La sua interpretazione dell'arte e dell'architettura influenzò fortemente l'estetica vittoriana ed edoardiana.
Biografia Ruskin nacque a Londra, unico figlio del matrimonio tardivo tra un ricco produttore di sherry di origine scozzese, John James Ruskin (1785–1864), appassionato di pittura, e una sua cugina, Margaret Cock (1781–1871), di cultura rigidamente puritana. Il ragazzo crebbe assai agiatamente, ma ebbe un'infanzia e un'adolescenza molto solitarie, al centro delle cure materne – cure così pressanti che quando, nel 1836, il figlio entrò al Christ Church College di Oxford, anch'ella vi si stabilì.
Crescendo in un ambiente nel quale non erano mancati fin dall'infanzia viaggi e stimoli estetici, ma anche pressioni moralistiche, in lui si sviluppò un carattere geniale, sensibile ma anche oscillante tra entusiasmo e depressione ed una complicata vita affettivo-sessuale. A Oxford incontrò William Turner, del quale Ruskin, a conclusione di un rapporto durato tutta la vita, sarà anche esecutore testamentario, e Lewis Carroll.
È del 1840 il suo primo viaggio in Italia, che lungo le classiche tappe del Grand Tour lo conduce con i genitori attraverso la Francia e l'Italia da Paestum a Venezia. Di questo viaggio è stato pubblicato in italiano il diario, estrapolato dal Diario che Ruskin compilò dal 1836 al 1874. Un altro viaggio, questa volta senza i genitori, è del 1845: sono di questo periodo la scoperta della Toscana, delle arti figurative, del gotico e del romanico e, sul piano della creatività personale, la realizzazione dei suoi migliori acquarelli.
Nel 1848, fortemente sollecitato dalla famiglia che sperava in un effetto stabilizzante del matrimonio sulla sua natura irrequieta e instabile, sposò Effie Gray, figlia di un cliente scozzese fortemente indebitato con il padre e alla quale, bambina, aveva dedicato il racconto fantastico Il re del fiume d'oro. Il matrimonio fu però annullato sei anni dopo, nel 1854, dalla chiesa anglicana. Fu un grande scandalo: il matrimonio non fu mai consumato e la moglie, dopo cinque anni di matrimonio, lo denunciò per impotenza; egli si scusò adducendo vari motivi per la mancata consumazione del matrimonio, come la scarsa avvenenza fisica della moglie, la sua instabilità emotiva, motivi psicologici vari e la propria morbosa attenzione verso le giovanissime; Effie stessa fu corteggiata quando aveva 12 anni e dopo l'annullamento egli corteggiò una bambina di 9 anni.
Il decennio dal 1848 al '58 fu per Ruskin un periodo di grande intensità creativa e intellettuale, e il nuovo viaggio in Italia con i genitori del 1858 fu forse l'ultimo momento sereno della sua vita. Nel frattempo il confronto tra la meditazione estetica, che in lui aveva sempre avuto una forte componente etica e umanistica, ed il capitalismo selvaggio che secondo lui caratterizzava l'Inghilterra vittoriana (money-making mob - una plebe che fa soldi -, era la definizione di Ruskin dei suoi compatrioti), spostarono i suoi interessi verso idee di socialismo utopistico in chiave cristiana.
Già nel grande capitolo centrale de Le pietre di Venezia, "Sulla natura del Gotico", aveva accusato la disumanizzazione del lavoro industriale, nella quale l'operaio è ridotto a un mero attrezzo animato («this degradation of the operative into a machine»), contrapponendo ad essa il carattere corale della produzione artistica ed architettonica gotica, nella quale l'operaio ha un ampio margine di creatività, consentito dall'irregolarità dell'opera complessiva. In queste pagine Ruskin si avvicinava alle posizioni di critica della disumanizzazione del lavoro e della separazione di lavoro manuale e lavoro intellettuale che, anticipate in alcune pagine di Adam Smith (La ricchezza delle nazioni, libro V, cap. 1), ritornano in molta della grande letteratura del primo socialismo, soprattutto nelle celebri considerazioni del giovane Marx sul lavoro alienante (Manoscritti economico-filosofici del 1844).
Negli anni successivi i suoi interessi per i problemi del lavoro e della povertà si accentuarono, fino all'aperta polemica contro l'ideologia liberista, contenuta nelle conferenze tenute a Manchester (una delle roccaforti del capitalismo britannico) nel 1857, e poi sviluppate in una serie di saggi per il "Cornhill Magazine", confluiti in Unto this Last (Fino all'ultimo, 1862), quello che considerò il proprio libro più importante e che, quarant'anni più tardi, verrà particolarmente apprezzato da Gandhi per l'attacco in esso rivolto all'individualismo capitalistico, al quale Ruskin contrapponeva, alla maniera di Saint-Simon, l'ideale di una società organica in cui le classi fossero tra loro coordinate, senza egemonie, dallo Stato.Ernesto Balducci, Gandhi, Edizioni Cultura della Pace, Firenze 1988, p. 24.
Le idee sviluppate in questo periodo, compresa l'utopia "retrospettiva" dell'artigianato gotico come modello di vita economica più sano di quello capitalistico, lo guidarono, dopo aver ereditato dal padre una considerevole fortuna, alla fondazione di una sorta di comunità di lavoratori, denominata Guild of St George. L'esperimento fallì in pochi anni, ma Ruskin tenne su di esso una lunga serie di conferenze, molto apprezzate dalla criticata società vittoriana, poi raccolte e pubblicate, nel 1865, in Sesame and Lilies (Sesamo e gigli).
Ritiratosi a Brantwood, sul Coniston Water, in Cumbria, dopo la morte della madre avvenuta nel 1871, continuò la sua attività critica e di ricerca, insegnando anche a Oxford tra il 1869 e il 1888 (tra i suoi allievi dell'epoca ci fu Oscar Wilde), ma assalito sempre più spesso da periodi di depressione. L'ultimo suo scritto, prima che la luce della sua mente si spegnesse completamente, fu l'autobiografia Praeterita. Morì il 20 gennaio 1900 nella sua casa di Coniston, poi trasformata in museo.
Il contesto del secolo XIX in Inghilterra L'Inghilterra dal secolo XVII al XIX si presenta come una potenza in ambito commerciale: una rinomata nazione per l'esportazione e l'importazione di merci.
Si iniziarono a inventare le prime grandi macchine: in ambito tessile la spoletta volante, la macchina a vapore. Non molti furono favorevoli alle macchine, soprattutto gli operai che vennero sostituiti da questi strumenti che utilizzavano meno tempo per svolgere il lavoro. Grazie al benessere che queste crearono, la popolazione iniziò ad aumentare da 7 milioni nel 1766 a 14 milioni del 1821.
Si formano quindi diverse teorie economiche-politiche-nazionaliste i cui contrasti furono spesso violenti a causa di rivoluzioni interne ed internazionali per i mercati mondiali. Gli operai cominciarono a far valere i loro diritti e grazie alle conquiste sindacali (e all'aumento delle industrie) molti tornarono ad essere assunti. Le polemiche contro le macchine continuarono per molti anni. Ed è proprio nei capitoli centrali de Le pietre di Venezia che Ruskin si avvicina alle posizioni di critica della disumanizzazione del lavoro.
Nell'ambito del restauro, già nel secolo XVIII la Gran Bretagna vide una rivalutazione dello stile gotico soprattutto quando iniziarono i restauri su questi monumenti di origine medioevale.
Molti furono i dibattiti sui modi di intervenire su questi edifici; il più importante fu quello che nacque nella Society of Antiquaries of London dove l'architetto James Wyatt applicò le sue idee che prevedevano la “simmetria” e l'”unità stilistica” come concetti per unificare lo stile delle cattedrali da restaurare. Le prime polemiche che si ebbero sull'inadeguato restauro e sull'alterazione di questi monumenti medioevali apparvero nel giornale The Gentleman's Megazine dove si sosteneva la difesa dell'autenticità del monumento nelle associazioni londinesi. John Carter polemizzò contro le decorazioni apportate ai monumenti gotici; John Milner denunciava la distruzione e l'alterazione di alcuni monumenti antichi. George Gilbert Scott fu il grande protagonista del restauro stilistico in Inghilterra. Enunciò i suoi principi quando nel 1840 la chiesa St. Mary's Church in Stafford iniziò ad essere restaurata. Fu circa nel 1850 che John Ruskin, grande antagonista di Scott, riportò la sua critica sui restauri in Inghilterra persuadendo la Society of Antiquaries of London. La sua dottrina sulla conservazione, servirà come ulteriore tesi all'interno di questo clima di dibattito e darà una risposta alternativa al restauro stilistico.GONZÁLEZ-VARAS, I: Conservación de bienes culturales. Madrid: Cátedra, 1999
Il pensiero e l'opera
La sua teoria generale, per la quale l'uomo e la sua arte devono essere profondamente radicati nella natura e nell'etica, fa di lui uno dei fondatori dell'Arts and Crafts Movement, sul quale Ruskin, attraverso William Morris, ebbe una grande influenza. Lungo questa linea fu anche uno dei precursori dell'Art Nouveau. John Ruskin è noto per la sua posizione molto particolare nei confronti del restauro architettonico. La sua concezione di restauro, definito "restauro romantico", ritiene immorale l'intervento di restauro, comunemente praticato nella sua epoca, inteso come sostituzione della copia all'originale.
Egli sostiene dunque la necessità innanzitutto di conservare l'esistente, ammettendo quegli interventi di comune manutenzione (sostituzione di un coppo ammalorato; sostituzione di una singola pietra), ma anche di puntellazione, utili a prolungare il più possibile la vita dell'architettura antica, alla quale va riconosciuto anche il diritto, quando sarà giunto il momento, di morire. L'attribuzione a Ruskin di posizioni intransigenti a favore del rovinista romantico sarà dovuta alla successiva critica del restauro che, identificando da un lato in Ruskin l'estremista della conservazione e dall'altra, in Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc, il fautore della ricostruzione ex novo del monumento da restaurare, definirà una "terza via", quella del restauro "all'italiana", come la più equilibrata ed efficace a dare soluzione ai problemi del restauro.
Nell'affermazione di questo modello interpretativo, un contributo fondamentale in Italia verrà prima da Camillo Boito, poi da Gustavo Giovannoni e verrà applicato, tra i primi, per il restauro della Basilica di San Marco di Venezia da Pietro Saccardo. Nel 1972, la Carta del restauro - la quale insiste su una precisa "morale del restauro" - tiene in considerazione il punto di vista di John Ruskin sul tema, e rafforza il suo concetto secondo cui non è moralmente e filologicamente accettabile integrare parti mancanti di opere d'arte utilizzando materiali identici all'originale, poiché in questo modo si spaccerebbe per antico l'intervento moderno, che dovrà sempre essere distinguibile; tantomeno è accettabile la ricostruzione ex-novo dei manufatti andati perduti, a meno che le parti mancanti del manufatto originale non siano recuperabili, come nel caso della ricostruzione post-terremoto di una parte della Basilica Superiore di Assisi, dove il materiale originale lapideo e pittorico è stato recuperato, reintegrato, consolidato. Al suo Modern Painters devono la popolarità sia Turner sia il movimento preraffaellita.
In occasione dell'apertura di una biblioteca scolastica a Rusholme, Ruskin tenne una conferenza sulla lettura dal titolo "I tesori del re" e, successivamente, sullo stesso argomento una seconda conferenza dal titolo "i giardini delle regine". In quelle occasioni lo scrittore inglese sostenne che la lettura consente di interloquire con uomini di gran lunga migliori e più interessanti di quelli che normalmente fanno parte delle frequentazioni di ognuno. Questa tesi fu contestata da Marcel Proust nel suo breve saggio sulla lettura, Del piacere di leggere, nel quale lo scrittore francese ha evidenziato la differenza tra la lettura e la conversazione.
Le idee sul restauro