La prunella delle Alpi (Prunella grandiflora (L.) Turra, 1764) è una piccola pianta perenne appartenente alla famiglia delle Lamiacee.
Etimologia l nome generico (Prunella) deriva da una parola tedesca ("die Braune" o "die Breune") per indicare una infiammazione delle tonsille, una malattia per la cui cura in passato si usava questa pianta. In realtà il nome di questo genere inizialmente era Brunella, usato per la prima volta dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656 – 1708). È stato successivamente Linneo (1707 – 1778) a modificare il nome del genere in Prunella...L'epiteto specifico (grandiflora) significa "a grandi fiori", "con grande fioritura"..
Descrizione
Queste piante sono alte da 8 a 15 cm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Tutta la pianta è più o meno pubescente..... Radici Le radici consistono di molte radichette secondarie generate dal rizoma. Fusto Parte ipogea: è un rizoma orizzontale. Parte epigea: è villosa-pubescente, di colore brunastro quasi violaceo e fragile a portamento ascendente – eretto; la base può essere ramificata. La sezione del fusto è quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave. Foglie Le foglie hanno una forma ovata e si dividono in basali e cauline. A volte presentano il margine lievemente crenulato (o crenato) e cigliato; sono inoltre presenti delle nervature secondarie evidenti. Le foglie basali formano una rosetta e sono disposte a 2 – 6 paia e sono picciolate (picciolo da 1 – 3 cm). Le foglie cauline sono disposte in modo opposto e ogni verticillo è alternato rispetto al precedente; sono inoltre più brevemente picciolate (a volte sono sessili) e sono a due a due opposte; sono leggermente dentate e più lanceolate (oblunghe) di quelle basali. Le foglie cauline superiori sono distanziate di almeno 1 – 2 cm dalla base dell'infiorescenza. Dimensione delle foglie: lunghezza da 45 a 70 mm; larghezza da 20 a 24 mm. Infiorescenza L'infiorescenza è una spiga apicale oblunga di 4,5 cm: tutti i fiori sono addensati nell'estremità superiore del fusto. Caratteristici sono i verticilli delle numerose brattee violette che in modo embricato coprono i calici dei fiori. Alla base dell‘infiorescenza è presente una coppia di foglie opposte (brattee reniformi appuntite (appendice apicale sottile). Dimensione delle due brattee alla base della spiga: lunghezza 18 mm × 16 mm di larghezza.
Fiore I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice - il perianzio - sono a 5 parti).
Formula fiorale: X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), 4 nucule
Il calice è gamosepalo e attinomorfo con peli patenti. È bilabiato col lobo superiore tridentato con diverse (10 - 13) venature irregolari e quello inferiore bidentato (questi denti sono lanceolati). Lunghezza del calice: 11 – 13 mm. La corolla è zigomorfa, gamopetala di colore blu - violaceo o porpora (raramente bianca) e lunga, compreso tutto, fino a 24 – 26 mm. La forma è quella di un largo tubo ascendente, pubescente all'interno (è presente un anello di peli), e terminante con una struttura allargata e bilabiata: il labbro superiore è alto e più grande di quello inferiore, arcuato e bilobo; mentre quello inferiore pendulo è espanso e trilobo (il lobo centrale è più grande dei due laterali). L'androceo possiede quattro stami didinami; a volte quelli posteriori sono più corti (quelli anteriori sono più lunghi). I filamenti sono glabri, sono adnati alla corolla, sono tutti paralleli e ascendenti sotto il labbro posteriore, sono incurvati in avanti ed emergono dalla corolla. Le antere hanno due teche con forme ellissoidi, distinte e divaricate o confluenti; le antere sono inoltre più o meno parallele ai filamenti. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Il disco nettario non è lobato ed è ricco di sostanze zuccherine. Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. L'ovario è glabro. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).. Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme. Lo stigma è bilobo con due lobi subulati oppure a 4 lobi corti e subuguali. Fioritura: da giugno a agosto.
Frutti Il frutto è uno schizocarpo (tetrachenio o in generale poliachenio) formato da quattro loculi e con diversi semi bruni.
Biologia Riproduzione Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat
Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Orofita - Sud Europeo o anche Ovest Asiatico.In Italia è comune solamente al Nord sia in pianura che nelle Alpi (entrambi i versanti). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi. Nel resto dell'Europa è presente ovunque (esclusa la fascia nordica dall'Irlanda alla Russia). Si trova anche in Transcaucasia. Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono i pascoli subalpini, i prati e le selve. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico/neutro, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 200 fino a ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e subalpino.
Fitosociologia Areale alpino Dal punto di vista fitosociologico alpino Prunella grandiflora appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche. Classe: Festuco-Brometea. Areale italiano Per l'areale completo italiano Prunella grandiflora appartiene alla seguente comunità vegetale: Macrotipologia: vegetazione delle praterie. Classe: Festuco valesiacae-brometea erecti Br.-Bl. & Tüxen ex Br.-Bl., 1949 Ordine: Scorzonero villosae-chrysopogonetalia grylli Horvatić & Horvat in Horvatić, 1963 Alleanza: Hypochoeridion maculatae Horvatic ex Terzi, 2011
Descrizione: l'alleanza Hypochoeridion maculatae è relativa alle praterie perenni mesofile che si sviluppano su substrati carbonatici con livelli di umidità maggiore rispetto ad altre alleanze vicine. I macroclimi interessati sono da quello temperato al piano bioclimatico supratemperato inferiore (sotto i - zona delle faggete termofile). La distribuzione di questa alleanza si estende per tutta la regione illirica. In Italia è tipica delle Prealpi (specialmente nel Veneto-Friuli). In assenza di utilizzazioni (sfalci o pascolo non intensivo) l'alleanza si evolve verso un rapido incespugliamento.
Specie presenti nell'associazione: Rhinanthus freynii, Cirsium pannonicum, Dianthus carthusianorum subsp. sanguineus, Dorycnium herbaceum, Ferulago galbanifera, Danthonia alpina, Thymus pulegioides, Prunella laciniata, Orchis ustulata, Medicago falcata, Ranunculus bulbosus, Ononis spinosa, Aster linosyris, Agrostis tenuis, Carex montana, Trifolium rubens, Genista tinctoria, Avenula praeusta, Crocus vernus subsp. albiflorus, Cirsium pannonicum, Traunsteinera globosa, Genziana cruciata, Hypochoeris maculata, Serapias vomeracea, Onobrychis arenaria subsp. arenaria, Linum viscosum, Campanula glomerata.
Tassonomia La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi specie. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie; il genere Prunella fa parte della sottotribù Prunellinae appartenente alla sottofamiglia Nepetoideae (tribù Mentheae).
Il numero cromosomico di P. grandiflora è: 2n = 28.
Ibridi Sono stati descritti i seguenti ibridi interspecifici (o nothospecie):
Prunella × dissecta Wender. (P. grandiflora × P. laciniata) Prunella × surrecta Dumort. (P. grandiflora × P. vulgaris) - Questa entità (citata nella "Flora d'Italia" di Sandro Pignatti comePrunella × spuria Stapf.) ha dimensioni intermedie tra le due specie progenitrici.
Sinonimi L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più comuni:
Prunella alpina Timb.-Lagr. Prunella grandiflora (L.) Jacq. Prunella grandiflora var. alpina Nyman Prunella grandiflora var. hastifolia (Brot.) Nyman Prunella grandiflora var. incisa Lej. & Courtois Prunella hastata Spreng. Prunella hastifolia Brot. Prunella pyrenaica (Gren. & Godr.) Philippe Prunella speciosa Wender. Prunella tournefortii Timb.-Lagr. Prunella transsilvanica Schur Prunella vulgaris var. grandiflora L.
Specie simili La prunella delle Alpi può essere confusa con Prunella vulgaris. Per distinguere le due specie verificare nella "vulgaris" la presenta di due brattee reniformi alla base dell'infiorescenza; inoltre la "vulgaris" ha delle dimensioni lievemente minori.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni Prunella grandiflora Catalogazione floristica - Università di Udine Prunella grandiflora eFloras Database Prunella grandiflora EURO MED - PlantBase Checklist Database
Categoria:Lamiaceae Categoria:Taxa descritti nel 1764