La North American Man/Boy Love Association, indicata frequentemente attraverso l'acronimo NAMBLA, è un'associazione statunitense in difesa della pedofilia, fondata il 2 dicembre 1978, con sedi a New York e San Francisco, che si oppone alle leggi che vietano rapporti sessuali tra uomini adulti e minori di sesso maschile. L'associazione richiede "l'adozione di leggi che tutelino i minori da esperienze sessuali imposte e che, allo stesso tempo, li lascino liberi di stabilire il contenuto delle proprie esperienze sessuali". Afferma, infatti, che i minori dovrebbero avere il diritto ad avere rapporti con uomini adulti, se lo desiderano.

L'homepage dell'associazione afferma che "NAMBLA non incoraggia, né fornisce riferimenti o assistenza a persone in cerca di contatti sessuali" con minori e che "non è coinvolta in alcuna attività che viola la legge [né] consiglia ad alcuno di farlo".

Dal 1995, le critiche dell'opinione pubblica e l'infiltrazione delle forze dell'ordine hanno profondamente alterato l'organizzazione. La sua sede nazionale è attualmente composta da poco più di un servizio di casella di posta elettronica a San Francisco da cui raramente sono fornite risposte. Alcuni rapporti indicano che il gruppo non ha più regolari incontri nazionali, e che alla fine degli anni novanta l'organizzazione ha scoraggiato la formazione di gruppi locali per evitare l'infiltrazione della polizia.

Le tesi difese dalla NAMBLA sono illegali in innumerevoli Stati, ma la sua esistenza è garantita negli Stati Uniti dal Primo Emendamento della Costituzione che assicura la libertà di parola. Alcune persone riferibili alla NAMBLA sono state coinvolte in scandali penali e l'FBI monitora le azioni degli iscritti da anni.

È la più grande organizzazione facente parte del gruppo Ipce (formalmente International Pedophile and Child Emancipation).

Piattaforma NAMBLA si descrive come "un gruppo a supporto delle relazioni intergenerazionali" ed utilizza lo slogan "libertà sessuale per tutti".

Una delle principali argomentazioni del gruppo è che le leggi che regolano l'età del consenso criminalizzano, senza averne la necessità, i rapporti sessuali tra adulti e minori (in particolare, ragazzi). Nel 1980, nel corso di un incontro generale della NAMBLA, è stata approvata la seguente risoluzione, indicata ancora nel 1996 come posizione ufficiale dell'associazione.

Secondo Roy Radow, portavoce della NAMBLA, l'associazione si oppone a punizioni corporali, stupri e rapimenti e lo sfruttamento sessuale è motivo di espulsione dal gruppo.

Storia NAMBLA è emersa dalla tumultuosa atmosfera politica degli anni settanta del secolo scorso, particolarmente dal movimento di liberazione omosessuale che seguì i moti di Stonewall avvenuti nel 1969 a New York. Sebbene fosse anche aperta una discussione sul sesso tra adulti e minori, i gruppi di attivisti omosessuali si concentrarono sulle vessazioni della polizia, sulla discriminazione nel mondo del lavoro e sull'assistenza sanitaria.

Finché un "circuito sessuale" di ragazzi minorenni non ricevette l'attenzione di una rigorosa indagine giornalistica a Boston nelle ultime settimane del 1977 e la polizia non fece irruzione nella sede della rivista The Body Politic a tematica omosessuale per la pubblicazione di un articolo di Gerald Hannon intitolato Men Loving Boys Loving Men (Uomini che amano ragazzi che amano uomini), l'argomento del sesso tra adulti e minori non guadagnò sufficiente attenzione da condurre alla formazione di un gruppo come NAMBLA.

La fondazione dell'associazione Nel dicembre del 1977, la polizia fece irruzione in una casa privata a Revere nella periferia di Boston. Ventiquattro uomini furono arrestati ed incriminati per lo stupro di oltre cento ragazzi di età compresa tra otto e quindici anni. Il procuratore distrettuale della contea di Suffolk Garrett Byrne scoprì che gli uomini avevano adescato i ragazzi con droghe e videogiochi. Una volta nella casa, li avevano fotografati mentre erano impegnati in attività sessuale. Gli uomini erano coinvolti nei rapporti. Byrne dichiarò che l'arresto era solo "la punta dell'iceberg". Gli arresti ricevettero un'intensa copertura mediatica e i giornali locali pubblicarono fotografie e dati personali degli accusati.

I membri della redazione della rivista omosessuale Fag Rag credevano che l'incursione avesse motivazioni politiche. Loro ed altri nella comunità omosessuale di Boston videro la retata di Byrne come una caccia alle streghe anti-gay ed il 9 dicembre organizzarono il Comitato di Boston-Boise, volendo riferirsi nel nome ad un'analoga situazione avvenuta a Boise, nell'Idaho negli anni cinquanta. Il gruppo sponsorizzò manifestazioni, raccolse fondi per la difesa degli imputati e cercò di sensibilizzare l'opinione pubblica in merito attraverso la distribuzione di volantini. Successivamente avrebbe anche prodotto NAMBLA.

Il procuratore distrettuale Garrett Byrne fu sconfitto alle successive elezioni di riconferma. Il suo successore affermò che nessun uomo avrebbe dovuto temere la prigione per aver avuto rapporti sessuali con un adolescente a meno che non ci fosse stata coercizione.

Tutte le accuse furono ritirate ed i pochi che già si erano dichiarati colpevoli o erano già stati giudicati tali, ricevettero soltanto riprovazione.

Il 2 dicembre 1978 Tom Reeves del Comitato di Boston-Boise convocò un incontro chiamato "Man/Boy Love and the Age of Consent". Vi parteciparono approssimativamente 150 persone. Alla sua conclusione, circa una trentina tra uomini e ragazzi decisero di formare un'organizzazione che nominarono North American Man/Boy Love Association o NAMBLA.

All'inizio degli anni ottanta, l'associazione riportava di avere più di 300 affiliati, e contava dell'appoggio di alcune personalità, come lo scrittore Allen Ginsberg, seppur quest'ultimo appoggiò il movimento più per motivi politici legati alla libertà d'espressione che per difesa delle motivazioni da esso supportate.

Ostracismo Mesi dopo che NAMBLA fu fondata, nella conferenza che organizzò la prima marcia gay a Washington nel 1979, fu evidente l'opposizione nei suoi confronti da parte del più grande movimento per l'affermazione dei diritti degli omosessuali. Oltre a formare diversi comitati di lavoro, la conferenza delineò il documento politico della manifestazione ("le cinque domande" Vedi pag. 13.). Inizialmente, la proposta del Gay Youth Caucus che chiedeva "Pieni diritti per i giovani gay, inclusa la revisione della legge sull'età del consenso" Full Rights for Gay Youth, including revision of the age of consent laws. fu accolta; tuttavia al primo incontro del Comitato di coordinamento nazionale (National Coordinating Committee) una delegazione di lesbiche minacciò di non partecipare alla marcia a meno che non fosse adottata una formula sostitutiva. Questa, proposta da una donna lesbica e approvata dalla maggioranza dei delegati, affermava: "Proteggere i giovani gay e le giovani lesbiche da ogni legge utilizzata per discriminarli, opprimerli e/o molestarli nelle loro case, nelle scuole, sul posto di lavoro o nel loro ambiente sociale". Protect Lesbian and Gay Youth from any laws which are used to discriminate against, oppress, and/or harass them in their homes, schools, job and social environments.

Nel 1980 un gruppo chiamato Lesbian Caucus – Lesbian & Gay Pride March Committee distribuì un volantino in cui si esortava le donne a separarsi dal Gay pride annuale di New York perché si supponeva che il comitato organizzatore fosse dominato dalla NAMBLA e dai suoi sostenitori. L'anno seguente, dopo la minaccia di picchettare da parte di alcune lesbiche, il gruppo gay presso la Cornell University, il Gay PAC (Gay People at Cornell), annullò l'invito rivolto al fondatore di NAMBLA, David Thorstad, cui aveva chiesto di essere l'oratore principale al May Gay Festival. Negli anni seguenti, i gruppi per i diritti degli omosessuali tentarono di impedire a NAMBLA di partecipare alle sfilate del Gay pride, portando Harry Hay, una delle figure principali del movimento, ad indossare la scritta "NAMBLA walks with me" (NAMBLA cammina con me) durante la sfilata del 1986 a Los Angeles.

Dalla metà degli anni ottanta, NAMBLA fu virtualmente la sola a sostenere la propria posizione e si trovò politicamente isolata. Le organizzazioni per i diritti dei gay, gravate da accuse di reclutamento di minori e abusi sui minori, avevano abbandonato il radicalismo dei loro primi anni e avevano "rinuncia[to] all'idea di una politica più inclusiva", cercando di essere maggiormente accattivanti. Nel processo è svanito il supporto per "gruppi percepiti come ai margini della comunità gay", come NAMBLA. Oggi, quasi tutti i gruppi per i diritti dei gay ripudiano ogni legame con NAMBLA, esprimono disapprovazione verso i suoi obiettivi e tentano di impedire a NAMBLA di avere un ruolo in eventi rivolti all'affermazione dei diritti dei gay e delle lesbiche.

La controversia con l'ILGA

Quanto è accaduto con lInternational Lesbian and Gay Association (ILGA) illustra questa opposizione. Nel 1993, l'ILGA, di cui NAMBLA è stata un membro per un decennio, ottenne lo "status consultivo" dall'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). L'associazione di NAMBLA ad ILGA attirò pesanti critiche e molte organizzazioni gay chiesero che l'ILGA troncasse il legame con NAMBLA. Il senatore repubblicano Jesse Helms avanzò una proposta di legge per bloccare contributi statunitensi all'ONU per 119 milioni di dollari finché il presidente Bill Clinton non potesse certificare che "nessun'agenzia dell'ONU garantisce alcuno status di ufficialità ad organizzazioni che promuovono, condonano o agiscono per la legalizzazione della pedofilia, cioè, l'abuso sessuale di bambini". «no UN agency grants any official status, accreditation, or recognition to any organization which promotes, condones, or seeks the legalization of pedophilia, that is, the sexual abuse of children» La proposta fu unanimemente approvata dal Congresso e firmata dal presidente Clinton nell'aprile del 1994.

Nel 1985 l'ILGA aveva approvato una risoluzione che affermava che "i giovani hanno il diritto all'auto-determinazione sociale e sessuale e le leggi che stabiliscono l'età del consenso spesso operano per opprimere e non per proteggere". «young people have the right to sexual and social self-determination and that age of consent laws often operate to oppress and not to protect». Nonostante questa intesa apparente con NAMBLA, l'ILGA espulse nel 1994 a grande maggioranza (214 voto a favore dell'espulsione, 30 contrari) NAMBLA ed altri due gruppi (MARTIJN and Project Truth), giudicandoli come "prevalentemente diretti a supportare e promuovere la pedofilia". Nonostante ciò, l'ONU fece retromarcia e negò lo status consultivo all'associazione, status che successivamente l'ILGA ha acquisito nel 2006.

Gregory King di Human Rights Campaign ha successivamente affermato che "NAMBLA non è un'organizzazione gay ... Non sono parte della nostra comunità e noi rifiutiamo completamente i loro sforzi di insinuare che la pedofilia sia una questione correlata alla richiesta di diritti civili per i gay e le lesbiche. "NAMBLA is not a gay organization ... They are not part of our community and we thoroughly reject their efforts to insinuate that pedophilia is an issue related to gay and lesbian civil rights." NAMBLA rispose affermando che "l'amore tra uomini e ragazzi è per definizione omosessuale", che "uomini e ragazzi amanti sono parte del movimento gay e centrali nella storia e cultura gay" e che "gli omosessuali che affermano che 'non è gay' essere attratti da ragazzi adolescenti sono tanto ridicoli quanto gli eterosessuali che dicono che 'non è eterosessuale' essere attratti da ragazze adolescenti".

Gli anni novanta