Cassano d'Adda (Cassaan in dialetto milanese; Cassà in dialetto bergamasco) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Milano, in Lombardia.

Sorge sulla riva destra dell'Adda, presso il punto in cui dal fiume si dirama il Naviglio della Martesana, e parte del territorio comunale è compresa nel Parco dell'Adda Nord. Il territorio comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di Groppello d'Adda e Cascine San Pietro. La sua posizione presso uno dei principali attraversamenti dell'Adda conferì all'abitato una notevole importanza strategica nel corso dei secoli, facendo di Cassano il teatro di diversi episodi militari.

Nel 1158 Federico Barbarossa tentò di attraversare l'Adda presso Cassano, trovando il passaggio presidiato dalle forze milanesi; nel 1259 nei suoi pressi fu sconfitto Ezzelino III da Romano. Il 16 agosto 1705, durante la guerra di successione spagnola, vi si combatté la battaglia di Cassano, nella quale le truppe francesi guidate da Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme fermarono l'esercito imperiale del principe Eugenio di Savoia. Il 27 aprile 1799, nel corso della guerra della Seconda coalizione, un'altra battaglia vide le forze austro-russe comandate da Aleksandr Vasil'evič Suvorov prevalere sulle truppe francesi. Nel corso dell'Ottocento il passaggio sull'Adda continuò ad avere rilevanza militare e fu interessato dalle operazioni del Risorgimento, che portarono nel territorio anche le armate di Vittorio Emanuele II e Napoleone III..

Geografia fisica

Territorio Il territorio cassanese è diviso in due parti dal solco del fiume Adda, caratterizzate da un dislivello di 20-25 metri. Il fiume che a Vaprio scorre ancora incassato in un solco profondo, nella valle di Cassano si allarga in un ampio letto nel quale le acque si dividono in numerosi rami, separati da isolotti ghiaiosi e boscosi.

Qui, mentre la sponda destra rimane alta ancora 15-20 metri, la sinistra si fa pianeggiante. L'altitudine del terreno cassanese varia da metri 144 (Groppello) a metri 115. La suddivisione geofisica del territorio comunale, che assomma a 18,51 km², può riassumersi secondo la seguente ripartizione.

La parte orientale è formata da: zona idrica: l'Adda si ramifica in più tronchi davanti al borgo. zona isole Isola Ponti fra l'Adda e la Muzza Isola del Linificio Isola del bosco Bertolino e molte altre isole tra l'Adda e la Muzza. Zona agricola coi cascinali Taranta, Bruciata, la frazione di Cascine San Pietro ecc. La parte occidentale si può dividere in: piana del Linificio e piana su cui scorre la Muzza. Zona più elevata e digradante da nord a sud. A sud i terreni vedono lo scorrere del Naviglio della Martesana.

La zona a sinistra dell'Adda si trovava anticamente nel lago Gerundo. Questa zona ha uno spessore coltivabile assai limitato e per la sua origine recente e per il perdurare su di essa di acque stagnanti. Lo scheletro del sottosuolo è più grossolano di quello di destra, essendo costituito quasi esclusivamente da grossi ciottoli calcarei misti a sabbia e ghiaia. La zona a destra dell'Adda ha il terreno sensibile più imbrunito della presenza, in quantità più rilevante, di sostanze organiche e ha particelle terrose miste a parti grossolane. Questo terreno è formato da argilla, sabbia, calcare e humus.

Cassano è posta quasi al centro della Lombardia, nell'alta pianura padana. Nei giorni sereni da Cassano si possono vedere il Monte Rosa, i Corni di Canzo, le Grigne, il Resegone, la Cima di Menna, l'Arera, l'Alben, la Presolana e il Gölem (Monte Guglielmo) oltre ad altre vette comasche, lecchesi, bergamasche e bresciane verso nord e la lunga catena degli Appennini emiliani verso sud.

Questo comune è attraversato sia dal canale della Muzza che dal naviglio della Martesana.

Origini del nome In origine si pensa che il nome fosse semplicemente "cassano", nome gallico della quercia divenuto romano. Questo nome è derivato dalla radice "kas" che nella lingua celto-ligure indicava un tipo di quercia assimilabile al "cerro" (quercus cerris) e di cui erano ricoperte quasi tutte le foreste della pianura Padana.

Nel tempo fiorirono anche altre versioni etimologiche del nome: Casa sana: da cui il nome Cas-sano; Cassanum da cui il nome Cassano; Cassianum, nome che deriva dall'antica gens Cassia; Cassium, nome latino del probabile sovrintendente di una “mansio” composita, da cui trae origine lo stemma comunale con “tre case” (è però interessante notare come la vicina Treviglio presenti molte similitudini evolutive).

Storia Origini Le più antiche testimonianze materiali rinvenute nel territorio di Cassano d'Adda risalgono all'età del bronzo. Nel 1908, durante i lavori di ampliamento del Linificio e Canapificio Nazionale, fu infatti rinvenuta a circa 6,5 metri di profondità una spada di bronzo lunga circa 48 centimetri, successivamente donata al Museo preistorico di Roma. Il reperto, attribuito al Bronzo recente e datato approssimativamente al XIII secolo a.C., appartiene alla tipologia detta «Cattabrega»; la sua scoperta fu segnalata nello stesso anno da Luigi Pigorini nel Bullettino di Paletnologia Italiana.

Per le epoche successive la ricostruzione dell'insediamento è meno sicura. Non vi sono elementi sufficienti per identificare con certezza il centro preromano con un oppidum degli Insubri, né per sostenere l'esistenza di un castrum romano sulla base dell'attribuzione tradizionale a Polibio, autore vissuto nel II secolo a.C. È invece documentato che in età romana il territorio era interessato dal sistema viario che collegava Mediolanum a Brixia, lungo un itinerario diretto verso l'attraversamento dell'Adda.

La prima attestazione documentaria sicura del toponimo risale all'877, quando il re d'Italia Carlomanno emanò un diploma redatto nella «curte Sancti Ambrosii, quae vocitatur Cassianum, juxta Abduam fluvium», cioè nella corte di Sant'Ambrogio chiamata Cassano, presso il fiume Adda. L'atto riguardava una donazione in favore di Angilberga, vedova dell'imperatore Ludovico II. Il documento prova dunque l'esistenza del centro cassanese in età carolingia, mentre il primo riferimento sufficientemente preciso all'esistenza di una struttura fortificata appartiene al periodo intorno all'anno Mille, quando il castello risultava nelle disponibilità degli arcivescovi di Milano.

Medioevo

La posizione di Cassano presso uno dei principali attraversamenti dell'Adda conferì al borgo una crescente rilevanza militare nel corso del Medioevo. Il castello, inizialmente legato alla signoria temporale degli arcivescovi milanesi, assunse progressivamente la funzione di presidio del confine orientale del territorio milanese.

Nel 1158, durante la seconda discesa in Italia di Federico Barbarossa, l'esercito imperiale tentò di attraversare l'Adda presso Cassano nel corso delle operazioni contro Milano. Il passaggio era tuttavia difeso dalle truppe milanesi guidate da Alcherio da Vimercate e l'imperatore rinunciò a forzarlo, cercando un diverso punto di attraversamento.

Nel corso del XIII secolo l'area dell'Adda continuò a essere coinvolta nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini. Il 16 settembre 1259 presso Cassano ebbe luogo lo scontro decisivo contro Ezzelino III da Romano, che, dopo avere cercato di estendere la propria influenza verso Milano, fu sconfitto dalle forze guelfe. Ferito e catturato, fu successivamente condotto a Soncino, dove morì poco tempo dopo.

Nella seconda metà del Duecento il controllo di Cassano fu coinvolto nella lunga contrapposizione tra i Della Torre e i Visconti, che si disputavano la supremazia politica su Milano. Con l'affermazione viscontea la rocca fu progressivamente inserita nel sistema difensivo dello Stato milanese. Sotto l'arcivescovo Ottone Visconti, alla fine del XIII secolo, il castello fu ampliato e trasformato in una fortezza di carattere propriamente militare; nel 1295 Galvano Fiamma ricordava Cassano con la formula «Cassanum cum ponte et castrum», attestando la presenza congiunta del borgo fortificato, del ponte e del castello.

Durante il XIV secolo il castello fu ulteriormente adattato dai Visconti e acquisì anche funzioni residenziali e di rappresentanza, come testimoniano i cicli pittorici trecenteschi superstiti nella cappella e negli ambienti interni. La sua posizione acquisì ancora maggiore importanza quando l'Adda divenne una delle principali linee di confronto tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Nel 1427 Cassano conobbe una breve occupazione veneziana: la fortezza fu rafforzata con nuovi fossati, bastioni e opere difensive presso l'imbocco della Muzza.

Con l'affermazione degli Sforza il castello tornò stabilmente nell'orbita milanese. A partire dal 1452 Francesco Sforza affidò a Bartolomeo Gadio un'importante campagna di potenziamento: furono rafforzati soprattutto il fronte rivolto verso l'Adda, la muraglia a scarpa e i contrafforti, mentre l'allargamento della Muzza fu utilizzato anche in funzione difensiva. Tali interventi contribuirono a conferire alla fortezza gran parte della configurazione ancora riconoscibile.

Età moderna

A partire dal XVI secolo, con il mutamento delle tecniche belliche determinato dalla diffusione delle armi da fuoco, il castello perse progressivamente parte della propria funzione di grande fortezza di frontiera, pur continuando a mantenere un ruolo strategico per il controllo del ponte e dell'attraversamento dell'Adda. Contemporaneamente Cassano fu inserita nel sistema feudale del Ducato di Milano. Nel 1538 il feudo fu acquistato da Pagano D'Adda, che nel 1543 lo cedette al condottiero Giambattista Castaldo. Nel 1549 Cassano fu elevata a marchesato; dopo l'estinzione dei Castaldo, nel 1572 passò ai Bonelli, per tornare infine ai D'Adda nel 1781.

Durante la dominazione spagnola il castello fu progressivamente adattato anche a funzioni amministrative, residenziali, agricole e di deposito, mentre il feudatario esercitava diritti fiscali e giurisdizionali sul borgo e sul transito attraverso il ponte. La posizione di Cassano continuò tuttavia a renderla vulnerabile alle operazioni militari: nel 1658, durante le guerre che interessarono il Milanese, le forze francesi occuparono la sponda destra dell'Adda e il castello.

Nel 1703, durante la guerra di successione spagnola, il castello fu utilizzato anche come luogo di detenzione per militari sabaudi catturati dopo la rottura dell'alleanza tra Vittorio Amedeo II di Savoia e la Francia. Le fonti locali ricordano la morte di numerosi prigionieri detenuti nella fortezza; il numero di uomini riportato dalla storiografia ottocentesca si riferisce tuttavia complessivamente ai prigionieri distribuiti nei castelli di Cassano, Trezzo, Brivio e in altre località e non ai soli detenuti cassanesi.

Due anni dopo Cassano fu teatro di uno dei maggiori scontri della stessa guerra. Il 16 agosto 1705 l'esercito imperiale comandato dal principe Eugenio di Savoia tentò di superare le forze francesi schierate sull'Adda, ma fu fermato dall'armata del duca Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme. La battaglia di Cassano si concluse a favore dei francesi e provocò pesanti perdite in entrambi gli schieramenti.

Nel corso del Settecento, parallelamente alla riduzione dell'impiego militare permanente del castello, il borgo conobbe una maggiore valorizzazione delle residenze nobiliari e del sistema delle acque. Nel 1749 il marchese Febo d'Adda fece costruire un nuovo ponte sull'Adda. Alla fine del secolo Cassano fu nuovamente coinvolta nelle guerre rivoluzionarie. Il 15 giugno 1796 Napoleone Bonaparte soggiornò nel palazzo che sarebbe successivamente divenuto noto come Villa Brambilla, durante la prima campagna d'Italia.