Era omonimo e discendente diretto del letterato e umanista Gian Giorgio Trissino dal Vello d'Oro.
Biografia Il conte Giovanni Giorgio Trissino dal Vello d'Oro, di antica famiglia vicentina, completò gli studi presso l'Accademia Reale di Torino, da cui uscì col grado di sottotenente. Avendo manifestato la sua predilezione per l'arma della cavalleria, nel 1898 fu ammesso come ufficiale di complemento alla Scuola Militare di Pinerolo e assegnato al reggimento Genova Cavalleria. Distintosi tra i migliori del suo corso, venne trasferito a Roma, presso la Scuola di Applicazione di Cavalleria a Tor di Quinto, al fine di perfezionare il suo stile, da cui uscì a dicembre del 1900 col massimo dei voti.
L'episodio che lo rese celebre fu la partecipazione al concorso equestre organizzato a Parigi in occasione dell'Esposizione Universale, che fece parte dei Giochi della II Olimpiade moderna, nell'estate del 1900.
Il giovane sottotenente fu il primo italiano a vincere una medaglia olimpica, conquistando il 31 maggio 1900 il secondo posto nel concorso di salto in lungo degli sport equestri, con la distanza di metri 5,70 compiuta dal fido Oreste. Due giorni dopo, il 2 giugno, nella specialità di salto in alto arrivò primo a pari merito con il francese Alfred Gardères, con un'elevazione di metri 1,85 ancora in sella a Oreste e giunse anche quarto cavalcando il cavallo Melopo, che si fermò invece all'altezza di metri 1,70.
Rientrato a Torino, continuò a frequentare la Scuola di Pinerolo, dalla quale poté avere sempre ottimi cavalli per proseguire l'attività equestre. Le più significative partecipazioni furono quella al primo concorso internazionale di Torino del 1902, in cui testimoniò la valenza del nuovo sistema di equitazione messo a punto dal capitano Federico Caprilli, e la vittoria nella prova di salto all'Olympia di Londra nel giugno 1909, dove l'Italia giunse seconda nella Coppa delle Nazioni.
La sostituzione di Caprilli
Ai Giochi olimpici estivi di , in entrambi i concorsi vinse le due medaglie in sella a Oreste, cavallo che, insieme a Mélopo e Montebello, era stato selezionato per i concorsi equestri parigini dal grande Federico Caprilli, tenente istruttore suo maestro, il quale, dopo aver inviato in Francia i cavalli prescelti, fu richiamato da un telegramma del Ministero della Guerra che vietava l'espatrio agli ufficiali di carriera, in seguito allo scioglimento delle Camere. L’assenza di Caprilli fu comunicata solo all’ultimo agli organizzatori e ai giudici di gara, dopo che erano stati diffusi i programmi stampati. Ciò ha comportato una certa confusione, al punto che in alcune notazioni fu erroneamente mantenuto tra i cavalieri in gara il nome di Caprilli in luogo di Trissino. Secondo alcune ricostruzioniGabriele Benucci, Federico Caprilli: tra storia e romanzo, pag 45.Paolo Angioni, Il capitano Federico Caprilli e il Sistema Naturale di Equitazione. Caprilli potrebbe effettivamente aver raggiunto Parigi in incognito da Torino per ultimare la preparazione dei propri cavalli, dando adito a voci romanzate relative alla sua partecipazione attiva alle gare. L’accertamento dei fatti possibile oggi e i record ufficiali avallano le effettive posizioni conquistate dal Trissino. Infine, anche un trafiletto apparso sul Corriere dello Sport dell'epoca colloca Caprilli a Torino.
Ciò che dà una spallata definitiva a ogni speculazione è una testimonianza riportata nella biografia di Caprilli scritta nel 1909 dal suo commilitone Carlo Giubbilei, dove si legge:
"A Parigi nel 1900 era indetto un concorso ippico internazionale. Vi aveva esso [Caprilli] inscritti Oreste del capitano Malfatti, Montebello e Melopo, del cavalier Jean De Micheli. Aveva fatto domanda regolare al Ministero per concorrervi, ed ottenne l’autorizzazione per recarsi all’estero. All’ultimo momento, o mene d’invidiosi o altro, fecero ritirare il permesso. Che fa il mio povero amico? Parte con regolare licenza dal reggimento per cinque giorni per Torino. Di là in incognito vola a Parigi, prova i cavalli, che già erano colà, agli ostacoli, dà istruzioni all’eccellente cavaliere conte Trissino che si trovava in aspettativa, ed alla sera stessa del giorno del suo arrivo riparte e ritorna al reggimento. Oreste vinse il campionato del salto in estensione, Montebello fu secondo nel campionato d’elevazione; Caprilli si dolse di non averli condotti alla vittoria, ma gioì di questa e fu grato a Trissino di averlo così degnamente sostituito."Carlo Giubbilei, Federico Caprilli. Vita e scritti, in «Rivista di Cavalleria», 1909.
Resta quindi un eventuale dilemma sui cavalli, ma non sui cavalieri.
Altre attività
Negli anni tra il 1915 e il 1917 fu autore e regista di diversi cortometraggi sull'equitazioneIl Complete Index To World Film e l'Internet Movie Database riportano le seguenti sei opere:
1915: Così è la vita, regista Trissino, attori Trissino e Gemma Albini, direttore della fotografia Alfredo Lenci, prodotto dalla Polifilms; 1916: Eroismo di Donna, Donne Eroiche, Amor di Patria, regista Trissino, attori Trissino, Gemma Albini e Ada Bolognini, direttore della fotografia Ottorino Tedeschini, prodotto dalla Sport-film; 1917: Giudice e Padre, La Canzone dei Fiori, regista Trissino, attori Trissino, Gemma Albini, Guido Guiducci, Pier Camillo Tovagliari, Annunziata Mazzini, Giuseppe Farnesi, direttore della fotografia Ottorino Tedeschini, prodotto da La Dominante.
Vedi anche la rivista Bianco e Nero, vol 51, pag 167, 1990., in molti dei quali egli fu anche attore insieme alla moglie Gemma Albini.
Lasciata la Cavalleria col grado di capitanoLuigi Lusi, Genova Cavalleria, 1939, pag 218, visse a lungo tra Roma, frequentando anche la corte del re, e Milano per dedicarsi alla composizione musicale, con discreto successo. L'editore G. Ricordi incise e pubblicò diversi suoi pezzi, tra cui dei tango, fox-trot, one-step e valse hésitation, ritmi di gran moda in Europa nella prima metà del Novecento.
Negli anni tra le due guerre mondiali si trasferì definitivamente a Milano con la moglie e i tre figli, dove rimase per il resto della sua vita. È sepolto nella cappella di famiglia presso il Cimitero Maggiore di Vicenza.
Palmarès AnnoManifestazioneSedeEventoRisultato1900Giochi olimpici Parigi Salto in alto Salto in lungo
Riconoscimenti
Con lo sviluppo del collezionismo delle figurine, la Edizioni Panini creò nella stagione 1968-69 la collezione “Campioni dello sport”, in cui la figurina 396 ritraeva Gian Giorgio Trissino a cavallo mentre salta un ostacolo, accanto alla scritta “Parigi 1900” sotto i cinque cerchi olimpici.
Nel luglio del 2000 si tenne un ricevimento nei giardini di Villa Trissino Marzotto per celebrare la ricorrenza di due eventi sportivi di rilievo: i cento anni dalla conquista della medaglia d'oro di Gian Giorgio Trissino a Parigi e i cinquant'anni della prima vittoria di Giannino Marzotto, al tempo proprietario della villa, nella gara automobilistica delle Mille Miglia.
Il 7 maggio 2015, alla presenza del Presidente del CONI, è stata inaugurata all'interno del Parco olimpico del Foro Italico a Roma, lungo Viale delle Olimpiadi, la Walk of Fame dello sport italiano, costituita inizialmente di 100 mattonelle che riportano in ordine cronologico i nomi degli atleti più rappresentativi della storia dello sport italiano. Su ogni mattonella sono riportati il nome dello sportivo, lo sport in cui si è distinto e il simbolo del CONI. La prima mattonella è dedicata a Gian Giorgio Trissino proprio in virtù della conquista della prima medaglia olimpica italiana.
Galleria d'immagini
Note
Bibliografia Sono scarni e frammentati gli scritti che parlano di Trissino. L'unico saggio completo disponibile è quello scritto dal nipote: Giorgio Bottalo Trissino dal Vello d'Oro, Parigi 1900, i primi allori italiani. Storia di un cavaliere che si scoprì olimpico, Milano, L'Onda, 2024, ISBN 9791280185631 Voci correlate Equitazione ai Giochi della II Olimpiade Trissino (famiglia)
Altri progetti
Collegamenti esterni
Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani, voce scritta da Marco Impiglia. Storie Azzurre. Sport Olimpico, N° 325 del 19 luglio 2007. Storia delle Olimpiadi: Gian Giorgio Trissino, il primo oro azzurro. Profilo nel Complete Index To World Film.
Gian Giorgio Trissino (cavaliere) Categoria:Nobili italiani del XIX secolo Categoria:Nobili italiani del XX secolo