Ormai sono una donna (Beau-pere) è un film del 1981 diretto da Bertrand Blier, tratto dall'omonimo romanzo opera dello stesso regista.

Fu presentato in concorso al 34º Festival di Cannes.

Trama

Rémi compirà trent’anni tra sei mesi. Lavora come pianista nei bar per pochi soldi e da tempo si ripete che, entro i trent’anni, avrebbe voluto dare una svolta alla sua vita. La realtà, però, è ben diversa: riesce a tirare avanti soltanto grazie al sostegno economico della fidanzata storica, Martine, che lavora come modella. La loro relazione è in crisi e, dopo una lite, Martine rimane vittima di un incidente stradale che le costa la vita.

Oltre a Rémi, resta Marion, la figlia quattordicenne di Martine. Rémi l’ha cresciuta come un padre per otto anni, ma ora la ragazza, contro la sua volontà, deve trasferirsi dal padre biologico, Charly, con cui non ha un buon rapporto. Determinata, Marion torna di nascosto nell’appartamento di Rémi e dice apertamente a Charly che continuerà a farlo, perché considera Rémi la sua vera famiglia. Così i due tornano a vivere insieme, nonostante le difficoltà economiche: lui cerca di guadagnare qualcosa dando lezioni di piano, lei fa la babysitter.

Quando i voti di Marion iniziano a peggiorare, Rémi le chiede di smettere di lavorare. È allora che la ragazza gli confessa di sentirsi attratta da lui. Rémi reagisce con fermezza, ribadendo che sta confondendo i sentimenti. Ma Marion insiste: si considera ormai una donna, non più una bambina. La tensione cresce, fino a quando lei tenta di sedurlo. Rémi la respinge con decisione, cercando di proteggere entrambi da una situazione che sente sbagliata.

Marion cade in uno stato di apatia e smette quasi di mangiare. Il pediatra consiglia un periodo di cambiamento, così va in montagna con il padre. Alla stazione, prima della partenza, Rémi le dà un bacio, esaudendo un desiderio che lei coltivava da tempo. Durante le vacanze di Natale, ubriaco, Rémi riceve una telefonata da Marion: le confessa di amarla e la raggiunge in montagna. Lì trascorrono alcune ore insieme in una camera d’albergo, consumando finalmente la loro attrazione. Al ritorno, Rémi ha una sorta di dialogo interiore con Martine, tormentato dai sensi di colpa e dall’incertezza sul futuro.

Quando viene sfrattato, si trasferisce in una vecchia casa. Cerca di convincere Marion che la loro relazione non può essere il suo unico orizzonte: lei merita una giovinezza normale, con amicizie e storie d’amore della sua età. Marion, però, non vuole rinunciare a lui. Organizza feste, conosce ragazzi, ma ribadisce che solo con Rémi vuole condividere l’intimità. Dopo una lunga resistenza, Rémi cede e le confessa i suoi sentimenti.

Un giorno, il padre di Marion li sorprende insieme e, sospettoso, affronta Rémi, che nega indignato ogni coinvolgimento. In realtà è lui stesso a confessare di avere paura di Marion e del loro legame.

Più avanti, Marion lo chiama disperata: il bambino che sta accudendo come babysitter si è ammalato. Rémi la aiuta e così conosce la madre del piccolo, Charlotte, una pianista separata dal marito. Tra i due nasce subito un’intesa. Marion se ne accorge e, con maturità, decide di farsi da parte: comprende che Rémi ha bisogno di ricominciare e di costruire una vita diversa. Così lui e Charlotte diventano una coppia, mentre Marion torna dal padre biologico.

Note

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