È stato ministro per gli affari regionali dal 29 gennaio 2016 al 19 luglio 2017 nei governi Renzi e Gentiloni, in quest'ultimo con delega alle politiche della famiglia.

Biografia Figlio di Raffaele Costa, politico, esponente del Partito Liberale Italiano prima, di cui è stato segretario nell'ultimo anno di attività, e Forza Italia poi, deputato alla Camera dal 1976 al 2006, più volte ministro nei vari governi italiani e presidente della Provincia di Cuneo dal 2004 al 2009, ottiene la laurea magistrale in giurisprudenza all'Università degli Studi di Torino, con una tesi sull'accesso del cittadino ai documenti della pubblica amministrazione (ai sensi della legge 241 del 1990), e dal 2001 svolge la professione di avvocato, iscritto all'Albo nazionale degli avvocati, come penalista e cassazionista.

Gli inizi in politica Alle elezioni comunali in Piemonte del 1990 si candida al consiglio comunale di Villanova Mondovì (Cuneo), tra le liste del Partito Liberale Italiano (PLI), risultando eletto consigliere comunale.

Nel 1993 aderisce all'Unione di Centro (UdC), partito fondato dal padre ed erede del PLI, con cui alle comunali piemontesi del 1995 viene confermato consigliere comunale, nelle liste del Polo delle Libertà, e alle elezioni provinciali del 1995 si candida al consiglio provinciale di Cuneo, tra le liste di Forza Italia - UdC - Federalisti nel collegio di Villanova Mondovì a sostegno del candidato presidente di centro-destra Alberto Manna, risultando eletto consigliere provinciale.

Nel 1998 aderisce alla confluenza dell'UdC in Forza Italia di Silvio Berlusconi, con cui alle elezioni provinciali del 1999 viene confermato consigliere provinciale di Cuneo.

Consigliere regionale del Piemonte Alle elezioni regionali in Piemonte del 2000 si candida con Forza Italia, a sostegno del presidente uscente di centro-destra Enzo Ghigo, risultando eletto nel collegio di Cuneo con 13.831 preferenze in consiglio regionale del Piemonte, dove ha presieduto la Commissione consiliare Urbanistica e Trasporti dal 2003 al 2005, dimettendosi da consigliere provinciale il 19 settembre 2000.

Alle elezioni comunali in Piemonte del 2001 viene rieletto consigliere comunale di Villanova Mondovì per Forza Italia.

Alle elezioni provinciali del 2004 viene rieletto consigliere provinciale di Cuneo, tra le liste di Forza Italia nel collegio di Villanova Mondovì a sostegno del padre Raffaele, per poi dimettersi pochi mesi dopo. Alle comunali piemontesi dello stesso anno viene eletto consigliere comunale di Isasca.

Alle regionali piemontesi del 2005 viene rieletto consigliere regionale, tra le liste di Forza Italia nel medesimo collegio con 14.751 preferenze, diventando poi vicepresidente del Consiglio regionale.

Elezione a deputato Alle elezioni politiche del 2006 viene candidato alla Camera dei deputati, tra le liste di Forza Italia nella circoscrizione Piemonte 2 in quinta posizione, risultando eletto deputato. Nella XV legislatura della Repubblica è stato membro della 2ª Commissione Giustizia e segretario della Commissione parlamentare per la semplificazione della legislazione.

Capogruppo PdL nella Commissione Giustizia

Alle elezioni politiche del 2008 viene ricandidato alla Camera, tra le liste del Popolo della Libertà (PdL) nella medesima circoscrizione in sesta posizione, venendo rieletto a Montecitorio. Nel corso della XVI legislatura ha fatto parte della 1ª Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni, in sostituzione del Presidente del Consiglio Berlusconi, della 2ª Commissione Giustizia, dov'è stato capogruppo del PdL, della Giunta per le autorizzazioni e del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, oltre ad essere stato relatore per il governo nella commissione Giustizia di norme molto discusse come il lodo Alfano (poi abrogato dalla Corte costituzionale) e il cosiddetto "Legittimo impedimento", che prevedeva la sospensione dei processi giudiziari a carico del Presidente del Consiglio e dei Ministri della Repubblica fino al mantenimento della carica elettiva.

Nel 2009 aderisce alla confluenza di Forza Italia nel Popolo della Libertà come partito, di cui è stato coordinatore provinciale a Cuneo e nel gennaio 2013 viene nominato coordinatore regionale del PdL in Piemonte.

Nel 2011, insieme a Manlio Contento, ha chiesto al neo-ministro della giustizia Francesco Nitto Palma l'invio di ispettori ministeriali alla Procura di Napoli, dove si celebrava un'indagine che vedeva il premier Berlusconi vittima di un ricatto. Ad ottobre 2011 ha presentato, nella commissione Giustizia, un emendamento molto discusso dalle opposizioni al DDL Intercettazioni noto come "Legge Bavaglio", che ne vieta la pubblicazione prima di una cosiddetta "udienza filtro".

Rielezione alla Camera Alle elezioni politiche del 2013 viene candidato alla Camera, tra le liste del PdL nella circoscrizione Piemonte 2 in seconda posizione, venendo confermato deputato. Nella XVII legislatura della Repubblica è stato vicepresidente della Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e Giunta per le autorizzazioni, membro della 2ª Commissione Giustizia, dove ha ricoperto l'incarico di capogruppo, della 7ª Commissione Cultura, scienza e istruzione e della 5ª Commissione Bilancio, tesoro e programmazione.

Il 18 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano, venendo eletto capogruppo alla Camera dei Deputati e coordinatore regionale del partito in Piemonte.

Viceministro e Ministro nei governi Renzi e Gentiloni In seguito alla fine del governo di Enrico Letta per volere del neo-segretario del PD Matteo Renzi per diventare premier, e alla seguente nascita del suo governo, il 28 febbraio 2014 viene nominato dal Consiglio dei ministri viceministro della giustizia nel governo Renzi, affiancando il ministro dem Andrea Orlando, lasciando quindi la carica di capogruppo e venendo sostituito da Nunzia De Girolamo.

Alle elezioni regionali in Piemonte del 2014 viene candidato alla presidenza della Regione, sostenuto dalla lista elettorale Nuovo Centrodestra - Unione di Centro (NCD-UdC), raccogliendo il 2,99% dei voti e classificandosi al quinto posto su sei, non entrando in consiglio ed eleggendo nessuno. Alle concomitanti elezioni europee del 2014 ha sostenuto attivamente la campagna elettorale del NCD-UdC.

Il 28 gennaio 2016 viene nominato ministro per gli affari regionali e le autonomie nel governo Renzi, succedendo a Maria Carmela Lanzetta (ad un anno dalle sue dimissioni). Oltre alle deleghe proprie del suo dipartimento, gli vengono affidate le competenze in materia di politiche per la famiglia. A seguito delle dimissioni di Renzi da premier, per la bocciatura della riforma Renzi-Boschi al referendum costituzionale, il 12 dicembre 2016 viene confermato ministro con le medesime deleghe anche nel successivo governo presieduto da Paolo Gentiloni, giurando il giorno stesso nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Dimissioni da ministro e ritorno nel centro-destra Il 18 marzo 2017, con lo scioglimento del NCD e la sua confluenza in Alternativa Popolare (AP) da parte di Angelino Alfano, aderisce a tale formazione, ma il 19 luglio successivo si dimette da ministro e in una lettera al presidente del Consiglio spiega "rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero", riferendosi al suo dissenso riguardo alcuni provvedimenti proposti dal Consiglio dei Ministri di cui faceva parte. Lo stesso giorno decide di lasciare AP, ma Berlusconi blinda le porte di Forza Italia a Costa e ad altri transfughi suggerendo loro di dare vita a una nuova formazione centrista. Il 3 agosto aderisce alla componente del gruppo misto Fare! - PRI - Liberali.

Il 19 dicembre 2017 dà vita, insieme all'ex compagno di partito Maurizio Lupi, Direzione Italia di Raffaele Fitto, Cantiere Popolare di Saverio Romano, Scelta Civica di Enrico Zanetti e Fare! di Flavio Tosi, alla lista elettorale Noi con l'Italia, che costituirà la cosiddetta "quarta gamba" della coalizione di centro-destra in vista delle imminenti elezioni politiche.

Alle elezioni politiche del 2018 viene candidato alla Camera nel collegio uninominale Piemonte 2 - 08 (Alba), sostenuto dalla coalizione di centro-destra, venendo rieletto deputato ottenendo il 48,24% dei voti e superando i candidati del Movimento 5 Stelle Federico Costamagna (23,11%) e del centro-sinistra Francesco Balocco (22,36%). Il 19 aprile 2018 abbandona Noi con l'Italia e aderisce alla rinata Forza Italia di Berlusconi. Nel corso della XVIII legislatura ha fatto parte della 2ª Commissione Giustizia, della Giunta per le autorizzazioni e del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, dov'è stato anche capogruppo per Forza Italia e il gruppo misto a Montecitorio..

Abbandono di Forza Italia e adesione ad Azione Il 4 agosto 2020 abbandona Forza Italia e aderisce ad Azione, partito di stampo liberale fondato e guidata da Carlo Calenda (ex ministro dello sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni), di cui il 20 febbraio 2022 diventa vicesegretario durante il primo congresso del partito.

Alle elezioni politiche anticipate del 2022 viene ricandidato alla Camera per Azione - Italia Viva, sia nel collegio uninominale Piemonte 2 - 05 (Cuneo) che come capolista nei collegi plurinominali Lombardia - 01 e Lombardia - 02, venendo rieletto nel plurinominale Lombardia - 02, mentre nell'uninominale ottiene il 9,81% ma viene sconfitto dalla candidata del centro-destra Monica Ciaburro (53,39%) e superato da quello del centro-sinistra Luca Pione (24,96%). Nella XIX legislatura è, oltre tra i deputati più longevi, componente della 2ª Commissione Giustizia, del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e della Giunta per le autorizzazioni, dov'era presidente in quest'ultime due, oltre a ricoprire l'incarico di segretario e delegato d'aula del gruppo parlamentare "Azione - Italia Viva - Renew Europe" poi rinominato "Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe" a Montecitorio.

Ritorno in Forza Italia e Capogruppo alla Camera Dopo aver lanciato un appello a vuoto, insieme a Luigi Marattin di Italia Viva, per costruire un unico partito liberal-democratico, a luglio 2024 si dimette da vicesegretario di Azione. Il 14 settembre successivo, in disaccordo con la leadership del partito su varie tematiche, lascia definitivamente Azione per rientrare in Forza Italia dopo quattro anni, dimettendosi pochi giorni dopo da presidente del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e della Giunta per le autorizzazioni della Camera.

Il 14 aprile 2026 Costa viene eletto per acclamazione capogruppo del gruppo parlamentare di Forza Italia "Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE" a Montecitorio, sostituendo Paolo Barelli, in continuità con il rinnovamento interno al partito voluto da Marina e Pier Silvio Berlusconi.

Note

Voci correlate

Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 2006 Deputati della XV legislatura della Repubblica Italiana Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 2008 Deputati della XVI legislatura della Repubblica Italiana Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 2013 Deputati della XVII legislatura della Repubblica Italiana Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 2018 Deputati della XVIII legislatura della Repubblica Italiana Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 2022 Deputati della XIX legislatura della Repubblica Italiana Governo Renzi, Gentiloni

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Politici di Forza Italia (1994) Categoria:Politici del Popolo della Libertà Categoria:Politici del Nuovo Centrodestra Categoria:Politici di Alternativa Popolare Categoria:Politici di Forza Italia (2013) Categoria:Politici di Azione Categoria:Governo Renzi Categoria:Governo Gentiloni