La monetazione di Capua riguarda le monete coniate nella antica Capua, città della Campania antica, corrispondente all'attuale Santa Maria Capua Vetere. La città si trovava sulla via Appia ed era la più importante della zona, probabilmente il più grande centro nella penisola italiana dopo Roma.
Durante la seconda guerra punica, nel 216 a.C. dopo la battaglia di Canne, la città scelse di passare dalla parte dei Cartaginesi. È in questo periodo che furono coniate le monete che recano il nome della città, KAPU, con lettere dell'alfabeto osco e con scrittura retrograda.
Dopo la partenza di Annibale, la città tornò a essere occupata dai Romani, cessando definitivamente di coniare e usando in seguito la monetazione romana, incentrata sul denario.
Capua, a differenza di altre comunità della zona, non aveva in precedenza emesso moneta, perché, dopo la sua deditio a Roma nel 343 a.C., per difendersi dai Sanniti, era divenuta a tutti gli effetti romana e quindi non usava monete proprie.
Tradizionalmente i numismatici trattano le monete di Capua nell'ambito della monetazione greca.Eckhel: Doctrina numorum veterum.
Catalogazione Per la monetazione di Capua non è stato pubblicato un testo specificamente dedicato.
Esiste uno studio di Jean-Baptiste Giard, pubblicato nel 1965 tra gli atti del Congresso internazionale di numismatica tenutosi a Roma nel 1961. Il testo è scarsamente disponibile e quindi in genere non usato nei cataloghi d'asta. Esso è citato come Giard, Monnaie, seguito dal numero.
Un testo usato è quello di Rutter e altri, Historia Numorum Italy che tratta di tutte le antiche monetazioni non romane della penisola italiana. Le monete di Capua sono numerate da 479 a 510. In questo testo i riferimenti sono a Giard, indicato come "Giard, 'Capoue' e numero".
È usato anche quello pubblicato da Arthur Sambon, uno studioso francese, dal titolo Les monnaies antiques de l'Italie, e uscito a Parigi nel 1903. Il libro tratta, nonostante il titolo, solo parte dell'Italia antica, praticamente l'Italia centrale e la Campania. Le monete pertinenti a Capua sono numerate da 1021 a 1052. Sono considerate tra le monete capuane (o campane) anche monete che secondo autori più recenti forse non sono attribuibili a questa città.
Altre fonti di catalogazione sono le Sylloge Nummorum Graecorum. Usate sono in genere le più recenti o più diffuse, come quella dell'American Numismatic Society, quella di Copenaghen e quella di Francia. Per i bronzi è anche usata la Sylloge della collezione Morcom, una collezione di bronzi dell'Occidente greco, che si trova in Gran Bretagna. Nei cataloghi si trova un'indicazione abbreviata della Sylloge, ad esempio "ANS", "Cop.", "France" o "Morcom" seguita dal numero della moneta raffigurata.
Contesto storico
La città di Capua sorgeva nel sito della attuale Santa Maria Capua Vetere ed era considerata una delle più grandi città dell'Italia antica, dopo Roma. La città, fondata dagli Etruschi nel primo quarto del V secolo a.C.,Strabone, Geografia, V (Italia), 4.3. si trovava sulla via AppiaStrabone, Geografia, VI (Italia), 3.7. ed era la più importante della zonaStrabone, Geografia, V (Italia), 4.10..
Nel IV secolo a.C. la città divenne oggetto delle mire dei Sanniti che la posero sotto assedio. Capua inviò, quindi, un'ambasceria a Roma chiedendone la protezione, ma il Senato romano, che aveva in precedenza stipulato un trattato di non belligeranza con i Sanniti, fu costretto a respingere tale proposta. Gli ambasciatori della città campana, mossi dalla disperazione, decisero allora di consegnare l'intera città, i suoi abitanti, i campi, gli averi e ogni loro cosa, nelle mani di Roma (deditio), in modo da costringerla a impegnarsi moralmente nella sua difesa dall'aggressore sannita. In questo modo la città diventava così romana e obbligava Roma ad accettare di intervenire in sua difesa, dando inizio alla prima guerra sannita. Era il 343 a.C.
Con la seconda guerra punica, Capua, assieme a città come Atella, Calatia e altre, passò dalla parte di Annibale, nel 216 a.C., dopo la battaglia di Canne. L'esercito cartaginese si insediò nella città e la trasformò in un importante avamposto militare e politico. Mentre la classe politica dirigente e la popolazione capuana appoggiava la campagna militare di Annibale, fu coniata una serie di monete di bronzo. Nel 212 e nel 211 a.C. Capua subì due lunghi assedi da parte dei Romani, tanto che Annibale, nel tentativo di alleggerire la pressione romana, si spinse con il proprio esercito fino a sotto le mura di Roma, nella zona di porta Collina. Dopo la partenza di Annibale, nel 211 a.C., la città fu definitivamente conquistata dai Romani e molti senatori Campani, cioè di Capua, si tolsero la vita con il veleno piuttosto che cadere prigionieri nelle mani del nemico. Altri, nonostante il parere contrario del Senato romano, furono fatti uccidere da Gneo Fulvio a Cales e a Teanum Sidicinum.
Contesto monetario Le monete a nome di Capua (KAPU in alfabeto osco) furono coniate durante la seconda guerra punica in una della poche città dell'Italia che decisero di allearsi con Annibale. Il contesto è quello delle monetazioni puniche in Italia durante quella guerra..
Poco prima dello scoppio della seconda guerra punica, nel 218 a.C., la monetazione aurea e argentea delle colonie greche della penisola italiana era cessata e i ritrovamenti denotano una significativa penetrazione dell'argento di Roma, collegato a una crescente produzione, fino alla Campania meridionale.
Con l'arrivo di Annibale, alcune comunità, avendo rotto i rapporti con Roma, batterono moneta in tutti e tre i metalli per finanziare le loro spese. In Campania queste comunità furono, oltre Capua, le città di Atella e Calatia. Queste città coniarono monete con le indicazioni di valore, con le stesse modalità in uso a Roma e, in precedenza, negli altri centri dell'Italia centrale. Delle tre città solo Capua emise monete in metallo prezioso.
Contemporaneamente ricominciarono a coniare anche Tarentum e Metapontum, che non avevano più coniato da circa il 240 a.C. Questi centri batterono monete in argento con un piede monetario simile a quello dello shekel punico.
Nell'Italia meridionale ci furono altre emissioni: la monetazione dei Bruzi, quella dei Lucani, di Petelia e di Cosentia. Oltre a queste ci sono le emissioni puniche dell'Italia sud-occidentale, la cui collocazione è ancora oggetto di studi.
Esiste anche una serie di monete con la legenda ΚΑΜΠΑΝΟΣ, che in passato alcuni studiosi hanno collegato a Capua, ma la cui collocazione è incerta. Si tratta di due stateri con il toro androprosopo, cioè un toro con il volto umano, al rovescio e che recano al dritto, il primo, la testa di una divinità femminile; . e l'altro Atena; .. Questa monetazione è collocata nel periodo 415-405 a.C...
Numismatica Eckhel in Doctrina numorum veterumDoctrina numorum veterum, I, Vienna, 1792. I, I, p. 110. mostra dubbi sull'attribuzione a Capua delle monete con la legenda ΚΑΜΠΑΝΟΣ trattandole separatamente; assegna con certezza alla città le monete con legenda osca.
Julius Friedländer, nel suo testo dedicato alle monete con legende in alfabeto osco, attribuisce a Capua una moneta d'argento e molte in bronzo. Considera coniate a Capua anche le monete con legenda ROMA e ROMANO "senza dubbio". Non avanza ipotesi di datazione per i bronzi con legenda in OscoFriedländer: Die oskischen Münzen, p. 7..
B.V. HeadHistoria Numorum: Campania. attribuisce a Capua – pur esprimendo un'incertezza – la monetazione romano-campana, quelle monete di stile greco battute a nome di Roma. Head inoltre suddivide le monete in bronzo in due periodi: un gruppo di monete lo considera precedente al 268 a.C., l'altro posteriore alla stessa data e solo la moneta d'argento viene attribuita al periodo della seconda guerra punica. La moneta anepigrafa in elettro con al dritto una testa gianiforme femminile, in precedenza attribuita a Capua, viene giustamente collocata nel periodo in cui Capua si era rivoltata contro Roma notando anche che non vi era alcun motivo per attribuirla a Capua stessa ma doveva essere inserita nella monetazione punica dell'Italia meridionale.
Arthur Sambon cita le opinioni di alcuni numismatici (Babelon, Lenormant, Millingen, Raoul Rochette e Mommsen) che attribuiscono a Capua la produzione delle monete romano-campane.. Questa attribuzione fu confermata da Haeberlin nel suo Die Systematik des ältesten römischen Münzwesen del 1905. Sambon decide di occuparsi esclusivamente della monetazione con la legenda in osco.. Su queste monete rileva la contiguità con le monete dei Bruzi e dell'Apulia. Sulla datazione però Sambon rimane dell'ipotesi che si tratti in gran parte di monete coniate a partire dalla prima guerra punica e solo le monete di elettro con la testa bifronte al dritto e Giove stante sulla quadriga (Sambon 1050, HN Italy 2013), siano da datare durante la seconda guerra punica e prima del 211 a.C., quando Capua fu riconquistata dai Romani.
Rutter et. al. in Historia Numorum Italy, collocano tutta la monetazione di Capua durante la seconda guerra punica, associandola a quelle delle altre comunità che parteggiarono per Annibale. Due di queste comunità, Atella e Calatia si trovavano vicino a Capua. Tra le altre ci sono Tarentum, Metapontum, i Lucani e i Bruzi. Oltre a queste comunità italiche e italiote Rutter et al. associano le monete "cartaginesi dell'Italia meridionale", un gruppo di monete di cui non è chiaro l'esatto luogo di coniazione e che vengono associate alla permanenza di Annibale in Italia.
Catalli condivide la stessa opinione e colloca la monetazione di Capua nella seconda guerra punica, contemporaneamente alle emissioni delle comunità già citate..
Monete Le monete sicuramente di Capua sono quelle con il nome della città (KAPU), scritto in alfabeto osco con scrittura retrograda, cioè da destra a sinistra. La maggior parte di queste monete sono in bronzo e recano l'indicazione del valore. Ci sono anche alcune monete la cui attribuzione a Capua è meno sicura, come ad esempio la serie in oro che sembra usare il piede numismatico della dracma attica..
Elettro
Esistono monete in elettro, una lega naturale di oro e argento con proporzioni variabili, che erano state attribuite da alcuni autori a Capua ma che ora sono considerate all'interno delle monetazioni battute dai Cartaginesi nell'Italia meridionale durante la seconda guerra punica.. Si tratta essenzialmente di due tipi: uno con una testa gianiforme e l'altro con la testa di Demetra-Tanit.
Il primo tipo (HN Italy 2013) presenta al dritto, come già detto, una testa femminile gianiforme incoronata da grano e al rovescio è raffigurato Giove, con fulmine e scettro, su una quadriga guidata dalla Vittoria. Questa moneta riprende i tipi del quadrigato romanoQuadrigato. È stato identificato come moneta punica da GardnerPercy Gardner, Numismatic Chronicle, 1884, pp. 220 e segg. (citato in ). in base sia alla mancanza di legenda che per l'esatta corrispondenza quanto a peso e titolo con le monete cartaginesi in elettro.
L'altro tipo (HN Italy 2014) presenta al dritto la testa di Demetra-Tanit volta a sinistra. La divinità porta una corona costituita da spighe di grano; dietro la testa a volte è presente la lettera Α (alfa). Tanit era la dea più importante a Cartagine e compariva nella maggior parte delle monete puniche. Al rovescio è raffigurato un cavallo stante o al passo volto a destra. A volte in esergo è presente un simbolo (arco). I tipi e lo stile di questa moneta sono caratteristici della monetazione di CartagineShekel cartaginese. L'associazione di questa moneta alla precedente è in Robinson NC 1964E.S.G Robinson, Carthaginian and other South Italian coinages of the Second Punic War, Numismatic Chronicle, 1964, pp. 37-64..
In entrambi i casi si tratta di pezzi da 3/8 di shekel, con un peso di circa 2,75 grammi.
Oro