Attore bambino è in generale chi durante l'infanzia interpreta un ruolo in un film, in uno spettacolo teatrale o in una fiction televisiva. Più specificamente, la locuzione (e in particolare, in inglese, l'equivalente child actor) designa attori cinematografici e televisivi che raggiungono il successo in tenera età. In questi casi si parla talvolta di divo bambino. o anche genericamente di enfant prodige..
L'attore bambino, specie nello star system hollywoodiano e al pari di altri giovanissimi artisti, è una figura che un diffuso luogo comune considera problematica: capace di progredire in una brillante carriera ma anche di finire in rovina, al punto che i media parlano talora enfaticamente di "maledizione dei divi bambini"..
Nella realtà tuttavia, sebbene solo un piccolo numero di attori bambini - come ad esempio Jackie Cooper, Jodie Foster e Drew Barrymore - riesca a costruirsi una carriera adulta, la maggior parte di essi approda a una vita del tutto normale, perlopiù al di fuori del mondo dello spettacolo o anche al suo interno ma con ruoli diversi,. oppure a carriere del tutto singolari, come nel caso della scienziata di fama internazionale Fabiola Gianotti.
Storia
L'impiego di bambini nello spettacolo (nel teatro, nel circo, nelle piazze e nelle fiere) è molto antico. Fino a quando alle donne era precluso il palcoscenico era comune che le parti femminili fossero affidate a giovani adolescenti. Nel teatro elisabettiano si trovano attori adolescenti di sesso maschile che danno vita a intere compagnie, assai di moda all'epoca di Shakespeare ("boy players")..
La presenza sempre più massiccia di attrici a partire dal XVII secolo riduce la presenza di attori bambini, in quanto i ruoli di bambino/a nel teatro e nell'opera sono ora di regola interpretati da giovani attrici e cantanti.Elizabeth Reitz Mullenix. Wearing the Breeches: Gender on the Antebellum Stage (New York: St. Martin's Press, 2000). Ai bambini rimangono parti secondarie e di carattere che servono alla loro formazione e introduzione alla carriera scenica, secondo un percorso di apprendistato che di norma avveniva all'interno di compagnie professionali di attori, cui i bambini si aggregavano per legami familiari o per sfuggire alla fame e alla miseria. Se l'esperienza della crescita sul palcoscenico è comune a quasi tutti gli attori e attrici del tempo, delle loro esperienze di interpreti bambini non rimane memoria nelle cronache; solo al bambino prodigio è eccezionalmente dato un pubblico risalto come nel caso di William Betty che nei primi anni dell'Ottocento si esibisce tredicenne nei principali teatri della Gran Bretagna in ruoli da attore adulto, incluso lAmleto di William Shakespeare, celebrato nei dipinti dei pittori contemporanei come Margaret Sarah Carpenter, James Northcote, e John Opie.
Nel 1805, all'età di 13 anni, John Howard Payne, destinato egli stesso a una brillante carriera di attore, pubblica su "The Thespian Mirror" una serie di note di critica teatrale che per la prima volta includono le biografie di alcuni bambini attori del tempo.Dunlap, William. A History of the American Theatre from its Origins to 1832 (Champaign, IL: University of Illinois Press, 2005) Se ne ricava che nel teatro in lingua inglese i giovani attori e attrici dell'epoca si perfezionavano in parti come quella del Duca di York in Riccardo III di Shakespeare o del giovane Norval in Douglas di John Home, per poi affrontare ruoli da protagonisti come quella del piccolo Pickle in The Spoiled Child (che rappresentata per la prima volta nel 1790 resta la più famosa opera teatrale per l'infanzia per tutta la prima metà dell'Ottocento).The Spoiled Child: A Farce (London: Simpkin, 1822).
La situazione è in rapido mutamento. Con la Rivoluzione industriale i bambini escono dalla famiglia e dall'anonimato per diventare forza lavoro e soggetto sociale.Egle Becchi (a cura di), Storia dell'infanzia, vol.2 Dal Settecento a oggi, Laterza, 1996 ISBN 9788842048367. Nella società dell'Ottocento si dà sempre più spazio alle problematiche dell'infanzia, dalla crescita, al lavoro e all'istruzione. Pubblico e critica ora segnalano con maggior rilievo il contributo dato dagli attori bambini al successo di importanti produzioni teatrali: Kate Terry in King John (Londra, 1852), Cordelia Howard ne La capanna dello zio Tom (New York, 1852), Ellen Terry in The Winter's Tale (Londra, 1856), Fay Templeton in A Midsummer Night's Dream (New York, 1873). Specialmente negli Stati Uniti, dove il teatro è più libero da censure e regole formali, si aprono nuove opportunità per i giovani interpreti di uscire dall'anonimato con la formazione di compagnie itineranti di attori bambini, come la "Marsh Troupe", attiva tra il 1855 e il 1863,Shauna A Vey, Childhood and Nineteenth-Century American Theatre: The Work of the Marsh Troupe of Juvenile Actors (Southern Illinois University Press, 2015) e il grande sviluppo del vaudeville, dove emerge il talento di Lotta Crabtree."Children in Vaudeville", in Frank Cullen, Florence Hackman, e Donald McNeilly, Vaudeville Old & New (Psycology Press, 2007), pp. 221-22.
Ma è soprattutto il successo commerciale dei racconti per l'infanzia a imprimere la svolta. Lo sviluppo di una letteratura che ha al centro le esperienze e i sogni di ragazzi o ragazze - da Oliver Twist (1837-39) di Charles Dickens, a Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (1865) di Lewis Carroll, fino al Peter Pan (1902) di J. M. BarrieTra i più popolari racconti dell'infanzia dell'Ottocento/inizio Novecento basti ricordare: Il Robinson svizzero (1812) di Johann David Wyss; Oliver Twist (1837-39), David Copperfield (1849-50) e Grandi speranze (1860-61) di Charles Dickens; La piccola fiammiferaia (1848) di Hans Christian Andersen; Gli anni di scuola di Tom Brown (1857) di Thomas Hughes; Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (1865) di Lewis Carroll; Piccole donne (1868-69) e Piccoli uomini (1871) di Louisa May Alcott; Il cane delle Fiandre (1872) di Ouida; Le avventure di Tom Sawyer (1873), Il principe e il povero (1881) e Le avventure di Huckleberry Finn (1884) di Mark Twain; Senza famiglia (1878) di Hector Malot; I due derelitti (1880) di Pierre Decourcelle; Le avventure di Pinocchio (1881-83) di Carlo Collodi; L'isola del tesoro (1883) di Robert Louis Stevenson; Il piccolo Lord (1885), La piccola principessa (1905) e Il giardino segreto (1910-11) di Frances Hodgson Burnett; Cuore (1886) di Edmondo De Amicis; Il meraviglioso mago di Oz (1900) di L. Frank Baum; Peter Pan (1902) di James Matthew Barrie; Il giornalino di Gian Burrasca (1907-08) di Vamba; Papà Gambalunga (1912) di Jean Webster; Pollyanna (1913) di Eleanor Hodgman Porter. Cf. Peter Hunt e Dennis Butts, Children's Literature: An Illustrated History (Oxford University Press, 1995). - produce una tradizione di adattamenti teatrali destinati al grande pubblico, che hanno per protagonisti bambini. Il bambino prodigio si trasforma nel moderno attore bambino, al quale non si chiede di ricoprire in età precoce ruoli di adulto, ma di interpretare ruoli protagonistici di bambino, senza che essi debbano essere affidati come di regola ad attori e attrici di età più matura.Jeanne Klein, "Without Distinction of Age: The Pivotal Roles of Child Actors and Their Spectators in Nineteenth-Century Theatre" in The Lion and the Unicorn 36.2 (April 2012). È il caso di Bijou Heron in Oliver Twist (New York, 1874) e di Isa Bowman in Alice in Wonderland (London, 1888), ma soprattutto di Elsie Leslie, la prima piccola attrice a raggiungere la celebrità (e i compensi) di una star come protagonista a New York ne Il piccolo Lord (1888) e Il principe e il povero (1890).Come ai bambini prodigio prima di lei, a Elsie Leslie nel costume di scena di Little Lord Fauntleroy vengono dedicati ritratti celebrativi da parte di artisti (William Merritt Chase) e ora anche di fotografi (Napoleon Sarony). Vedi at the New York Public Library.
L'avvento del cinema: i primordi (1895-1914)
La nascita del cinema si colloca quindi in un'epoca in cui l'interesse ai bambini attori è già vivo. Tutte le arti prendono parte a questa riscoperta, dai romanzi di Hector Malot alla pittura di Pablo Picasso con la sua celebre serie sui saltimbanchi. Da parte loro, "i bambini si rivelano subito dotati di una naturale inclinazione a lasciarsi riprendere e, in un misto di incoscienza e narcisismo, appaiono attratti dall'idea di entrare nell'inquadratura, propensi a mostrarsi sullo schermo con lo stesso istintivo desiderio di esibizione che mostrano nella vita reale.".
Fin dai suoi esordi, il cinema si dimostra uno strumento tecnicamente adatto a cogliere le capacità espressive peculiari dell'infanzia, assai di più del teatro di prosa e dell'opera lirica. Da un lato "il bambino, non ancora preda dei turbamenti, delle crisi e delle contraddizioni dell'adolescenza, si offre alla macchina da presa così com'è, senza alcun filtro. Con le sue emozioni, le sue paure e le sue propensioni ludiche." Dall'altro, il bambino acquista sullo schermo una presenza scenica diversa che sul palcoscenico: la macchina da presa è capace di coglierne in primo piano le espressioni anche più intime e di trasmetterle direttamente agli spettatori. Da subito i bambini saranno nel cinema una presenza familiare e costante.