La pop art (abbreviazione di popular art) è un movimento artistico emerso nel Regno Unito e negli Stati Uniti durante la metà e la fine degli anni 50. Il movimento ha rappresentato una sfida alle tradizioni delle belle arti includendo immagini tratte dalla cultura di massa e popolare, come la pubblicità, i fumetti e gli oggetti prodotti a scopo commerciale. Uno dei suoi obiettivi è quello di utilizzare immagini della cultura "popolare" nell'arte, enfatizzando gli elementi banali o kitsch di qualsiasi patrimonio culturale, il più delle volte attraverso l'uso dell'ironia. È anche associata all'uso da parte degli artisti di mezzi meccanici di riproduzione o di tecniche di rendering. Nella pop art, il materiale è talvolta visivamente rimosso dal suo contesto originale, isolato o combinato con materiale non correlato.
I principali artisti di questa corrente sono Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Claes Oldenburg, Richard Hamilton, Robert Rauschenberg e Jasper Johns..
Origine e contesto sociale Questo movimento artistico si sviluppa nel mondo occidentale nel dopoguerra. In quel periodo entrano in gioco nuovi oggetti che fino a quel momento non erano esistiti, entrando subito a far parte della vita dell'uomo, il quale non può più farne a meno. Per esempio questi oggetti sono automobili utilitarie, poster, frigoriferi, lavatrici, cibo in scatola, detersivi e bevande confezionate. Tutti questi oggetti diventano i nuovi simboli della società consumistica in cui nasce la Pop art. A differenza degli altri movimenti artistici che si sviluppano in questo periodo come per esempio il fenomeno dell'Happening e il Neo-Dada, la Popular Art si allontana da ogni forma di critica e si sofferma solo sul mostrare la realtà.
Perciò l'ambiente urbano in cui questa nuova forma di espressione si sviluppa è un ambiente caratterizzato dalla psicologia dello spreco e del consumo che portano al mutamento della struttura sociale nei paesi industrializzati dove si sviluppa una cultura di massa e infatti le opere non sono altro che prodotti commerciali. Gli artisti di questo movimento si rivolgono all'universo delle grandi metropoli moderne e si muovono all'interno della scena urbana, considerata come uno spettacolo visivo. La città in cui nasce la Pop art è una città aggressiva, piena di contraddizioni e cose brutte. Però per l'artista Pop questo modello di città assume un ruolo vivace e familiare al quale egli non sa rinunciare.
Possiamo definire questa corrente artistica come arte realistica, dove l'artista cerca di riprodurre un realismo moderno tenendo conto delle trasformazioni dell'ambiente. Negli anni cinquanta del Novecento, lo studioso francese Roland Barthes afferma che la stampa e la società attraverso la comunicazione dei mass-media attribuiscono un valore rassicurante nella coscienza collettiva tramite oggetti che trasmettono serenità e che sono sottoposti a un processo di venerazione e sostiene che tutto ciò che crea insicurezza vada allontanato. Parallelamente si sviluppa il pensiero di Marshall McLuhan il quale sosteneva che nell'evoluzione della comunicazione proprio i mass-media sarebbero stati fondamentali e afferma che siano proprio gli artisti che debbano concepirne i cambiamenti..
Tecniche e temi Gli artisti della pop art si interrogarono sul problema della riproducibilità dell'arte nell'epoca industriale, sul come e se mantenere il carattere esclusivo dell'opera d'arte, o se invece conciliare la realtà consumistica con il proprio linguaggio. Dalle diverse risposte date a questi interrogativi nacque la diversità di stili e di tecniche tipica della pop art. Da un lato la creazione artistica divenne meccanica, dall'altro vennero recuperate le lezioni delle principali avanguardie del Novecento: dalle provocazioni del dadaismo che per primo mescolò arte e realtà, ai collage di foto o immagini pubblicitarie di sapore ancora cubista, fino agli happening o gesti teatrali, in cui l'artista crea l'opera d'arte direttamente davanti agli spettatori, lasciando spazio all'improvvisazione.
Il tema principale dell'arte Pop è l'angoscia esistenziale della società dei consumi, in cui l'uomo rappresenta il consumatore. L'interesse dell'artista è rivolto alle immagini e alle raffigurazioni della vita quotidiana dell'uomo e al mondo artificiale in cui vive costituito da infiniti prodotti industriali d'uso comune e dai mezzi di comunicazione di massa (tv, radio...). Nelle opere viene mostrato un mondo colorato, pieno di allegria che in realtà nasconde l'ansia e l'angoscia che si eclissa dietro i colori pieni e vivaci. Il soggetto di rappresentazione diventa l'ambiente urbano, quindi troviamo immagini della televisione, del cinema e della pubblicità che vengono rappresentate attraverso la pittura e la scultura.
Gli artisti trasformano in arte qualsiasi aspetto della realtà moderna caratterizzata dai mass media, ed è proprio dall'unione dell'arte con questi ultimi che si arriva alla nascita della pop art. Nelle loro opere, gli artisti pop non fanno mai trapelare un giudizio personale. Come abbiamo già detto gli artisti Pop rappresentano spesso fotografie o riproduzioni di materiale ricavato dai mass-media perciò sottraggono al comportamento della società i vari codici e meccanismi per raffigurarli attraverso l'arte. È importante ricordare che questa corrente artistica è caratterizzata da diversi stili i quali si indirizzano nello studio di vari elementi: Foto; Rielaborazione di immagini pubblicitarie; Fumetti; Performance e improvvisazioni, dove l'artista realizza le sue opere davanti ai suoi spettatori.
Pop art in Europa Alla fine degli anni cinquanta del Novecento, la Pop art nasce in Europa, in particolare in Inghilterra ed in Italia.
Pop art inglese In Inghilterra, negli anni quaranta, i caratteri di questa corrente artistica erano stati anticipati da Eduardo Paolozzi. Ma il vero fondatore della Pop art è l'inglese Richard Hamilton, che nel 1956 realizzò il collage intitolato Just what is it that makes today's homes so different, so appealing? ("Ma cosa rende le case di oggi così diverse, così attraenti?") il quale è considerato il manifesto di questa nuova corrente. L'opera si sofferma sul narcisismo degli abitanti di una casa borghese.
Nell'opera vengono raffigurati personaggi tipici del periodo come per esempio il culturista, il quale esprime l'importanza dello sport come mezzo per modificare il corpo, la moglie, la quale viene rappresentata nuda e ha la funzione di sedurre il giovane marito e infine la cameriera, che conferma la condizione borghese della giovane coppia. Un altro aspetto che richiama la nostra attenzione sono gli oggetti presenti nella raffigurazione, esempio la lampada con il noto marchio Ford, il cibo preconfezionato sul tavolino, gli elettrodomestici e il lecca lecca rosso con la scritta Pop in primo piano. Molte delle immagini rappresentate nell'opera sono ritagli di giornale e il titolo stesso è stato impostato come se l'opera fosse un cartellone pubblicitario. Infine, c'è un altro aspetto dell'opera che richiama la nostra attenzione ed è il soffitto dell'appartamento, il quale sembra la curva della Luna vista dallo spazio..
Allo stesso tempo si sviluppano altri modi di vedere la corrente Pop, per esempio in contrasto ai colori vivaci, allegri e accesi di Hamilton possiamo osservare l'opera Love Wall di Peter Blake, il quale avvicina alle foto della zia foto di icone come Marilyn Monroe prediligendo l'uso del colore bianco e nero per suscitare un sentimento di nostalgia. Ma è importante ricordare che Peter Blake è famoso per aver creato la copertina dell'album musicale di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles su suggerimento di Paul McCartney e l'aspetto innovativo risiede nel trasferimento su tela dell'immagine fotografica dei personaggi-simbolo dei quattro ragazzi della band..
Pop art italiana In Italia la Pop art si sviluppa grazie all'arrivo di opere di artisti pop americani alla mostra contemporanea della Biennale di Venezia, nonostante qualche critico la avversi accusandola di contenere «i germi di un nuovo fascismo». Roma è la città dove questo movimento artistico si sviluppa proprio per lo stretto contatto con la capitale americana. Ed è proprio a Roma che nel 1960, si ferma e si stabilisce Cy Twombly, molto legato all'arte pop degli Stati Uniti anche se egli stesso non aderisce al movimento. I principali esponenti in Italia sono: Michelangelo Pistoletto (1933), artista sperimentale. Nella sua serie di quadri specchianti ha un ruolo fondamentale lo specchio, in quanto tramite esso il pubblico può partecipare all'opera. Nella sua vita artistica si accosta anche all'Arte povera e all'Arte concettuale, infatti nel 1967 dà vita all'insieme di tutte le arti (musica, pittura, danza…) e questo è un procedimento di sperimentazione. Pino Pascali (1935-1968), artista ironico che anticipa l'Arte povera. Mario Schifano (1934-1998). Nelle sue opere si avvicina alle scelte degli artisti americani ma la differenza sta nel fatto che Schifano crea delle sgocciolature sulle tele. Con questa tecnica mostra come gli oggetti del nostro tempo e della società del consumo siano destinati a scomparire e morire. Enrico Baj (1924-2003) artista dedito alle immagini della fantascienza. Dipinge in modo grottesco personaggi inventati che sono spesso mostruosi, vivi ed espressivi e vengono realizzati con materiali poveri ma indossano medaglie. Lo sfondo di queste opere sono carte da parati o stoffe di materasso..
Lo scopo di queste opere è quello di esprimere denuncia e ammonimento. Dopo il 2000 l'artista siciliano Arrigo Musti sviluppa un manifesto "Impop" ("Impopular Art"), lontanamente ispirato alla Pop-Art, in cui pone al centro dei suoi soggetti coloro che sono considerati ultimi del mondo.
Popular art negli Stati Uniti Negli Stati Uniti la Pop art si sviluppa negli anni sessanta del Novecento. Trova il suo centro artistico nella New York degli anni sessanta e le sue radici nell'arte americana degli anni precedenti e nella poetica del New Dada. Rispetto all'Inghilterra è un'arte più grossolana ed è proprio oltreoceano che raggiunge il suo vero successo attraverso la capacità degli artisti di ottenere un grande effetto sul pubblico, grazie alla creazione di opere stupefacenti partendo da oggetti comuni e di uso quotidiano. L'oggetto è il protagonista dell'immagine artistica e viene alterato dalla sua forma reale.
Sono oggetti di uso quotidiano, come per esempio lattine di bibite, cibi in scatola, star del cinema, personaggi dello spettacolo e dello sport, ritagli di fumetti e cartelloni pubblicitari, oppure vengono rappresentati oggetti consumati, i quali vengono rappresentati con tecniche diverse e isolati o ingigantiti come se fossero delle sculture perciò non sono più oggetti banali. L'arte Pop americana presenta i meccanismi del linguaggio popolare, i temi delle opere sono temi banali, effimeri che vanno a descrivere la società dei consumi in cui si ambientano.
All'interno di queste opere non viene avviata nessuna critica sociale anzi viene testimoniata la realtà delle grandi città americane e l'opera d'arte diventa soltanto un prodotto commerciale. I colori che spiccano in queste opere sono vivaci e accesi, cioè i colori delle pubblicità, dei supermercati e delle insegne luminose. Sono opere anonime, impersonali ma affascinanti, non fanno altro che esprimere le condizioni della società in cui nascono. Non hanno un messaggio da comunicare ma vogliono soltanto mettere in mostra l'oggetto raffigurato isolandolo dal contesto in cui si trova e mostrando con un velo di ironia i difetti, gli eccessi e la superficialità della società di quegli anni.
I principali esponenti sono: Roy Lichtenstein (1923-1997)