Originario di Bibano, frazione di Godega di Sant'Urbano, è stato presidente della Provincia di Treviso dal 10 giugno 1998 al 19 aprile 2005, nonché vicepresidente della giunta regionale del Veneto dal 19 maggio 2005 al 5 giugno 2008, con deleghe al turismo, all'agricoltura, allo sviluppo montano e all'identità veneta, e dall'8 maggio 2008 al 16 aprile 2010 ha ricoperto l'incarico di ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel governo Berlusconi IV.
Membro storico della Lega Nord, è oggi uno degli esponenti di spicco della corrente più progressista dello stesso partito.
Biografia Famiglia e studi Figlio di Giuseppe e di Carmela Lisetto, dopo essersi diplomato alla Scuola enologica di Conegliano, si è laureato in Scienze della Produzione Animale presso la Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Udine. Dopo aver iniziato con la festa di diploma organizzata da lui, per ben dodici anni ha lavorato come PR per diverse discoteche della sua zona come il “Manhattan” di Godega di Sant’Urbano, il “Diamantik”di Gaiarine, il “Kolossal” di Spresiano o il “Desirée” a Caorle, oltre a svariati altri lavori, tra cui "il cameriere, l'uomo delle pulizie, il muratore, il docente privato di chimica, l'istruttore di equitazione, l'operaio in un’impresa di pellami".
Vita privata È sposato dal 1999 con Raffaella Monti, segretaria d'azienda; la coppia non ha figli.
Carriera politica Gli inizi Alle elezioni amministrative del 1993 viene eletto consigliere comunale a Godega di Sant'Urbano (Treviso) tra le liste della Lega Nord-Liga Veneta.
Alle elezioni regionali in Veneto del 1995 è stato candidato, nel listino bloccato del candidato presidente della Lega Nord Alberto Lembo, però senza essere eletto in consiglio regionale del Veneto. In quello stesso anno entrò nel consiglio provinciale di Treviso, ricoprendo anche la carica di assessore all'agricoltura.
Successivamente, alle elezioni provinciali del 1998 a Treviso si candida, e viene eletto nel giugno 1998, Presidente della Provincia di Treviso. Nel 1998 Zaia risultò essere il più giovane Presidente della Provincia eletto in Italia, avendo appena compiuto trent'anni.
Alle elezioni provinciali del 2002 fu rieletto presidente della Provincia di Treviso, carica che mantiene fino al 19 maggio 2005, quando decide di lasciare l'incarico per ricoprire quello di vicepresidente della Regione del Veneto.
Il 19 maggio 2005 viene nominato vicepresidente della Regione del Veneto con deleghe regionali al turismo, all'agricoltura, allo sviluppo montano e all'identità veneta, nella giunta del forzista Giancarlo Galan, presidente della Regione del Veneto.
Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Con la vittoria della coalizione di centro-destra alle elezioni politiche del 2008, l'8 maggio diventa Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel quarto governo Berlusconi, prestando giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, incarico che mantiene fino al 16 aprile 2010 quando rassegna le dimissioni dopo l'elezione alla presidenza della Regione del Veneto avvenuta il 29 marzo precedente.
La prima questione che dovette affrontare da ministro fu l'esportazione del Brunello di Montalcino negli Stati Uniti, vietata dopo che erano state trovate alcune partite di vino con certificazione falsa. In quell'occasione Zaia rese il governo garante della qualità del rinomato vino toscano.
Nel 2009, poco prima del G8 del 2009, ha presieduto nel Castelbrando di Cison di Valmarino il primo G8 agricolo, vertice che ha affrontato, tra l'altro, il tema della fame nel mondo.
Come stabilito dal governo Prodi II e dal governo Berlusconi IV, Foggia era stata scelta come sede dell'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare: Zaia insieme con i deputati leghisti ha tuttavia dissentito, proponendo Verona al posto della città pugliese.tralasciando Parma, già sede dell'autorithy europea Le sue dichiarazioni hanno scatenato polemiche non solo da parte delle forze di opposizione (che hanno chiamato in causa il ministro leccese Raffaele Fitto), ma anche dagli stessi parlamentari pugliesi del Pdl. Senatori di maggioranza e di opposizione hanno presentato una mozione per impegnare il ministro delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi e il ministro delle politiche agricole Luca Zaia a confermare l'indicazione di Foggia come sede dell'agenzia. In risposta il ministro Zaia ha affermato di aver semplicemente ripristinato una decisione presa, durante il precedente governo Berlusconi, dall'allora ministro delle politiche agricole e forestali Gianni Alemanno, pugliese di nascita e romano d'adozione, che individuava la sede dell'autorità a Verona.
A spostare la destinazione della sede a Foggia era stato il ministro del successivo governo Prodi Paolo De Castro, anch'egli pugliese. Alla fine la sede non è andata in nessuna delle due città in disputa.
Presidente della Giunta regionale del Veneto
Il 19 dicembre 2009 venne ufficializzata la candidatura di Zaia alle elezioni regionali in Veneto del 2010 dalla direzione nazionale della Lega Nord riunitasi a Padova. La candidatura di Zaia fu votata all'unanimità ed è stata sostenuta dalle liste della Lega Nord, del Popolo della Libertà e da una terza lista comune tra Alleanza di Centro di Francesco Pionati, la Democrazia Cristiana e alcuni esponenti dell'Unione di Centro usciti dal partito di Pier Ferdinando Casini.
Il 29 marzo 2010 Zaia vinse le elezioni ottenendo più del 60% dei consensi, diventando così il decimo presidente del Veneto, nonché il più votato tra i candidati presidente in Italianame=autogenerato1. L'insediamento ufficiale a Palazzo Balbi si è tenuto il successivo 13 aprile.
In un'indagine di un istituto di ricerca relativa al secondo trimestre 2012, Zaia è risultato essere, tra i presidenti di regione, quello con il gradimento maggiore, con un indice stimato oltre il 60%.Il 1º giugno 2015 Zaia venne ricandidato alla presidenza del Veneto per un secondo mandato, sostenuto da Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Indipendenza Noi Veneto e Lista ZAIA e contro il suo ex compagno di partito Flavio Tosi (Fare!), Alessandra Moretti (Partito Democratico), Jacopo Berti (Movimento 5 Stelle), Laura Di Lucia Coletti (L'Altro Veneto. Ora Possiamo!) e Alessandro Morosin (Indipendenza Veneta). Alle elezioni venne riconfermato presidente con il 50,08% dei voti.
Cinque anni più tardi verrà ricandidato per la terza volta con il sostegno di Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e le liste "Zaia Presidente" e "Veneta Autonomia" contro il candidato del centro-sinistra Arturo Lorenzoni, Enrico Cappelletti del Movimento 5 Stelle e altri. Alle elezioni verrà riconfermato Presidente con il 76,8% dei voti (risultando così il presidente di regione eletto direttamente con la più alta percentuale di voti nella storia d'Italia) e la sua lista personale prenderà il 44,6% staccando di gran lunga gli altri partiti della coalizione e gli avversari.
Provvedimenti principali
Ambiente e urbanistica Convinto sostenitore degli incentivi introdotti con i D.L. 201/2011 e 1/2012 (c.d. "Piano casa") invece avversati dalle Giunte di altre regioni, alla scadenza del Decreto ne propone una proroga per il Veneto con la Legge Regionale 32/2013, superando l'opposizione del Consiglio dei Ministri e un esame della Corte costituzionale. La Legge, che esclude dai benefici gli edifici anche parzialmente abusivi o in zone di pregio ambientale e che prevede bonus a chi bonifica e/o riqualifica e crediti edilizi a chi demolisce e rinaturalizza, viene infine approvata il 29.11.2013. Inizialmente prevista con una scadenza al 31.12.2018, poi portata al 31.03.2019, diventa infine permanente con la Legge 14/2019.
A seguito dell'alluvione del Veneto del 2010, Zaia ha modificato una legge regionale (L.R. n. 11/2004) che modifica le norme in materia di governo del territorio e consente la ristrutturazione di ruderi agricoli fino a 800 metri cubi. Contro la legge, considerata un esempio di cementificazione, si è esposto in consiglio regionale il PD, mentre l'UDC non ha sostenuto gli emendamenti al progetto di legge. Contro la normativa si sono schierati anche il vicesindaco del PdL di Cortina d'Ampezzo, e l'associazione veneta dei costruttori edili (ANCE), che l'hanno giudicata una "scelta sbagliata".
Sanità Successivamente all'elezione a presidente della Regione del Veneto, Zaia si dichiarò contrario all'utilizzo della pillola abortiva Ru486 e quindi alla sua distribuzione all'interno della regione. L'Agenzia italiana del farmaco ha precisato che le regioni non possono vietarne la distribuzione, che è regolamentata dalla legge 194.
Durante la pandemia di COVID-19, l'amministrazione di Zaia si discosta dalle indicazioni del Ministero della salute e dell'OMS, che punta ad eseguire i tamponi diagnostici solo nei casi sintomatici, effettuando in Veneto tamponi molto più numerosi ed a tappeto per isolare gli asintomatici positivi coinvolgendo tutti i laboratori di microbiologia della rete ospedaliera regionale ed acquistando anche nuovo materiale per effettuare gli esami. Il Veneto è inoltre la prima regione italiana ad avviare la fase di test sierologici.
Il Garante per la protezione dei dati personali (a seguito di decine di reclami e segnalazioni) commina alla Regione una sanzione da 100mila euro per aver violato la privacy dei sanitari non vaccinati. Sotto accusa è infatti finita la decisione di coinvolgere, all'inizio della campagna anti-Covid, i medici del lavoro nella sensibilizzazione dei colleghi e degli altri dipendenti all'obbligo di immunizzazione tramite condivisione dei dati personali del personale sanitario non ancora vaccinato.
Dopo due tentativi falliti (nel 2014 a Padova, e nel 2017 ad Abano Terme), come presidente di regione delibera la creazione di un centro regionale per la chirurgia di riassegnazione del sesso presso l'Azienda Ospedale-Università di Padova.
Autonomia del Veneto
Il 22 ottobre 2017 si è tenuta una consultazione referendaria regionale indetta dal consiglio regionale del Veneto per conoscere il parere degli elettori della regione circa l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia al proprio ente territoriale. Per l'efficacia della consultazione era richiesta la partecipazione della maggioranza degli aventi diritto al voto.