Il Jūdō (in kanji: e ; traducibile come via dell'adattabilità, o via della gentilezza;) è una disciplina olimpica basata sull'arte marziale Judo.

Divenuta ufficiale nel 1964 in occasione delle Olimpiadi di Tokyo, alle Olimpiadi di Atene 2004 ha rappresentato il terzo sport più universale, con atleti da novantotto Paesi.

La competizione sportiva (Shiai) L’obiettivo di un combattimento è quello di proiettare, tramite le tecniche, l’avversario con la schiena a terra per ottenere il massimo del punteggio, la vittoria immediata ippon, o immobilizzando l’avversario con la schiena a terra per 20 secondi. Nel combattimento esiste inoltre il mezzo punto wazari, che si ottiene proiettando l’avversario sul fianco; al termine dell’incontro il judoka che mantiene il vantaggio di wazari vince. Esistono anche altri modi per vincere: accumulando due wazari, che totalizzano l’ippon, o immobilizzando l’avversario con la schiena a terra per 10 secondi. Nel caso in cui entrambi i judoka al termine dell’incontro totalizzano lo stesso punteggio (wazari per entrambi) il combattimento si prolunga finché uno dei due non ottiene l’ippon. Il tempo prolungato nel judo si chiama golden score, che varia a seconda del tempo di finalizzazione della tecnica che attribuisce il punteggio valido per l’ippon. Un altro modo per arrivare alla vittoria, è quello di portare l’avversario alla resa del combattimento mediante delle leve articolari o strangolamenti, queste due finalizzazioni vengono ammesse solo per le categorie di età che escludono i bambini. Durante un incontro uno dei due atleti può essere sanzionato (shido), ciò avviene quando uno dei due è passivo: non attacca, rifiuta le prese, effettua tecniche senza il controllo dei movimenti o esce dall’area di combattimento. Si possono tollerare un massimo di due shido poiché il terzo equivale alla sconfitta (hansokumake). Gli incontri avvengono tra due judoka dello stesso sesso e categorie di peso: donne (-48,-52,-57,-63,-70,-78,+78) uomini (-60, -66,-73,-81,-90,-100,+100), mentre le categorie dei bambini hanno pesi differenti.

In Italia il percorso agonistico inizia all’età di anni 12 nella la categoria “Esordienti A”, le successive categorie invece, sono così modulate: Esordienti B (dal 13º al 14º anno di età), Cadetti (dal 15º al 17º anno di età), Juniores (dal 18º al 20º anno di età), Seniores (dal 21º al 35º anno di età).

Categorie di peso Attualmente ci sono 16 categorie, 8 per genere. Nelle seguenti tabelle è indicata l'evoluzione delle categorie.

+ Uomini 1956-1963 1965 1967-1975 T1979-1997 1999-presenteCategoria Open(nessun limite di peso) Categoria Open(nessun limite di peso) +80 kgPesi massimi +93 kgPesi massimi +95 kgPesi massimi +100 kgPesi massimi -93 kg Pesi mediomassimi -95 kg Pesi mediomassimi -100 kg Pesi mediomassimi -80 kgPesi medi -80 kgPesi medi -86 kgPesi medi -90 kgPesi medi -70 kgPesi medioleggeri -78 kgPesi medioleggeri -81 kgPesi medioleggeri -68 kgPesi leggeri -63 kgPesi leggeri -71 kgPesi leggeri -73 kgPesi leggeri -65 kgPesi superpiuma -66 kgPesi superpiuma -60 kgPesi piuma

+ Donne 1980-1997 1999-presenteCategoria Open(nessun limite di peso) +72 kgPesi massimi +78 kgPesi massimi -72 kgPesi mediomassimi -78 kgPesi mediomassimi -66 kgPesi medi -70 kgPesi medi -61 kgPesi medioleggeri -63 kgPesi medioleggeri -56 kgPesi leggeri -56 kgPesi leggeri -52 kgPesi superpiuma -48 kgPesi piuma

Tatami

Il tatami utilizzato nelle competizioni deve avere le misure minime di 12×12 m per le classi Esordienti A e B e di 13×13 m per le classi Cadetti, Juniores e Seniores, nonché uno spessore di almeno 4 centimetri. Al centro vi è l'area di combattimento di dimensioni minime di 6×6 m per le classi Esordienti A e B, di 7×7 m per le classi Cadetti, Juniores e Seniores e dimensioni massime di 10×10 ;m. La zona di pericolo di colore rosso di 1 metro di larghezza è stata abolita nel 2007FIJLKAM Programma dell'Attività Federale 2007. a seguito delle delibere IJF in materia,IJF, Sports and Organization Rules, Standards Requirements for Competition Area (MAT) and Tatamis, ultimo aggiornamento: 25 luglio 2004. disponendo così della sola area di combattimento interna e dell'area di sicurezza esterna, quest'ultima di larghezza non inferiore a 3 m.FIJLKAM Programma dell'Attività Federale 2010.

Entrata Prima del combattimento propriamente detto, i due combattenti effettuano l'entrata sul tatami e fanno il saluto (Rei) salutano una prima volta il tappeto dall'esterno, poi ritornano passando faccia a faccia dietro i giudici d'angolo per andare a posizionarsi appena fuori dall'area di gara vera e propria. Da quella posizione aspettano il segnale dell'arbitro, che farà segno avvicinando le sue braccia tese di fronte a lui. Quando sono a distanza di combattimento, o a circa tre metri, si salutano reciprocamente e aspettano il segnale di partenza Hajime. Il saluto all'ingresso dell'area di gara, prima previsto, è stato abolito nel 2004.

Punteggi Il Judo ha due livelli di punteggio, 2 nelle gare IJF dal 2017: in ordine decrescente ippon e waza-ari. Ippon letteralmente significa "un punto" e fa vincere l'incontro, mentre waza-ari corrisponde a mezzo punto (esisteva anche koka, cioè tre punti, ma è stato abolito).

Ippon Un ippon è assegnato se si effettua una delle seguenti azioni: una proiezione che fa atterrare l'avversario ampiamente sul dorso, in modo controllatoLe regole richiedono un certo controllo (essere in grado di controllare la tecnica in ogni sua parte è indice non soltanto di rispetto nei confronti dell'incolumità del compagno-avversario, ma anche di maestria e di padronanza della tecnica stessa) con velocità e forza. un'immobilizzazione dell'avversario a terra di durata sufficiente (venti secondi). ottenere la resa dell'avversario (per motivi medici o più spesso per un soffocamento o uno strangolamento o una leva articolare al gomito).

Waza-ari Un waza-ari è assegnato se si effettua: una proiezione che manca di una delle quattro caratteristiche necessarie allippon (caduta ampiamente sul dorso, controllo, tecnica o velocità). un'immobilizzazione dell'avversario a terra di almeno quindici secondi ma inferiore a venti.

Prima del nuovo regolamento IJF con due waza-ari si otteneva l'ippon (waza-ari awasete ippon) e di conseguenza la vittoria.

Yuko Lo yuko ha fatto ritorno nelle gare a partire dal 2025 ed è un punto inferiore al waza-ari, viene assegnato: a proiezioni che mancano dei requisiti per ottenere un ippon o un waza-ari. un'immobilizzazione dell'avversario a terra di almeno dieci secondi ma inferiore a quindici.

Il punteggio yuko non si cumula con altri punteggi e veniva utilizzato per assegnare la vittoria in situazioni in cui considerando solo gli ippon e i waza-ari il punteggio sarebbe pari.

Dal 2017 in tutte le gare IJF lo yuko non viene più assegnato, sostituito direttamente da un waza-ari sia durante una proiezione che durante un'immobilizzazione.

Dal 2009, come si evince dal regolamento arbitrale, il koka (punto più piccolo dello yuko) è stato abolito ed è considerato un semplice kinza: non dà un vantaggio contabilizzato.

A partire dal 2025, come da nuovo regolamento lo yuko ha effettuato ritorno in tutte le competizioni.

Punteggio totale di un jūdōka e confronto con quello dell'avversario Solo il waza-ari si sommava e portava a waza-ari awasete ippon (due waza-ari valgono ippon). Con l'introduzione del nuovo regolamento IJF i waza-ari non vengono più sommati.

Un punto di livello maggiore supera sempre un qualsiasi numero di punti di livello inferiore, per cui un ippon supera sempre un numero qualsiasi di waza-ari. Un waza-ari superava sempre un numero qualsiasi di yuko prima che questi venissero aboliti. Questo sistema privilegia l'atleta che esegue una tecnica il più corretta e pulita possibile.

Punteggio nel combattimento in piedi Kinza: questo vantaggio non è contabilizzato ma deve essere considerato dall'arbitro per fermare i combattenti in caso di uguaglianza dello stato di parità. Corrisponde ad un attacco sincero, ininterrotto o no da una caduta dell'avversario sul ventre o sulle ginocchia.Yuko: è dato quando mancano due dei tre elementi dell'''ippon. Corrisponde ad una caduta sul fianco se la tecnica eseguita è sufficientemente energica, oppure ad una caduta più di schiena ma dove manca forza e velocità nell'azione. Dal 2017, nelle gare IJF , al posto dello yuko viene assegnato waza-ari.

Da 2025 effettua ritorno sempre come punto inferiore al Waza-ari

Waza-ari: è attribuito quando manca uno solo dei tre elementi dellippon. Corrisponde ad un impatto sulla schiena ma dove o la forza o la velocità della proiezione sono insufficienti. Può essere dato anche in seguito ad una caduta sul fianco seguita immediatamente da un contatto delle spalle al tappeto.Ippon: è assegnato in seguito ad una proiezione con impatto sulla schiena con forza e velocità e comporta la vittoria. È inoltre possibile ottenere un ippon per resa dell'avversario in seguito a strangolamento o soffocamento o leva al gomito, ma nella pratica sono decisamente rari perché è più difficile effettuarli stando in piedi di quanto lo sia effettuare una proiezione dell'avversario.

Occorre dire che a volte, nel corso della competizione, si verificano situazioni in cui è difficile stabilire la corretta valutazione: il compito dell'arbitro è anche valutare chi dei due combattenti mantiene un comportamento più attivo premiandolo con una valutazione superiore (beninteso non al primo attacco), oppure in alternativa sanzionare l'altro per passività.

Punteggio nel combattimento a terra Un vantaggio è dato dopo un'immobilizzazione al suolo dell'avversario. Affinché ci sia immobilizzazione, occorre che le due spalle dell'avversario tocchino il tappeto e che il controllo si faccia con il busto girato verso il tappeto: l'arbitro grida allora osae-komi avanzando il braccio teso, il palmo rivolto verso il basso e il piede posto in direzione dei combattenti ed il cronometro di immobilizzazione si mette in marcia.

Si deve verificare che l'avversario sia riuscito ad uscire dell'immobilizzazione quando la sua uscita è totale: o è sul ventre, con le due spalle rivolte verso il tappeto, o ha rovesciato completamente il suo avversario, o abortisce il controllo avverso avvolgendo la gamba o il busto del suo avversario con le sue gambe. L'arbitro grida allora toketa agitando lateralmente il braccio teso in direzione dei combattenti. Si ferma allora il cronometro e si conta il numero di secondi che indica. Durante questo tempo, il combattimento continua finché l'arbitro dà il segnale di arresto matte, quando non c'è più un seguito tecnico interessante.

I vantaggi sono dati secondo il tempo di immobilizzazione:Yuko: da 5 a 9 secondiWaza-ari: da 10 a 19 secondiIppon: 20 secondi

Nel caso in cui il combattente che sta immobilizzando l'avversario abbia già a suo vantaggio un punteggio di waza-ari la vittoria verrà data allo scoccare dei 20 secondi. Un kinza può essere conteggiato su un'immobilizzazione di meno di 10 secondi.

La vittoria per ippon è data anche in seguito ad un abbandono dell'avversario. Nel combattimento al suolo, l'abbandono è indotto molto frequentemente da uno strangolamento o da una dolorosa leva al gomito, l'unica autorizzata nel judo. Per segnalare la resa il combattente batte due o più volte, in maniera decisa, il palmo della mano sul corpo dell'avversario o sul tappeto. Se non può utilizzare le mani gli è consentito chiedere la resa battendo il piede a terra o dicendo maitta, che in giapponese significa "mi arrendo" o "pietà".

Arbitraggio Gli arbitri di jūdō hanno per missione: accordare parzialmente i vantaggi o la vittoria al combattenti in seguito alle tecniche riuscite; mantenere l'interesse del combattimento e di assicurare la sicurezza dei combattenti di fermare e far riprendere il combattimento quando è necessario;