I somatotipi rappresentano una classificazione biotipologica identificata attorno al 1940 dallo psicologo e medico statunitense William Herbert Sheldon, mentre altri studiosi che nei successivi anni cinquanta e sessanta perfezionarono e approfondirono i principi di Sheldon furono Richard W. Parnell e Barbara H. Heath e J.E. Lindsay Carter, che crearono dei metodi di misurazione antropometrica per stabilire l'appartenenza di un soggetto a un determinato somatotipo.
In associazione con questi biotipi Sheldon teorizzò la psicologia costituzionale, scienza che collega le diverse costituzioni con i tipi di temperamento. Sheldon sostenne che il corpo umano doveva essere classificato in base al contributo relativo di tre elementi somatici fondamentali, dal nome dei tre foglietti embrionali:Luigi Turinese. Biotipologia. L'analisi del tipo nella pratica medica. Tecniche Nuove, 2006. p. 94.95. ISBN 8848118917 l'endoderma (da cui si sviluppa l'apparato digestivo e respiratorio), il mesoderma (da cui origina il muscolo scheletrico, il cuore e i vasi sanguigni) e l'ectoderma (da cui origina la pelle e il sistema nervoso). Tali modelli sono stati valorizzati nel campo della psicologia e criminologia per la loro connessione con i tipi psichici, ma anche nel mondo dello sport e del fitness per cercare di individuare il tipo di attività, le metodiche di allenamento, nonché il regime alimentare, più adatti all'individuo.
Nel libro del 1954 Atlas of Men: A guide for somatotyping the adult man at all ages (Atlante degli uomini) classificò tutti i possibili biotipi secondo una scala da 1 a 7 per ciascuno dei tre modelli somatici, dove il puro endomorfo è 7-1-1, il puro mesomorfo 1-7-1 e il puro ectomorfo 1-1-7. Dal tipo di numero potrebbero presumibilmente essere previste le caratteristiche psicologiche di un individuo. I biotipi costituzionali possono essere generalmente nominati col nome di biotipi, morfotipi, somatotipi e tipi costituzionali, sebbene questi aggettivi siano applicati anche a modelli di altre scuole biotipologiche. Per la precisione Sheldon fu il primo a coniare la definizione somatotipo, che però nel contesto nella biotipologia può essere sostituito da questi altri termini in maniera interscambiabile.
Storia Introduzione Lo statunitense William Herbert Sheldon conseguì il dottorato in psicologia nel 1926 presso l'Università di Chicago, mentre nel 1933 ottenne il titolo in medicina. I suoi libri hanno rappresentato un importante contributo per lo sviluppo delle teorie sui rapporti tra costituzione fisica, psicologia e criminalità, qualità che lo resero celebre in questi ambiti. Nel 1940 pubblicò assieme a S.S. Stevens e W.B. Tucker il libro The Varieties of Human Physique (Le varietà del fisico umano). I tre studiosi descrissero e coniarono la parola somatotipo. In questo testo vennero individuati in maniera semplificata tre modelli somatici che nel loro sviluppo si delineavano dalla prevalenza di uno dei tre foglietti embrionali: endoderma, mesoderma ed ectoderma. L'embrione umano a un certo stadio della sua maturazione presenta questi tre tegumenti, dai quali hanno origine rispettivamente: gli organi interni; lo scheletro e gli organi di sostegno; la pelle, i capelli e il sistema nervoso.Marcello Lostia. Modelli della mente, modelli della persona. Le due anime della psicologia. Taylor & Francis, 1994. p. 124. ISBN 8809205561 Il metodo di classificazione basato sulle caratteristiche morfologiche di 4.000 uomini universitari provenienti principalmente dal gruppo di università del Ivy League era stato reso possibile da indici derivati dall'analisi delle loro fotografie. Ognuno di questi modelli veniva classificato in una scala di sette punti in base al grado di influenza apportato dal rispettivo foglietto embrionale. Sheldon infine identificò tre somatotipi fondamentali: l'endomorfo, il mesomorfo e l'ectomorfo. L'endomorfo (con prevalenza dell'endoderma) ha una struttura tondeggiante e molle; il mesomorfo (con preponderanza del mesoderma) ha una muscolatura sviluppata e uno scheletro robusto; l'ectomorfo (con maggiore sviluppo dell'ectoderma) ha una corporatura fragile e delicata, e struttura lineare. Essenzialmente le nuove teorie di Sheldon erano state influenzate dalle emergenti scuole di biotipologia e quindi di studio sulla costituzione umana, sviluppate nell'Europa centrale tra la fine del 1800 e i primi del 1900, in particolare quella italiana, tedesca e francese.
Temperamento Nel periodo in cui frequentava l'Università di Chicago negli anni venti Sheldon aveva stretto legami lavorativi con tale Sante Naccarati, un giovane medico criminologo italiano in visita negli Stati Uniti per investigare sulle possibili relazioni tra morfologia, temperamento e intelligenza. Naccarati introdusse a Sheldon gli insegnamenti dei suoi maestri, Giacinto Viola, Achille De Giovanni e Nicola Pende, della scuola di biotipologia italiana. Sheldon e Naccarati si trovarono d'accordo su molti aspetti dei loro studi e avviarono una ricerca in collaborazione che voleva combinare le scoperte e i metodi di Viola con quelli descritti dallo psichiatra tedesco Ernst Kretschmer nel suo libro Körperbau und Charakter (Fisico e carattere, 1921). Mentre Sheldon iniziava la sua carriera di insegnante all'Università di Chicago portava avanti la sua ricerca con Naccarati fino a quando quest'ultimo morì in un tragico incidente automobilistico in Italia nel 1929. Nel frattempo Sheldon si accorse della necessità di approfondire le sue conoscenze mediche per poter supportare gli studi sulla morfologia umana e il comportamento, conseguendo la laurea in medicina nel 1933.Lindsay Carter, Barbara Honeyman Heath. Somatotyping - development and applications. Cambridge University Press, 1990. p. 5. ISBN 0521351170
Sheldon, come altri prima di lui, aveva messo in relazione diversi somatotipi con un relativo temperamento.Chiarelli, Bigazzi, Sineo. Lineamenti di antropologia per le scienze motorie. PICCIN, 2004. p. 223. ISBN 8829917125 Infatti ognuno dei tre modelli coincideva con un determinato tipo psichico: l'endomorfo corrispondeva al tipo viscerotonico; il mesomorfo al somatotonico; l'ectomorfo al cerebrotonico. Questi tipi costituzionali e psichici erano strettamente connessi ai modelli individuati diversi anni prima nel 1921 dallo psichiatra tedesco Ernst Kretschmer, modelli che lo stesso Sheldon ripropose e applicò nella sua analisi sui 4.000 studenti, e da cui rielaborò il suo nuovo criterio. Kretschmer – e di conseguenza la biotipologia o costituzionalistica tedesca – si era distinto per essere stato il primo ad associare diversi tipi costituzionali ai tipi psichici. Egli delimitò essenzialmente due temperamenti contrastanti: il tipo ciclotimico e il tipo schizotimico. Questi due tipi psichici collimavano con i rispettivi tipi costituzionali picnico e leptosomico. L'endomorfo di Sheldon (tipo psichico viscerotonico) corrispondeva col biotipo picnico (tipo psichico ciclotimico) di Kretschmer; l’ectomorfo di Sheldon (tipo psichico cerebrotonico) corrispondeva col biotipo leptosomico (tipo psichico schizotimico) di Kretschmer. In realtà Kretschmer aveva in origine stabilito anche il modello atletico, omologo del mesomorfo (somatotonico)Weckowicz, Liebel-Weckowicz. A history of great ideas in abnormal psychology. Elsevier, 1990. p. 220-221. ISBN 0444883916, ma in seguito questa categoria venne inglobata nel leptosomico. Nello studio sugli studenti universitari Sheldon, ispirandosi alla metodica di Kretschmer constatò che solo il 28% di questi potevano essere riconosciuti come biotipi puri (picnico, atletico e leptosomico), mentre il rimanente 72% era piuttosto identificabile all'interno di una tipologia mista. Tale osservazione lo portò a concludere che i modelli puri erano rari e che la maggior parte dei soggetti mostravano caratteristiche intermedie. Kretschmer approvò apertamente i biotipi di Sheldon, riconoscendola come una metodologia simile a quella da lui formulata e che giungeva alle stesse conclusioni per una via e con una terminologia diversa.M. Strano. Manuale di criminologia clinica. SEE Editrice Firenze, 2003. p. 659. ISBN 8884650852 Tuttavia Sheldon aveva fondato le sue teorie sui biotipi esaminando anche le ricerche dei già citati studiosi italiani, De Giovanni, Viola, Pende e Naccarati,Vincenzo Mezzogiorno Morfotipologia umana. PICCIN, 1981. p. 244. ISBN 8821209180 oltre a un evidente contributo del francese Marcel Martiny.
Embriologia I biotipi di Sheldon trovavano evidenti analogie con quelli dell'antropologo e medico francese Marcel Martiny, successivamente collaboratore di Nicola Pende. Martiny, ancora prima di Sheldon, aveva fondato le sue teorie biotipologiche sullo sviluppo dell'embrione umano, definendo quelli che sarebbero stati riconosciuti come i tipi o biotipi embriologici. Egli si concentrò sulle prime tre settimane dello sviluppo embrionale, dal quale in seguito al processo di gastrulazione venne a svilupparsi il disco germinativo trilaminare. Questo componente è formato dorsalmente dall'ectoderma, internamente dall'endoderma e nella zona intermedia da un abbozzo di cordomesodermico, da cui originano il mesoderma e la notocorda. Dalla prevalenza di uno dei tre foglietti corrisponde un maggiore sviluppo dei relativi organi biologici correlati. Come Sheldon anche Martiny aveva nominato in maniera simile i suoi biotipi, con la differenza che ne aveva individuato una quarta tipologia, per definizione il più equilibrato tra i quattro modelli. Lo studioso francese parlava di endoblastico, mesoblastico, ectoblastico e la quarta tipologia, il cordoblastico, il quale incarna l'equilibrio endo-meso-ectodermico. Il primo testo di Martiny, La biotypologie humaine et orthogénétique (La biotipologia umana e ortogenetica), risale al 1930, dieci anni prima dell'esordio su carta di Sheldon. Martiny continuò gli approfondimenti sulla biotipologia durante tutta la sua vita con la pubblicazione di svariati volumi fino alla sua morte avvenuta nel 1982.Luigi Turinese. Biotipologia. L'analisi del tipo nella pratica medica. Tecniche Nuove, 2006. p. 45-46. ISBN 8848118917
La teoria