LIslam (pronunciato in italiano AFI: -tradizionale- o -comune-; ovvero "la sottomissione" del credente a Dio, alla Jihad islamica e la sua legge) è una religione monoteista abramitica di carattere universalista. Apparsa nel VII secolo nella penisola arabica, nella cittadina higiazena della Mecca, i suoi fedeli, detti musulmani (coloro che si sottomettono a Dio), la ritengono rivelata dall'Angelo Gabriele a Maometto (Muhammad o Mohamed), considerato l'ultimo profeta portatore di legge, «sigillo dei profeti» (Khātam al-Nabiyyīn), inviato al mondo da Allah (il dio unico dell'Islam) per ribadire definitivamente la rivelazione, annunciata per la prima volta ad Adamo, il primo uomo ed il primo profeta. I profeti più importanti (Rusul) sono: Ibrahim, Musa, Dawud, 'Isa e Muhammad.

Al 2025 con circa 2,03 miliardi di fedeli, ossia il 25% della popolazione mondiale, l'Islam è la seconda religione del mondo per consistenza numerica (dopo il cristianesimo) e vanta il tasso di crescita più alto. Il 13% dei musulmani vive in Indonesia, che è anche il paese musulmano più popoloso, il 25% nell'Asia meridionale, il 20% in Vicino Oriente, Maghreb e Medio Oriente e il 15% nell'Africa subsahariana. Minoranze considerevoli si trovano anche in Europa, Asia Orientale e America. Il simbolo della mezzaluna e stella, già simbolo della città da diversi secoli, è stato adottato dagli Ottomani con la presa di Costantinopoli nel 1453.

Il testo sacro dei musulmani è il Corano rivelato e trascritto in lingua araba classica. È considerato l'ultima rivelazione di Dio, integralmente preservata, dai tempi di Maometto. Altri testi fondamentali, non solo per i sunniti, sono gli hadith, una collezione di testi di diversi autori contenente detti e azioni attribuiti a Maometto, che costituiscono la fonte principale per la conoscenza del profeta, considerato il modello supremo per gli uomini di tutti i tempi. Per i musulmani, l’Islam è il culmine e il completamento della rivelazione divina ai profeti come Adamo, Noè, Abramo e Gesù. Pur con notevoli differenze con l’Ebraismo ed il Cristianesimo nella descrizione del Paradiso, l’Islam insegna l’idea di un giudizio finale in cui le persone saranno ricompensate con il Paradiso o l’Inferno in base alle loro azioni.

Similmente alla Halakhah ebraica, l'Islam prevede un sistema di leggi (la Shari'a) per guidare gli aspetti della vita dell’individuo e delle comunità, così come della società in senso ampio e la vita politica dei Musulmani. La Sharīʿa si focalizza su cinque obiettivi principali: protezione della vita, protezione della proprietà, protezione della salute, protezione della religione e protezione della dignità.

I principali siti considerati sacri nella religione islamica sono La Mecca (in cui si trova la Ka'ba, le cui fondamenta, secondo i musulmani, sarebbero state create da Abramo), Medina (la città dove Maometto emigrò dopo essere stato costretto a lasciare La Mecca in seguito alle persecuzioni del suo clan politeista natale: i Quraysh) e Gerusalemme. La Mecca e Medina sono indicate con l'espressione al-Ḥaramayn.

Il testo primario conosciuto come il Ḥadīth di Gabriele (ḥadīth Jibrīl) e tramandato dalla raccolta di hadith autentici, inclusa quella di Bukhārī, definisce l'Islam facendo riferimento ai cinque pilastri:

Etimologia e significato

Islam è un sostantivo verbale traducibile con «sottomissione, abbandono, consegna totale [di sé a Dio]» che deriva dalla radice aslama, congiunzione causale di salima («essere o porsi in uno stato di sicurezza»), ed è collegato a salām («pace»).

In arabo la parola è un maṣdar (nomen actionis) di IV forma, con allungamento vocalico e accento tonico sulla seconda radicale (lam). Nel linguaggio religioso, il concetto è traducibile con la parafrasi: «entrare in uno stato di pace e sicurezza con Dio attraverso la sottomissione e la resa a Lui». Nel Corano talvolta assume la caratteristica di una qualità interiore del fedele: «Allah apre il cuore all'Islàm a coloro che vuole guidare»;Corano, VI:125 altri versi collegano Islām e dīn, approssimativamente traducibile «religione»: «Oggi ho reso perfetta la vostra religione [dīn], ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l'Islàm».Corano V:3 Altri ancora descrivono l'islam come «l'atto di ritorno a Dio» (in quanto secondo i musulmani tutti i viventi sarebbero musulmani inconsapevoli, in quanto viventi nell'universo creato da Dio, alcuni consapevolmente quando si convertono formalmente, ritornando così all'islam), piuttosto che un'affermazione verbale di fede.L. Gardet; J. Jomier, s.v. «Islam», in: The Encyclopaedia of Islam Online.

La parola Islam perciò non è legata a una personalità o a un gruppo etnico, bensì all'idea centrale del suo credo religioso, nonostante inizialmente alcune figure musulmane dei primi secoli considerassero la rivelazione dell'Islam un fenomeno solo per le tribù della penisola arabica.Seyyed Hossein Nasr, The Heart of Islam: Enduring Values for Humanity, 2002.

Nel ḥadīth di Gabriele (ḥadīth Jibrīl) l'Islam è presentato come parte di una triade composta da: Islām (Sottomissione), imān (fede) e iḥsān (eccellenza o perfezione), dove la definizione teologica dell'islam sarebbe il tawḥīd (l'affermazione cioè di fede in un dio uno e unico - ossia Allah - e nella missione profetica di Maometto). Il concetto di iḥsān assumerà un valore importantissimo nel fenomeno del Sufismo.

I pilastri dell'Islam

Gli arkān al-Islām ("Pilastri dell'islam") sono i cinque doveri assolutamente cogenti per ogni musulmano osservante (pubere e sano di corpo e di mente) per potersi definire a ragione tale. Secondo un hadith di Bukhari (IX secolo) l'angelo Gabriele avrebbe dettato a Maometto i cosiddetti cinque pilastri dell'islam, che sono:

la shahāda, o "testimonianza" di fede (in arabo ﺷﻬﺎﺩة: ): Ašhadu an lā ilāha illā Allāh - wa ašhadu anna Muḥammadan Rasūl Allāh "Testimonio che non c'è divinità se non Dio (Allàh) e testimonio che Muḥammad è il suo messaggero".Sotto un profilo strettamente contenutistico si parla tra gli esegeti di due testimonianze (shahādatāni), riferendosi alle due affermazioni che la compongono: la prima relativa all'Unità divina e la seconda alla missione profetica di Maometto. Per essere valida, la shahāda deve essere recitata con piena comprensione del suo significato e in totale sincerità di intenti.Riguardo alla necessità o meno di recitare la shahāda di fronte a validi testimoni, si legga: # Are witnesses needed for a non Muslim to take shahada? – Shaykh Saalih Fawzan Essa è sufficiente, da sola, a sancire l'adesione all'islam di chi la pronunciaA tale determinazione non si è giunti immediatamente, né pacificamente. Per oltre un secolo si è infatti discusso se per essere musulmano fosse sufficiente la sola fede o se essa dovesse essere accompagnata da opere coerenti. La discussione non era puramente teorica, in quanto derivava dalla penosa condizione in cui si trovavano i convertiti non-Arabi (mawālī), cui si obiettava la non compiuta conoscenza della Sharīʿa e delle complesse liturgie del culto per seguitare ad assoggettarli ai gravami fiscali cui erano tenuti i sudditi "protetti" (dhimmi), appartenenti cioè alla cosiddetta Ahl al-Kitāb, "Gente del Libro". Sarà solo la vittoria degli Abbasidi e la loro politica che attuava l'universalismo islamico a convincere i teologi della sufficienza della sola retta fede per fare acquisire la condizione giuridica e morale di musulmano.; la ṣalāt (), preghiera canonica da effettuare 5 volte al giorno (3 per alcune branche dello Sciismo come l'Ismailismo), in precisi momenti (awqāt) che sono scanditi dal richiamo (): ) dei muezzin (), che operano nelle moschee (oggi spesso sostituiti da registrazioni diffuse con altoparlanti) dai Minareti. Nell'islam sciita le preghiere possono essere tre (Corano 17,79 - 80). la zakāt (), versamento in denaro - obbligatorio per ogni musulmano che possa permetterselo - che rende lecita la propria ricchezza; da devolvere nei confronti di poveri e bisognosi. Nella quasi totale assenza ormai dello Stato tradizionale percettore - che era dotato di appositi funzionari (ʿummāl, pl. di ʿāmil) con ampi poteri cogenti - la zakāt è oggi prevalentemente autogestita dal pio musulmano, anche se esistono organizzazioni che forniscono aiuto ai fedeli per raccogliere fondi da destinare a opere di carità, per la cui realizzazione la giurisprudenza islamica ha previsto da sempre l'utilizzo delle somme raccolte tramite questa pratica canonica.Queste organizzazioni sono controllate in Occidente dalle autorità delegate alla pubblica sicurezza per evitare che con le somme raccolte si finanzino operazioni belliche spacciate per jihād. La somma da versare, a cadenza annuale, viene calcolata con un'aliquota del 2,5% sul capitale finanziario del fedele, e vale anche per le aziende. L'OCHA ha calcolato che i volumi annuali di tali versamenti sono, come minimo, superiori anche di quindici volte ai valori totali del resto delle donazioni a livello mondiale;The Muslim Zakat: a vision of the "big society"?... UN office for the Coordination of Humanitarian Affairs (UNOCHA), included estimates that each year, somewhere between US$200 bn and US$1 trn (£130 bn and £645 bn respectively) are given as mandatory and voluntary donations across the Muslim world. At the low end of this estimate, this is 15 times more than global humanitarian aid contributions in 2011.Numerosi versi del Corano (2:62; 5:69; 18:88; 25:70) equiparano la "fede" religiosa (īmān) e l'"opera pia" (ʿamal ṣāliḥ) di cui la zakāt rappresenta l'eccellenza. Ṣawm ramaḍān (), ovvero digiuno di ramaḍān - dal sorgere al tramonto del sole - durante il mese lunare di Ramadan per chi sia in grado di sostenerlo senza concrete conseguenze negative per la propria salute deve astenersi dal cibo, dalle bevande e dagli atti ritenuti impuri (fumo, rapporto sessuali...). In generale è ritenuto un mese di contemplazione religiosa e di preghiera. Durante il mese di Ramadan il Corano iniziò a essere recitato da Jibrīl a Muhammad. Ḥajj (), pellegrinaggio canonico alla Mecca e dintorni almeno una volta nella vita, nel mese lunare di Dhū l-ḥijja, per chi sia in grado di sostenerlo fisicamente ed economicamente.

Oltre ai cinque pilastri dell’Islam vi sono i sei arkān al-imān (pilastri della fede) che definiscono sei elementi principali in cui ogni Musulmano deve credere per essere considerato tale specificamente nel sunnismo. Questi sono: credere in Dio (Allah) come unico Dio e creatore e degno di adorazione; credere negli angeli; credere nei libri rivelati come il Corano, il Vangelo e la Torah (non intesi come i libri materiali ma come il messaggio originale di Mosè e Gesù); credere in tutti i Profeti senza esclusione; credere nel Giorno del Giudizio; e credere nel Destino parte della vita.

Universalismo islamico L'islam è considerato dai suoi fedeli come l'insieme delle rivelazioni elargite da Allah all'umanità fin dall'epoca del suo primo profeta, Adamo. Dal punto di vista dei musulmani, l'islam non deve quindi essere considerato un'ulteriore Rivelazione rispetto alle altre due grandi fedi monoteistiche (Ebraismo e Cristianesimo), ma come l'ennesima riproposizione della volontà divina all'umanità, resa necessaria dalle continue distorsioni (taḥrīf) intervenute come effetto del fluire del tempo e dell'azione (talora maliziosa) degli uomini. Tōrāh (Tōrāh), Salmi (Zabūr per i musulmani) e Vangelo (Injīl) sono perciò considerati testi che, in origine, non contenevano rivelazioni diverse da quella coranica.