Creato marchese di Cavelli (1849), mise insieme una delle più grandi collezioni ottocentesche di sculture ed antichità greche e romane.
Fu inoltre tra i più precoci collezionisti di opere pittoriche di maestri del XIV e XV secolo, i cosiddetti "primitivi", spesso trascurati dai suoi contemporanei. Come molti collezionisti della sua generazione, raccolse anche maioliche italiane del XV e XVI secolo. La sua collezione di gioielli in oro di età ellenistica e romana, oggi conservata al Museo del Louvre, è stata oggetto di una mostra nel 2005-06."Trésors antiques: bijoux de la collection Campana" (Parigi, Musée du Louvre, 21 ottobre 2005—16 gennaio 2006), curata da Françoise Gaultier e Catherine Metzger; la mostra continuò e Milano ed ai Musei Capitolini di Roma, dove fu pubblicato un catalogo in italiano, Tesori antichi: i gioielli della collezione Campana. Molte delle informazioni derivano dalla introduzione del catalogo. La mostra a Roma fu esposta nella Sala degli Orazi e Curiazi dal 31 marzo al 25 giugno 2006.
Il suo tracollo fortunoso aggiunge una nota particolare alla sua biografia.Una biografia completa è in: Susanna Sarti, "Giovanni Pietro Campana, 1808-1880 : the man and his collection (Oxford : Archaeopress) 2001".
Primi anni e carriera Giampietro o Giovanni Pietro Campana nacque in una nobile famiglia originaria dell'Aquila. Sia suo nonno Giampietro che suo padre Prospero avevano svolto incarichi prestigiosi nella gestione del Monte di Pietà a Roma. Orfano del padre, Giampietro, dopo aver compiuto gli studi al Collegio Nazareno, entrò al Monte di Pietà come assistente nel 1831 e ne fu nominato direttore generale nel maggio del 1833.
Nell'agosto del 1836 fu fatto cavaliere dell'Ordine di San Gregorio Magno da papa Gregorio XVI per ringraziamento dei prestiti che il riorganizzato Monte di Pietà fu in grado di fare alla Santa Sede.Luisa Vertova, "A New Museum Is Born" The Burlington Magazine 119 No. 888, Special Issue Devoted to Italian Painting of the Fourteenth and Fifteenth Centuries (Marzo 1977:158-167). Nel 1836 fu uno dei promotori della costituzione della Cassa di Risparmio di Roma, della quale fu socio fondatore e primo Direttore (1836-1838).
Alla morte del padre Prospero, Giampietro Campana ereditò le piccole collezioni (archeologica del nonno e numismatica del padre). Cresciuto in un ambiente di collezionisti, Campana non tardò ad ingrandire la propria raccolta, sia attraverso acquisti sul mercato antiquario, sia grazie ad autorizzazioni per compiere scavi archeologici. I primi scavi archeologici furono intrapresi nel 1829 a Frascati, dove la famiglia aveva l'uso di immobili appartenenti alla Camera Apostolica.
il 13 giugno 1844 divenne socio dell'Accademia delle scienze di Torino,
Collezione La collezione Campana comprendeva bronzi e sculture in marmo, rilievi architettonici romani di terracotta, ancora oggi chiamati lastre "Campana", ceramiche, monete, medaglie, tutte opere acquisite sul mercato o attraverso gli scavi nella sua proprietà e in altri siti, e finemente organizzate ed esposte nella sua villa presso il Laterano. Collezionò anche pitture italiane, creando così una notevole collezione dei cosiddetti "primitivi" del XIV e del XV secolo.
Grazie alla sua esperienza maturata in campo archeologico– che nella metà del XIX secolo era prevalentemente una caccia di tesori d'arte e di curiosità, anche nelle mani di un sofisticato amatore – Campana fu responsabile della scoperta del colombario di Pomponio Hylas e di due altri colombari vicino al sepolcro degli Scipioni, di cui redasse la pubblicazione,Di due sepolcri del secolo di Augusto, scoverti tra la via Latina e l'Appia presso la tomba degli Scipioni, 1840. così come la pubblicazione della propria collezione di bassorilievi in terracotta di epoca repubblicana, che portano ancora il suo nome.Kenneth Painter, "Via Gabina Campana reliefs" : a brief introduction to "Campana" reliefs. Ottenne quindi posizioni di rilievo nell'amministrazione pontificia e fu messo a capo degli scavi a Ostia. Dal 1842 pubblicò varie edizioni della sua collezione di piastrelle modellate di terracotta, sotto il titolo Antiche opere in plastica discoperte, raccolte, e dichiarate, in cui offrì saggi antiquari sulle rappresentazioni mitologiche e iconografiche nei pannelli e piastrelle stampati a rilievo; questo fu il primo lavoro ad attirare l'attenzione su questi elementi architettonici trascurati, che hanno una lunga storia pre-romana nella civiltà etrusca.
Nel settembre del 1846 papa Pio IX fece una visita solenne a villa Campana, dove erano esposte le sculture romane della collezione. La villa, ereditata dal nonno, era sulle pendici superiori del Celio, in precedenza ritiro di Paolo della Croce, e vi si accedeva attraverso cancelli in ferro battuto da via di Santo Stefano Rotondo subito fuori piazza San Giovanni in Laterano; era stata abbellitaUna guida del 1854 ancora la considerava "la petite villa Campani ornée de quelques sculptures d'un médiocre intérêt", "la piccola villa Campani, decorata con sculture di mediocre interesse" (Giuseppe Robello, Les curiosités de Rome et de ses environs 1854:264); agli occhi del francese Edmond Lafond apparve come "chef-d'oeuvre de mauvais goût", un "capolavoro di cattivo gusto" (Lettres d'un pélèrin 1856).; e arredata in maniera classicheggiante che sembrava, ad una lady inglese in visita "a temple of old Rome, with well-proportioned columns and pediment" ("un tempio dell'antica Roma con ben proporzionate colonne e frontone").Una descrizione della villa come si presentava poco dopo la morte di Campana si trova in Mary Eliza Joy Haweis, Beautiful Houses: Being a Description of Certain Well-known Artistic Houses.. 1882, ch. vii "At Villa Campana".. Il suo viale godeva dell'ombra del primo Eucalyptus di Roma, e nel giardino, accanto a piante esotiche, fontane e grotte, Giampietro Campana ricostruì una tomba etrusca.Citata in Blewitt 1856. Il sito aveva alcuni autentici precedenti antichi, rovine della domus di Plauzio LateranoConfiscata sotto Nerone, divenne il nucleo del Palazzo Laterano. ed era attraversato da resti dell'Acquedotto Claudio; un triclinium affrescato scavato nel sito al tempo del padre di Campana fu immortalato in alcune incisioni. Annessa alla villa c'era la cappella di Santa Maria Imperatrice.La struttura fu largamente ricostruita da Campana. Fu demolita negli anni 1880, secondo Mariano Armellini, Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX (Roma: Tipografia Vaticana) 1891 (testo on-line sul sito LacusCurtius.com); l'icona della Vergine che vi era custodita fu trasferita nel 1926 alla cappella dell'ospedale di San Giovanni in Laterano. (Roma per noi: il Celio p. 26 Le due sezioni della proprietà erano collegate da un tunnel privato che passava sotto via Santi Quattro Coronati.
Apogeo Il 28 marzo 1849, Ferdinando II di Borbone, Re delle Due Sicilie, reinvestì Campana del titolo di marchese di Cavelli, che già era appartenuto ai suoi aviMassimiliano Valenti. Colli Albani. Protagonisti e luoghi della ricerca archeologica nell'Ottocento. Gangemi Editore, 2012. Nel 1851 il marchese sposò una signora inglese, Emily Rowles,Il ritratto scolpito della moglie seduta, in marmo di Carrara, opera di Pietro Tenerani fu inserito nella mostra Frascati al tempo di Pio IX e del Marchese Campana, 2006 la cui famiglia aveva connessioni con il principe Luigi Napoleone, che poco dopo divenne Napoleone III. Fu consigliere del Granduca di Sassonia-WeimarVertova 1977:158. Nel 1851, la celebrazione del Natale di Roma, la tradizionale data della fondazione di Roma, fu celebrata dalla Pontificia Accademia Romana di Archeologia a villa Campana sul colle Celio;Villa Campana è così collocata sulla guida di Octavian Blewett, Handbook for travellers in central Italy (London; John Murray) 1856, p. 455. tra i partecipanti ci fu Ludovico di Baviera. Oltre a questa villa suburbana, Campana aveva anche la sua residenza romana principale, il Palazzo Campana, oggi noto come Palazzo Nainer, all'angolo tra via del Babuino e Piazza del Popolo; qui, secondo l'Handbook for travellers in central Italy di Blewitt (London, 1856), "Il museo Campana è per molti aspetti superiore al Museo Gregoriano al Vaticano, anche se è aperto solo un giorno alla settimana e solo per quelli che hanno una lettera di presentazione. Le lastre Campana possono essere viste più facilmente, poiché si trovano al Monte di Pietà"In originale: "the Campana Museum is in many respects superior to the Museo Gregoriano at the Vatican', though the collection was open only one day a week and only to those bearing a letter of introduction. The "Campana" reliefs were more easily viewed, as they were at the Monte di Pietà".. Vale la pena di citare la descrizione di Blewett della collezione di Palazzo Campana:
La collezione Campana, riunita virtualmente da Susanna Sarti, Giovanni Pietro Campana, 1808-1880 : the man and his collection (Oxford, 2001), è on-line nel sito www.cvaonline.org ; le sue dodici sezioni coprono vasi (I), bronzi (II), gioielli e monete (III), terrecotte (IV), vetri (V), dipinti etruschi, greci e romani (VI), sculture greche e romane (VII), dipinti italiani dal periodo bizantino a Raffaello (VIII), dipinti italiani dal 1500 a circa il 1700 (IX), maioliche italiane dei secoli XV e XVI (X), maioliche di Luca della Robbia e dei suoi contemporanei (XI), e curiosità etrusche e romane (XII).
Disonore A causa di un rovesciamento sorprendente delle sue fortune private,Un rapporto sulle finanze del Monte di Pietà effettuato da Vincenzo Pericoli nel 1847 aveva già scoperto alcune irregolarità problematiche. impegnò i suoi gioielli antichi, e successivamente altre parti della collezione. Furono anche interrotti i lavori alla grande villa di Frascati del Vignola, che era stata preparata per accogliere le collezioni Campana, ma non riuscì a resistere alla tentazione di acquistare ventidue elementi di affresco classicistici dipinti da Baldassarre Peruzzi per la Villa Stati-Mattei, alla fine del 1856. Fu accusato, arrestato nel novembre 1857 e condannato per malversazione dai fondi pubblici posti sotto la sua cura. Dopo un drammatico processo fu condannato a venti anni di prigione, commutati in esilio e disonore.
Dispersione La sua collezione fu sequestrata dallo Stato Pontificio. Un catalogo della sua collezione fu pubblicato nel 1858 e la collezione fu messa in vendita. Opere della collezione Campana furono acquistate da grandi musei nazionali: il Museo dell'Ermitage di San PietroburgoIn particolare laVenere Genitrice, lo Jupiter Fidiacus dalla villa di Domiziano vicino al lago Albano, e il busto ritenuto essere di Caio Mario, un dono per Campana da Pio VI; circa 500 vasi greci, tra cui la Hydria dalla Magna Grecia salutata come Regina Vasorum, e 200 bronzetti sono al Museo Statale Hermitage, la trasformazione delle antichità dello zar ottenuta con l'acquisizione della collezione Campana è rilevato dal Museo Hermitage: "1861: Purchase of the Marquis Gian Pietro Campana collection " ., dove al curatore dello zar, Stepan Gedeonov, fu offerto il diritto di scegliere gli oggetti dalla collezione prima dell'asta, il Victoria and Albert Museum di Londra ed il Metropolitan Museum of Art di New York.