Canacidae , è una famiglia di insetti dell'ordine dei Ditteri (Brachycera: Cyclorrhapha: Acalyptratae), simili nell'aspetto ai moscerini della frutta.
La maggior parte di questi insetti è associata ad ambienti costieri marini ed oceanici, perciò sono noti, in inglese, con nomi che fanno riferimento al loro tipico habitat, come beach flies, surf flies e surge flies ("mosche della spiaggia", "dell'onda", "della marea").
Inquadramento sistematico L'inquadramento sistematico di questa famiglia ha subito una recente revisione tassonomica con l'unione dei Canacidae sensu stricto e dei Tethinidae. Fino al 2007, infatti, i Canacidae sensu lato erano distinti in due famiglie affini, Canacidae sensu stricto e Tethinidae, ma già dagli anni ottanta si ipotizzava la possibile unione in un unico taxon. L'ipotesi di unione si è rafforzata negli anni novanta, alla luce di nuove acquisizioni in materia di filogenesi, al punto che i ditterologi che si sono occupati, nell'ultimo ventennio, di queste famiglie (Freidberg, Mathis, Munari, D. McAlpine) hanno frequentemente fatto riferimento all'insieme delle due famiglie usando termini informali come complex o assemblage.
L'unione è stata formalizzata nel 2007 da David Kendray McAlpine. L'entomologo australiano suddivide la famiglia sensu lato nelle sei sottofamiglie che, nell'insieme, componevano i Canacidae sensu stricto e i tradizionali Tethinidae: Apetaeninae, Horaismopterinae, Pelomyiinae e Tethininae provengono dalla famiglia dei Tethinidae sensu stricto, nell'accezione ricorrente fino agli anni ottanta. Canacinae si identifica con la famiglia Canacidae sensu stricto, trattata dallo statunitense Mathis (1998) nel Manual of Palaearctic Diptera, e con la sottofamiglia Canacinae, definita da D. McAlpine (1982) e citata dal canadese James Francis McAlpine (1989) nel Manual of Nearctic Diptera. In sostanza si identifica con l'accezione stretta della famiglia ricorrente nella letteratura prodotta dagli anni ottanta agli anni novanta con l'esclusione dei generi Zalea e Suffomyia. Mathis distingueva i Canacinae sensu D. McAlpine in due sottofamiglie, Canacinae e Nocticanacinae, usando questa suddivisione anche nei lavori più recenti, come ad esempio nel Manual of Palaearctic Diptera e nel catalogo Fauna Europaea. Zaleinae è una sottofamiglia dalla posizione più incerta e apparentemente controversa. La sottofamiglia fu definita da D. McAlpine, con il nome Zalinae, nel 1982, per includervi l'unico genere Zale, di nuova descrizione. Successivamente, nel 1985, lo stesso Autore cambiò il nome del genere in Zalea e, di conseguenza, della sottofamiglia in Zaleinae, al fine di risolvere un caso di omonimia. D. McAlpine incluse la sottofamiglia nei Canacidae, collocazione che è stata adottata fino agli anni novanta. Nel 1995, l'israeliano Freidberg descrive un nuovo genere, Suffomyia, e lo inserisce nella sottofamiglia Zaleinae. A seguito di questa inclusione, il ditterologo rivede le relazioni filogenetiche fra le due famiglie e giunge alla conclusione che gli Zaleinae si collocano come clade intermedio fra i Canacidae sensu stricto e i Tethinidae sensu stricto. Negli anni successivi, la posizione sistematica degli Zaleinae resta incerta, ma formalmente viene spostata nei Tethinidae dall'italiano Munari nel Manual of Palaearctic Diptera (1998).
Per maggiore chiarezza, in questa sede, si usano le denominazioni Canacidae e Canacidae s.l. (sensu lato) per fare riferimento all'intero taxon secondo la classificazione più recente (sensu D. McAlpine 2007), la denominazione Canacidae s.s. (sensu stricto) per far riferimento all'accezione storica della famiglia con esclusione degli Zaleinae, la denominazione Tethinidae s.s. per far riferimento all'accezione storica della famiglia Tethinidae e, infine, la denominazione Zaleinae per fare riferimento alla sottofamiglia nell'accezione attuale (sensu Freidberg 1995).
Descrizione Adulto Gli adulti hanno corpo di piccole dimensioni, lungo 1,6-5 mm, con livrea di colore variabile dal nero al bruno, al grigio al giallastro e con tegumento di aspetto pruinoso per la copertura tomentosa.
Il capo è grande, di forma variabile ma generalmente globosa, con fronte ampia, gene più o meno ampie, clipeo prominente. È provvisto di tre ocelli e occhi relativamente piccoli. Le antenne sono brevi e aristate, con primo flagellomero di forma globosa e arista pubescente o glabra, inserita in posizione basale e dorsale.
La chetotassi varia secondo le sottofamiglie e si presenta particolarmente complessa a causa di una controversa interpretazione, che riguarda l'identificazione e la denominazione delle setole posizionate dietro il triangolo ocellare. La regione frontale presenta differenti tipi di setole fronto-orbitali: lungo il margine dorsale-anteriore degli occhi sono allineate 1-5 paia di setole periorbitali: nei Canacidae s.s. sono in numero di 3-5 paia marcatamente lateroclinate; negli Zaleinae 3 paia, reclinate o, la superiore, lateroclinata; nella generalità dei Tethinidae s.s. 1-3 paia reclinate, ad eccezione di Tethina, in cui sono presenti 4-5 paia lateroclinate; le setole periorbitali sono accompagnate in genere da una serie di peli o brevi setole la placca frontale è generalmente glabra o ricoperta da una pubescenza diffusa, ma nei Canacinae e nei Tethininae sono presenti setole frontali più o meno sviluppate. Nei Canacinae e negli Zaleinae possono essere presenti una o più paia di setole frontali medioclinate o proclinate, allineate in due serie simmetriche; nei Tethinidae sono presenti setole frontali allineate su quattro serie simmetriche a due a due: quelle più esterne, prossime alle setole periorbitali, sono composte da tre o più paia di brevi setole medioclinate e proclinate, quelle centrali, allineate ai lati della linea mediana della fronte, sono composte da più paia di setole anch'esse medioclinate e proclinate. Canacinae e TethininaePelomyiinaeZaleinaeSchema comparato della nervatura alare nei Canacidae più rappresentativi.Fratture costali: sb: frattura subcostale.Nervature longitudinali: C: costa; Sc: subcosta; R: radio; M: media; Cu: cubito; A: anale.Nervature trasversali: h: omerale; r-m: radio-mediale; bm-cu: medio-cubitale basale; dm-cu: medio-cubitale discale.Cellule: dm: discale; br: 1ª basale; bm: 2ª basale; cup: cellula cup. Le setole ocellari e le verticali esterne ed interne sono bene sviluppate e robuste. Nella regione postocellare è presente, in genere, un paio di setole paraverticali, più o meno sviluppate e robuste, divergenti negli Zaleinae e convergenti nel resto della famiglia, del tutto assenti nei Calacinae e in alcuni Apetaeninae. Queste setole sono inserite dietro il triangolo ocellare e più lateralmente rispetto ai due ocelli posteriori, perciò sono più o meno ampiamente distanziate fra loro. In diversi generi dei Canacinae, in tutte le specie del genere Dasyrhicnoessa e in alcune specie di Tethina, sono presenti altre due setole, posizionate lungo il margine posteriore del triangolo ocellare, fra i due ocelli, e anteriormente rispetto alle altre due paraverticali. Queste due setole sono molto ravvicinate ma largamente divergenti e di sviluppo vario, da sottili a più o meno robuste. Nel resto della famiglia sono invece assenti o insignificanti. La posizione di queste due setole ricorda le cosiddette setole postocellari presenti in molte altre famiglie di Acalyptratae, ma è opinione condivisa che tali setole siano peli ocellari differenziati, perciò sono denominate setole pseudopostocellari, termine proposto da Wirth (1987). Nell'intera famiglia le setole postocellari vere e proprie sarebbero perciò assenti. In realtà questo aspetto è oggetto di controversia fra alcuni Autori, in quanto le setole paraverticali sono ritenute da D. McAlpine vere postocellari. La chetotassi della regione genuale e peristomale comprende annessi tricoidei di vario aspetto secondo il taxon. Le vibrisse sono assenti o presenti, incurvate e più o meno sviluppate, alle quali possono succedere una o più paia di setole sottovibrissali. In diversi Tethinidae s.s. è presente una serie di brevi setole o peli lungo il margine inferiore delle gene, mentre le gene possono glabre o rivestite da radi peli o brevi setole più o meno robuste. Nei Canacinae sono ben visibili una o più setole per lato, lunghe, robuste e inclinate verso l'alto, disposte lungo una linea obliqua che si estende dal margine inferiore dell'occhio ai lati del clipeo.
L'apparato boccale è di tipo lambente-succhiante, ben sviluppato, di lunghezza variabile secondo la conformazione della parte inferiore del capo, piuttosto breve negli Apetaeninae. I labella sono ampi e carnosi e i palpi mascellari moderatamente sviluppati o piuttosto lunghi negli Zaleinae e nei Canacinae.
Il torace è ampio e leggermente convesso. La chetotassi comprende quattro o più paia di setole dorsocentrali, di cui il primo presuturale, 1-2 paia di scutellari, 1-3 paia di omerali (assenti in alcuni Apetaeninae), 1-2 paia di notopleurali e, in genere, 1-3 paia di sopralari, di cui una presuturale, un paio di infralari presuturali e due paia di postalari. Gli annessi acrosticali sono formati da due o più serie di peli più o meno robusti ed eventualmente un paio di setole prescutellari, non sempre presenti. Sulle pleure sono presenti o assenti setole nell'episterno dorsale e nell'episterno ventrale; il numero e la disposizione di queste setole varia secondo il gruppo. Spesso, nell'episterno dorsale sono presenti una o due setole inserite presso il margine posteriore e dirette posteriormente e un'altra setola inserita presso la parte posteriore del margine dorsale, diretta verso l'alto. Le zampe sono relativamente brevi e sottili, rivestite da una pubescenza diffusa, senza setole di particolare sviluppo.
Le ali sono ben sviluppate nella maggior parte della famiglia, generalmente ialine o leggermente offuscate di bruno o giallastro, raramente con pigmentazioni zonali, con alula e lobo anale in genere pronunciati. Alcune specie del genere Apetaenus sono meiottere, ma non si conoscono forme attere. La nervatura è priva di particolari peculiarità. La costa si estende fino alla confluenza della media e presenta una sola frattura subcostale. La subcosta è completa e distinta da R1, ma il suo tratto distale è strettamente ravvicinato a questa e quasi fuso. La radio si divide in tre rami, con R1 breve e robusto e R2+3 e R4+5 lunghi, terminanti in posizione subapicale e apicale. La media è indivisa, la cubito è divisa in due rami, con CuA1 ben sviluppato e CuA2. Quest'ultima è in genere ben conformata ma breve e confluente su A1, mentre negli Zaleinae è quasi del tutto assente. Vena A1+CuA2 sempre incompleta e di sviluppo variabile ma, in generale, è piuttosto breve oppure è prolungata da una leggera piega. La seconda anale (A2) è ben visibile ma non sclerificata. In generale sono presenti e complete le nervature trasversali radio-mediale e medio-cubitale basale e discale, con cellule basali, discale e cup chiuse, ma nei Pelomyiinae manca la medio-cubitale basale, con conseguente fusione della seconda cellula basale con la discale.
L'addome è più o meno cilindrico, composto da sei uriti apparenti nel maschio, sette nella femmina. Nel maschio, gli uriti terminali sono generalmente simmetrici; il sesto tergite si fonde con l'ottavo sternite per formare un unico sclerite dorsale, mentre gli scleriti ventrali sono indistinguibili. Nella femmina, gli uriti terminali sono telescopicamente retrattili nei Tethinidae s.s.. In alcuni generi dei Canacidae s.s., il tergite e lo sternite del settimo urite sono fusi.
Le controversie sulla chetotassi della regione postocellare