Il termine paranormale fa riferimento a presunti fenomeni psichici o psicofisici che risultano contrari alle leggi della fisica e ai modelli scientifici e che, se misurati secondo il metodo scientifico, sono risultati inesistenti o frutto di trucchi o errori o spiegabile sulla base delle conoscenze scientifiche attuali.
Secondo i parapsicologi, invece, esisterebbero fenomeni da loro definiti paranormali proprio perché ritenuti in contrasto coi modelli scientifici attuali e sostengono che la difficoltà di replicarli in laboratorio in maniera definitiva, secondo il metodo galileiano, non porta necessariamente a concludere che non esistano, poichè ritengono che ci sia un alto numero di osservazioni, esperimenti e testimonianze giudicate attendibili su di essi.
La maggioranza dei parapsicologi pertanto li considera degni di indagine scientifica, non accontendandosi delle spiegazioni convenzionali che vengono fornite al momento per queste anomalie, in merito alle quali si aspettano che future ricerche facciano chiarezza, purché venga operata una rivoluzione nei paradigmi della scienza attuale.
La scienza non riconosce l'esistenza del paranormale, i cui fenomeni sono, ad oggi, non provati. Le associazioni che conducono ricerche e operano controlli sui presunti fenomeni paranormali, come l'italiana CICAP, hanno analoga posizione rilevando come a oggi nessun fenomeno paranormale è mai stato provato come esistente.
Definizione Non esiste di fatto una definizione rigorosa e universalmente condivisa del termine.
Una di esse, contenuta nel lascito testamentario di Arthur Koestler (grazie al quale venne istituita la prima cattedra permanente di parapsicologia al mondo, di cui fu titolare Robert L. Morris), cerca di evitare ogni implicazione metafisica o religiosa attribuendo i fenomeni paranormali alla «capacità di alcuni individui di interagire con il proprio ambiente attraverso mezzi diversi dai canali sensoriali o motori riconosciuti».
I fenomeni psi Sempre in ambito parapsicologico, soprattutto nella terminologia anglosassone, si tende a distinguere i fenomeni paranormali da quelli cosiddetti psi, per riferire quest'ultimi esclusivamente ai fenomeni psichici genuini, privi di intermediari fisici, e che costituirebbero l'appropriato campo di studio della parapsicologia, suddivisi secondo tre criteri: le cosiddette "percezioni extrasensoriali" come telepatia, chiaroveggenza, precognizione, che contraddirebbero l'assunto di poter acquisire informazioni solo tramite la mediazione dei cinque sensi; i "poteri fisici della mente", come telecinesi, pirocinesi, ecc. che contraddicono l'impossibilità teorica di modificare la realtà senza l'intervento di una forza materiale; sopravvivenza dell'anima umana dopo la morte, riguardante le manifestazioni di fantasmi, storie di reincarnazione, comunicazioni dall'aldilà ecc.
John Beloff deprecava l'uso del termine «paranormale» come sinonimo di «soprannaturale», o ricondotto in negativo a «ciò che la scienza non sa spiegare», ritenendolo fallace e riduzionistico, come se i fenomeni psi fossero un'eccezione momentanea alle leggi della fisica. Egli ne propose invece una formulazione in positivo, basata sul suo radicale dualismo tra mente e corpo, definendo il paranormale (o fenomeni psi) come quelle manifestazioni in cui la mente umana opera in modo causale diretto sul mondo fisico o su un'altra mente, senza ricorrere ai consueti canali sensoriali né a strumenti materiali.John Beloff, Explaining the paranormal, in "Journal of the American Society for Psychical Research", n. 42, pp. 101-14, 1963 (poi in The relentless question, pp. 15-27, 1990) Cfr. anche
Nella sua visione, un fenomeno di telepatia o psicocinesi non è dovuto a forze misteriose, bensì ad un'intenzionalità della mente, cioè una funzione psichica anomala ma guidata da un preciso scopo, lo stesso atto di volontà che consente ai pensieri di muovere i neuroni del cervello, atto ritenuto da Beloff una forma di psicocinesi endogena.
Concezioni più generiche In genere, però, la parola "paranormale" viene usata in senso più ampio, per comprendere tutti i fenomeni considerati scientificamente inattendibili o inspiegabili, come ad esempio le esperienze extracorporee, le leggende sul triangolo delle Bermude, i miracoli, i poteri dei fachiri, eccetera.
Il Journal of Parapsychology definisce come "paranormale" «qualsiasi fenomeno che in uno o più aspetti superi i limiti di ciò che è considerato fisicamente possibile secondo le assunzioni scientifiche del momento».Glossario del Journal of Parapsychology , visitato il 17 agosto 2006
I ricercatori in genere si rifanno alle definizioni di Charlie Dunbar Broad, secondo cui il paranormale non dovrebbe limitarsi a indicare qualcosa di intrinsecamente assurdo o di inspiegabile, ma che più precisamente contraddice una serie di presupposti, dati per scontati non solo dalla scienza ma dalla comune esperienza quotidiana, i quali però ad un attento esame si rivelavano per lui princìpi empirici contingenti, non logicamente necessari, la cui eventuale violazione cioè non era da lui ritenuta in contrasto con le regole della logica formale. Tra questi: il principio di causalità, per cui sarebbe impossibile che un effetto si verifichi prima della sua causa (causalità retroattiva); i limiti dell'azione della mente, che non potrebbe produrre alcun cambiamento diretto nel mondo fisico, tranne che in alcune aree del proprio cervello (attraverso i normali impulsi neuro-motori); i limiti conoscitivi della mente, che sarebbe vincolata dal cervello e dai sensi fisici nell'acquisire informazioni sul mondo esterno; la dipendenza della coscienza da un substrato biologico quale il cervello e il corpo fisico, senza il quale non potrebbe operare né sopravvivere.Cfr. una sintesi di questi «princìpi limitanti» di base in
L'altra caratteristica che accomuna i presunti fenomeni paranormali è la mancanza di prove oggettive a sostegno della loro effettiva esistenza: vengono riferiti numerosissimi esempi di tali anomalie, ma si tratta in genere di testimonianze non documentate oppure di esperimenti eseguiti in modo non abbastanza rigoroso da poter escludere imbrogli o autosuggestione. Le cause per cui molto spesso si parla erroneamente di fenomeni paranormali sono sostanzialmente tre:
fenomeni naturali scambiati per soprannaturali: ad esempio, fenomeni atmosferici o velivoli terrestri scambiati per UFO, oppure fenomeni poco noti (come i fulmini globulari) o controintuitivi e quindi considerati erroneamente inspiegabili: ad esempio, le cosiddette salite in discesa; autosuggestione: ad esempio, persone che in buona fede si convincono di avere facoltà telepatiche; falsi fenomeni paranormali prodotti con l'inganno: ad esempio, i fenomeni di spiritismo prodotti dalle sorelle Fox.
Alcuni fenomeni anomali si collocano all'interno di quella che è stata chiamata scienza patologica, cioè quelle idee delle quali “non ci si riesce a liberare”, anche molto tempo dopo essere state dichiarate erronee dalla maggior parte degli studiosi di un dato settore.
Gli studi sul paranormale
Le moderne ricerche sul paranormale sono iniziate nell'Ottocento con le pratiche del mesmerismo, e soprattutto con la nascita dello spiritismo a partire dal caso delle sorelle Fox (1848). I primi ricercatori, che all'epoca si chiamavano metapsichici, oggi sono denominati parapsicologi.
La parapsicologia iniziò a utilizzare un nuovo approccio sperimentale con la svolta operata negli anni trenta del Novecento da Joseph Rhine,Encyclopedia of Occultism & Parapsychology edited by J. Gordon Melton Gale Research, ISBN 0-8103-5487-X che ricorse all'analisi statistica e quantitativa, non più basata sulle capacità sensazionalistiche dei medium, ma rivolta allo studio delle facoltà della mente di studenti ordinari, trasformando la ricerca in una disciplina accademica alla Duke University.
Tra gli anni cinquanta e gli anni settanta, nacquero diversi centri di ricerca anche in seno alle università. Dalla fine degli anni settanta in poi, la considerazione dei mass media e della scienza mainstream per le ricerche sul paranormale è andata via via scemando. Le ricerche furono considerate inconcludenti e i parapsicologi si trovarono di fronte alla forte opposizione dei loro colleghi accademici. Alcuni effetti che sembravano essere paranormali, ad esempio l'effetto Kirlian, scomparvero quando furono testati sotto stretto controllo. Molti laboratori di ricerca statunitensi furono chiusi. Dopo ventotto anni di ricerche, il Princeton Engineering Anomalies Research Laboratory ha chiuso i propri laboratori nel 2007.
L'interesse popolare tuttavia si mantenne elevato. Dagli anni ottanta a oggi, altri istituti di parapsicologia si sono ristrutturati per sopperire alla riduzione dei fondi pubblici, ad esempio in seguito alla chiusura del progetto Stargate, o ne sono sorti di nuovi, tra cui l'Institute of Noetic Sciences, il Windbridge Research Center, la Essentia Foundation ecc. Altre unità di ricerca si sono integrate all'interno dei dipartimenti accademici, come la Koestler Parapsychology Unit (KPU) presso l'Università di Edimburgo, considerata tra i principali centri formativi del settore, la Division of Perceptual Studies (DOPS) nell'Università della Virginia, o il Veritas Laboratory presso l'Università dell'Arizona.David Begelman, Otherworldly Tales, Xlibris Corporation, 2019, p. 27.
Nel frattempo, proprio perché costantemente attaccati, i laboratori di parapsicologia hanno sviluppato protocolli di controllo sempre più severi rispetto alla psicologia classica, come il triplo cieco, l'automazione totale, sistemi quantistici generatori di casualità ecc. Diverse indagini sociologiche indicano che le credenze nei fenomeni paranormali rimangono ampiamente diffuse all'interno delle società.
Criticità ed effetto declino Nonostante le numerose affermazioni di successo nei test sui fenomeni paranormali, come la telepatia e i protocolli Ganzfeld, in ambito parapsicologico sono state evidenziate anche alcune criticità riguardanti il cosiddetto «paradosso dell'osservatore»: mentre il metodo scientifico si basa infatti sulla netta separazione tra lo scienziato e l'oggetto di studio, l'esistenza del fenomeno psi implicherebbe che la mente umana, con le sue aspettative, intenzioni e credenze, possa influire direttamente sull'ambiente, vanificando quella stessa separazione necessaria per dimostrare il fenomeno in modo distaccato.
Tale criticità è stata evidenziata in particolare dall'«effetto declino», per il quale i risultati positivi tendono a diminuire, se non a svanire, non appena altri sperimentatori dalla mentalità scettica tentino di replicare il fenomeno secondo le medesime modalità adottate dai parapsicologi. Essa condurrebbe pertanto a due paradossi: il psi non esiste, ma in tal caso per oltre un secolo centinaia di scienziati (inclusi oltre 20 premi Nobel) sarebbero stati ingannati da errori metodologici, frodi o illusioni, nonostante i loro sempre più raffinati strumenti di controllo; il psi esiste, ma funzionerebbe secondo regole che sfidano il concetto classico di replicabilità scientifica, agendo come una sorta di effetto placebo esteso, che ordina la realtà caotica in base alle intenzioni di chi esegue lo studio. Poiché la natura stessa del fenomeno psi sembrerebbe rifiutare la ripetizione e l'osservazione controllata, i parapsicologi sarebbero pertanto condannati come Sisifo a revisionare sempre da capo l'esito dei propri risultati, smentito ogni volta dai loro avversari.
Paranormale e religione Le differenze tra paranormale e religione vanno innanzitutto ricercate sul piano empirico: mentre le affermazioni relative al paranormale si riferiscono al mondo fisico e quindi possono essere oggetto di indagine scientifica, la religione appartiene al mondo della metafisica e quindi non suscettibile di indagineSilvano Fuso sul sito del CICAP