Le festività in Italia sono giorni in cui sono generalmente sospesi il lavoro e la possibilità di compiere certi atti giuridici, in tutto lo Stato o almeno entro un comune.Articolo 2, alinea, della M. Lavin, The Business of Holidays, 2004, Monacelli Press, New York

Descrizione

Le ricorrenze festive sono regolate dalla legge 27 maggio 1949, numero 260, che con l'aggiornamento del 10 ottobre 2025 sancisce come festivi dodici giorni, oltre a ogni domenica. Le feste religiose di precetto sono sei cui se ne aggiungono due di prolungamento, mentre quelle civili nazionali sono quattro cui se ne aggiunge una comunale.

In Alto Adige il lunedì di Pentecoste è considerato giorno festivo in luogo del giorno del santo patrono.

Confronto dei giorni festivi tra anni bisestili e non Giorno del Capodanno Anni ordinari Anni bisestili lunedì 13 festività (ma 3 di sabato) 11 festività (ma 1 di sabato) martedì 10 festività 12 festività (ma 2 di sabato) mercoledì 13 festività (ma 2 di sabato) 11 festività (ma 3 di sabato) giovedì 11 festività (ma 3 di sabato) 10 festività (ma 2 di sabato) venerdì 10 festività (ma 2 di sabato) 11 festività sabato 11 festività (ma 1 di sabato) 13 festività (ma 1 di sabato) domenica 12 festività 12 festività (ma 2 di sabato)

Il numero di giorni festivi effettivi si riduce nel caso in cui cadano in domenica, ma in questo scenario la legge prevede che i lavoratori italiani ricevano un giorno retribuito in più in busta paga. Nel caso in cui invece il lavoratore operi, come nella maggior parte dei casi, su cinque giorni settimanali e la festività ricada nel suo secondo giorno libero, che generalmente risulta essere il sabato, la festività stessa è persa, salvo specifici accordi contrattuali.

La tabella evidenzia come per un lavoratore italiano medio che lavori dal lunedì al venerdì, e al netto del fatto che la sua festa del santo patrono possa poi cadere in una data fissa nel fine settimana sottraendogli un altro giorno libero,Molti comuni non rientrano in questa casistica poiché la loro festa patronale cade sempre di lunedì essendo susseguente a una specifica domenica dell’anno.Prendendo invece ad esempio la più grande economia d’Italia, Milano e il suo hinterland che pongono la festa patronale il 7 dicembre, questa cade di sabato negli anni normali inizianti di martedì e nei bisestili di lunedì, mentre è di domenica se un anno normale inizia di mercoledì o uno bisestile di martedì. la casistica più sfavorevole corrisponde a un anno ordinario che cominci di giovedì o uno bisestile di mercoledì i quali gli lasciano solo 8 festività infrasettimanali,Lo stesso succede negli ordinari che iniziano di venerdì e nei bisestili di giovedì, ma in questi casi il lavoratore riceve almeno un giorno retribuito in più in busta paga. mentre la più favorevole è quella dell’anno ordinario col capodanno in domenica, in quanto sarà proprio questa l’unica festività perduta e che gli verrà peraltro pagata.Mentre nel caso di un anno bisestile con capodanno di sabato, questa festività verrà completamente persa.

Storia Durante il Regno d'Italia

Il estese la normativa sulle festività del Piemonte del 1853 a tutta Italia, abrogando dal 1870 quelle dei vecchi stati regionali preunitari. Le festività erano dieci, cui si aggiungeva ogni domenica: Epifania (6 gennaio); Ascensione (il giovedì della sesta settimana dopo la Pasqua); Corpus Domini (il giovedì della nona settimana dopo la Pasqua); Santi Pietro e Paolo (29 giugno); Assunzione di Maria o Ferragosto (15 agosto); Natività di Maria (8 settembre); Tutti i Santi (1º novembre); Immacolata Concezione (8 dicembre); Natale (25 dicembre); la Festa del santo patrono, decisa da ciascun comune.

La vistosa assenza del Capodanno, non celebrato in Piemonte, causò proteste nelle regioni che se lo ritrovarono abrogato. L'anomalia fu sanata dal parlamento solo cinque anni dopo, con la che convertì il suddetto decreto. Tutte le festività erano di natura religiosa.Cosa peraltro piuttosto normale in un regime monarchico, dato che le feste nazionali erano tipiche delle poche repubbliche all'epoca esistenti. La prima festa nazionale fu istituita dalla legge nº401 del 19 luglio 1895 e fu individuata nell'anniversario della Breccia di Porta Pia (20 settembre), una scelta, tra tutte quelle possibili, che non contribuì a rasserenare i rapporti col Vaticano.

Le pressioni degli imprenditori della crescente industria italiana per ridurre le interruzioni alla produzione lavorativa trovarono sfogo nel che lasciò solo sette feste, abolendone ben cinque: il Corpus Domini, San Pietro e Paolo, la Natività di Maria, l'Immacolata Concezione, la festa comunale del santo patrono.

Il crescente nazionalismo successivo al conflitto mondiale aumentò le feste nazionali. Il introdusse l'Anniversario della vittoria del 4 novembre già sperimentato una tantum nel 1919 e nel 1921, in quest'ultimo caso per la solenne tumulazione del Milite ignoto.

Durante il ventennio fascista

L'ascesa del fascismo incrementò tale tendenza, affrontando al contempo la propensione di molti imprenditori a concedere particolari agevolazioni in occasione del primo maggio per ingraziarsi i sindacati. Mussolini intervenne nel 1923 introducendo la commemorazione della Fondazione di Roma del 21 aprile e dichiarandola festa del lavoro, pur senza alcun legame tra i due fatti, e abolendo il 1º maggio. La prioritaria ricerca del consenso attraverso un riavvicinamento al mondo cattolico portò inoltre subito dopo al ristabilimento delle tre feste religiose del Corpus Domini, dei Santi Pietro e Paolo e dell'Immacolata Concezione.

Il duce impose poi l'anniversario della Marcia su Roma del 28 ottobre non appena instaurata la dittatura nel 1926.

Il dittatore andò poi oltre, pescando nel 1928 nella tradizione religiosa: istituendo la festività del 19 marzo, giornata dedicata a San Giuseppe, unì la già citata propaganda cattolica con l'appuntamento della Festa del papà, ritenuto in linea con i principi sostenuti dal regime.

La definitiva riconciliazione col Vaticano successiva al Concordato fu sancita dall'abolizione della prima e unica festa nazionale dell'era liberale, il già citato anniversario di Porta Pia, che fu compiuta in occasione del riordinamento delle feste nazionali, dei giorni festivi e delle solennità civili del 1930.

L'auto-celebrazione fascista andò avanti dichiarando nel 1939 festa nazionale anche il 9 maggio, anniversario della fondazione dell'impero in Etiopia..

Con lo scoppio della guerra, per non rallentare lo sforzo bellico, tutte le feste nazionali, i giorni festivi e le solennità civili furono sospesi, escluse le feste di precetto stabilite dall'art. 11 del Concordato, lasciando alla Presidenza del consiglio (e quindi al Duce) la possibilità di determinare quali ricorrenze dovessero essere celebrate.

Dalla nascita della repubblica a oggi

La liberazione portò nel 1946 l'abrogazione delle vecchie feste nazionali, ripescando però il 4 novembre e introducendo il 25 aprile, il 1º maggio e il 2 giugno, oltre a una transitoria festa degli Alleati in Europa dell'8 maggio che durò solo fino alla definitiva risistemazione dell'argomento tre anni dopo.

Nel 1949 le undici feste confermate dal vecchio ordinamento, le nuove feste politiche, le due innovative e particolari feste di prolungamento di Pasquetta e Santo Stefano e la ristabilita Festa del santo patrono portarono il totale dei giorni festivi a diciassette.

Nel 1977, con la legge 5 marzo 1977 numero 54, furono soppressi i seguenti giorni festivi:

6 gennaio, Epifania; 19 marzo, San Giuseppe; 40 giorni dopo Pasqua, Ascensione; 60 giorni dopo Pasqua, Corpus Domini; 2 giugno, Festa della Repubblica: festa spostata alla domenica successiva; 29 giugno, Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma (rimane festa a Roma come santo patrono); 4 novembre, Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate (anniversario del giorno della vittoria dell'Italia sull'Austria-Ungheria nella prima guerra mondiale): festa spostata alla domenica successiva.

Otto anni dopo la festa dell'Epifania venne ripristinata.

Nel 2001 la Festa della Repubblica è stata ristabilita al 2 giugno. Nel 2025 è stata introdotta la festa di San Francesco d'Assisi al 4 ottobre.

Le altre feste religiose soppresse, come tutte quelle ancora in essere in Italia, sono ancora festività nella Svizzera italiana.

Tabella riassuntiva

Giorni festivi Data Nome SpiegazioneTutte le domenicheIn Italia la domenica è sempre giorno festivoQuindi automaticamente la Pasqua è civilmente festiva per il fatto che è sempre di domenica. Cade la prima domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera: dal 22 marzo al 25 aprile. La Chiesa cattolica e altre chiese cristiane ricordano la risurrezione di Gesù.variabileA discrezione del comune.Festa del santo patronoGiorno festivo stabilito da ogni comune limitatamente al proprio territorio per festeggiare il santo che ha il ruolo di patrono della città1º gennaioCapodannoPrimo giorno dell'anno6 gennaioEpifaniaLa Chiesa cattolica e altre chiese cristiane ricordano la manifestazione della divinità di Gesù Cristo, mentre a livello laico vi è la tradizione della Befanavariabile Pasquetta: lunedì successivo alla Pasqua.Lunedì dell'AngeloLunedì di Pasqua, Pasquetta25 aprileFesta della LiberazioneCelebrazione della liberazione dell'Italia dal nazifascismo, fine dell'occupazione nazista e caduta definitiva del regime fascista (25 aprile 1945)1º maggioFesta dei lavoratoriCelebrazione della lotta dei lavoratori per la riduzione della giornata lavorativa2 giugnoFesta della Repubblica ItalianaFesta nazionale italiana, celebrazione della nascita della Repubblica Italiana (2 giugno 1946)15 agostoAssunzione di MariaLa Chiesa cattolica ricorda l'Assunzione della Beata Vergine Maria. Ricorre anche la festa di Ferragosto4 ottobreFesta di San FrancescoSanto patrono d'Italia1º novembreOgnissantiLa Chiesa cattolica ricorda tutti i Santi8 dicembreImmacolata ConcezioneLa Chiesa cattolica ricorda il dogma secondo cui la Beata Vergine Maria è stata preservata, fin dall'istante del suo concepimento, dal peccato originale e non commise, in tutta la sua vita, alcun peccato, neanche veniale25 dicembreNataleLa Chiesa cattolica e altre chiese cristiane ricordano la nascita di Gesù Cristo26 dicembreSanto StefanoGiorno festivo (non di precetto) stabilito nel dopoguerra per allungare la festività solenne del Natale

Giornate celebrative nazionali e internazionali Il 17 marzo è stato proclamato festa nazionale nel 1911, 50º anniversario dell'Unità d'Italia, nel 1961, 100º anniversario dell'Unità d'Italia, e nel 2011, 150º anniversario dell'Unità d'Italia.

Con la legge 23 novembre 2012, n. 222 è stata istituita la "Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera" da celebrarsi il 17 marzo di ogni anno, nel giorno della proclamazione nel 1861 dell'Unità d'Italia, tuttavia non è da considerare giornata festiva.