Filottrano (Filottrà in dialetto filottranese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Ancona nelle Marche.

Geografia fisica Il paese di Filottrano si trova in collina, a un'altezza media al di sotto dei 300 metri s.l.m.

Storia

Preistoria La presenza dell'uomo nell'Eneolitico è largamente testimoniata da numerosi reperti archeologici emersi nel villaggio Capannilico sito nella zona di Ripabianca di Santa Paolina, nell'ultima collinetta nella sponda destra del Musone, prima del suo sbocco in pianura.

Dai Piceni all'Impero Romano Successivamente, nel VI secolo a.C., i Galli Senoni si stanziarono perfino a Santa Paolina, ove venne rinvenuto un importantissimo sepolcreto, tra i più interessanti d'Italia. Le usanze, i costumi e tutto ciò che riguarda la cultura dei Galli sono descritte da Giulio Cesare nei suoi Commentarii de bello civili, in cui talvolta la narrazione degli eventi bellici lascia spazio a veri e propri "excursus etnografici" sul modello dei più grandi storici dell'antichità, quali Erodoto e Tucidide. In epoca romana, venne costruita la colonia di Veragra presso l'attuale Fratte, ma l'insediamento venne saccheggiato e distrutto nel 568 d.C. dagli ostrogoti.

Medioevo Le prime fonti certe sulla fondazione di Filottrano risalgono al 1187 per opera di Papa Gregorio VIII, le quali danno la certezza di una reale esistenza già in quegli anni di Filottrano. Etimologicamente "Filottrano" è la sintesi della formula "Mons Philiorum Optrani", Monte dei figli di Ottrano, che la leggenda vuole sia il fondatore longobardo della città. I filottranesi nel Dopoguerra eressero una statua in suo onore che posero nella piazza principale, Piazza Mazzini. In principio Montefilottrano era solo un piccolo oppidum, che fu con i secoli ingrandito sempre più. Nel corso dell'Alto prima e del Basso medioevo poi le abitazioni cittadine e le fortificazioni vengono ampliate, si notino al riguardo le mura castellane del XIV secolo circa. In quel tempo l'economia si basava sull'agricoltura, come dimostra la fitte rete di grotte sotto il paese, la quale serviva per tenere le provviste in tempo di carestia, di guerra o di particolare siccità. Le grotte non sono visitabili, sebbene in alcuni locali si può vedere il punto in cui si entrava. Sempre in epoca medievale Filottrano venne coinvolta nello scontro tra Guelfi e Ghibellini e per ragioni sia di confine che di interessi politico-religiosi alle vicine Cingoli (Cingulum) e Osimo (Auximum), come attesta la famosa festa medievale dello "Stivale", che fa rivivere l'atmosfera molto suggestiva e affascinante di quei tempi.

Di notevole importanza è il grande monastero di Storaco (XII-XIII secolo, ma forse i primi insediamenti risalgono a sei secoli prima), oggi non più esistente, ma fonti confermano che per le popolazioni limitrofe era un importante punto di pellegrinaggio. La leggenda vuole che il castello e il monastero siano stati abbattuti per ricavarne i mattoni necessari alla costruzione del paese. A causa di eventi bellici la chiesa restante è stata in parte danneggiata e oggi è stata completamente abbandonata, trascurandone il valore storico e artistico. Montefilottrano era circondato da molti altri "castelli", che da autonomi passarono sotto la soggezione del castrum più grande per importanza e per la favorevole posizione più elevata.

Epoca pontificia In età moderna (XVI-XVIII secolo) Filottrano rientrò stabilmente nell’orbita amministrativa della Marca Anconitana e, più in generale, dello Stato Pontificio, con un progressivo rafforzamento delle funzioni di controllo esercitate dalle autorità centrali e locali. Il restringimento dell’accesso ai consigli e alle magistrature favorì il consolidamento dell’oligarchia cittadina come nobiltà civica.

Epoca moderna Notevole importanza strategica ricopre la posizione in cui il paese si trova, tanto che fu un caposaldo che permise la risalita degli Alleati verso la liberazione del Centro e Nord Italia. Infatti tra il 1º e il 9 luglio 1944 vi combatté il "Nembo" nella Battaglia di Filottrano, che indubbiamente fu una delle più eccellenti operazioni del Corpo Italiano di Liberazione ad è ancora viva nella mente degli abitanti. Con il primo dopoguerra e l'età del benessere il paese crebbe sotto ogni punto di vista: da quello demografico a quello economico.

Di Filottrano è originaria la famiglia del poeta forlivese Aldo Spallicci.

Monumenti e luoghi d'interesse Le mura del castello di Filottrano cingono, ancora, il paese. Il vicolo "Mura Castellane" conosciuto dai Filottranesi per Sótta l'Andró, cioè la discesa di comunicazione che al primo piano della fortezza porta nel fossato passando sotto il parapetto.

Architetture religiose

Collegiata di Santa Maria Assunta

Edificio costruito nel XVIII secolo su una chiesa precedente del XIV secolo. Al suo interno possono arrivare opere pittoriche di autori italiani e stranieri. Si segnalano gli affreschi del tardo Trecento e del tardo Quattrocento che testimoniano la devozione della comunità di Filottrano nei secoli. Si segnalano la "Natività di Gesù" attribuita a Gerrit van Honthorst (detto Gerardo delle Notti), la "Decollazione di san Giovanni Battista" di Ernest Van Schayck "La Madonna Bella", sempre attribuita allo stesso pittore e un quadro raffigurate "Sant'Omobono", protettore dei sarti e dei mercanti, eseguito da un pittore anonimo e la pala d’altare, lAssunzione di Maria in cielo di Étienne Parrocel.

Chiesa di San Francesco

Risalente al XVI secolo, l'origine della chiesa è da collegarsi ai conventuali che si stabilirono nel castello di monte Filottrano sin dal XIV secolo. Il tempio ad unica navata fu rimaneggiato nel XVIII secolo secondo lo stile dell'epoca. Si conservano all'interno tele di Filippo Bellini, Pompeo Morganti e Ercole Ramazzani. Dal punto di vista architettonico la balaustra in marmo rosa del Settecento è tra le parti più interessanti dell'edificio. Mentre all'esterno si è conservato un portale del Quattrocento con le effigie dei nobili che lo commissionarono.

Abbazia di Santa Maria di Storaco L'origine dell'Abbazia risale al IX secolo ed è stata ricostruita e ampliata nel XVI secolo. La chiesa attuale è chiusa al culto dal 1986. Al 2025 versa in grave stato di decadimento e abbandono.

Chiesa delle Stimmate L'interno ottocentesco conserva un altare ligneo elegante con intagli e dorature. È sentita la devozione popolare per il Crocefisso settecentesco considerato miracoloso.

Chiesa di San Cristoforo Una bolla di Onorio III del 1218 attesta che appartenne ai monaci di Santa Croce di Fonte Avellana anche se non si hanno elementi per risalire alla sua fondazione. L'edificio conserva affreschi quattrocenteschi che sono sopravvissuti ai lavori di riabbellimento dell'edificio nel '500. Il nuovo ciclo decorativo narra la storia di Giuseppe l'ebreo, mentre nell'abside si può vedere la discesa della manna.

Chiesa di San Michele Arcangelo (XVIII secolo): in restauro. La chiesa ha una facciata seicentesca.

Chiesa di Santa Maria degli Angeli (XVIII secolo): esposizione permanente di statuine del presepe del Novecento leccese.

Chiesa di Santa Maria di Tornazzano Con affreschi di scuola marchigiana del Quattrocento.

Architetture civili

Palazzo comunale di Filottrano

Edificio in stile rinascimentale eretto a partire dal XVI secolo. La facciata venne compiuta nel XIX secolo.

Palazzo Accorretti

Si tratta dell'edificio privato più esteso del centro storico. È stato proprietà della famiglia Accorretti e presenta degli interessanti cicli pittorici di fine XVIII secolo al piano terreno e nobile.

Palazzo Tofani Natale Marzi Palazzo Tofani è una raffinata residenza nobiliare situata nel cuore di Filottrano, in Piazza Garibaldi. Risale al XVIII secolo, il palazzo è stato la dimora della famiglia Tofani, che furono importanti proprietari terrieri della zona. La struttura conserva intatta la facciata settecentesca, arricchita da dettagli architettonici eleganti, e all’ interno ospita affreschi originali che narrano storie di prestigio e cultura.

Palazzo Barattani il Palazzo venne edificato nel 1472 dalla famiglia Barattani di Norcia che ebbe la concessione del titolo di Nobili di Filottrano nel 1522. Il palazzo si sviluppa su 4 piani esterni e 2 piani di sotterranei, su una posizione panoramica ed è l'ultimo palazzo patrizio costruito prima della struttura conventuale adiacente.

Palazzo Gentiloni Gasparri Il tratto saliente di questa dimora storica, di struttura seicentesca, è nel fatto di essersi conservata praticamente intatta, poiché i proprietari per lo più non la abitarono. All'interno sono state restaurate alcune stanze del piano nobile e sono stati recuperati i pavimenti e i decori del primo 800. Autentici e intatti sono la cucina con le fornacelle per cucinare a fianco del focolare l’acquaio in pietra e l’impianto elettrico che risale all’ inizio del 900, con i fili a treccia e gli interruttori in ceramica. Le decorazioni dei salotti sono opera del pittore filottranese Filippo Starnari. Tramite un passaggio interno si può raggiungere l’ampia cantina dove, un apertura, ora chiusa, collegava alla rete di grotte presenti sotto il paese, destinate a conservare cibo in caso di conflitto o carestia. Nella cantina, è inoltre, presente la struttura originale di una grande botte realizzata in cemento e piastrelle di vetro, prodotto della ditta Borsari & Comp. di Zurigo.

Ex complesso conventuale di San Francesco Si ha notizia dell'esistenza del convento già nel 1508. La proprietà è poi pervenuta al comune di Filottrano che dal 2018 ha spostato la sede della Biblioteca comunale Emidio Bianchi nell'ex convento seicentesco di San Francesco. All'ingresso dell'edificio spicca l'elegante portone in legno intagliato.

Scalinata detta la Porticella Ripercorrendo le scalette da via Mazzini, si arriva fino alla chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Villa Carradori o Centofinestre In stile neoclassico è stata ristrutturata dall'architetto Pietro Ghinelli nel 1828-1832, ha il giardino di verzura tra i più grandi della regione Marche. Oggi, il complesso è stato trasformato in struttura turistica.

CineTeatro Torquis Opera dell'architetto Cristiano Toraldo di Francia.

Ex palazzo "Orland" L'ex fabbrica ora edificio di archeologia industriale, ha ospitato negli anni 60 e 70 del novecento una delle prime manifatture di abbigliamento della città, è stato restaurato e convertito a scopi socio culturali: ospita lo spazio giovani "Lafabbrica" ed altre strutture sociali.

Villa Spada Laviny L'edificio, sicuramente uno dei più belli dell’Italia Centrale, venne più volte rimaneggiato nel corso degli anni per le esigenze dei vari proprietari. Villa Montepolesco, come è anche conosciuta, in origine di proprietà della famiglia Spada-Laviny oggi dei Conti Balbo di Vinadio, si trova lungo la strada che conduce alla frazione Casenuove di Osimo. La villa, immersa in un meraviglioso parco-bosco, si presenta in perfetta simmetria con un’ampia facciata con al centro un timpano e alle estremità due campanili. È stata la location del film Il giovane favoloso (2014) di Mario Martone.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2022 la popolazione straniera era di 508 persone, pari al 5,64% della popolazione.

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