La zia Julia e lo scribacchino (titolo originale: La tía Julia y el escribidor) è un romanzo di Mario Vargas Llosa, pubblicato nel 1977.
L'opera, contenente dei riferimenti biografici alla gioventù dell'autore, è ambientata a Lima, in Perù, e racconta la storia d'amore fra il giovanissimo Mario, di 18 anni (minorenne per i tempi) e Julia, di 32 anni, sua zia acquisita. I due convoleranno a nozze in maniera rocambolesca, tra la furia benevola del clan familiare, prima di trasferirsi in Europa e prima che Mario possa affermarsi come scrittore.
Tutto il racconto è accompagnato dalla passione per la letteratura che anima Mario, aspirante scrittore che trova ispirazione in Pedro Camacho, popolarissimo autore di romanzi radiofonici che calamitano l'attenzione di tutto il Paese, narrati insieme alla storia del protagonista.
Dal romanzo è stato tratto un adattamento cinematografico dal titolo Zia Giulia e la telenovela (1990).
Trama Il protagonista del romanzo è Mario, un ragazzo diciottenne, allo stesso tempo studente in legge all'Università di San Marcos e direttore del Servizio Informazioni di Radio Panamericana, a LimaMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, p. 3. Il suo lavoro alla radio, aiutato dal suo redattore Pascual e in seguito dal Gran PablitoMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, pp. 80-81, consiste nello scrivere e annunciare bollettini sulle notizie interessanti del giorno. A Radio Central, appartenente agli stessi proprietari (Genaro-papà e Genaro-figlio) di Radio Panamericana, arriva il boliviano Pedro CamachoMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, p. 8, popolarissimo autore di romanzi radiofonici. Quasi contemporaneamente giunge in città la zia Julia, sorella della moglie dello zio di Mario, arrivata dalla Bolivia a cercarsi un altro marito dopo il fallimento del suo primo matrimonioMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, p. 7. Tra Mario e Julia nasce una storia d'amore che non viene confessata alla famiglia per paura dello scandalo. Quando i genitori di Mario li scoprono decidono di raggiungere, dagli Stati Uniti, il figlio a Lima. Nel frattempo, però, i due si sposano, tra mille difficoltà, essendo lui minorenneMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, p. 201 e non avendo il permesso dei genitori. Accanto al racconto di Mario e Julia si svolgono, a capitoli alterni, i romanzi radiofonici di Pedro Camacho, che in poco tempo conquistano le folle. Oppresso dal lavoro, l'autore confonde i personaggi dei suoi romanzi e li sposta dall'uno all'altro, cambia loro nome, li uccide e li resuscita, causando confusione nei suoi ascoltatori. Viene perciò interdetto in manicomioMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, p. 300. Il romanzo termina quando Mario è ormai cinquantenne, divorziato dalla zia Julia, trasferitosi in Europa e affermatosi come scrittore. Torna a Lima per ritrovare il Gran Pablito proprietario di un ristorante, Pascual redattore di un giornale sull'orlo del fallimento e Pedro Camacho, uscito ormai dal manicomio, facchino per lo stesso quotidiano.
I romanzi radiofonici Accanto alla storia di Mario, Julia e degli altri protagonisti, a cui sono dedicati tutti i capitoli dispari del romanzo e l'ultimo (Cap. 20), vengono raccontati i romanzi radiofonici scritti da Pedro Camacho, previsti ad orari differenti, a Radio Central.
CAPITOLO 2: Racconta la storia del dottor Alberto de Quinteros e si svolge il giorno del matrimonio di sua nipote Elianita, la figlia di suo fratello, con Rossetto Antunez. Dopo la cerimonia, la sposa ha un capogiro e Alberto scopre non solo che sua nipote è incinta, ma che il bambino è di suo nipote Richard, il fratello di ElianitaMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, p. 16-34. CAPITOLO 4: Racconta di come Lituma, un sergente della Guardia Civil del Quarto Commissariato del Callao, durante una ronda notturna, arresti un clandestino nero con il corpo coperto di incisioni, trovato in un magazzino abbandonato, e gli venga ordinato di ucciderlo. Il racconto termina con l'indecisione di Lituma a sparareMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, pp. 51-71. CAPITOLO 6: Racconta la storia del giudice della Corte d'Appello del Tribunale Superiore di Lima, Pedro Barreda y Zaldivar, che raccoglie la deposizione della tredicenne Sarita Huanca Salaverria, la quale accusa di stupro il vicino di casa Gumercindo Tello, un fervente Testimone di Geova, e di come questi avesse cercato di evirarsi davanti allo stesso giudice durante la sua esposizione dei fattiMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, pp. 88-104. CAPITOLO 8: Racconta la storia di come don Federico Tellez Unzategui fosse diventato rigido e intransigente, nonché direttore di una ditta che sterminava topi e ratti, la Antiroditori s.p.a., in seguito alla sua infanzia che aveva visto un branco di topi ammazzare la sua sorellina in fasce, quando ancora lui, sua madre Mayte Unzategui, suo padre Hildebrando Tellez e la sua stessa sorellina abitavano a Tingo Maria. Un giorno di tanti anni dopo, vedendo un giornale sulla cui copertina appaiono, seminude, le sue due figlie, torna a casa e tenta di picchiarle, ma la famiglia al completo, composta da sua moglie e dai suoi quattro figli (le due femmine e altri due maschi), si ribella malmenandoloMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, pp. 119-133. CAPITOLO 10: Racconta la storia di come Lucho Abril Marroquin, giovane rappresentante farmaceutico della Bayer, investì nei sobborghi di Pisco una bambina e di come, nel tentativo di soccorrerla, fu investito lui stesso da un camion. Per curarsi dal trauma subito, Lucho va dalla dottoressa Lucia Acemila che lo rimette, ma, per farlo, provoca in lui un profondo infantilismo che egli chiede alla stessa di guarireMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, pp. 150-166. CAPITOLO 12: Racconta la tragedia della famiglia Bergua arrivata a Lima da Ayacucho e composta dai coniugi Margareta e don Sebastian e dalla loro figliola Rosa (ex pianista), amministratori della pensione Colonial, ad opera di un commesso viaggiatore, Ezequiel Delfin. Egli viene ospitato nonostante l'abitudine di accettare come pensionanti solo donne o uomini di una certa età per proteggere la virtù di Rosa e una sera, nel bel mezzo della cena, prorompe in un pianto, confessando alla famiglia Bergua di avere delle crisi di terrore notturne. Don Sebastian si offre di passare la notte con lui, ma Ezequiel gli infligge 14 o 15 coltellate e tenta, invano, di oltraggiare Margareta. Ezequiel viene così processato e condannato a scontare la pena in manicomio da cui fugge, dopo aver sgozzato un infermiere e impiccato un altro malato, dopo 30 anni di detenzione, lasciando un biglietto che fa intendere di voler sterminare la famiglia BerguaMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, pp. 181-195. CAPITOLO 14: Racconta la storia di Seferino Huanca Leyva, nato dallo stupro compiuto su sua madre Teresita, che, grazie all'aiuto economico di una latifondista basca, Mayte Unzategui, diventa reverendo del quartiere malfamato di Mendocita. La sua condotta, che prevedeva di lottare contro Satana con le armi della violenza, lo porta, tra le altre cose, a combattere con il guaritore del quartiere Jaime Concha (che poi gli diventerà fedelissimo), regalare foto di donne nude ai maschietti e insegnare la prostituzione alle femminucce, formare la Scuola di Mestieri che insegnava a rubare, scassinare, scippare, ecc. e istituire comuni nella sua parrocchia. Il racconto termina con il tentativo (non si sa se compiuto) di Seferino di incendiare la dimora del suo avversario religioso don Sebastiano BerguaMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, pp. 213-228. CAPITOLO 16: Racconta la storia di un giovane rampollo di una famiglia danarosa, Joaquin Hinostroza Bellmont, il quale, nonostante i numerosi tentativi dei genitori di farlo studiare, diventa un famoso arbitro di calcio. Dilapida, nel tempo, il suo intero patrimonio, si dedica con costanza all'alcol, ma ancor di più a Sarita Huanca Salaverria, detta Maschiaccio, di cui si innamora perdutamente, non ricambiato. Durante la finale del campionato sudamericano, in cui Joaquin viene scelto come arbitro della partita, un uomo irrompe in campo e viene ucciso dalle forze dell'ordine, scatenando così una rivolta della folla che si risolve con l'uccisione di Sarita e l'infarto di Joaquin nel vedere la sua innamorata mortaMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, pp. 245-261. CAPITOLO 18: Racconta la storia di come Crisanto Maravillas diventi compositore di musica e si innamori perdutamente di una giovane, Fatima, ospitata dalle Carmelitane Scalze che poi prende i voti per diventare suora. Durante un'occasione speciale, un concerto di Crisanto tenuto in via eccezionale (per via della vocazione religiosa delle sue canzoni) presso il monastero delle Carmelitane Scalze, scoppia un violento terremoto che miete moltissime vittime tra il pubblico. Crisanto e Fatima riescono miracolosamente a salvarsi, ma, appena arrivati in strada, il suolo si apre sotto di loro e i due muoionoMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, pp. 279-294.
Gli errori di Pedro Camacho Dal Cap. 6 in avanti, tutti i personaggi di Pedro Camacho si spostano da un romanzo all'altro, cambiano nomi, muoiono e resuscitano. Questo è evidente nelle osservazioni dei protagonisti:
Genaro-papà, il proprietario di Radio Panamericana e Radio Central, confessa a Mario che il prete di Mendocita si chiamava come il Testimone di Geova e questo come il preteMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, p. 175. Julia dice a Mario: «la ragazza ha avuto il marmocchio, è morto durante il parto e l'hanno sepolto con tutti i crismi della legge. Come ti spieghi che nel capitolo di questo pomeriggio salti fuori che stanno battezzandolo nella cattedrale?»Mario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, pp. 175-176. Gli attori del romanzo radiofonico elencano a Mario gli errori di Pedro Camacho: Lituma ere sempre stato un sergente, ma poi era diventato il nome del giudice che però era stato sempre chiamato Pedro Barreda; Pedro Barreda parlava di dare la caccia ai topi, come il protagonista di un altro romanzoMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, p. 203. Javier racconta a Mario che, in uno dei romanzi radiofonici, una famiglia di poveracci era nel bel mezzo di un pranzo quando scoppia un terremoto e l'edificio crollaMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, pp. 231-232. Pascual e il Gran Pablito parlano di un romanzo radiofonico in cui tutti i poliziotti, tra cui il capitano Lituma, erano morti carbonizzati perché il commissariato del Callao era stato cosparso di benzinaMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, p. 234. Mario sente dire che nel romanzo radiofonico di Alberto de Quinteros, che era una volta ginecologo un'altra cardiologo, una nave italiana attraccata ad un molo del Callao si inabissava provocando la morte dei suoi passeggeri, tra cui lo stesso dottore che stava andando in vacanza in Cile, i suoi parenti (moglie, figlia, Richard, Elianita, Rossetto Antunez) e il tenente Concha, di un altro romanzoMario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino, Torino, Einaudi, 2006, p. 239.
Il fatto che i personaggi passino da un romanzo all'altro e che comincino a confondersi le storie di uno con quelle dell'altro è anche evidente nei romanzi stessi:
CAPITOLO 6