PIGS, PIIGS (o GIPSI), PIIGGS e PIGGS sono acronimi usati da giornalisti economici, per lo più di lingua inglese, per riferirsi a diversi Paesi dell'Unione europea, in particolare Portogallo, Italia, Grecia e Spagna accomunati da situazioni finanziarie non virtuose e deficitarie, a cui si aggiunsero Irlanda e Gran Bretagna.

Storia

Variazioni nell'uso dell'acronimo PIGS è stato usato fin dagli anni novanta per indicare quattro paesi dell'Europa meridionale: Portogallo, Italia, Grecia e Spagna. L'Irlanda è stata aggiunta, dal 2010, come I addizionale: PIIGS, a causa del suo pesante coinvolgimento nella crisi, raggiungendo un deficit di bilancio del 32%.

A partire dal 2008, il ministro delle finanze del Portogallo Manuel Pinho, la stampa portoghese, e quella di lingua spagnola, hanno a più riprese dichiarato che PIGS "è un termine dispregiativo e razzista"; a causa di questa connotazione, il quotidiano Financial Times e la banca Barclays Capital hanno deciso di bandire l'uso del termine.

Nel 2010 in alcuni articoli l'Italia è stata sostituita dall'Irlanda nell'acronimo originale a quattro lettere, ma alcuni economisti continuano a considerare solo i Paesi mediterranei.Chorafas, Dimitris (2010). The business of Europe is politics. Ashgate Publishing, p. 213. ISBN 978-0-566-09151-3.Aslund, Anders (2010). The last shall be the first: East European financial crisis. Peterson Institute for International Economics, p. 93. ISBN 978-0-88132-521-8. Meno di frequente la I è stata usata per riferirsi all'Islanda.

Nello stesso anno è stata aggiunta una G per Gran Bretagna (PIIGGS o PIGGS); si trova anche il termine PIIGSUK, composto da PIIGS e UK, iniziali di United Kingdom (Regno Unito in inglese). GIPSI è stato introdotto per risolvere in qualche maniera il problema dell'accezione dispregiativa di PIIGS: l'acronimo richiama infatti il termine inglese gipsy, cioè zingaro.

Caratteristiche Si tratta di acronimi dispregiativi, ma usati anche come termini tecnici, con cui si accomunano nazioni contraddistinte da situazioni finanziarie non virtuose.

La connotazione spregiativa è evidente dal fatto che pigs in inglese significa maiali, a suggerire il cattivo stato delle economie di tali paesi; l'espressione si presta, inoltre, a giochi di parole riferiti allo stereotipo del flying pig, ossia "maiale che vola", che indica una situazione impossibile a realizzarsi. Viene usata anche la locuzione porcine economy ("economia suina").

Fondamenti economici

L'acronimo vorrebbe raggruppare i Paesi europei che presentano una precaria condizione dei conti pubblici che, unita ad una scarsa competitività dell'economia nazionale, rende incerta la capacità di ripagare il debito pubblico accumulato. Gli indicatori a cui si può fare riferimento sono diversi. Tra questi: debito pubblico in rapporto al PIL; deficit pubblico, anch'esso in rapporto al PIL; rendimento dei Titoli di Stato; saldo dei conti con l'estero e indebitamento estero; produttività.

Debito pubblico I PIGS mostrano quasi tutti un rapporto tra debito pubblico e Prodotto interno lordo molto elevato. Infatti, nel 2010, il debito pubblico era: 142% del PIL in Grecia; 119% del PIL in Italia; 96% del PIL in Irlanda; 83% del PIL in Portogallo; 60% del PIL in Spagna.

Da questo punto di vista, la Spagna presentava un debito pubblico ancora relativamente basso rispetto agli altri PIGS e inferiore alla media dell'Eurozona (73%), ma in rapida crescita dal 36,2% del 2007. D'altra parte, il Belgio presenta un debito pubblico pari al 97% del PIL ma non è incluso nei PIGS.

Nel 2012 il debito pubblico era:Il Sole 24 Ore, n. 284 di domenica 12 ottobre 2012, pagina 5, articolo "Nei Paesi dell'austerity il debito continua a salire" di Beda Romano 169,5% del PIL in Grecia; 123,3% del PIL in Italia; 119,1% del PIL in Portogallo; 116,1% del PIL in Irlanda; 80,9% del PIL in Spagna.

In questo caso l'eccezione è costituita dall'Italia, il cui debito pubblico era cresciuto nel biennio di appena 4 punti rispetto a una crescita di 20 punti o più di tutti gli altri paesi considerati.

Nel 2014 il debito pubblico per i PIGS era: 178,6% del PIL in Grecia; 132,3% del PIL in Italia; 130,2% del PIL in Portogallo; 107,5% del PIL in Irlanda; 99,3% del PIL in Spagna. Da notare l'esplosione del debito spagnolo, ormai prossimo alla soglia psicologica del 100%. Nello stesso anno, il rapporto debito pubblico/PIL era di 106,7% in Belgio e di 95,6% in Francia.

Nel 2020 il debito pubblico per i PIGS era: 206,3% del PIL in Grecia; 155,6% del PIL in Italia; 135,2% del PIL in Portogallo; 120,0% del PIL in Spagna. 58,4% del PIL in Irlanda; Da notare il dimezzamento in appena cinque anni del debito irlandese, lo sfondamento della soglia psicologica del 200% per quello greco, il continuo aumento di quello spagnolo (passato dal 35,8% del PIL nel 2008 al 120% nel 2020, più che triplicato in appena dodici anni); nello stesso anno, il rapporto debito pubblico/PIL era del 155,6% in Croazia, 115% in Francia e del 112,8% in Belgio, contro una media del 97,3% della zona euro.

Deficit pubblico

A partire dal 2008, i PIGS hanno generalmente registrato deficit molto elevati. In particolare, nel 2010 essi erano, in rapporto al PIL: 32,2% in Irlanda; 9,6% in Grecia; 9,2% in Spagna; 7,3% in Portogallo; 4,6% in Italia.

In questo caso l'eccezione è costituita dall'Italia, mentre, tra i Paesi della zona euro la Francia ha un deficit più elevato di quello del Portogallo (7,7%).

Conti con l'estero

In particolare, i PIGS presentano ampi deficit commerciali, sintomo di una scarsa competitività della produzione nazionale e di una insufficienza dei risparmi rispetto agli investimenti, e un certo grado di indebitamento con l'estero, conseguenza della persistenza nel tempo dei primi due fenomeni.

In particolare, negli anni dal 2005 al 2010 Grecia, Portogallo e Spagna hanno registrato in media un deficit delle partite correnti pari rispettivamente all'11,5%, 10,8% e 7,7% del PIL. Meno grave lo squilibrio dei conti con l'estero di Irlanda ed Italia con un deficit annuo medio pari rispettivamente al 3,6% ed al 2,5% del Prodotto Interno Lordo.

Crescita Nel 2010 il FMI ha evidenziato che i PIGS avevano dei tassi di crescita negativi delle loro economie, tra i più bassi al mondo. In base a questo calcolo, Portogallo, Spagna, Irlanda e Grecia rientravano tutti nelle ultime 10 posizioni al mondo, tra il 173º e 183º posto della classifica mondiale. Nel 2018 la situazione è notevolmente cambiata in senso positivo, soprattutto per l’Irlanda, con l’eccezione della Grecia, benché in ripresa.

+ Elenco del 2010 del FMI degli ultimi posti nella classifica mondiale per la crescita Posizione in classifica Paese crescita 2010-2011 (%)173 Portogallo0,47174 Spagna0,25175 Irlanda0,2176 Samoa0,13177 Saint Kitts e Nevis-0,25178 Islanda-0,37179 Antigua e Barbuda-0,6180 Lettonia-0,61181 Haiti-0,75182 Venezuela-1,14183 Grecia-1,53

Note

Voci correlate Allargamento della zona euro Banca centrale europea BRIC Grande recessione Globalizzazione Unione per il Mediterraneo PIIGS (film)

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