Suedehead è il nome di appartenenza a un movimento giovanile nato in Regno Unito nei primi anni settanta, che trae ispirazione da movimenti precedenti come quello dei mod e dei primi skinhead ma, al contrario di questi ultimi, non pone l'accento sulla rivalsa sociale tra le classi ma si concentra esclusivamente sull'aspetto sempre curato e la passione per la musica nera ascoltata dai mod durante i sessanta.

La caratteristica distintiva di questo movimento sono i capelli tagliati non a zero bensì lasciati lunghi circa tre o quattro millimetri (da qui il termine suedehead che in lingua inglese è letteralmente "testa scamosciata") e l'utilizzo di capi d'abbigliamento vicini all'ambiente mod, come completi tonic, camicie tipicamente a quadretti, Levi's Sta-prest e impermeabili crombie, abbinandovi spesso dettagli come cravatte e pochette da taschino in tinta tra loro, o la tipica bombetta inglese con il bastone da passeggio, imitando lo stile gentleman delle classi sociali abbienti. Ai piedi erano soliti abbinare mocassini loafer o brogue ma anche anfibi, tipo Dr. Martens, con la particolarità dei calzini colorati in abbinamento al completo.

Musicalmente prediligono suoni giamaicani come lo ska e l'early reggae, uniti a quelli contemporanei del northern soul principalmente degli anni sessanta.

Gli suedehead durarono solamente qualche anno, venendo inglobati da sottoculture più numerose come skinhead e mod in seguito ai rispettivi revival di fine anni settanta, ma lasciarono comunque forte ricordo nella società tanto che nel 1988 il cantante britannico Morrissey interpretò un brano intitolato appunto Suedehead. Paul Weller, cantante britannico ex voce dei The Jam e Style Council, ha dichiarato che prima di adottare un'attitudine ed un'estetica mod era solito indossare l'abbigliamento tipico suedehead.

Note

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