Il Gran Premio del Belgio 1985 è stata la tredicesima gara della stagione del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 15 settembre sul Circuito di Spa-Francorchamps. La gara è stata vinta dal brasiliano Ayrton Senna su Lotus-Renault; per il vincitore si trattò del secondo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il britannico Nigel Mansell su Williams-Honda e il francese Alain Prost su McLaren-TAG Porsche.
La gara si sarebbe dovuta disputare il 2 giugno, ma venne poi rinviata a settembre in quanto il nuovo asfalto, appena posato, mostrò una tendenza a sbriciolarsi al passaggio delle vetture, creando una situazione di pericolo per i piloti.
L'appuntamento di giugno La gara venne inizialmente programmata per il 2 giugno, due settimane dopo il Gran Premio di Monaco, quale quinta prova della stagione. Il gran premio veniva nuovamente ospitato dal Circuito di Spa-Francorchamps che, nella sua versione rinnovata, era stato già sede della gara nel 1983, prendendo il posto del Circuito di Zolder.
La settimana prima della data prevista per la gara, in prove private presso il Circuito Paul Ricard, il francese François Hesnault, pilota della Brabham, fu vittima di una violenta uscita di pista. Il pilota uscì indenne dall'incidente, ma decise di abbandonare la Formula 1, considerandola al di fuori delle sue capacità. La scuderia britannica lo sostituì con Marc Surer. Lo svizzero, che aveva corso nelle tre stagioni precedenti con la Arrows, venne scelto per la sua esperienza con vetture motorizzate dalla BMW.
A livello tecnico le novità principali riguardarono la Lotus, che fornì a entrambi i piloti il motore Renault evoluto. Anche sulle Williams si presentarono dei motori Honda modificati, con corsa allungata, pistoni e valvole nuove. Sulle Renault si passò a un cambio a cinque marce, rispetto alle 6 del cambio precedente. La casa francese portò, per Patrick Tambay, un telaio alleggerito e più rigido. Le Brabham utilizzarono dei mini-alettoni sui pontoni. La Ferrari testò una nuova geometria delle sospensioni anteriori e provò anche un nuovo computer per controllare i consumi di carburante, che però non dette i risultati sperati. Le Alfa Romeo si presentarono con nuove prese d'aria, scarichi più grandi e alettone posteriore modificato.
La pista venne riasfaltata, coi lavori che terminarono dieci giorni prima del gran premio, andando contro le richieste della FISA, che aveva chiesto dei lavori molto più anticipati, da completare almeno 6 mesi prima rispetto alla data prevista per la gara. Inoltre il nuovo rivestimento era composto con una alta percentuale di caucciù, nonché di una texture granulosa, al fine di facilitare l'evacuazione dell'acqua, in caso di pioggia.
Nelle prove del venerdì i piloti furono piacevolmente colpiti dall'aderenza garantita da questo nuovo bitume. Michele Alboreto ottenne il tempo migliore, con 1'56"046, rilievo cronometrico che era di 8 secondi migliore di quello che era valso la pole position dell'edizione del 1983. Alle spalle del pilota italiano, staccati di mezzo secondo, si posizionarono i due piloti della Lotus, Elio De Angelis e Ayrton Senna. Si trovava in grossa difficoltà, invece, Alain Prost che, a causa di diverse rotture dei motori, era ultimo. Philippe Alliot, finito fuori pista, non aveva tempi validi per lo schieramento.
L'asfalto iniziò, però, a dare segni di cedimento. Nigel Mansell fu vittima di una foratura, a causa di un pezzo di bitume che si era staccato dal tracciato, che andò anche a colpire Nelson Piquet. Il manto stava cedendo soprattutto nelle curve, dove le vetture iniziavano a pattinare, tanto da non consentire ai piloti il controllo delle monoposto. Niki Lauda evidenziò subito come fosse impossibile correre, posizione che venne subito appoggiata da diversi colleghi, tra cui la coppia della Scuderia Ferrari. Gli organizzatori decisero di intervenire, sui punti più rovinati, gettando dei secchi di cemento. Qualora il tempo non fosse stato sufficiente, al sabato, per completare la sessione di prove ufficiali previste, la griglia sarebbe stata determinata dal risultato del venerdì, solo in caso, però, che la pista fosse stata adeguata a ospitare la gara.
Al sabato mattina si disputarono le prove libere ma, dopo poco più di venti minuti, i piloti decisero di fermarsi ai box, per la situazione sempre più precaria della pista. Il più veloce era stato, fino a quel momento, Elio De Angelis, con un tempo di ben 24 secondi più alto, di quello ottenuto da Alboreto, nelle prove ufficiali del venerdì. I piloti si rifiutarono di proseguire nel loro impegno, mentre gli organizzatori assicurarono la tenuta dell'asfalto, a seguito dei lavori di rattoppo previsti. Gli organizzatori confermarono anche il programma delle gare di contorno, tra cui una gara valida per il Campionato europeo di F.3000.
Al pomeriggio i piloti effettuarono un sopralluogo sul tracciato, ma non modificarono la loro impressione, che venne confermata anche dai piloti della Coppa Renault, che affrontarono la pista per la loro gara. Lauda e Prost si intrattennero con gli organizzatori e col delegato della FISA, al fine di trovare una soluzione. La contrarietà dei piloti alla disputa del gran premio venne appoggiata anche da Jean-Marie Balestre, presidente della FISA, raggiunto al telefono dai piloti. Bernie Ecclestone, capo della FOCA, che organizzava la gara, propose di attendere i lavori da effettuare nella notte, e posticipare alla domenica mattina la decisione finale. Ecclestone si disse all'oscuro della scelta di rifare l'asfalto, e promise di interessarsi maggiormente, di questi aspetti, in futuro. Anche molti patron di scuderie erano favorevoli alla tenuta della gara.
I piloti misero ai voti la proposta di non correre (avanzata da Lauda, Piquet, Prost e Alboreto), che trovò l'appoggio quasi unanime (24 voti a favore, due contro). Lauda definì un suicidio la gara, mentre Alboreto ricordò la situazione simile che si era verificata, l'anno precedente, nel Gran Premio di Dallas, su una pista, però, molto più lenta. Alle 20 venne annunciato l'annullamento del gran premio, e si ipotizzò che potesse essere riprogrammato a settembre, dopo il Gran Premio d'Italia. Mai, prima d'allora, una gara valida per il campionato mondiale di Formula 1 era stata rinviata, una volta iniziato il weekend agonistico.
Alla domenica si disputò, regolarmente, la gara di Formula 3000, vinta da un ex pilota di Formula 1, Mike Thackwell. Il neozelandese affermò che la pista si era presentata molto scivolosa, ma in maniera omogenea, su tutto il tracciato, e che, soprattutto, l'asfalto non si sbriciolava più come al sabato. Secondo Thackwell la gara di Formula 1 avrebbe potuto disputarsi regolarmente.
Tempi della sessione del venerdì dell'appuntamento di giugno Pos Nº Pilota Costruttore Tempo 1 27 Michele Alboreto Ferrari 1'56"046 2 11 Elio de Angelis Lotus-Renault 1'56"273 3 12 Ayrton Senna Lotus-Renault 1'56"473 4 15 Patrick Tambay Renault 1'56"586 5 28 Stefan Johansson Ferrari 1'57"506 6 6 Keke Rosberg Williams-Honda 1'57"705 7 7 Nelson Piquet Brabham-BMW 1'58"122 8 25 Andrea De Cesaris Ligier-Renault 1'58"302 9 17 Gerhard Berger Arrows-BMW 1'58"343101 Niki Lauda McLaren-TAG Porsche1'58"374 11 5 Nigel Mansell Williams-Honda 1'58"658 12 18 Thierry Boutsen Arrows-BMW 1'58"874 13 16 Derek Warwick Renault 1'59"129 14 19 Teo Fabi Toleman-Hart 2'00"592 15 26 Jacques Laffite Ligier-Renault 2'00"729 16 23 Eddie Cheever Alfa Romeo 2'00"782 17 22 Riccardo Patrese Alfa Romeo 2'01"396 18 8 Marc Surer Brabham-BMW 2'01"555 19 30 Jonathan Palmer Zakspeed 2'04"990 20 4 Stefan Bellof Tyrrell-Renault 2'05"070 21 24 Piercarlo Ghinzani Osella-Alfa Romeo 2'05"088 22 3 Martin Brundle Tyrrell-Renault 2'05"782239 Manfred Winkelhock RAM-Hart2'06"771 24 29 Pierluigi Martini Minardi-Motori Moderni 2'12"27925 2 Alain Prost McLaren-TAG Porsche 2'23"780 10 Philippe Alliot RAM-Hartsenza tempo
Vigilia Sviluppi futuri La situazione politica del Sudafrica metteva in dubbio la tenuta della gara, prevista per il 19 ottobre. Le tensioni razziali legate all'apartheid, stavano per portare il paese alla guerra civile, tanto che alcuni Paesi (Svezia, Finlandia e Brasile) chiesero alla FIA di annullare la prova, mentre altre minacciarono di non consentire ai loro piloti, o scuderie, di prendervi parte, qualora fosse stata disputata. Questo era il caso della Francia, dove il ministro dello Sport aveva annunciato la richiesta di boicottaggio, che venne subito raccolta dalla Renault, società controllata dallo stesso governo. Non partecipando alla gara la scuderia perdeva il diritto a ricevere i premi, per i risultati della stagione. Anche la Ligier era pronta a seguirne l'esempio. Keke Rosberg, pilota finlandese, venne raggiunto da un telegramma, inviato dal suo governo, che minacciava il ritiro della licenza, se avesse partecipato alla gara.
Durante una conferenza stampa tenuta a Spa, il presidente della FISA Jean-Marie Balestre confermò invece la gara, affermando come il governo sudafricano non imponesse discriminazioni per l'evento sportivo. Balestre, però, annunciò l'invio di osservatori sul posto, al fine di controllare la situazione dell'ordine pubblico. Solo in caso di problemi di sicurezza il gran premio sarebbe stato cancellato.
Un problema ulteriore era la decisione di alcuni canali televisivi, come la francese Antenne 2, di non trasmettere comunque l'evento. Tale decisione avrebbe avuto riflessi sui contratti commerciali, firmati dalla FOCA.
Aspetti tecnici I piloti chiesero che, all'uscita dellEau Rouge, luogo dell'incidente mortale di Stefan Bellof alla 1000km di Spa del primo settembre, venissero migliorate le protezioni, aumentando le file degli pneumatici posti all'esterno della curva stessa. La richiesta non venne raccolta dalla FISA.
La Brabham adottò, in via definitiva, i deflettori inferiori, ispirati dalla Toleman. Sulla stessa vettura vennero nuovamente montati dei flap mobili, in risposta ai condotti di raffreddamento dei freni, utilizzati da Ferrari, Wiliams e McLaren, che potevano venir considerati come delle appendici mobili.
La Ferrari montò degli alettoni supplementari al posteriore, e dei deflettori verticali sul davanti. Sulla vettura di Michele Alboreto venne copiata la soluzione proposta dalla Toleman, che ispirava anche l'Alfa Romeo. La RAM impiegò lo stesso tipo di carburante della Toleman.
Aspetti sportivi In una riunione della FISA tenuta a Montreal, nei giorni precedenti al Gran Premio del Canada, venne deciso di riprogrammare il Gran Premio del Belgio per il 15 settembre.
Rientrò in campionato la Zakspeed. La scuderia tedesca sostituì l'infortunato Jonathan Palmer (anche lui vittima di un incidente alla 1000km di Spa), col pilota tedesco esordiente Christian Danner, in lotta per il titolo nel Campionato di F.3000. In compenso la RAM portò una sola vettura, affidata a Philippe Alliot, per l'insufficienza di motori disponibili, la Lola-Haas saltò la gara. La scuderia statunitense non era iscritta alla prova, poi saltata, a giugno. La Tyrrell, dopo l'incidente mortale di Bellof, continuò a schierare una sola monoposto.
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