La zia marchesa è il secondo romanzo di Simonetta Agnello Hornby, edito nel 2004 da Feltrinelli.
È la storia di una famiglia aristocratica siciliana, quella dei Safamita, ritratta attraverso tre generazioni, tra privilegi e lati oscuri (arroganza, adulteri, invidie, incesti, ricatti); una famiglia destinata inevitabilmente a sfaldarsi con l'ascesa dei borghesi e della mafia.
Storia editoriale Simonetta Agnello Hornby ha spiegato che il suo secondo romanzo è nato dal desiderio di riscattare la figura di un'ava destinata, nei discorsi dei discendenti, a diventare la pietra di paragone per ogni nequizia.Maria Serena Palieri, Simonetta Agnello Hornby e "La zia marchesa", l'Unità, 6 settembre 2004.
Trama Nel maggio del 1859 nasce la futura marchesa Costanza Safamita, accudita dalla balia Amalia Cuffaro. La sua famiglia è costituita da: il barone Guglielmo, padre di Caterina, madre di Costanza; il "baronello" Domenico, fratello di Guglielmo, che sposa la nipote più giovane di lui, dalla quale nascono Stefano, il figlio maggiore, Costanza e Giacomo; la baronessa Assunta Safamita, rimasta nubile e dedita alle preghiere con le sue "fimmine" mistiche, la cui aspirazione maggiore è quella di essere “beata” dopo la sua morte; la baronessa Carolina Safamita Scravaglio, mal sopportata dai fratelli e della quale si diceva che fosse cleptomane. Costanza, bambina dai capelli rossi e piena di lentiggini, si affeziona soprattutto a Stefano, il fratello più grande, e al padre, che ricambia la predilezione perché Costanza è quella che sente più vicina a lui e più adatta a gestire il patrimonio del casato. Il Baronello non si sbaglia: infatti i figli maschi, così voluti e desiderati, si rivelano una completa delusione: Stefano viene allontanato da casa perché si innamora di una donna non nobile, figlia di un "firraru", e si intestardisce a volerla sposare contro il volere del padre; Giacomo, il più piccolo dei, figli sposa Adelaide Lattuca e si dimostra invidioso dello stato patrimoniale ereditato dalla sorella alla morte del padre: non solo la minaccia, la chiama “'u malu pilu” e poi “bastarda”, ma le mette le mani intorno al collo e solo l'intervento del marito di Costanza evita il peggio. Il matrimonio di Costanza è piuttosto tormentato, anche se, contrariamente agli usi della nobiltà, è stata proprio lei a decidere di sposare il marchese Pietro Patella di Sabbiamena, attratta dai suoi modi gentili e dal suo fascino. Il Marchese accetta di sposare Costanza per la sua dote ma, almeno i primi anni, non la ama; il matrimonio non viene consumato se non dopo qualche anno, e il marchese tradisce continuamente la moglie anche dentro le mura del loro palazzo. Da una relazione con una donna di servizio nascerà un figlio, che Costanza cercherà di proteggere.
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