Con colori e simboli della Società Sportiva Calcio Napoli si vuole intendere il complesso degli elementi, in primis, di natura visiva, ma non solo, capaci di contribuire a determinare e a veicolare l'identità socialee, dunque, il sistema valoriale a essa connessodel principale club calcistico partenopeo.
Tali elementi sono rappresentanti innanzitutto dai colori sociali che, come ovvio che sia, caratterizzano e determinano le divise da gioco della squadrae dallo stemma o logo della società. A colori e stemma, che costituiscono i principali strumenti d'espressione della comunicazione visiva, se ne vanno ad aggiungere altriquali la mascotte del sodalizio e l'inno ufficialeil cui impatto nella definizione dell'identità del club è tutt'altro che trascurabile.
Colori sociali
I colori sociali della SSC Napoli sono l'azzurro e il bianco, con un'evidente preminenza del primo, rispetto al secondo: non a caso, infatti, i calciatori del team, sovente, vengono indicati come gli "azzurri" e la compagine come la "squadra azzurra".
La coppia cromatica azzurro e bianco trova le proprie origini nei colori dei sodalizi antesignani dell'odierno Napoli. La genesi del club partenopeo, infatti, affonda le proprie radici nel tempo sino ai primi anni del Novecento, quando, furono fondati a Napoli, prima il Naples Foot-Ball Club e, poi, l'Unione Sportiva Internazionale Napoli, quest'ultima sorta per scissione dallo stesso Naples. I colori sociali della prima compagine erano l'azzurro e il celeste, ispirati, rispettivamente, al mare e al cielo di Napoli; mentre quelli dell'Internazionale erano il blu notte e il bianco, anch'essi scelti poiché richiamavano i colori del golfo di Napoli.
Le due compagini tornarono a formare un unico sodalizio nel 1922, fondendosi nell'Internaples: il club andò a recuperare buona parte dell'eredità cromatica delle sue progenitrici, conservando l'azzurro, il bianco e il celeste: scomparve, invece, il blu notte. Quattro anni più tardi, però, con l'assunzione, da parte del club partenopeo, della denominazione Associazione Calcio Napoli, anche il celeste fu rimosso: vennero così fissati nell'azzurro e nel bianco i nuovi colori sociali, caratterizzanti l'identità visiva del sodalizio e rimasti, da allora, immutati.
La maglia Prima divisa Storia
Le origini
Il Naples vestiva una casacca a strisce verticali azzurre e celesti, mentre calzoncini e calzettoni erano neri, sebbene, dalla documentazione fotografica disponibile, sia possibile osservare anche l'utilizzo di calzoncini bianchi. La maglia dell'Internazionale, invece, era blu notte con colletto e risvolti bianchi e sempre bianco era lo stemma del sodalizio cucito sul lato sinistro all'altezza del cuore. Ancora bianchi erano i calzoncini, mentre blu, con due righini orizzontali bianchi, erano i calzettoni. La divisa adottata dall'Internaples era costituita da maglia azzurra, con colletto celeste, calzoncini bianchi e calzettoni azzurri. Nel 1926, quando il sodalizio mutò il nome in Calcio Napoli, fu definita quella che sarebbe stata la classica tenuta da gioco casalinga della compagine partenopea, composta da maglia azzurra, pantaloncini bianchi e calzettoni azzurri.
Dagli anni venti agli anni cinquanta
Durante un ampio arco temporale, che va dalla seconda metà degli anni venti ai primi anni del secondo dopoguerra, la maglia del Napoli fu contraddistinta da uno specifico e costante design. Le casacche della compagine partenopea, ovviamente azzurre, erano caratterizzate, infatti, da uno scollo a "V" bianco e da polsini o lembi delle maniche sempre di colore bianco. Completavano la divisa, i calzoncini bianchi e i calzettoni, i cui colori, però, erano variabili. La maglia caratterizzata da questo specifico template detiene anche una sorta di primato, poiché è stata la prima e unica jersey di una squadra di club a essere utilizzata per una gara dei Mondiali: nella finale per il terzo e quarto posto del Campionato mondiale di calcio 1934, disputata a Napoli, «la Nazionale austriaca fu costretta a cambiare maglia per non creare confusione con la Germania», "prendendo in prestito" le casacche azzurre del Napoli.
Intorno alla fine degli anni quaranta, il club cominciò ad adottare anche divise che differivano sensibilmente da questo format, ormai divenuto tradizionale: per le stagioni 1947-1948 e 1949-1950, ad esempio, furono scelte delle maglie confezionate con un colletto classico, sempre, di tessuto bianco. Per i polsini o i risvolti delle maniche, invece, il colore bianco fu adoperato più saltuariamente, prediligendo, a quest'ultima tinta, l'azzurro.
La prima metà degli anni cinquanta o, almeno, buona parte di essa fu contraddistinta da una divisa costituita da maglia azzurra con girocollo bianco e priva di polsini o risvolti delle mezze maniche; sempre bianchi, per contro, erano i calzoncini. Sul finire del decennio, nondimeno, fu ripreso il tipico design dei decenni passati: lo scollo a "V" in tessuto bianco, dunque, tornò nuovamente in auge; non fu lo stesso, però, per il colore di polsini o risvolti delle maniche, realizzati, questa volta, in azzurro.
Anni sessanta e settanta
Negli anni sessanta o, quantomeno, per la maggior parte del decennio, la "prima maglia" della compagine partenopea rispettò il format "azzurro, con risvolti di colletto e maniche in bianco"; sebbene, per motivi scaramantici, il grosso delle gare della stagione 1964-1965 fu giocato con la "divisa di cortesia". Le maglie delle stagioni 1966-1967, 1967-1968 e 1968-1969, invece, videro, per la prima volta, la comparsa del colletto azzurro, che, così come i polsini o le estremità delle mezze maniche, era ornato da due righini (1966-1967) o da un righino (1967-1969) di colore bianco.
A partire dalla stagione 1969-1970, fece la sua ricomparsa lo scollo a "V": le nuove maglie erano totalmente azzurre, salvo uno spesso rigo bianco che, distaccandosi dai bordi, incorniciava collo e polsini (ovvero estremità delle mezze maniche). In seguito alla vittoria della Coppa Italia 1975-1976, le jersey dell'annata 1976-1977, che rispecchiavano il medesimo design appena descritto, furono caratterizzate dalla presenza della coccarda distintiva della squadra detentrice del trofeo.
Nelle stagioni 1978-1979 e 1979-1980, le prime a vedere la comparsa del logo dello sponsor tecnico sulle casacche dei calciatori, le maglie per le gare casalinghe del Napoli erano azzurre, inclusi lo scollo a "V" e le estremità delle maniche, facevano eccezione, però, gli inserti bianchi collocati sulle spalle, che, partendo dal colletto, si restringevano giungendo al bordo delle maniche.
Anni ottanta
Per le stagioni 1980-1981, 1981-1982, e 1983-1984, venne utilizzato il medesimo modello di divisa: la maglia, totalmente azzurra, prevedeva uno scollo a "V", arricchito da tre righini bianchi discostati dal bordo esterno; la stessa trama era prevista per i polsini. Invero, per la stagione 1980-1981, fu prodotta anche una versione della maglia home dotata di colletto, questa volta bianco e sempre con scollo a "V"; anche i polsini erano bianchi e, come il colletto e lo scollo, erano decorati con tre strisce azzurre. È necessario segnalare, inoltre, la comparsa dello sponsor commerciale, sulle casacche del Napoli, a partire dalla stagione 1981-1982.
Il binomio "maglia e scaramanzia" si ripresentò nella stagione 1982-1983, quando furono realizzate due divise home, una per il girone di andata e una per il girone di ritorno, con la prima dismessa in favore della seconda, proprio per questioni scaramantiche. L'allora sponsor tecnico aveva realizzato una nuova divisa per le gare casalinghe che, dal punto di vista cromatico, si distaccava decisamente dal passato: la tradizionale coppia di colori composta da azzurro e bianco era stata sostituita dall'inedito accostamento azzurro e blu scuro. In particolare, la jersey, con fondo uniforme azzurro e scollo a "V" privo di colletto, recava in blu scuro sia il logo del club, sia i marchi degli sponsor, sia il numero di maglia sul retro. Sempre di blu scuro erano i calzoncini, mentre i calzettoni erano d'azzurro. I non esaltanti risultati della prima fase di quel campionato spinsero sponsor tecnico e dirigenza a ripensare la maglia home, eliminando il blu e tornando al più classico accoppiamento azzurro e bianco. La divisa del girone di ritorno, dunque, prevedeva maglia azzurra – con scollo a "V" dotato di colletto, logo del club e main sponsor in bianco, logo dello sponsor tecnico dei tre colori propri del brand – calzoncini bianchi e calzettoni azzurri. Al termine della stagione, a ogni modo, anche questa divisa "riparatoria" fu dismessa e, per il successivo campionato, fu ripreso, come detto, il template delle maglie già adoperato nel biennio 1980-1982.
Nonostante fosse cambiata, per la stagione 1984-1985, l'azienda di abbigliamento sportivo fornitrice delle divise da gioco, il design della jersey rimase sostanzialmente invariato rispetto all'annata precedente: maglia a tinta unita, sia lo scollo a "V" sia i polsini in azzurro con tre righini bianchi, calzoncini bianchi e calzettoni, inclusi i risvolti, azzurri. Questa maglia home, però, non fu l'unica a essere utilizzata nel corso della stagione: ne venne prodotta, infatti, un'altra versione del tutto simile a quella testé descritta, ma con collo a girocollo, caratterizzato da un taglio a "V" centrale.
Anche la stagione 1985-1986 vide l'utilizzo di due versioni della maglia per le gare casalinghe, sebbene il loro design fosse stato oggetto di un effettivo restyling, favorito dal ritorno al precedente sponsor tecnico. Una versione, realizzata in tessuto a costine, era munita di colletto che prevedeva un taglio a "V" centrale, colletto e polsini, inoltre, erano ornati da una striscia bianca non aderente ai bordi esterni; completavano la divisa, infine, calzoncini bianchi e calzettoni azzurri. L'altra versione della maglia, invece, era totalmente azzurra e, dunque, priva di inserti bianchi, inoltre, era contraddistinta da uno scollo a "V" e provvista di colletto; anche in questo caso, alla casacca, erano abbinati calzoncini bianchi e calzettoni azzurri. Entrambe le jerseys furono riconfermate per la stagione successiva, mentre, delle due, soltanto la seconda versione qui descritta fu adottata per l'annata 1987-1988. In particolare, la maglia di tale stagione, in virtù dei successi in campionato e in Coppa Italia ottenuti l'anno precedente, era caratterizzata dalla presenza della patch dello Scudetto e di quella della Coppa Italia: la prima era cucita sul lato sinistro, mentre la seconda era cucita a destra, al di sotto del logo dello sponsor tecnico; il logo del club, invece, era collocato sulla manica destra della casacca.