Alagna Valsesia (Im Land in walser; Alagna in piemontese; Lagna in dialetto valsesiano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Vercelli in Piemonte, situato ai piedi del versante meridionale del massiccio del Monte Rosa, la seconda montagna più alta delle Alpi.

Dal 1º gennaio 2019 ha incorporato il comune limitrofo di Riva Valdobbia, divenendo il comune più esteso della provincia.

Parte del territorio è stata inclusa nel 1979 nel Parco naturale dell'Alta Val Sesia e dell'Alta Val Strona, mentre l'intero territorio è compreso nel Sesia Val Grande Geopark, dal 2013 parte della Rete mondiale dei geoparchi dell'UNESCO.

Geografia fisica

Confini È l'unico comune della provincia di Vercelli che confina con la Svizzera, nello specifico col comune di Zermatt nel canton Vallese. Confina inoltre con la Valle d'Aosta tramite il Col d'Olen, da cui si dirama la vallata di Gressoney, e con la provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Si tratta di uno dei due punti di accesso piemontesi al massiccio del Monte Rosa, assieme a Macugnaga.

Orografia

Il territorio del comune, caratterizzato da una geografia aspra e selvaggia, occupa l'estremità superiore della Val Grande, ai piedi del massiccio del Monte Rosa (4638 m). Delle Alpi del Monte Rosa, altre due vette ne contornano la valle: il Corno Bianco (3320 m) e il Monte Tagliaferro (2964 m).

Dal fondovalle, dove è situato il paese, si diramano cinque valli laterali: la Val d'Otro, con i caratteristici villaggi walser perfettamente conservati e la massiccia mole rocciosa del Corno Bianco; la Valle d'Olen, percorsa dall'antica mulattiera che, attraverso il col d'Olen, conduce a Gressoney-La-Trinité; la Valle di Bors, con i ricchi alpeggi appartenuti nel Medioevo ai conti di Biandrate; la Valsesia, con le sue alte cime e i suoi spettacolari ghiacciai, ma anche con il frequentato percorso che, attraverso il passo del Turlo, la mette in comunicazione con Macugnaga e con la Valle Anzasca; la Valle di Mud, percorsa dalla mulattiera che conduce a Rima in Val Sermenza, con il caratteristico profilo del monte Tagliaferro.

Idrografia Il comune è attraversato dal fiume Sesia (che forma spettacolari cascate, raggiungibili con un sentiero), dai torrenti Olen e Bors, il cui bacino trae origine dai ghiacciai del Monte Rosa, e dai torrenti Mud e Otro che originano dal monte Tagliaferro e dal Corno Bianco rispettivamente.

Origini del nome Una prima proposta etimologica venne nel 1902 da Pietro Gribaudo: trattando l'influenza delle lingue germaniche sulla toponomastica italiana, lo studioso suggerì la derivazione dal nome Alamannia (paese degli Alamanni).

Nel 1961 il linguista Dante Olivieri ne sostenne invece l'origine latina, nello specifico dal nome personale relativo all'etnonimo degli Alani: Alagna sarebbe nata come colonia abitata da tale popolazione, posta dall'impero lungo la via delle Alpi a scopo difensivo.

Nel 1983 Erminio Ragozza, parroco di Alagna ed esperto di storia e cultura locale, opinò per la deformazione di Olen, sostenendo la corrispondenza Pe dOlen-Pedelegno-Pe dAlagna..

Nel 2012 lo studioso Gianni Molino vide nella stirpe germanica della popolazione locale l'origine del toponimo: dal tedesco Land, in italiano terra o paese. Nella fattispecie, alla base sarebbe la trascrizione catastale effettuata riproducendo approssimativamente il suono del toponimo walser, perdendo tuttavia la corrispondenza semantica.

La grafia attuale compare per la prima volta in un documento del 1196 relativo ai possedimenti dell'Abbazia dei Santi Nazario e Celso, seguito da un atto di convenzione stipulato nel 1270 tra il Visconte d'Aosta Ibleto di Challant e i valsesiani.. I documenti medievali riportano inoltre le grafie Alagnia nel 1233 e Alania nel 1475.

Storia

Il territorio di Alagna Valsesia, anticamente utilizzato come alpeggio, venne colonizzato alla fine del XIII secolo dai Walser, popolazione germanica originaria dell'alto Vallese svizzero. Nel corso di diverse migrazioni, i nuovi venuti vi costruirono le proprie case stabilendovi abitati permanenti.. Erano dediti alla pastorizia e all'agricoltura e con la loro cultura, tradizioni e i caratteristici edifici rurali lasciarono un segno profondo in molte zone dell'alta Valsesia.. Il walser è una lingua germanica affine all'alemanno, idioma a sua volta imparentato con l'alto tedesco diffuso in Svizzera: il titzschu di Alagna e Rimella è una delle tre varianti ancora esistenti in Italia.

Il paese era una colonia secondaria, fondata da Walser provenienti dalla vicina Macugnaga e documentata per la prima volta nel 1302..

Secondo la tradizione, Alagna — o Lagna — sarebbe stata fondata da un certo Enrico Staufacher, che diede inizio alla costruzione delle prime abitazioni permanenti.

In quel tempo l'ultimo centro abitato della valle era Pietre Gemelle, situato dove oggi sorge Riva Valdobbia. Inizialmente Alagna si aggregò alla comunità di Pietre Gemelle, a sua volte costituitasi in parrocchia indipendente nel 1326. Nel 1475 Alagna se ne separò, costituendosi in parrocchia autonoma, ad eccezione del territorio della Val d'Otro che rimase parte della parrocchia di Riva, passando a quella di Alagna solo alcuni decenni più tardi.

Come tutta la Valsesia, dal 1324 al 1707 fu parte della Lombardia, prima sotto i Visconti poi con gli Sforza, nel Ducato di Milano. Il periodo sforzesco è contrassegnato da una notevole espansione dei commerci: a Riva Valdobbia, con decreto firmato proprio dal Duca di Milano Francesco Sforza, il 12 luglio 1451, si rafforza l'importanza di una fiera, già attiva molti anni prima e conosciuta come Fiera di Pietre Gemelle.

La comunità Walser rimase relativamente isolata fin verso la metà del Cinquecento, ma non mancarono contatti con la popolazione valsesiana. Verso la fine del Cinquecento una famiglia di Varallo, gli Scarognini, iniziarono lo sfruttamento delle miniere d'oro nei dintorni di Alagna, attività che coinvolse anche la popolazione locale.. L'attività estrattiva comprese anche argento e rame determinando una consistente immigrazione di lavoratori dalla Valsesia, dal biellese e da altre aree del Piemonte.

Durante la seconda guerra mondiale il territorio di Alagna Valsesia venne incluso all'interno della Repubblica partigiana della Valsesia. Il 14 luglio 1944 i nazisti fucilarono presso il cimitero locale otto carabinieri e sette partigiani.

Simboli

Lo stemma, il gonfalone e la bandiera sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 1º dicembre 2021.

Stemma

Lo stemma attuale affianca i simboli di Alagna e Riva Valdobbia, sormontati dal profilo del versante valsesiano del Monte Rosa, e sostituisce quello precedente concesso ad Alagna, assieme al gonfalone municipale, con decreto del Presidente della Repubblica Antonio Segni del 7 ottobre 1963.

Gonfalone Il gonfalone è costituito da un drappo di azzurro.

Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare di azzurro, caricato al centro dello stemma comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse

La chiesa di San Giovanni Battista venne edificata nel 1511 ed eretta a parrocchiale nel 1564. All'esterno si osservano alcune pitture dei fratelli Avondo e un bel portale d'entrata in stile gotico. L'interno, alquanto basso, è a tre navate sostenute da sei grosse colonne di granito nero del luogo. A destra si può osservare un elegante pulpito in pietra ollare e di disegno antico. A destra, l'altare laterale, un notevole lavoro di scultura lignea della fine del XVII secolo, mostra una Madonna col Bambino, San Rocco e San Sebastiano, pregevoli statue attribuite a Giovanni d'Enrico. In frazione Pedelegno è da segnalare un edificio storico detto "Il Castello", appartenuto, secondo una tradizione rivelatasi infondata, alla famiglia Scarognini di Varallo. Il castello o domus lapidea di Alagna, forse costruito agli inizi del XV secolo per volere del feudatario Francesco Barbavara, conte di Pietre Gemelle, appartenne a un certo Pietro de Manno fino al 1489, quindi ad Antonio del fu Giovanni Salini e in seguito alla famiglia Chiarini, che lo possedeva fin dal 1541, alla quale sono forse da attribuire gli stemmi scolpiti sulla casa, uno dei quali reca il motto: "Omne Solum Forti Patria Est Quia Patria".. In frazione Ca' Giacomolo si trova la Casa d'Henricis che diede i natali a tre artisti, Antonio, Giovanni e Melchiorre d'Enrico. Antonio, detto Tanzio da Varallo, fu uno dei massimi esponenti della pittura seicentesca nell'Italia settentrionale. Nella medesima frazione si trova anche la casa in cui, nel 1801, nacque il parroco e celebre alpinista Giovanni Gnifetti. Lo storico albergo Monte Rosa, il primo di Alagna, iniziato a costruire da Giuseppe Guglielmina nel 1850; si trova di fronte alla chiesa di San Giovanni, ricevette l'attuale denominazione nel 1859.. Il centro di visita, con annesso giardino botanico d'alta quota, del Parco naturale Alta Valsesia, presso l'alpe Fum Bitz (1603 m). All'interno del territorio comunale è sita la famosa capanna Regina Margherita che, con i suoi 4554 m, è il rifugio più alto d'Europa.

Il parco naturale dell'Alta Val Sesia e dell'Alta Val Strona

Il territorio comunale, dal fondovalle fino alla Punta Gnifetti (4.559 m), fa parte del Parco naturale dell'Alta Val Sesia e dell'Alta Val Strona, facendone una delle aree protette italiane che raggiungono maggiori altitudini.

Società Evoluzione demografica Al 2004 l'1% della popolazione si definisce di madrelingua walser, anche se oltre l'11% è in grado di parlarlo.

Le guide alpine e la tradizione alpinistica

Alagna Valsesia, al pari di Macugnaga (posta a settentrione dietro la costiera della Punta Grober) è uno tra i centri storici dell'alpinismo. Il suo corpo guide, fondato da otto membri nel 1872, è il più antico d'Italia dopo quello di Courmayeur (1868). È il punto di partenza tradizionale per la salita alla Capanna Regina Margherita.

In paese l'eredità alpinistica è ricordata dalla statua ad Antonio Grober inaugurata il 10 settembre 1911, due anni dopo la sua morte, don Giovanni Gnifetti, che tra l'8 e il 9 agosto 1842 scalò per la prima volta la punta a lui dedicata (la Punta Gnifetti, 4559 m, quarta in ordine d'altezza del Monte Rosa).

Alcuni anni prima, il 23 luglio 1801, Pietro Giordani, medico di Alagna, in solitaria raggiunse la cima oggi a lui intitolata (la Punta Giordani, 4046 m). Fu la prima cima del gruppo a cadere e la prima impresa di livello nel gruppo del Rosa. Alcuni anni più tardi, il 1º agosto 1819 Joseph Zumstein, ispettore forestale della Valsesia, arrivò sulla cima a lui dedicata: Punta Zumstein (4563 m, la terza del gruppo) .

Oggi la tradizione alpinistica di Alagna continua a rimanere viva nei nomi di altri illustri alpinisti, primo fra tutti Silvio Mondinelli (detto "Gnaro"), residente ad Alagna. "Gnaro" ha raggiunto fama mondiale avendo scalato tutti i 14 ottomila della terra (secondo italiano dopo Messner) senza l'utilizzo dell'ossigeno.

Altre guide famose sono Michele Gabbio, Osvaldo Antonietti, Paolo Dalla Valentina e Michele Enzio, quest'ultimo autore della scalata allo Shisha Pangma (8027 m) e membro della spedizione scientifica Share Everest (2008) che con Mondinelli, Marco Confortola e il capo spedizione Agostino Da Polenza ha con successo impiantato la più alta stazione meteo del mondo al colle sud dell'Everest, a quasi 8000 m di quota. Il 26 luglio 2014 Michele Cucchi, altra guida di Alagna, è in cima al K2 (8611 m). La salita è realizzata all'interno della spedizione italiana per il 60º anniversario della prima ascensione.

Cultura In autunno si svolge la caratteristica processione, detta del Rosario fiorito, la cui nascita risale al 1683. Ad essa partecipano gli abitanti da Alagna Valsesia nei loro tipici costumi, pregando e cantando nel linguaggio dei loro antenati. Tale manifestazione rappresenta il ringraziamento alla Vergine per la protezione data alle mandrie e agli alpeggi durante la stagione estiva.