I gioielli della regina (detti anche gioielli del re, quando il monarca è un uomo) sono la storica collezione di gioielli di proprietà personale del monarca britannico, attualmente re Carlo III. Questi sono separati dai gioielli della Corona inglese, non di proprietà del monarca ma dello Stato, come pure dalle altre regalie di Stato.
L'origine di una collezione di gioielli reale distinta a quella della Corona è vaga, anche se si ha ragione di credere che tale tradizione abbia avuto origine nel XVI secolo. Molti pezzi di gioielleria provengono dall'estero e sono stati portati nel Regno Unito come risultati di guerre civili, colpi di stato e rivoluzioni, oppure acquisiti come doni dal monarca. Gran parte dei gioielli oggi parte della collezione della regina Elisabetta II sono del XIX e XX secolo.
I gioielli della corona sono indossati unicamente durante le incoronazioni o per occasioni importanti come l'annuale cerimonia di apertura del parlamento. In altre occasioni formali, come banchetti di stato, la regina Elisabetta indossava spesso gioielli provenienti dalla propria collezione privata, composta di più di 300 pezzi tra cui 98 spille, 46 collane, 37 braccialetti, 34 paia di orecchini, 15 anelli, 14 orologi e 5 pendenti; di seguito si elencano i più importanti.
Storia Storia generale
L'origine della collezione reale di gioielli deve essere ricondotta al XVI secolo. Come abbiamo già detto, a differenza delle regalìe reali, i gioielli sono proprietà personali del monarca e non insegne di stato. La maggior parte dei pezzi della collezione vennero disegnati per regine o per principesse consorti. Molti di questi pezzi vennero trafugati in Francia durante l'esilio degli Stuart durante il governo di Oliver Cromwell per poi fare ritorno in Inghilterra con la restaurazione.
A differenza dei gioielli della corona (in gran parte datati all'epoca dell'ascesa di Carlo II), i gioielli privati della regina non sono delle regalie o delle insegne di stato o dignità. Gran parte della collezione venne nel tempo disegnata per regine regnanti o consorti, anche se alcuni re hanno aggiunto personalmente dei pezzi alla collezione. Gran parte dei gioielli vennero ottenuti da altre teste coronate europee o da membri dell'aristocrazia, o acquistate o donate come doni di nozze. In particolare durante gli anni di regno della regina Elisabetta II, la collezione di gioielli privati dei monarchi è diventata oggetto di studi e di moda, in quanto molti di questi sono comparsi indosso alla regina in diverse occasioni formali e anche in ritratti ufficiali diffusi poi in tutto il regno.
La disputa della casa di Hannover Nel 1714, con l'ascesa al trono di Giorgio I, re di Gran Bretagna ed elettore di Hannover, entrambi gli stati vennero retti in unione personale dalla Casa di Hannover. I primi monarchi di questa dinastia mantennero rigorosamente separati i loro beni nei due differenti regni. Giorgio III diede metà dei gioielli personali inglesi come dono di nozze a sua moglie, la regina Carlotta di Meclemburgo-Strelitz. Nel suo testamento, Carlotta lasciò i gioielli alla "Casa di Hannover". Il regno di Hannover seguiva la legge salica e pertanto la sua successione era composta solo da maschi. Per questo, quando la regina Vittoria ascese al trono del Regno Unito, suo zio Ernesto Augusto, duca di Cumberland e Teviotdale, divenne re di Hannover. Re Ernesto chiese una porzione dei gioielli, non solo in quanto monarca dell'Hannover ma anche come figlio della regina Carlotta. Vittoria disse tranquillamente di non avere altri gioielli se non quelli comprati con il denaro inglese (comprendendo quindi chiaramente anche quelli donati da Giorgio III). Il figlio di Ernesto, Giorgio V di Hannover, continuò a chiedere insistentemente la restituzione dei gioielli. Il marito di Vittoria, il principe Alberto, suggerì infine di trovare un accordo finanziario col re di Hannover, ma il parlamento inglese informò la regina di non essere intenzionato ad acquistare i gioielli né a prendere in prestito denari per quel proposito. Venne indetta quindi una commissione parlamentare per investigare la materia e nel 1857 questa propendette a favore della casa di Hannover. Il 28 gennaio 1858, dieci anni dopo la morte di Ernesto, i gioielli vennero consegnati nelle mani dell'ambasciatore dell'Hannover, il conte von Kielmansegg. Vittoria riuscì comunque a mantenere per sé uno dei suoi pezzi preferiti: una fila di perle.
Proprietà e valutazione Alcuni gioielli parte della collezione della regina vennero realizzati prima della morte della regina Vittoria nel 1901 e sono legati alla figura privata del monarca, in perpetuo. Gli oggetti realizzati successivamente, inclusi regali ufficiali, possono divenire parte della collezione reale solo a discrezione del monarca in carica. Non è possibile stabilire il valore esatto dell'intera collezione dal momento che molti gioielli hanno una storia unica alle loro spalle e non possono essere venduti ad un mercato ordinario.
A metà del XX secolo, le liste di gioielli erano le seguenti:
Gioielli lasciati alla Corona dalla regina Vittoria Gioielli lasciati dalla regina Vittoria ad Edoardo VII Gioielli lasciati dalla regina Vittoria ad Edoardo VII, ma considerati parte di un blocco di gioielli da destinarsi alle future regine o regine consorti Gioielli di proprietà di re Giorgio V Gioielli lasciati alla Corona dalla regina Maria Gioielli lasciati alla Corona da re Giorgio V
Tiare Diadema di Stato del re Giorgio IV
Il diadema di Stato di re Giorgio IV, o diadema di diamanti, venne realizzato nel 1820 in occasione dell'imminente incoronazione di re Giorgio IV del Regno Unito, il quale utilizzò il diadema come completamento del cappuccio di stato, utilizzato dallo stesso re durante le processioni dell'incoronazione nell'Abbazia di Westminster; il diadema è composto da 169 perle 1333 diamanti del peso totale 325,75 carati, i quali disegnano rose, cardi e trifogli, rispettivamente i simboli d'Inghilterra, Scozia ed Irlanda. Dopo la morte di Giorgio IV, il diadema venne utilizzato prevalentemente durante le processioni dell'Incoronazione della regina Vittoria nel 1838 e successivamente nel 1953, per l'Incoronazione di Elisabetta II, la quale indossò personalmente il diadema durante l'entrata nell'Abbazia e le processioni verso il trono. La regina lo ha indossato inoltre durante l'apertura annuale del Parlamento, prima e dopo aver indossato la Corona Imperiale di Stato; infine è il diadema più comunemente utilizzato in sostituzione alla corona reale del Regno Unito, utilizzato invece, durante il regno di Elisabetta II come corona ufficiale per il Canada e l'Australia.
Tiara "Delhi Durbar"
Nel 1911, in occasione del Delhi Durbar (incoronazione del sovrano britannico quale imperatore d'India), la regina Maria, moglie del re Giorgio V, commissionò alla gioiellerie londinese Garrard & Co una nuova tiara, che fu appunto chiamata "Delhi Durbar"; la tiara ha la forma di un alto cerchio di lire e volute a S, collegate da festoni di diamanti taglio brillante e rosa, il bordo superiore era originariamente incastonato con dieci smeraldi Cambridge, che la regina Maria aveva acquistato nel 1910 da lady Kilmorey, amante del fratello Francesco, originariamente proprietà della nonna Augusta, duchessa di Cambridge, ma questi furono rimossi nel 1922 per essere utilizzati altrove. L'anno successivo al Delhi Durbar, la tiara venne modificata al fine di ospitare i Cullinan III e IV, le parti più piccoli della Stella d'Africa, uno dei diamanti più grandi del mondo che costituì numerosi gioielli della collezione britannica, soprattutto spille. Dei due diamanti, quello a forma di goccia venne posto nella parte superiore del gioiello, mentre quella a forma di cuscino era incastonato nell'apertura ovale sottostante.
Maria di Teck indossò la tiara per il resto del suo regno, per poi prestarla alla nuora, la regina Elizabeth, poi regina madre, che indossò il gioiello all'apertura della sessione del Parlamento sudafricano del 1947. Probabilmente la regina madre ereditò dalla suocera Maria la Delhi Durbar, ma comunque il gioiello non si vide in pubblico fino al 2005 quando la duchessa di Cornovaglia, poi regina Camilla, la indossò in occasione del banchetto di stato in onore dei sovrani di Norvegia. La "Delhi Durbar" fu la prima tiara che Camilla indossò dopo le nozze con Carlo di Galles nell'aprile del 2005.
Tiara con frange della regina Adelaide
La tiara con frange della regina Adelaide venne commissionata dal re Guglielmo IV di Gran Bretagna, per la moglie e regina Adelaide, utilizzando alcuni diamanti appartenuti ai genitori Giorgio III e la regina Carlotta; a realizzare il gioiello fu Rundell & Bridge nel 1831 ed è descritto come "sessanta barre graduate incastonate a brillante, le barre centrali con pietre a taglio cuscino e a forma di pera, divise da 60 punte graduate incastonate a brillante. Sei piccole barre graduate extra e cinque punte staccate. I fissaggi della tiara rimossi" da Sir Hugh Roberts, ex direttore della Royal Collection, nel suo libro The Queen's Diamonds. La frangia di diamanti venne indossata dalla regina Adelaide come collana in alcuni ritratti, mentre la regina Vittoria la indossò come tiara.
La frangia di diamanti fu donata alla regina Vittoria nel 1837, in occasione della sua ascesa al trono, e venne indossata come tiara nel novembre di quell'anno per uno spettacolo di gala. Continuò a indossare la Fringe durante i primi decenni del suo regno: Nel dipinto Il primo maggio, di Franz Xaver Winterhalter, completato nel 1851, si vede Vittoria indossare la tiara mentre tiene in braccio il principe Arturo, futuro duca di Connaught e Strathearn. In un velato riferimento all'adorazione dei Magi, il Duca di Wellington è visto mentre presenta un dono al giovane principe. La tiara con frange fu classificata come "cimelio della Corona" nell'inventario dei gioielli della regina Vittoria di Garrard del 1858, riuscendo a restare in Gran Bretagna nonostante la disputa su alcuni gioielli con il Regno di Hannover, rendendolo uno dei pezzi più antichi della collezione reale. Negli ultimi anni, la regina Vittoria indossò solitamente la tiara come collana, in particolare per i suoi ritratti del Giubileo di diamante. La tiara della regina Adelaide divenne un cimelio della Corona, ovvero che alla morte del sovrano passa al monarca britannico successivo, alla morte della regina Vittoria nel 1901 e fu indossata da sua nuora, la regina Alessandra, moglie di Edoardo VII, in vita al suo abito per la sua incoronazione nell'Abbazia di Westminster nel 1902. La regina Mary, che le successe nel 1910, indossò la tiara con frange per un paio di ritratti scattati negli anni precedenti la Prima guerra mondiale. Tuttavia, la sovrana fece realizzare la sua tiara con frange nel 1919, che per decenni è stata confusa con il gioiello della regina Adelaide, persino dal Palazzo.
La tiara con frange della regina Adelaide entrò in possesso della regina Elizabeth, poi regina madre, dopo l'ascesa al trono di re Giorgio VI nel 1936, quando fu trasformata nuovamente in collana da Garrard, che aggiunse un "bottonino automatico nascosto" alla frangia. La Regina madre, come è meglio conosciuta, ha mantenuto il gioiello fino alla sua morte nel 2002, indossandolo negli anni '50: per una serie di ritratti di Dorothy Wilding, a un banchetto alla Columbia University, a una cena in Australia ed una volta quando abbinò la collana alla tiara con frange della regina Maria. Con la morte della regina madre, Elisabetta II ereditò il gioiello ma non lo indossò mai pubblicamente.
Tiara con frange della regina Maria