I primi insediamenti certificati nella zona risalgono al Paleolitico medio. Uno di una certa consistenza è stato localizzato sul monte S. Casto e Cassio dove sono stati rinvenuti anche tratti di mura poligonali risalenti al periodo volsco (VI-IV secolo a.C.)Guida alla Città di Sora, a cura del Comune di Sora, 2009Rodolfo Damiani, I Volsci le nostre radici, Supplemento al mensile Vita Ciociara N.8 agosto 2008

Pare che l’uomo di Neanderthal fosse presente a Sora già a cominciare da circa anni fa. Reperti riferibili alla cultura musteriana e risalenti a una fase fredda dell'ultimo periodo glaciale sono stati trovati in località Valle Radice, Carnello e Colle d'Arce-Scignatte. Sempre in località Carnello sono stati rinvenuti frammenti ceramici dell'età del bronzo e alcuni frammenti dell'età del ferro. Della stessa età, ma in maggior quantità, sono stati trovati manufatti sul Monte San Casto (anno 1981)

Certamente sulla scelta di questa zona per insediamenti così antichi è stata determinante la presenza di importanti corsi d'acqua. Il fiume Liri influisce sicuramente sulla produttività agricola ed è un ottimo baluardo difensivo “abbracciando” la parte più antica dell'abitato. A tal proposito, alcuni autori del passatoArduino Carbone - La città di Sora - Tipografia dell'Abbazia di Casamari - 1970, ma anche più moderni e qualificati in materiaAntonio Conte, Il fiume e le pietre, Sora, Arti Grafiche Pasquarelli, 2007, ritengono che all'incirca 2000 anni prima di Cristo il corso del fiume sia stato deviato dal suo primitivo corso rettilineo all'altezza dell'attuale Ponte di Napoli dove è presente un gomito di 90º verso destra. Non è sicuro che ciò sia stata opera degli uomini, ma è certo che in questo modo, con alle spalle l'alto sperone roccioso dell'acropoli e circondata su tutti gli altri lati dal fiume, Sora doveva risultare, a quell'epoca, quasi inespugnabile. Siamo, però, ancora nella preistoria.

Le prime notizie storiche risalgono invece all'epoca volsca per cui si è usi affermare che la città fu fondata dai Volsci. Sora ha subito molte occupazioni nel corso dei secoli dai Normanni agli Angioini, sede di una contea ed in seguito del Ducato di Sora, fu acquisita nel 1796 dal Regno di Napoli e annessa alla provincia di Terra di Lavoro.

Passata a far parte del Regno d'Italia, nel 1927 fu scorporata dalla Terra di lavoro per essere inserita nella neo-formata provincia di Frosinone.

Le origini del nome Il toponimo Sora ha un'origine molto antica ed incerta, sembra derivare da Sorae, oppure da Soranus che in latino significa di Sora, ma il nome, potrebbe avere anche radici indoeuropee e derivare da Sor ossia roccia ed acqua riferendosi a monte San Casto ed al fiume Liri.Luigi Loffredo, Sora, Roma, Edizioni Terra Nostra, 1986, p. 22

Comunque il nome è restato immutato nei tempi.

Con certezza si sa, infatti, che già Tito Livio cita la conquista di Sora da parte dei Romani tra il 326 ed il 312 a.C. nella Battaglia di LautulaePrima Deca, libro IX, capo XXIV da "Ab Urbe condita Libri CXLII"; Decimo Giunio Giovenale parla di come Sora riusciva ad esaudire desideri e vizi degli uominiGiovenale -Satire; Ludovico Ariosto nell'Orlando Furioso fa riferimento al duca di Sora nel Canto XXXVIOrlando Furioso Canto XXXVI, verso 7.

Le origini volsche

Sora, allo sbocco della Valle Roveto, si trova al centro di un'importante arteria stradale che collega la provincia di Rieti con il Lazio meridionale, Capua e le antiche colonie greche sul mar Tirreno. Il suo territorio fu quindi percorso già a partire dal VII secolo a.C. da genti sabine ed osche dirette verso il Tirreno.G. M. De Rossi, Inquadramento storico topografico della Valle del Liri, in Atti del IV Convegno dell'Istit. di Storia e di Arte del Lazio-Meridionale, p. 52, nota nº3. A queste si sommarono le popolazioni Volsche che, attraverso le valli di Roveto, del Lacerno, di Comino e del Melfa, giunsero nel sorano, creandovi un caposaldo per ulteriori espansioni. ”... Sora agri volsci fuerat... “Tito Livio, Ab Urbe Condita, X, 1, 2

Infatti i Volsci, attraverso la Media Valle del Liri e il Frusinate, occuparono lentamente gran parte del territorio del sud Lazio (fino ad Anzio) abitato in precedenza, come nel caso di Sora, da altri popoli italici quali Ausoni ed Aurunci.

"La Sora volsca si estendeva molto più verso il nord della città, propriamente sulla strada che conduce alla chiesa campestre di Valle Francesca."Achille Lauri, Il mio paese natio, Sora, Ditta C. Pagnanelli, 1905

"Indagini di superficie e scavi condotti dal 1977 permettono di delineare meglio la storia del centro. Un insediamento protostorico è stato individuato sulle tre alture di Monte San Casto, racchiuse già nel VI-V secolo a.C. entro imponenti mura in opera poligonale, che a Ν scendono verso il Liri fino alla chiesa della Madonna di Val Francesco abbracciando, così, un territorio assai più vasto dell'attuale abitato." http://www.treccani.it/enciclopedia/sora_(Enciclopedia-dell'-Arte-Antica)/

Le fortificazioni in opera poligonale di 2ª maniera, blocchi semplicemente poggiati senza malta, (IV secolo a.C.) sono di origine volsca. In seguito all'annessione da parte di Roma furono completate dai Romani con un unico circuito che comprendeva il centro abitato e il vicino Monte San Casto oltre ad altre numerose e monumentali opere a dimostrazione dell'importanza strategica della città. Tra queste, sicuramente, la più importante ed imponente fu la realizzazione di un maestoso tempio dedicato al dio Serapide, divinità congiunzione (Osoros-Api) di cultura e religione greca ed egizia, il cui culto fu introdotto in Alessandria d'Egitto.

Numerose sono le testimonianze del periodo volsco soprattutto per quanto concerne i testi della letteratura storica romana.

NellAb Urbe Condita di Tito Livio vengono minuziosamente descritte le battaglie degli antichi sorani, all'epoca volsci, alcune delle quali vittoriose, contro la potenza di Roma.

La Colonia latina e l'età romana

Sin dal 348 a.C.Storia d'Italia - Vol. I - Istituto Geografico de Agostini - Novara - 1979 - pag. 74 in epoca romana Sora per la sua collocazione strategica rivestì un ruolo importante; fu colonia latina con alterne fortune per Roma, a causa, come per altre colonie, delle difficoltà con le popolazioni autoctone osco-umbre, e poi uno dei suoi maggiori municipiM. TVLLI CICERONIS PRO CN. PLANCIO ORATIO (IX,22). 345 a.C. I consoli romani Marco Fabio Dorsuo e Servio Sulpicio Camerino Rufo, nell'ambito di operazioni contro i Volsci, conquistano Sora stanziandovi un consistente caposaldo militareTito Livio, Ab Urbe condita, Liber VII, Caput IV, 28 314 a.C. Sora si ribella ai Romani in guerra contro i Sanniti"Sora ad Samnites defecerat interfectis colonis Romanorum" Tito Livio, Ab Urbe Condita, IX, 23, 2 313 a.C. Sora è riconquistata dalle truppe guidate dai consoli Marco Petelio Libone e Gaio Sulpicio Longo IIIAndrea Capoccia, Stefano Guadagni, L'acquedotto nel Lacerno, 2009Ferdinando Pistilli -Descrizione storico filologica delle antiche, e moderne città e castelli esistenti accosto de' fiumi Liri, e Fibreno - Napoli MDCCCXXIV - Stamperia francese pagg. 24-143 Più in dettaglio: Secondo Tito Livio, i Romani posero l'assedio a Sora per vendicare i soldati della guarnigione fatti a pezzi nella ribellione dell'anno precedente. La città però risultò subito veramente inespugnabile. I Romani riuscirono comunque a conquistarla grazie al tradimento di un soldato sorano, che rivelò un passaggio segreto sulla "Rava rossa". Durante la notte il sangue di centinaia di persone, uccise nel sonno, arrossò le acque del Liri. I restanti cittadini furono catturati e 225 di essi, ritenuti responsabili della ribellione, furono portati incatenati a Roma e decapitati nel foroTito Livio, Ab Urbe condita, Liber IX, Caput V, 24 305 a.C. Nuova ribellione stroncata dai Romani. 303 a.C. Dopo la Seconda guerra sannitica, sotto i consoli Lucio Genucio Aventinense e Servio Cornelio Lentulo, è dedotta a Sora la prima vera colonia latina, agricolo-militare, di coloni.Tito Livio, Ab Urbe condita, Liber X, Caput I, 1; Velleio Patercolo, I, 14,5 Questi occuparono un territorio a nord dell'agro di Sora, probabilmente con lo scopo di isolare Arpino dai Marsi, non ancora pacificati e costituire una testa di ponte contro i Sanniti. 299 a.C. (circa) Nasce a Sora, ma forse a Balsorano (etimologicamente legata a Sora: Vallis Sorana), comunque sempre in territorio di Sora, Marco Atilio Regolo console romano durante la prima guerra punica 293 a.C. Sora è incorporata nello stato romano 290 a.C. Iscrizione dei cittadini sorani alla tribù Romilia 209 a.C. Sora è fra le colonie latine che rifiutarono l'aiuto a Roma nella seconda guerra punica, per questo, nel 204 a.C., Roma impose il raddoppio del contingente militare a sua disposizione e un tributo annuo. 88 a.C. Dopo decisive battaglie nella Media Valle del Liri, hanno termine le guerre sociali e Sora, che fra l'altro questa volta non è stata fra le ribelli, ottiene la cittadinanza romana diventando (con la Lex Julia Municipalis) municipio di pieno diritto, retto da quattuorviri. 43 a.C. Il Console Gaio Vibio Pansa recluta a Sora la Legio IIII SoranaL. Keppie, The making of the Roman army, pp. 199, 203. 42 a.C. Viene istituita a Sora una colonia triumvirale, con i veterani della IV legio Sorana.Liber Coloniarum: Gromatici Veteres, Berlino, ed. K. Laclimann, 1848-1852, p. 237. Personaggio rappresentativo di questo periodo è il tribuno militare Lucio Firmio alla cui memoria fu dedicata una lapide ancora conservata. Le colonie latine dedotte a Sora beneficiarono di tutti i diritti compresi nello «ius Latii», quindi anche lo «ius suffragii», che, con l'iscrizione nelle liste censorie, permetteva di partecipare alle elezioni dei pubblici magistrati. Sora faceva parte della tribù Romilia. Epoca augustea Accrescimento dell'importanza della colonia sorana. A quest'epoca risale la costruzione dell'acquedotto del Lacerno di cui si conservano ancora tracce Da adesso in poi, Sora rimarrà sempre «civitas Romanorum Colonia», considerata dagli storici una delle più progredite nonché privilegiate città di tutta l'epoca imperiale. Con le altre genti della media Valle del Liri, seguirà quindi le vicende storiche di Roma. A fronte di numerosi riferimenti storiografici, gli elementi archeologici relativi all'epoca romana sono scarsi. Resta difficile infatti rintracciare il classico impianto romano in quanto ripetutamente stravolto nel corso del medio evo. La via principale trova corrispondenza nell'attuale Corso dei Volsci sotto il quale sono stati in più punti individuati tratti di basolato. Parallelamente, correvano altre due strade corrispondenti alle attuali Via Pianello e Via Sant'Aprossunzio; alcuni tratti dell'antica loro pavimentazione sono stati individuati in scavi vicino alla cattedrale. Il reperto più importante è costituito dal podio di un tempio di tradizione etrusco-italica databile intorno al 303 a.C.. Tale podio funge da basamento per l'attuale cattedrale in cui sono stati inglobati anche tratti murari in opera quadrata. Sempre nella cattedrale sono stati rinvenuti i resti dell'antica pavimentazione in lastre calcaree, un'ara dedicata a Marte, un rilievo raffigurante Ercole, antefisse raffiguranti la Pòtnia Theròn e monete coniate fra il 118 a.C. ed il 40 d.C. È da segnalare anche un santuario rupestre dedicato al dio Silvano (loc. Rava Rossa) a metà strada fra l'attuale cattedrale ed i resti di Rocca Sorella. 161 Giuliano, soldato dalmata, viene a Sora per predicare il cristianesimo. Subisce il martirio nel tempio di Serapide (oggi chiesa di San Giuliano). Successivamente il numero dei cristiani crebbe al punto che Sora fu designata come sede vescovile immediatamente soggetta al Pontefice (anno 272)name=Lauri_paese_natio. 244-249