Fu la guida ideologica del colpo di Stato militare che il 1º settembre 1969 portò alla caduta della monarchia accusata di essere corrotta ed eccessivamente filo-occidentale del re Idris I di Libia e del suo successore Hasan. Senza ricoprire stabilmente alcuna carica ufficiale, ma fregiandosi soltanto del titolo onorifico di Guida e Comandante della Rivoluzione della Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, Gheddafi fu, per i successivi quarantadue anni, la massima autorità della Libia. All'inizio instaurò una dittatura militare; in seguito, dopo un iniziale avvicinamento al socialismo arabo di Gamal Abd el-Nasser, proclamò la "repubblica delle masse", basata su una nuova ideologia, da lui stesso teorizzata nel Libro Verde e nota come Terza Via Universale, che al tempo stesso rifiutava capitalismo e lotta di classe a favore di un socialismo di ispirazione nazionale.

Tra il febbraio e l'ottobre del 2011 ebbe luogo la prima guerra civile in Libia che vide opposte le forze lealiste di Muʿammar Gheddafi e quelle dei rivoltosi, riunite nel Consiglio nazionale di transizione. Il paese, dopo aver vissuto una prima fase di insurrezione popolare sull'onda della cosiddetta primavera araba conobbe in poche settimane lo sbocco della rivolta in conflitto civile. Gheddafi fu alla fine catturato ed ucciso dai ribelli del CNT, segnando con la sua morte, almeno formalmente, la fine della guerra civile.

Biografia Origini e infanzia Muʿammar Gheddafi nacque il 7 giugno del 1942 in una tenda presso Qasr Abu Hadi, un villaggio della TripolitaniaBlundy, David; Lycett, Andrew (1987). Qaddafi and the Libyan Revolution. Boston and Toronto, Little Brown & Co. ISBN 978-0-316-10042-7. situato a circa 20 km da Sirte, all'epoca facente parte della provincia italiana di Misurata, da una modesta famiglia islamica appartenente alla tribù berbera arabizzata Qadhadhfa, di cui si hanno ben poche notizie.. All'età di sei anni, Gheddafi rimane coinvolto in un incidente durante il quale perde due suoi cugini e resta ferito a un braccio, a causa dell'esplosione di una mina risalente al periodo bellico.. Tra il 1956 e il 1961 frequenta la scuola coranica di Sirte, dove entra in contatto con le idee panarabe del presidente egiziano Gamal Abd al-Nasser, alle quali aderisce con entusiasmo. Nel 1961 decide di iscriversi all'Accademia Militare di Bengasi, mentre tre anni dopo frequenta il corso di stato maggiore alla Scuola di guerra dell'esercito a Civitavecchia, nonché la scuola di artiglieria contraerea a Bracciano.I santamarinellesi: quando Gheddafi soggiornò qui su civonline Una volta concluso il corso nel 1966 e, dopo aver svolto un breve periodo di specializzazione in Gran Bretagna, comincia la propria carriera nelle file dell'esercito libico, ricevendo la nomina al grado di capitano all'età di 27 anni.

I matrimoni La prima moglie di Gheddafi, Fātiḥa, è un'insegnante, sposata nel 1969. Cronache del tempo raccontano come i due non si fossero mai incontrati prima della data dello sposalizio. Dalla loro unione nasce un solo figlio e, dopo sei mesi di matrimonio, Gheddafi decide di separarsi per sposare la seconda moglie Ṣāfiya Farkash, che, nata a Beida in Cirenaica da madre libica e da padre ungherese (Farkas in ungherese vuol dire "lupo" ed è un cognome assai diffuso), aveva studiato per diventare infermiera; i due si erano conosciuti nel 1971 in Bosnia a Mostar, città di origine della donna dove la famiglia si era trasferita ai tempi in cui il nonno di lei era direttore scolastico, dove Gheddafi si era recato per farsi curare l'appendicite.

La rivoluzione del 1969

Insoddisfatto del governo guidato dal re Idris I, giudicato da Gheddafi e da altri ufficiali troppo servile nei confronti di Stati Uniti e Francia, il 26 agosto 1969 si pone alla guida del colpo di Stato organizzato contro il sovrano, che porta, il 1º settembre dello stesso anno, alla proclamazione della Repubblica guidata da un Consiglio del Comando della Rivoluzione composto da 12 militari di tendenze panarabe filo-nasseriane. Una volta al potere, Gheddafi, nel frattempo autonominatosi colonnello, fa approvare dal Consiglio una nuova costituzione e abolisce le elezioni e tutti i partiti politici. La Libia di quel periodo non si può infatti considerare una democrazia, non essendovi concesse molte libertà politiche (tra cui, per esempio, il multipartitismo).

Il primo ventennio al potere (1969-1989)

La politica della prima parte del governo Gheddafi viene definita dai suoi sostenitori una "terza via" rispetto al comunismo e al capitalismo, nella quale cerca di coniugare i principi del panarabismo con quelli della socialdemocrazia. Gheddafi decide di esporre le proprie visioni politiche e filosofiche nel suo Libro verde (esplicito ammiccamento al Libretto rosso di Mao Tse-tung), che pubblica nel 1976. In nome del Nazionalismo arabo, decide di nazionalizzare la maggior parte delle proprietà petrolifere straniere, di chiudere le basi militari statunitensi e britanniche, in special modo la base "Wheelus", ridenominata "ʿOqba bin Nāfiʿ" (dal nome del primo conquistatore arabo-musulmano delle regioni nordafricane) e di espropriare tutti i beni delle comunità italiana ed ebraica, espellendole dal paese.

In politica estera, il regime libico diventa finanziatore dell'OLP di Yasser Arafat nella sua lotta contro Israele, inoltre, si fa spesso propugnatore di un'unione politica tra i tanti Stati islamici dell'Africa, caldeggiando in particolare, nei primi anni settanta, un'unione politica con la Tunisia; la risposta interlocutoria (ma sostanzialmente negativa) dell'allora presidente tunisino Habib Bourguiba fa però tramontare questa ipotesi.Claudio Lo Jacono, "Sul progetto d'unione fra Tunisia e Libia", in: Oriente Moderno, (Studi in onore di F. Gabrieli), LIV, 1974, pp. 117-122. Sempre nel medesimo periodo, e per molti anni successivi, Gheddafi è uno dei pochissimi leader internazionali che continuano a sostenere i dittatori Idi Amin Dada e Bokassa (quest'ultimo però soltanto nel periodo in cui si dichiarò musulmano), mentre non verrà mai dimostrato un suo coinvolgimento nella misteriosa scomparsa in Libia, nel 1978, dell'Imam sciita Musa al-Sadr (di cui non apprezza i tentativi di pacificazione del Libano) e neppure il suo fattivo sostegno al combattente palestinese Abū Niḍāl e alla sua organizzazione para-militare, organizzatori, tra l'altro, della strage di Fiumicino nel 1985. In quest'ultimo caso la Libia smentisce ogni suo coinvolgimento ma non manca di rendere ufficialmente onore ai terroristi autori di tale attentato.

Dal 16 gennaio 1970 al 16 luglio 1972 Gheddafi è anche primo ministro libico ad interim, prima di lasciare il posto a ʿAbd al-Salām Jallūd. Nel 1977, grazie ai maggiori introiti derivanti dal petrolio, il regime decide di effettuare alcune opere a favore della propria nazione, come la costruzione di strade, ospedali, acquedotti e industrie. Proprio sull'onda della popolarità di tale politica, nel 1979, Gheddafi rinuncia a ogni carica ufficiale, pur rimanendo di fatto l'unico vero leader del paese, serbandosi solo l'appellativo onorifico di "Guida della Rivoluzione".

Negli anni ottanta avviene un'ulteriore radicalizzazione nelle scelte di politica internazionale. La sua ideologia anti-israeliana e anti-statunitense lo porta a sostenere gruppi terroristi, tra cui l'IRA irlandese e il Settembre Nero palestinese. Viene anche accusato dall'Intelligence statunitense di essere l'organizzatore degli attentati in Sicilia, Scozia e Francia, anche se per questi atti si è sempre proclamato estraneo.

All'inizio del 1986 la Marina Militare degli Stati Uniti sta effettuando alcune operazioni di addestramento al largo della costa libica (operazione Attain Document), all'interno del golfo della Sirte in quelle che secondo il diritto internazionale sono acque internazionali. Gheddafi intima agli americani di allontanarsi da quelle che unilateralmente considera "acque libiche" e, dopo aver incassato un rifiuto, decide di passare all'azione: i libici lanciano sei missili contro alcuni aerei statunitensi, e la marina statunitense reagisce affondando due navi pattuglia libiche e distruggendo una postazione missilistica. Sempre nel 1986, la notte del 4 aprile, l'esplosione di un ordigno in una discoteca di Berlino Ovest usualmente frequentata da militari statunitensi provoca la morte di 3 persone (tra cui 2 militari americani) e il ferimento (in molti casi molto grave) di altre 229. Le attività di intelligence statunitensi, anche a seguito dell'intercettazione di un telex inviato dalla sede dell'ambasciata libica in Germania Est, attribuiscono l'attentato alle forze terroristiche legate a Gheddafi.History, Sky 407. "L'evoluzione del male: il colonnello Gheddafi."

Il suo governo è ormai divenuto il nemico numero uno degli Stati Uniti d'America ed è progressivamente emarginato dalla NATO. Questa tensione prelude, il 15 aprile 1986, al blitz militare sulla Libia per volere del presidente statunitense Ronald Reagan: un massiccio bombardamento (operazione El Dorado Canyon) raggiunge anche il suo compound di Bāb al-ʿAzīziyya, che è raso al suolo. Gheddafi ne esce incolume ma dichiara che la propria figlia adottiva Hanna è rimasta uccisa; tale versione si dimostrerà tuttavia falsa poiché la ragazza comparirà un paio d'anni più tardi - viva - in un video insieme allo stesso Colonnello, il quale si scoprirà essere stato preventivamente avvertito delle intenzioni statunitensi da Bettino Craxi, allora presidente del Consiglio italiano.I libici rivelano 20 anni dopo: «Così Craxi salvò Gheddafi». Corriere della Sera. Politica. 31 ottobre 2008. In risposta, il 16 aprile Gheddafi autorizzò il lancio di due missili terra-terra SS-1 Scud contro il territorio italiano di Lampedusa; i missili fortunatamente non provocano danni, cadendo in acqua a 2 km dalle coste siciliane.

Quando Gheddafi scopre che il Regno Unito ha fornito le basi agli aerei americani per il blitz, decide di aumentare gli aiuti all'IRA. Il 21 dicembre 1988 esplode un aereo passeggeri sopra la cittadina scozzese di Lockerbie, dove periscono tutte le 259 persone a bordo e 11 cittadini di Lockerbie: prima dell'11 settembre 2001, questo è l'attacco terroristico più grave mai avvenuto. L'ONU attribuisce alla Libia la responsabilità dell'attentato aereo, chiedendo al governo di Tripoli l'arresto di due suoi cittadini accusati di esservi direttamente coinvolti. Al netto e insindacabile rifiuto di Gheddafi, le Nazioni Unite approvano la risoluzione 748, che sancisce un pesante embargo economico contro la Libia, la cui economia si trova già in fase calante. Solo nel 1999, con la decisione da parte libica di cambiare atteggiamento nei confronti della comunità internazionale, Tripoli accetta di consegnare i sospettati di Lockerbie: 'Abd al-Baset 'Ali Mohamed al-Megrahi viene condannato all'ergastolo nel gennaio 2001 da una corte scozzese, mentre al-Amin Khalifa Fhimah viene assolto.Il terrorismo libico e la risposta di Reagan. Corriere della Sera, 11 giugno 2009. Nel febbraio 2011, intervistato dal quotidiano svedese Expressen, l'ex ministro della giustizia Muṣṭafā ʿAbd al-Jalīl ha ammesso le responsabilità dirette del colonnello Gheddafi nell'ordinare l'attentato del 1988 al Volo Pan Am 103.Vedi:

Il presunto coinvolgimento nella strage di Ustica