Il Fokker D.XXI era un monomotore da caccia monoplano ad ala bassa prodotto dall'azienda olandese Fokker negli anni trenta.

Sviluppato per equipaggiare i reparti del Militaire Luchtvaart van het Koninklijk Nederlandsch-Indisch Leger (ML-KNIL) nelle Indie Orientali Olandesi venne in realtà utilizzato oltre che in patria, dalle aeronautiche militari danesi e finlandesi nel periodo antecedente e durante le prime fasi della seconda guerra mondiale, e dalla fazione repubblicana durante la guerra civile spagnola.

Storia del progetto Nel 1935 il governo dei Paesi Bassi emise una specifica per la fornitura di un nuovo aereo da caccia destinato ai reparti aeronautici (ML-KNIL), la componente aerea dei Koninklijk Nederlands Indisch Leger (KNIL), nelle Indie Orientali Olandesi. Il nuovo velivolo, oltre ad avere limitati costi di acquisto e di gestione, doveva soddisfare dei requisiti di robustezza tipici per operare in ambienti tropicali. Per soddisfare alle caratteristiche richieste la Fokker presentò il suo D.XXI caratterizzato dalle dimensioni compatte e dalle soluzioni tecniche tipiche della sua produzione, ali realizzate in legno e carrello d'atterraggio fisso, che contribuivano all'economicità e semplicità complessiva in funzione della produzione in serie.

In risposta alla specifica il disegnatore capo della Fokker, ingegner Erich Schatzki, elaborò due proposte. La prima era una versione migliorata del biplano Fokker D.XVII, designata D.XIX, mentre la seconda era relativa ad un monoplano, designato P.112, dotato di un propulsore in linea Rolls-Royce Kestrel, raffreddato a liquido. Venne prescelto quest'ultimo progetto su cui, però, fu imposto l'adozione di un motore radiale Bristol Mercury VI-S. Il prototipo(matricola FD-332), uscì di fabbrica nel febbraio 1936 e volò per la prima volta, sull'aeroporto di Welshap (Eindhoven), il 27 marzo dello stesso anno nelle mani del collaudatore Emil Meinecke. L'aereo era equipaggiato con un motore radiale Bristol Mercury VI-S a 9 cilindri, raffreddati ad aria, erogante 645 hp. Mentre erano in corso i primi collaudi l'amministrazione delle Indie Olandesi (Koninklijk Nederlands Indisch Leger) preferì acquistare il caccia Brewster B-339C Buffalo, una versione per uso terrestre dell'F2A ordinata dall'US Navy.Sgarlato, Nico. Fokker D.XXI, Aerei nella Storia N.86, Delta Editrice, Parma, ottobre-novembre 2012.

Tecnica Il D.XXI era un velivolo dall'aspetto tradizionale, un compatto monomotore monoplano ad ala bassa e carrello d'atterraggio fisso.

La fusoliera, realizzata in tecnica mista, era dotata di struttura in tubi in acciaio ricoperta anteriormente da fogli metallici e posteriormente in tela. Era caratterizzata dall'unico abitacolo destinato al pilota chiuso da un tettuccio apribile a scorrimento. Posteriormente terminava in un impennaggio classico monoderiva dotato di piani orizzontali controventati tramite due montanti a V inferiori e due cavi superiori.

L'ala, montata bassa ed in posizione avanzata, era interamente realizzata in legno, con centine di compensato e rivestimento misto in compensato associato a bakelite (un materiale plastico). Il carrello d'atterraggio era triciclo posteriore fisso, con le gambe anteriori dotate di ruote carenate e completato posteriormente da un ruotino d'appoggio posto sotto la coda, orientabile. Questo ruotino doveva essere bloccato prima di iniziare la manovra di atterraggio, per evitare il rischio di capottate.Sgarlato, Nico. Le impressioni di un pilota da caccia olandese sul Fokker D.XXI, Aerei nella Storia N.86, Delta Editrice, Parma, ottobre-novembre 2012.

La propulsione era affidata a un motore Bristol Mercury VIII posizionato sulla parte anteriore della fusoliera tramite un castello tubolare e racchiuso da una cappottatura NACA. Il Mercury VIII era un radiale a nove cilindri posti su un'unica stella, raffreddato ad aria, erogante una potenza di 730 hp al decollo (ad un regime di 2 650 giri/minuto), 825 hp (619 kW) a 3 960 m (a 2 750 giri/minuto) e 840 hp in emergenza a 4 270 m (a 2 250 giri/minuto per 5 minuti). L'elica era tripala Ratier a passo variabile in volo. La capacità carburante del serbatoio era pari a 350 litri.

In seguito i modelli costruiti su licenza adottarono motorizzazioni diverse; gli esemplari costruiti su licenza in Finlandia utilizzarono i Bristol Mercury prodotti su licenza dalla polacca PZL e quelli di produzione locale per passare successivamente ai Pratt & Whitney R-1535 Twin Wasp Junior a 14 cilindri doppia stella. Inoltre gli esemplari costruiti su licenza in Spagna vennero equipaggiati, per facilitare al personale le revisioni necessarie, con i motori di produzione sovietica Shvetsov M-25 prelevati dalle linee di montaggio dei caccia Polikarpov I-16.Maksim Starostin. Fokker D XXI; 1936 in Virtual Aircraft Museum.

L'armamento era affidato a quattro mitragliatrici FN Browning M36 calibro 7,92 mm, delle Browning M1919 ricalibrate per poter utilizzare la cartuccia 7,92 × 57 mm Mauser e modificate per l'uso aeronautico. Le due posizionate in fusoliera disponevano di 500 colpi per arma, mentre le due alari avevano 350 colpi per arma. Sul velivolo era installato un tubo ottico di mira Goertz.

Impiego operativo L'aereo conobbe subito un buon mercato di esportazione, ricevendo ordini dalle aeronautiche di Danimarca, Finlandia, Lettonia, Spagna e infine Paesi Bassi. Nel 1938 il governo lettone espresse un concreto interesse all'acquisto dell'aereo, ordinando cinque esemplari da assemblare localmente preso le proprie officine, ma a causa di problemi finanziari la vendita non fu portata a termine.

Anche se l'ordine della ML-KNIL era stato annullato, nel dicembre 1937 la Luchtvaartafdeeling (l'aeronautica militare olandese, prima della seconda guerra mondiale) passò alla Fokker un ordine per 36 velivoli, con inizio delle consegne il 22 luglio 1938. L'intento era di formare due squadroni da combattimento dotati ognuno di 12 velivoli più 6 di riserva. Il Fokker D.XXI dimostrò di essere un velivolo estremamente robusto, capace di raggiungere una velocità di 700 km/h in picchiata, con necessità di almeno 1 000 metri per eseguire la richiamata. Appena entrati in servizio i D.XXI soffrirono di piccoli inconvenienti, come il trafilamento di olio dal propulsore che finiva sul parabrezza, limitando la visibilità, o il distacco dei pannelli alari che ricoprivano il vano delle mitragliatrici. Questi piccoli problemi vennero ben presto risolti. Il settimo prototipo (n. 217), ai comandi del pilota collaudatore H. Leegstra, stabilì il record olandese di altezza per aeromobili, raggiungendo la quota di 11 400 m (37 250 ft). Il trentaseiesimo ed ultimo esemplare di serie fu consegnato l'8 settembre 1939.

Al momento dell'invasione tedesca dei Paesi Bassi, il 10 maggio 1940, l'aviazione olandese aveva in servizio 36 caccia Fokker D.XXI (matricole 212-247, dipinte in numeri bianchi su entrambi i lati della fusoliera), di cui solo 28 disponibili per l'impiego bellico. Gli aerei operativi erano suddivisi tra i seguenti reparti: 1° Jachtvliegtuigafdeling (JAVA) basato sull'aeroporto De Kooy, nei pressi di Den Helder 2° Jachtvliegtuigafdeling (JAVA) basato sull'aeroporto di Schiphol, vicino ad Amsterdam Entrambi i reparti erano inquadrati nel 1° Afdeling Jachtgroep Veldleger (1st Division Fighter Group Field Army) con Quartier Generale sull'aeroporto di Ypenburg, nei pressi di Rotterdam. A De Kooy vi erano 11 D.XXI, suddivisi in tre sezioni di 3 aerei ed una sezione di 2 aerei. Solo gli aerei dei comandanti di reparto erano dotati di radio, e quindi non era possibile la comunicazione tra i piloti in volo. Il 2° Jachtvliegtuigafdeling disponeva di nove velivoli operativi. La manovrabilità del piccolo caccia fu molto utile ai piloti olandesi durante i cinque giorni di combattimento, prima della capitolazione dei Paesi Bassi. I piloti olandesi lamentarono sempre una limitata fornitura di munizioni e la scarsa efficacia delle mitragliatrici da 7,92 mm nel corso dei combattimenti, rivelatisi spesso soggette ad inceppamenti. Alla fine dei combattimenti solo otto velivoli erano rimasti operativi. Una delle fonti reperiteKamphuis G.H., 1966; pag. 12., indica che i maggiori successi furono ottenuti il 10 maggio, quando i D.XXI avrebbero distrutto 37 aerei di una formazione di 55 velivoli da trasporto Junkers Ju 52/3m che avevano attraversato la frontiera olandese al mattino presto. Tale notizia tuttavia non trova riscontro ed altri autori riportano complessivamente due oppure ottoStenman e de Jong, 2013; pagg. 90-91. abbattimenti nel corso delle poche giornate di guerra.

Il Fokker D.XXI, anche se molto più lento e armato in modo più leggero rispetto ai Messerschmitt Bf 109 in servizio nella Luftwaffe, si batté sorprendentemente bene nei duelli aerei ravvicinati, grazie alla sua manovrabilità. Fu anche uno dei pochi aerei che si dimostrarono in grado seguire un bombardiere a tuffo Junkers Ju 87 "Stuka" nella sua picchiata. Tuttavia, l'inferiorità numerica della Luchtvaartafdeeling rispetto alla Luftwaffe portò alla distruzione della maggior parte dei Fokker D.XXI durante la breve campagna di invasione. Dopo la capitolazione la maggioranza dei caccia D.XXI sopravvissuti furono distrutti dagli avieri olandesi. Solamente sette esemplari vennero catturati dai tedeschi, ma solo alcuni furono usati attivamente dalla Luftwaffe, che non ne cedette nessuno ai paesi alleati.

Nel gennaio 1940 il primo prototipo del D.XXI (matricola FD-332), venne inviato nelle Indie Olandesi, per effettuare dei test di valutazione. L'aereo rimase distrutto durante un'incursione aerea giapponese, nei primi mesi del 1942.secondo alcune fonti l'aereo sarebbe stato demolito nel corso del 1941.

Danimarca Il 21 luglio 1937 il Ministero della Difesa danese autorizzo le Hærens Flyvertropper ad ordinare due caccia Fokker D.XXI, senza motore. I propulsori Bristol Mercury VIII da 830 hp, vennero acquistati separatamente in Gran Bretagna, a partire dal marzo 1938. I primi due aerei ricevettero i motori Bristol Mercury VIS da 645 hp, provenienti da quelli tenuti in riserva per i Gloster Gauntlet. Nell'aprile 1938 due piloti danesi si recarono a Schipol per ritirare i velivoli che furono trasferiti sull'aeroporto di Kastrup, nei pressi di Copenaghen.Jong, Peter de. Le Fokker D.21 (Collection Profils Avions 9) Outreau, France, Éditions Lela Presse, 2005. I due velivoli, designati IIIJ dai danesi (matricole J41 e J42), lamentarono sempre problemi ai propulsori Mercury VIS, tanto da dover effettuare diversi atterraggi di fortuna. Ulteriori 10 esemplari (matricole da J43 a J52) vennero prodotti su licenza dalla Haerens Flyvertroppernes Vaerkstader di Copenaghen-Kløvermarken, con il primo esemplare (matricola J43) che volò per la prima volta il 26 agosto 1939. Questi aerei erano armati unicamente con due mitragliatrici da 8 mm (solo un paio di esemplari ricevettero anche i cannoni Madsen da 20 mm), e potevano trasportare due bombe da 50 kg o otto da 12,5 kg.