Per limes africano si intendono almeno sei differenti settori di limes romano lungo il fronte dell'Africa settentrionale. Si trattava del fronte meridionale a difesa dell'Impero romano. Fu il "fronte" più lungo, ma certamente il meno complicato da difendere con i suoi armati schierati nel corso dei primi III secoli. Si estendeva da Rabat in Marocco, a Suez sul Mar Rosso in Egitto, e misurava in linea d'aria km. Ma la frontiera romana passava a un migliaio di chilometri a sud del Cairo, e il suo percorso da qui fino all'Oceano Atlantico non era per nulla rettilineo.
Divisione interna del limes
Il limes in questione era, a sua volta composto da numerosi sub-settori, che partendo dalle province occidentali fino a quelle orientali, erano: la fossa Regia che costituì il primo tratto di limes africanus. Rappresentò per almeno un quarantennio il confine meridionale della provincia romana d'Africa, quando fu costruita al momento dell'annessione di Scipione Emiliano (nel 146 a.C.), con un semplice fossato; il limes della Mauretania Tingitana creato dall'imperatore Claudio nel 42 con l'annessione della provincia romana di Mauretania; il limes della Mauretania Caesariensis creato dall'imperatore Claudio nel 42 con l'annessione della provincia romana di Mauretania; il limes della Numidia creato al termine delle guerre giugurtine nel 105 a.C.Sallustio, Bellum Iugurthinum. con l'annessione dei territori della Numidia orientale a quelli della provincia romana d'Africa; il limes dell'Aurès (o fossatum Africae come definito da Jean Baradez), a sud dell'omonimo massiccio montuoso, si trovava tra quello poco sopra citato di Numidia e il successivo Tripolitanus; il limes Tripolitanus della omonima regione si estendeva a sud delle due Sirti; il limes della Cirenaica creato a partire dall'epoca repubblicana nel 74 a.C. quando la regione fu annessa. Più tardi (nel 27 a.C.) fece parte insieme a Creta di un'unica provincia; il limes egiziano creato dall'imperatore Augusto nel 30 a.C. con l'annessione della provincia romana d'Egitto.
Storia del limes meridionale dell'Impero romano
Le difficoltà di difendere tale limes erano da ricercarsi soprattutto nel fatto che si trattava di un sistema di fortificazioni assai discontinue, che si trovavano in paesi dove scarse erano le risorse idriche e di approvvigionamento, come bene sintetizza lo stesso Strabone quasi duemila anni fa:
Province occidentali africane
Qui sotto andremo ad analizzare il settore occidentale africano, che congiungeva la Mauritania Tingitana (isolata però dalle altre province dai monti del medio Atlante), con la Caesariensis, la Numidia e l'Africa proconsolare (fino alla Tripolitania). Sarà, pertanto, opportuno, prima di effettuare un'accurata analisi della permanenza militare nell'area (con l'elencazione delle campagne militari, delle unità militari che soggiornarono nell'area e delle relative fortificazioni), cominciare con una breve sintesi della storia/formazione delle province sopra elencate.
EVOLUZIONE DELLE PROVINCE AFRICANE OCCIDENTALI prima della conquista romana Cartagine Numidia orientale (Massili) Numidia occidentale (Massesili) Mauretania dal 146 a.C. Africa NumidiaMauretania dal 105 a.C. Africa (con annesse parti della Numidia) Numidia orientale Numidia occidentale Mauretania dal 45 a.C. Africa Vetus Africa Nova (ex Numidia orientale) Numidia occidentaleIV Coloniae CirtensiumMauretania orientale (con annessa metà della Numidia occidentale)Mauretania occidentale dal 27 a.C. Africa Proconsolare Mauretania dal 41 Africa Proconsolare Mauretania Cesariense Mauretania Tingitana dal 193 Africa Proconsolare Numidia Mauretania Cesariense Mauretania Tingitana con la riforma di Diocleziano Africa Proconsolare ZeugitanaAfrica Valeria Bizacena Numidia Miliziana Numidia Cirtense Mauretania Cesariense Mauretania Sitifense Mauretania Tingitana al momento della divisione dell'impero nel 395 Africa Proconsolare Zeugitana Africa Bizacena Africa Tripolitana Numidia Mauretania Cesariense Mauretania Sitifense Mauretania Tingitana
Epoca repubblicana
Il primo limes africano a essere costituito fu quando nel 146 a.C., al termine della terza guerra punica con la distruzione di Cartagine, Scipione Emiliano costruì la cosiddetta fossa Regia a protezione dei confini meridionali della provincia d'Africa appena costituita. Si trattava di un sistema di delimitazione della provincia (allora di 20/ km²) lungo il quale sussistono tuttora diversi cippi di confine, che andava dalla foce dell'attuale Oued el-Kebir, a est di Tabarka (nei testi latini: Thabraca) fino a Thaenae, una decina di chilometri a sud dell'odierna Sfax.
Alla morte di Micipsa, figlio di Massinissa, una disputa per la successione oppose i suoi figli Aderbale e Iempsale al nipote e figlio adottivo Giugurta. Questa disputa sfociò nelle guerre giugurtine in cui Roma intervenne schierandosi contro Giugurta. Nel 111 a.C. una prima campagna condotta dal console Lucio Calpurnio Bestia non produsse grandi effetti e fu necessaria una nuova campagna, condotta nel 107 a.C. dal console Mario. Il suo luogotenente Silla, grazie all'alleanza con il re di Mauretania Bocco, riuscì a catturare Giugurta nel 105 a.C. La Numidia non venne però annessa interamente alla provincia. Solo le zone orientali e meridionali del regno, quelle che si affacciavano sulle pianure della Medjerda e quelle sul golfo della Piccola Sirte, furono unite all'ager publicus. La città di Leptis Magna, situata in questa regione, ricevette il privilegio della libertà per essersi schierata a fianco di Roma in questo conflitto. Il regno numida, inizialmente nuovamente suddiviso, venne affidato a un fratellastro di Giugurta, Gauda, e proseguì la sua esistenza ancora per qualche decennio, sia pure con il ruolo, di fatto, di protettorato romano. Contemporaneamente il console Caio Mario ottenne nel 103 a.C. per l'esercito dei suoi "proletari" (contadini privi di terre) una legge che concedesse a ogni veterano 252 ettari di terreno nelle regioni che erano state incorporate all'ager publicus dallo sconfitto regno di Numidia, consolidando così la frontiera stessa. Lo stanziamento raggiunse una notevole entità e riguardò tra le 6 e le persone, sebbene sul territorio non venisse fondata alcuna colonia.
Durante la guerra civile tra Mario e Silla (88-83 a.C.) l'Africa costituì una roccaforte dei sostenitori di Mario, anche grazie alla presenza di questi veterani del suo esercito. Nell'81 a.C. i seguaci di Mario pur detronizzando in un primo momento il re di Numidia Iempsale II, partigiano di Silla, furono poi sconfitti da un'alleanza che comprendeva il re mauro Bocco e il luogotenente di Silla, Pompeo, nell'80 a.C., e Iempsale II poté recuperare il trono perduto.
Nel 50 a.C., alla morte di Iempsale II, il tribuno cesariano Curione propose l'annessione della Numidia orientale, spingendo il nuovo re Giuba I tra i seguaci di Pompeo. Nel corso della guerra civile tra Cesare e Pompeo, il dittatore romano sbarcò nel 47 a.C. con sei legioni, contando inoltre sull'alleanza con il re di Mauretania e con i Getuli, sottoposti dall'80 a.C. alla giurisdizione dei Numidi. L'anno seguente (nel 46 a.C.), Numidi e pompeiani furono presi tra due fuochi e vennero sconfitti nella battaglia di Tapso. Il re Giuba si suicidò, così come Catone Uticense, capo del partito pompeiano. Cesare poté così riorganizzare i territori africani: il regno della Numidia occidentale fu annesso per metà al regno di Mauretania e per l'altra metà assegnato a Publio Sittio; il regno di Numidia orientale divenne invece una nuova provincia romana: l'Africa Nova. Per contrasto i territori che già in precedenza costituivano la provincia d'Africa preserò allora il nome di Africa Vetus ("Africa vecchia"). Continuando la stessa linea politica di Mario, Cesare ordinò la fondazione di colonie in Africa inviando veterani italici, gallici e africani, a fondare nuove città sulla costa africana. Questa politica gli permise di insediare i suoi veterani, e di dislocare in modo permanente nella regione, ben tre legioni. La morte di Cesare nel 44 a.C. e le ulteriori vicende belliche del secondo triumvirato, tra Marco Antonio, Ottaviano e Lepido contro i cesaricidi, portarono l'Africa riunita, a essere affidata nel 40 a.C. a Lepido, che ne venne tuttavia privato nel 36 a.C. da Ottaviano.
Politica augustea nell'Africa occidentale
Numerosi popoli furono combattuti e inglobati all'interno dell'impero romano all'epoca di Ottaviano Augusto, in un periodo compreso tra il 35 a.C. e il 6 d.C., come è bene evidenziato nei Fasti triumphales del periodo:. Tito Statilio Tauro (console suffecto nel 37 a.C. e poi ancora nel 26 a.C.) ottenne il trionfo il 30 giugno del 34 a.C. ex Africa per i successi ottenuti l'anno precedente contro le popolazioni che gravitavano attorno alla provincia romana; stessa sorte toccò al console suffetto del 33 a.C., Lucio Autronio Peto, proconsole d'Africa nel 29/28 a.C., che ottenne un nuovo trionfo il 16 agosto del 28 a.C.; anche il console suffetto del 34 a.C., Lucio Sempronio Atratino, proconsole d'Africa nel 22/21 a.C. ottenne il suo trionfo ex Africa il 12 ottobre del 21 a.C.; Lucio Cornelio Balbo, partito da Sabrata, occupò la capitale dei Garamanti, Garama, e nel 20 a.C. si addentrò fino al Fezzan. Egli, infatti, in qualità di proconsole d'Africa, condusse un esercito di una decina di migliaia di uomini nel profondo del deserto del Sahara, raggiungendo prima l'oasi di Cydamus (oggi Gadames) dopo una marcia di circa 550 km, piegando poi ad angolo retto verso sud per altri 650–700 km attraverso l'Hamada el-Hamra, e infine riuscendo a occupare i più importanti centri della regione (come Debris e Baracum nell'odierno distretto di Wadi al-Shatii e Tabidium) e la capitale dei Garamanti, Garama (oggi Germa). Da qui potrebbe avere, inoltre, inviato una spedizione esplorativa fino nel Fezzan, forse raggiungendo l'ansa del fiume Niger.Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, V, 5.36 ;Henry Lhote, L'expédition de Cornelius Balbus au Sahara, in Revue africaine, 1954, pp.41-83; C.Finzi, Ai confini del mondo, Roma 1979, pp.136-138;Syme, pp.66, 94, 168 e 470. Il console Lucio Passieno Rufo, divenuto governatore della provincia dell'Africa proconsolare, otteneva gli ornamenta triumphalia per avere sconfitto le popolazioni nomade di Getuli e Musulami nel 3-5R.Syme, in Journal of Roman Studies 1933, Some notes under the legions under Augustus, p.25; Velleio Patercolo, Storia di Roma, II, 116, 2; Dessau, Inscriptiones Latinae Selectae 120... È possibile che nel corso di questi eventi, sia stato necessario aumentare il contingente romano della provincia d'Africa a due legioniR.Syme, L'Aristocrazia Augustea, Milano 1993, p.470.: vale a dire la legio XII Fulminata, posizionata a Thugga, insieme alla legio III AugustaDessau, Inscriptiones Latinae Selectae 8966; R.Syme, L'aristocrazia augustea, Milano 1993, p.243.. E ancora, nel 5-6, il console Cosso Cornelio Lentulo batteva prima i Musulami e poi i Getuli, ottenendo gli ornamenta triumphalia e il cognomen trasmissibile anche ai figli di Gaetulicus (Getulico)R.Syme, in Journal of Roman Studies 1933, Some notes under the legions under Augustus, p.25; R.Syme, L'Aristocrazia Augustea, Milano 1993, p.563 n.24; Velleio Patercolo, Storia di Roma, II, 116, 2; Floro, Epitome di storia romana, II, 31; Orosio, Historiarum adversus paganos libri septem, VI, 21; Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, LV, 28..
Nell'Africa Proconsolare fu stanziata in modo permanente con il principato di Augusto una sola legione, che in precedenza aveva la propria sede nell'Africa Nova, la III Augusta, oltre a una coorte distaccata a Cartagine, agli ordini diretti del proconsole, per assicurare la protezione e le funzioni di polizia della città e del suo territorio. Erano inoltre presenti unità ausiliarie, che costituivano la metà degli effettivi.
Tiberio e la Mauretania (19-24)