È considerato, per l'incisività del suo pontificato su vari ambiti che variano dalla teologia, alla politica e all'economia, nonché per la sua ampia popolarità, uno dei più importanti papi dell'intera storia recente della Chiesa.
Il 1º maggio 2011 è stato beatificato dal suo successore papa Benedetto XVI; viene festeggiato nel giorno del suo insediamento, il 22 ottobre. Nella storia della Chiesa non accadeva da circa un millennio che un papa proclamasse beato il proprio immediato predecessore.TV2000: fatto citato durante la cerimonia di beatificazione. Il 27 aprile 2014, insieme a papa Giovanni XXIII, è stato proclamato santo da papa Francesco.
Primo papa non italiano dopo 455 anni, cioè dai tempi di Adriano VI (1522-1523), è stato inoltre il primo pontefice polacco della storia e il primo proveniente da un Paese di lingua slava. Il suo pontificato è durato 26 anni, 5 mesi e 17 giorni ed è stato il terzo più lungo in assoluto, dopo quello di Pio IX e quello tradizionalmente attribuito a Pietro apostolo.
Disapprovò la teologia della liberazione, intervenendo talora in occasione di avvicinamenti di alcuni esponenti del clero verso soggetti politici dell'area marxista. In più di un'occasione proclamò la superiorità dell'economia di mercato su quelle statalizzate, tuttavia criticò il capitalismo e il consumismo estremi, considerati antitetici alla ricerca della giustizia sociale, causa d'ingiustificata profonda diseguaglianza fra i popoli e lesivi della dignità dell'uomo. Il suo pontificato, sul lato dottrinale, si distinse per posizioni conservatrici e nel campo della morale confermò l'approccio tradizionale della Chiesa su diversi campi, quali la sessualità umana, sul celibato ecclesiastico e sul sacerdozio femminile, posizioni che ancora oggi sono considerate pilastri fondamentali dell'azione della Chiesa.
I suoi 104 viaggi in tutto il mondo videro la partecipazione di enormi folle (tra le più grandi mai riunite per eventi di carattere religioso). Con questi viaggi apostolici, Giovanni Paolo II coprì una distanza molto maggiore di quella coperta da tutti gli altri papi messi assieme. Questa grande attività di contatto (anche con le generazioni più giovani, con la creazione delle Giornate mondiali della gioventù) fu da molti interpretata come segno di una seria intenzione di costruire un ponte di relazioni tra nazioni e religioni diverse, nel segno dell'ecumenismo, che è stato uno dei punti fermi del suo papato.
Sul piano dei rapporti con l'Italia, i viaggi sottolinearono l'intenzione di separare l'aspetto politico da quello religioso, come il pontefice stesso tenne a sottolineare, due anni dopo la revisione del Patti Lateranensi, nel 1986, a Forlì, ricordando che il precedente papa a visitare quella città era stato Pio IX, in veste anche di capo di Stato: "Da allora, la situazione politica è profondamente mutata, ed è stata come tale ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa".
Papa Wojtyła beatificò e canonizzò molte più persone di ogni altro pontefice, perché semplificò i processi di beatificazione: le persone da lui beatificate furono 1.338 e quelle canonizzate 482,Dati ufficiali sul sito del Vaticano. I dati sono aggiornati al 5 gennaio 2005, dopo tale data non risulta nessuna beatificazione o canonizzazione. mentre i predecessori nell'arco dei quattro secoli precedenti avevano proclamato soltanto 300 santi. Tuttavia, i documenti relativi a molte delle prime canonizzazioni sono incompleti, mancanti o poco accurati.
Fu detto "l'atleta di Dio" per le sue varie passioni sportive: praticò sci, nuoto, canottaggio e calcio e fu amante della montagna, continuando a praticare sport finché la salute glielo permise. Nel 1980 per la sua passione sportiva e il suo spirito atletico viene insignito del collare d'oro, la massima onorificenza sportiva riconosciuta dal CIO (ordine olimpico).
Un ultimo primato riguarda la quantità di documenti scritti prodotti, che è superiore rispetto a tutti i papi che lo precedettero.
Biografia
Le origini
Karol Józef Wojtyła nacque il 18 maggio 1920 a Wadowice, cittadina polacca situata a 48 km a sud-ovest di Cracovia. Era il terzo figlio di Emilia, nata Kaczorowska (1884-1929), e di Karol Wojtyła senior (1879-1941), ex ufficiale dell'esercito austro-ungarico. Da giovane veniva chiamato dagli amici e dai familiari "Lolek".Secondo la consuetudine polacca di nomignoli vezzeggiativi. Lolek è un diminutivo di Karol. Il nonno paterno Maciej (1852-1923) era un sarto, sposato con Anna Marianna Przeczek (1853-1881), sua prima moglie, morta nel 1881, a soli ventotto anni, mentre quelli materni, Anna Maria Scholz (1853-1897) e Feliks Kaczorowski (1849-1908) erano artigiani. La madre era la quinta di tredici figli.
Sua madre Emilia morì nel 1929 per insufficienza renale e per una malattia cardiaca congenita. Quando Karol, che aveva nove anni, seppe della notizia, disse: «Era la volontà di Dio».Paweł Zuchniewicz, "Giovanni Paolo II", Paoline Editoriale Libri, Milano, 2005, p. 19 Suo fratello maggiore, Edmund, di professione medico, noto anche come Mundek, morì nel 1932 per aver contratto la scarlattina, all'età di ventisei anni, da un paziente. La sorella Olga, invece, era morta poco dopo la nascita nel 1914, prima ancora, dunque, che Karol nascesse. Dopo la morte della madre Emilia, suo padre, uomo molto religioso, si impegnò con tutte le forze per fare studiare il figlio Karol. La sua gioventù venne segnata da un intenso rapporto con l'allora numerosa e viva comunità ebraica di Wadowice.
Università Nell'estate del 1938, insieme con suo padre, lasciò Wadowice per trasferirsi a Cracovia, dove si iscrisse all'Università Jagellonica nel semestre autunnale. Nel suo primo anno studiò filologia, lingua e letteratura polacca. Prese anche lezioni private di francese.
Lavorò come bibliotecario volontario e fece l'addestramento militare obbligatorio nella legione accademica. Alla fine dell'anno accademico 1938-1939, impersonò il ruolo di Sagittarius nell'opera fiabesca The Moonlight Cavalier, prodotta da una compagnia teatrale sperimentale. Iniziò nel frattempo lo studio delle lingue, che lo portò poi a conoscere e parlare undici idiomi diversi: polacco, slovacco, russo, italiano, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, ucraino e inglese, oltre al latino ecclesiastico e all'esperanto.
Fin dall’età giovanile Karol Wojtyła dimostrò una raffinatezza di pensiero e una sensibilità artistica fuori dall’ordinario, e si dedicò, da allora e poi con continuità, sino all'età matura, alla composizione di poesie, di cui è stato ampiamente riconosciuto il valore: versi venati da un misurato lirismo, da una vocazione mistica profonda, da una devozione intima e autentica, intrisa di umiltà.
La seconda guerra mondiale
Nel settembre del 1939 la Germania invase la Polonia, che fu occupata prima dalle forze naziste e poi da quelle sovietiche.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Karol e suo padre fuggirono da Cracovia verso est, insieme con migliaia di altri polacchi. Durante la marcia, dovettero a volte rifugiarsi dentro i fossi per nascondersi dai velivoli della Luftwaffe. Dopo avere camminato per duecento chilometri, seppero dell'invasione sovietica della Polonia e furono obbligati a ritornare a Cracovia.
Nel novembre seguente 184 accademici dell'Università Jagellonica furono arrestati e l'Università venne chiusa. Tutti i maschi abili furono costretti a lavorare. Nel primo anno di guerra Karol lavorò come fattorino per un ristorante. Questo lavoro leggero gli permise di continuare gli studi e la carriera teatrale e di mettere in pratica atti di resistenza culturale. Intensificò inoltre lo studio del francese.
Dall'autunno del 1940 Karol iniziò a lavorare nelle cave di pietra della Solvay, anche grazie al sostegno della sua insegnante di francese. Dato che l'azienda produceva soda caustica, particolarmente importante nel periodo bellico, a Wojtyła venne rilasciato un documento di identità (Ausweis) che lo risparmiò, a differenza di molti suoi coetanei, dalla deportazione in Germania o lungo il fronte orientale per svolgere lavori forzati.David Yallop, The Power and the Glory: Inside the Dark Heart of Pope John Paul II's Vatican, p. 6 Il lavoro presso la Solvay durò fino al 1944.
Il padre morì nel 1941. Nel 1942, entrò nel seminario clandestino diretto dall'arcivescovo di Cracovia Sapieha. Il 29 febbraio 1944, tornando a casa dal lavoro nella cava, fu investito da un camion tedesco, perse coscienza e passò due settimane in ospedale, riportando un trauma cranico acuto, numerose escoriazioni e una ferita alla spalla. Secondo Testimone della Speranza, la biografia scritta da George Weigel, questo incidente e la sopravvivenza a esso sembrarono a Wojtyła una conferma della propria vocazione religiosa.
Nell'agosto 1944, iniziò la rivolta di Varsavia e il 6 agosto, il "lunedì nero", la Gestapo rastrellò la città di Cracovia, deportando i giovani maschi per evitare un'analoga sollevazione. Quando la Gestapo perquisì la sua casa, Wojtyła riuscì a scampare alla deportazione nascondendosi dietro una porta e si rifugiò nel Palazzo vescovile, dove rimase fino a guerra finita. La notte del 17 gennaio 1945 i tedeschi abbandonarono la città. I seminaristi restaurarono il vecchio seminario, ridotto in rovine.
Ministero nell'arcidiocesi di Cracovia
Karol Wojtyła venne ordinato presbitero il 1º novembre 1946 dall'arcivescovo di Cracovia Adam Stefan Sapieha. Subito dopo si trasferì a Roma per proseguire gli studi teologici presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino (conosciuta anche come Angelicum). Nella tesi di dottorato, che aveva per tema la dottrina della fede in San Giovanni della Croce, Wojtyła pose l'accento sulla natura personale dell'incontro dell'uomo con Dio.
Ritornato in Polonia nell'estate del 1948, la sua prima missione pastorale fu nel paesino di Niegowić, a venticinque chilometri da Cracovia. Nel marzo 1949 fu trasferito nella parrocchia di San Floriano a Cracovia. Insegnò etica all'Università Jagellonica della città e successivamente all'Università Cattolica di Lublino. Nel 1958 fu nominato vescovo titolare di Ombi e ausiliare di Cracovia, e quattro anni dopo assunse la guida dell'arcidiocesi quale vicario capitolare. Il 28 settembre 1958, quindi, ricevette l'ordinazione episcopale per l'imposizione delle mani di Eugeniusz Baziak, amministratore apostolico dell'arcidiocesi di Cracovia e arcivescovo metropolita di Leopoli, coconsacranti Franciszek Jop, vescovo ausiliare di Sandomierz e Bolesław Kominek, vescovo ausiliare di Breslavia e futuro cardinale.
Il 13 gennaio 1964, papa Paolo VI lo nominò arcivescovo di Cracovia.
Sia come vescovo, prima, sia come arcivescovo, poi, Wojtyła partecipò al Concilio Vaticano II, contribuendo ai documenti per la stesura della Dignitatis Humanae e della Gaudium et Spes,Periodico La domenica, numero 1 2014, Alba (CN). due dei documenti storici più importanti e influenti prodotti dal concilio. In particolare, nel settembre del 1964 intervenne sullo schema preparatorio sulla libertà religiosa, evidenziando che nel testo si ometteva di dire che «solo la verità rende liberi».Roberto de Mattei, Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta, Torino 2010, p. 395 Nel 1965 diede il suo contributo allo schema preparatorio della costituzione dogmatica Gaudium et Spes, pronunciando il 28 settembre un importante discorso in difesa dell'antropologia personalista.Roberto de Mattei, Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta, Torino 2010, pp. 471-475 Fece parte anche della Pontificia commissione per il controllo della popolazione e delle nascite.