioAlla cerchia culturale di Balderico non era estraneo l’interesse per temi mitologici pagani, come il ciclo troiano e tebano.; fu membro attivo del gruppo regionale di scrittori latini noto come "scuola della Loira" o "cerchia di Angers", di cui facevano parte Marbodo di Rennes e Ildeberto di Lavardin.
Fece amicizia con Roberto d'Arbrissel, riformatore ed eremita che nel 1100 fondò l'abbazia di Fontevrault, a poca distanza da Bourgueil.
Nel 1107 fu eletto vescovo di Dol, in Bretagna; nel 1108 si recò a Roma per ricevere il pallio dalle mani di papa Pasquale II durante il concilio di Troyes. Scontento della mentalità dell’indisciplinata popolazione bretoneCome si può leggere nell’Itinerarium sive epistula ad Fiscannenses., effettuò numerosi viaggi: visitò i prosperi conventi benedettini d’Inghilterra, e fu per tre volte a Roma (dopo il 1108, nuovamente nel 1116 e nel 1123).
Partecipò al concilio di Clermont nel 1095, in cui papa Urbano II, oltre a confermare la scomunica del re Filippo I di Francia e di Bertrada di Montfort per bigamia, bandì la Prima crociata. Nel 1119 prese parte al concilio di Reims, tenuto da papa Callisto II nel clima della lotta per le investiture con l’imperatore Enrico V, e nel 1123 al Concilio Ecumenico Lateranense, dove il medesimo pontefice approvò il Concordato di Worms del 1122.
Fu sospeso temporaneamente dalle funzioni di vescovo nel 1120 dal legato pontificio Gerardo di Angoulême, forse a causa delle accuse mosse contro di lui dal vescovo Ivo di Chartres: questi sosteneva in una lettera databile intorno al 1096Epistola LXVII. che Balderico avesse tentato senza successo di ottenere con la corruzione la sede episcopale di Orléans negli ultimi anni del secolo precedente. Nel concilio del 1123 Balderico si difese con successo dall'accusa mossagli.
Negli ultimi anni di vita Balderico si ritirò in Normandia, in un possedimento della chiesa di Dol a Saint-Samson-sur-Risle, e visitò alcune abbazie di questa regione, tra cui Bec, Fécamp, Saint-Wandrille e Jumièges.
Fu sepolto davanti al crocifisso nella chiesa di San Pietro apostolo a Les Préaux il 30 dicembre 1130, secondo quanto riferito da Orderico VitaleHistoria Ecclesiastica, Libro IX..
Opere Le poesie Il corpus poetico di Balderico consta di 256 componimenti, la maggior parte dei quali sono epitaffi, epigrammi ed epistole. In esso è visibile il modello della poesia classica, in particolare delle Eroidi ovidiane.
Il suo apprezzamento per le rime lo porta a utilizzare frequentemente coppie di esametri e versi leonini, ma nei componimenti più lunghi predilige il tradizionale distico elegiaco o l’esametro classico (curiosamente adoperato nelle poesie più debitrici verso Ovidio).
Venne criticato per le poesie frivole e leggere da lui scritte prima di divenire abate, ma Balderico si difeseEd. Hilbert, 1. giustificando i propri versi amorosi adducendo un fine di piacevole intrattenimento indirizzato a giovani di ogni sesso; tali componimenti non pregiudicavano ad ogni modo la sua condotta di vita, definita irreprensibile.
Tramite le proprie poesie intessé un circolo di comunicazione intellettuale che comprendeva sia altri poeti e studiosi, sia alcune donne laiche e religiose. Non conosceva necessariamente di persona le destinatarie delle lettere poetiche; tuttavia una comune passione per la letteratura, un sentimento di affettuosa amicizia o un desiderio di protezione motivava la scrittura di queste missive. In esse sono presenti allusioni a dolci colloqui e confidenze spesso espresse con un lessico di tipo amoroso, pur con la precisazione doverosa dell’assoluta castità di questo sentimento. La natura di gioco ambiguo e sottile tra sensualità e letterarietà è delineata dal modello delle Eroidi, nonché dalla definizione di nugae che Balderico utilizza per i carmi inviati alle proprie amiche. Egli descrive talvolta il proprio stile come giocoso, in conseguenza del proprio carattere gioviale, talvolta "selvatico" (rusticus) come la campagna di Bourgueil.
Tra i destinatari dei componimenti figurano nobili signore, come Adele d'Inghilterra e Cecilia di Normandia figlie di Guglielmo il ConquistatoreEd. Hilbert, 134-136.; intellettuali, come Marbodo di RennesEd. Hilbert, 86. (a cui descrive la fonte della propria poesia come una musa iocosa, iunctura di origine ovidiana), Ildeberto di LavardinEd. Hilbert, 87. e Goffredo di ReimsEd. Hilbert, 36-39, 99, 100.; religiose su cui spesso non abbiamo informazioni certe, come MurielEd. Hilbert, 137. Forse una monaca dell’abbazia di Wilton in Inghilterra., AgneseEd. Hilbert, 138., CostanzaEd. Hilbert, 142, 200. L’unica risposta presente nel corpus da parte di un destinatario è firmata da Costanza (201), se pur è probabile che sia in realtà opera di Balderico stesso, secondo il modello delle Eroidi (la qual cosa dimostra ulteriormente il forte carattere di letterarietà di questi componimenti). (con le quali tratta del tema della verginità e dell’amore puro). Alcuni componimenti sono epitaffi dedicati a personaggi stimati da Balderico, come Berengario di ToursEd. Hilbert, 27. e l’abate di Fécamp Guglielmo di RosEd. Hilbert, 72..
Alcuni componimenti descrivono il suo ideale di vita semplice e radicato nella campagna e nelle letture; esso è coerente con l’esperienza monastica a Bourgueil da lui caldamente consigliata a un suo giovane amico, non senza la menzione dell’arricchimento spirituale che procura la vita in Cristo.
Nel suo corpus sono inclusi componimenti di argomento prettamente religioso, in cui ad esempio chiede a Dio di essere il suo buon Samaritano e medicare le ferite del suo peccatoEd. Hilbert, 122.. Dedicò due inni a san Sansone, probabilmente in occasione della consacrazione della chiesa presente nella località in cui Balderico si era ritirato negli ultimi anniEd. Hilbert, 215, 216..
Il più celebre componimento di Balderico è quello dedicato alla contessa AdeleEd. Hilbert, 134., figlia di Guglielmo il Conquistatore e moglie di Stefano conte di Blois. Si ritiene che risalga a prima del 1102, anno della morte di Stefano in Terra santa, per via di un riferimento alla situazione di Adele il cui marito è lontano ma vivo. Dopo alcune lodi della contessaVengono citate la grazia, la bellezza e l’amabile conversazione della nobildonna, punto di riferimento per la sua cerchia di ammiratori e letterati. Allo stesso tempo viene lodato il padre Guglielmo per le sue eccezionali imprese belliche., viene descritto il palazzo di Blois, e in particolare la camera nuziale riccamente decorata: il letto è adorno di tre gruppi statuari e le pareti sono tappezzate di arazzi. I primi tre raffigurano scene tradizionali (bibliche e mitologiche), mentre il quarto mostra la conquista dell’Inghilterra da parte dei Normanni di Guglielmo, culminante nella battaglia di Hastings del 1066 (v. 235-572). Tale arazzo è stato l’oggetto maggiormente al centro delle discussioni degli studiosi, poiché si è tentato di stabilire il legame tra questa descrizione e il celebre arazzo di Bayeux: secondo alcuni quest’ultimo sarebbe stato il reale modello di BaldericoBalderico menziona dei tituli che descrivono le varie scene (tituli che sono effettivamente presenti nell’arazzo di Bayeux; in più vi è una larga corrispondenza tra questo e gli episodi riportati nella poesia). Pur ammettendo che il poeta abbia visto l’arazzo, è assai improbabile che esso, per le sue dimensioni, si trovasse realmente nella stanza della contessa (nella quale Balderico probabilmente non entrò mai, data la scarsa frequentazione che dichiara di avere con Adele)., e questa sarebbe dunque una prova della sua esistenza già a quest’altezza cronologica; d’altra parte si possono osservare elementi che contraddicono tale assuntoBalderico parla di un velum costituito di preziosi materiali tra cui oro e seta (mentre l’arazzo di Bayeux è composto di materiali più umili); in più nel presunto modello, prima della battaglia, vengono frapposti degli indugi non presenti nei versi di Balderico.. Il componimento termina con una richiesta di protezione da parte di Balderico, che prega di ricevere dalla contessa un mantello in dono.
Il manoscritto più importante che riporta le poesie è il Vaticano Reg. Lat. 1351Il manoscritto, di 152 fogli, risale probabilmente alla metà del XII secolo. Nel ‘600 appare nella collezione di Alexandre Petau da cui André Duchesne trascrisse una selezione, di cui diverse poesie furono pubblicate nel 1641 in Historiae Francorum scriptores coaetanei, IV, 251-77. Le poesie pubblicate furono ristampate in Migne, PL 166. Il manoscritto fu venduto da Petau alla regina Cristina di Svezia nel 1650, per giungere in seguito al Vaticano nel 1815, dove si trova ora nel fondo Reginense..
L’Historia Ierosolimitana Il titolo con cui è nota la massima opera in prosa di Balderico è quello presente in maggior misura nei testimoni, e potrebbe essere frutto dell’autore stesso date le numerose occorrenze dell’aggettivo Ierosolimitanus.