Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (Wir Kinder vom Bahnhof Zoo) è un libro pubblicato nel 1978 dai giornalisti Kai Hermann (Amburgo, 29 gennaio 1938) e Horst Rieck (Berlino, 1941) e dalla protagonista Vera Christiane Felscherinow. Questa biografia memorialistica descrive con particolare realismo il trasloco a sei anni dalla campagna di Amburgo al sobborgo berlinese di Gropiusstadt, l'infanzia difficile, il padre violento e la separazione dei genitori, l'iniziazione alle droghe "da trip" come l'LSD, dapprima in un oratorio protestante, poi nella discoteca berlinese Sound. Seguono i primi innamoramenti, le prime amicizie e la caduta nel tunnel della tossicodipendenza e della prostituzione.
Storia Durante una loro ricerca sul mondo della droga e sulla prostituzione, il 7 febbraio 1978 i giornalisti del settimanale Stern Kai Hermann e Horst Rieck e il fotografo Jürgen Müller Schneck stavano assistendo, presso il tribunale del distretto di Moabit di Berlino Ovest, a un processo (che era partito con un procedimento d'accusa depositato nel luglio del 1977) contro Heinz W., un rappresentante di commercio di 55 anni. L'uomo aveva pagato con dosi di eroina i servizi sessuali di alcune prostitute adolescenti, tra le quali appunto la quindicenne Vera Christiane Felscherinow (imputata e testimone nello stesso processo che si è concluso nel giugno del 1978 con la sua condanna per detenzione di droga e ricettazione, condanna sospesa con la condizionale in quanto i giudici riconobbero come attenuanti l'incensuratezza e la minore età).
Horst Rieck ha chiesto un'intervista a Vera Christiane Felscherinow, presente in aula quel giorno. Il pomeriggio, inizialmente previsto per l'intervista nell'appartamento di Berlino di quest'ultimo, si è poi trasformato in due mesi.
Le trascrizioni delle registrazioni di questa serie d'interviste vennero prima pubblicate a puntate sul settimanale e poi diedero vita al libro Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, uscito in Germania nello stesso anno. Il libro, che destò molto scalpore per via della giovanissima età dei protagonisti coinvolti nella tossicodipendenza e nella prostituzione, fu ben presto tradotto in molte lingue e, oltre a rendere Vera Christiane Felscherinow famosa in tutto il mondo, diventò un controverso simbolo per la generazione che più di tutte fu vittima dell'eroina.
In Italia viene pubblicato nel 1981 dalla casa editrice Rizzoli con la traduzione della giornalista Roberta Tatafiore. Tale versione, il cui titolo italiano appare inappropriato in quanto Bahnhof Zoo ("stazione dello zoo") è il nome colloquiale in tedesco della stazione ferroviaria di Berlino solamente limitrofa al giardino zoologico Zoologischer Garten Berlin, presenta degli errori nell'indicazione di alcuni dei luoghi di Berlino in cui si svolge la storia e non contiene le fotografie presenti nella versione originale.
Nel 1981 ne fu tratto il film Cristiana F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (Christiane F. - Wir Kinder vom Bahnhof Zoo), con la regia di Uli Edel e la colonna sonora di David Bowie, che si rivelò essere uno dei maggiori successi cinematografici di quell'anno consacrando ancora di più Vera Christiane Felscherinow alla notorietà globale.
In un'intervista del 2013, Kai Hermann ha affermato che, prima della sua pubblicazione, il testo originale del libro è stato modificato all'insaputa sua e di Horst Rieck, cancellando i passaggi considerati troppo drastici (anche se importanti, come ad esempio una scena decisiva per l'uscita di Vera Christiane Felscherinow dall'ambiente della droga, ossia lo stupro subito da parte di diversi uomini).
Trama All'età di sei anni Christiane si trasferisce a Berlino nel quartiere di Kreuzberg in Paul-Lincke-Ufer, lungo il canale Landwehr, con la sorella minore e i suoi genitori, intenzionati a migliorare la propria situazione aprendo un’agenzia matrimoniale, idea che in breve tempo non va però a buon fine. Questo fallimento porta la famiglia ad avere problemi economici e a dover prendere casa nel periferico quartiere dormitorio di Gropiusstadt.
La situazione nel quartiere non è delle più rosee, infatti se da fuori sembra un tranquillo quartiere operaio, dall’interno si scopre piuttosto degradato e, a causa di una serie infinita di divieti, senza possibilità di svago per i ragazzi. Anche dopo il trasferimento nella nuova casa il padre non riesce a trovare lavoro e sfoga la sua frustrazione con violenze fisiche e verbali nei confronti delle figlie e della moglie. A questo si aggiunge la separazione dei genitori e l'allontanamento della sorella, Annette Felscherinow, di un anno più piccola, che decide di andare a vivere con il padre: Christiane si ritrova a vivere con la madre e con il suo nuovo e giovane compagno Klaus, con il quale Christiane non va d’accordo.
A dodici anni inizia a frequentare il gymnasium unificato di Gropiusstadt, dove rimane colpita da Kessi, una compagna di classe che lei descrive come molto precoce e che non dimostra la sua età. Diventa amica di lei ed entrambe iniziano a frequentare regolarmente la “Haus der Mitte”, una struttura giovanile gestita dalla chiesa protestante, dove Christiane, provando l'hashish, inizia la sua esperienza con le droghe. Prende, così, a fumarlo regolarmente con il suo nuovo gruppo di amici, per poi passare nel giro di poco tempo al consumo di alcolici e, in seguito, all'utilizzo di droghe sintetiche (Mandrax, LSD, efedrina) e di psicofarmaci (diazepam).
Sempre insieme a Kessi trascura la scuola e inizia a frequentare di nascosto la discoteca Sound nei fine settimana, mentendo sistematicamente a sua madre; qui incontra nuovi amici e si innamora di un ragazzo di nome Detlef. Quando l’eroina diventa di uso comune all’interno del locale, Detlef la prova, trovando inizialmente l’opposizione di Christiane, la quale, comunque, un mese prima del suo quattordicesimo compleanno la assume per la prima volta tramite inalazione, dopo aver preso parte al concerto di David Bowie del 10 aprile 1976 alla Deutschlandhalle.
Da quel momento, Christiane inizia a inalare regolarmente eroina e a commettere piccoli crimini per ottenere il denaro necessario ad acquistare la dose, fino ad arrivare, nell'estate dello stesso anno, nei bagni pubblici della Bülowstraße, a “farsi il suo primo buco”. Inizia così una doppia vita (tutte le mattine Christiane frequenta normalmente la scuola e passa i pomeriggi a procurarsi l'eroina alla stazione dello zoo a Charlottenburg) fino ad arrivare a contrarre un’epatite durante una gita scolastica e per la quale viene ricoverata in ospedale. Quando esce dall'ospedale scopre che Detlef si prostituisce alla stazione dello zoo, inizia così a fargli visita regolarmente per portargli del cibo. Sempre più spesso Christiane si trova a dormire a casa di Axel e Detlef, in un appartamento da lei stessa descritto come puzzolente e sporco, in cui tutti sono accomunati dall'uso di eroina.
A partire dal dicembre 1976 Christiane e Detlef iniziano a soffrire di crisi di astinenza, a causa delle quali si trovano obbligati a bucarsi più volte al giorno. L'approvvigionamento di eroina diventa per loro un bisogno costante, reso più difficile dalla necessità di quantità sempre maggiori. In seguito a una crisi di astinenza di Detlef, Christiane si prostituisce per la prima volta: viene avvicinata per strada da un uomo in macchina che la paga moltissimo per farsi masturbare. Christiane inizia, così, a prostituirsi sempre più spesso; trova anche dei clienti regolari, andando occasionalmente in coppia con Detlef, con la promessa che nessuno avrebbe avuto rapporti sessuali completi con i clienti. Con Babsi e Stella, due amiche del "periodo del Sound", inizia a scambiarsi i clienti e nel frattempo l'atmosfera fra le tre peggiora a causa della loro dipendenza che le porta a interessarsi solo al buco successivo.
All'inizio del 1977 la madre di Christiane si accorge finalmente della sua dipendenza a causa di un malore avuto in seguito a un'iniezione nel bagno di casa; con il suo sostegno Christiane e Detlef iniziano la prima di una lunga serie di disintossicazioni. Dopo aver completato la disintossicazione, tornano per abitudine dai loro amici alla stazione dello zoo, dove iniziano nuovamente ad iniettarsi eroina. Riescono a stare lontani dal giro della droga per poco ma in breve tempo tornano dipendenti e ricominciano a prostituirsi. Il 7 aprile 1977 muore Atze, il primo ragazzo di Christiane, a causa di un'overdose. In seguito all'arresto di Christiane e alla segnalazione come tossicodipendente, sua madre inizia a controllarle regolarmente le braccia; viene, successivamente, mandata da sua nonna per stare lontana da Berlino e disintossicarsi, riuscendoci. Al suo ritorno a Berlino scopre che un altro suo amico, Axel, è morto di overdose e, rimanendo profondamente turbata, riprende a bucarsi.
Volendo tentare una nuova disintossicazione, il servizio di consulenza sulle droghe le consiglia diverse cliniche, che però non accettano tossicodipendenti così giovani o hanno attese molto lunghe. Si rivolge, quindi, a un centro per il trattamento delle dipendenze della Narconon International (diretta emanazione della Chiesa di Scientology) dove completa la cura ma dal quale fugge diverse volte per comprare l'eroina. Pur ricavando un temporaneo beneficio da tale terapia, Christiane con la sua famiglia si renderanno presto conto del carattere estorsivo e puramente speculativo di questa organizzazione. Alla fine, suo padre la porta via per cercare di farla disintossicare definitivamente; le impone orari e lavori da fare in casa ma, nonostante ciò, riesce ugualmente a frequentare il giro di spaccio locale nelle poche ore libere dal quale ricava delle piccole quantità da inalare.
Nel frattempo, Detlef viene arrestato per aver derubato un cliente. Christiane si rende conto di essere nuovamente dipendente e le piccole quantità fornite gratuitamente che fino ad ora riusciva a procurarsi non le sono più sufficienti; per potersi bucare ricomincia a frequentare la “Bahnhof zoo”, dove incontra un cliente abituale di Babsi e Stella e con lui ha rapporti sessuali. I due si frequentano regolarmente e Christiane viene a sapere che Stella è in prigione e Babsi è in riabilitazione alla Narconon International. Babsi viene poi ricoverata per un'epatite in ospedale, dal quale tuttavia riesce a fuggire: dopo poco è sul giornale come la più giovane morte per droga della Germania (decesso avvenuto il 19 luglio 1977). Quando il padre di Christiane si accorge degli incontri con il cliente, la rinchiude in casa per tentare una nuova disintossicazione, ma nonostante ciò continua a ricevere eroina dal cliente stesso, riuscendo a scappare. Torna dopo poco per convincere il padre a far uscire Stella di prigione per tentare una disintossicazione insieme. In verità, però, le due continuano a iniettarsi eroina e a prostituirsi per finanziare la loro dipendenza.
Fisicamente e mentalmente distrutta, Christiane finalmente va di sua iniziativa nella clinica psichiatrica Karl Bonhoeffer per essere curata; qui, tuttavia, viene trattata come una paziente mentalmente instabile, non trovando le cure di cui ha bisogno e provando poi a fuggire, senza successo. L'occasione si presenta con un'infezione fungina, a seguito della quale viene portata in ospedale e scappa. Viene nuovamente ricoverata a causa di un'epatite e, anche stavolta, fugge dall'ospedale. A causa di questa ennesima fuga sia le autorità sia la madre perdono la speranza di disintossicarla e rinunciano. Sentendosi abbandonata e sola decide di porre fine alla sua vita con un'overdose (il buco finale) alla quale riesce miracolosamente a sopravvivere; una volta ripresa dal tentativo, lei e Detlef vanno a vivere con un cliente ed entrambi cercano di finanziare la loro dipendenza con lo spaccio di droga.