Considerato tra i migliori centravanti al mondo della sua generazione, nel marzo del 2004 è stato inserito da Pelé nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, redatta in occasione del Centenario della FIFA.
Con le maglie di club, tra Argentina, Francia e Italia, ha conquistato quattro campionati e tre supercoppe nazionali, oltre a due titoli di seconda serie. Si colloca al 48º posto nella classifica dei marcatori della Serie A – dove si è laureato capocannoniere nel campionato 2001-2002 – grazie alle 123 reti siglate per la , di cui è inoltre il migliore marcatore straniero con 171 gol.
Con la nazionale francese è stato campione del mondo nel 1998 ed europeo nel 2000, nonché campione continentale under 18 nel 1996. Con i Bleus è inoltre il sesto marcatore nella storia con 34 gol.
Biografia Nasce a Rouen, in Francia, da genitori argentini a loro volta con lontane ascendenze transalpine, frutto di antenati che nell'Ottocento erano emigrati in Sudamerica dal sud-ovest della Francia.
Il padre Jorge Ernesto, anche lui calciatore, verso la fine degli anni settanta aveva fatto temporaneamente ritorno nella terra degli avi, militando per tre stagioni nelle file del , periodo in cui era venuto alla luce il figlio David; una volta conclusa l'esperienza in seno al club normanno, la famiglia Trezeguet era tornata in pianta stabile in Argentina. David cresce quindi a Florida, una città del partido di Vicente López, nella provincia di Buenos Aires, dove trascorre gran parte dell'infanzia e dell'adolescenza e dove inizia ben presto a giocare a calcio, seguendo le orme paterne e guadagnandosi il primo soprannome di El Francés per via delle sue origini europee.
Caratteristiche tecniche Prima punta di grande dinamismo, nel corso degli anni ha saputo porre rimedio a una certa incostanza sotto porta che ne aveva contraddistinto gli esordi, affermandosi tra i migliori attaccanti della sua epoca grazie a una «freddezza inconsueta» in area di rigore, come ebbe a dire il suo compagno di nazionale e poi allenatore Didier Deschamps.
Capace di trovare la via del gol nelle maniere più disparate, «di testa o di piede, sotto porta oppure in acrobazia», eccelleva nel colpo di testa ed era dotato di grande potenza nel tiro: in questo senso spiccò il suo gol da fuori area al nei quarti di finale della UEFA Champions League 1997-1998, realizzato con la maglia del , che toccò la velocità di .
La sua abilità in fase di finalizzazione ha fatto sì che venisse soprannominato Trezegol e Re David durante la sua militanza nella .
Carriera Giocatore Club Platense e Monaco
Cresce nelle giovanili del , club con cui, all'età di 16 anni, debutta in prima squadra nel campionato argentino.
Desideroso di conoscere il suo Paese natale, la Francia, qui effettua alcuni provini col , che tuttavia non gli propone un contratto poiché non è intenzionato a sobbarcarsi anche l'eventuale mantenimento dei familiari a Parigi. Nel 1995, all'età di 18 anni, viene ingaggiato invece dal , club dell'omonimo Principato e militante nel campionato francese di Division 1.
Partito dalla seconda squadra monegasca e superata qualche iniziale difficoltà di ambientamento, legata principalmente alla lingua, si fa ben presto notare dal tecnico della prima squadra nonché ex nazionale francese, Jean Tigana, il quale nel corso dell'annata 1996-1997 gli concede le prime apparizioni nella massima serie francese, che al termine della stessa gli permettono di fregiarsi da comprimario del titolo nazionale.
Dalla stagione seguente viene promosso in pianta stabile e, anzi, Tigana gli affida le sorti del reparto avanzato monegasco assieme a Victor Ikpeba e a un'altra giovane promessa, Thierry Henry. Trascinati dai gol di questo tridente d'attacco, i biancorossi sono protagonisti nella UEFA Champions League 1997-1998 dove eguagliano il loro – al tempo – migliore risultato col raggiungimento delle semifinali, cammino al quale Trezeguet contribuisce, tra le altre, con la rete che nel retour match dei quarti di finale elimina a domicilio il di Alex Ferguson.
Con le partenze di Henry e Ikpeba, nell'annata 1999-2000 Trezeguet decide di rimanere al Monaco – motivando ciò col non sentirsi ancora pronto a confrontarsi con campionati più probanti –, andando a far coppia in attacco con il neoacquisto Marco Simone. Il nuovo tecnico Claude Puel riesce a far coesistere al meglio le caratteristiche del giovane franco-argentino con quelle del più maturo italiano, in un tandem offensivo che si rivela «un mix esplosivo di esperienza, talento e personalità» e che trascina la squadra al titolo di Francia, il secondo – e stavolta da protagonista – per Trezeguet. L'attaccante lascia il Principato nell'estate seguente, dopo avere segnato 60 gol con la maglia biancorossa.
Juventus 2000-2004 Durante il viene acquistato dalla per 45 miliardi di lire: la somma sborsata dal club torinese ne fa, all'epoca, il calciatore più costoso nella storia bianconera. Esordisce in Serie A nel giorno del suo 23º compleanno, il 15 ottobre, in occasione della vittoria interna per 2-0 sul , e la settimana dopo marca la prima rete, nella classica terminata 2-2 sul campo del . La prima stagione a Torino, agli ordini di Carlo Ancelotti, inizialmente lo vede indietro nelle gerarchie dell'attacco, spesso relegato in panchina da Alessandro Del Piero e Filippo Inzaghi; solo sul finire dell'annata s'impone con maggiore frequenza nellundici titolare, risultando peraltro il migliore cannoniere della squadra in campionato con 14 gol in 25 presenze.
La stagione 2001-2002 è quella della svolta: con il ritorno sulla panchina torinese di Marcello Lippi, e soprattutto dopo la cessione di Inzaghi, Trezeguet è promosso definitivamente a titolare, andando a formare con Del Piero quella che diverrà a posteriori la coppia d'attacco juventina di riferimento del decennio. Il francese vince il suo primo Scudetto – rimasto nella memoria collettiva come quello del cinque maggio, per il sorpasso sui rivali dell' all'ultima giornata – assurgendone tra i protagonisti, laureandosi capocannoniere del campionato (ex aequo con Dario Hübner) con 24 gol tutti su azione,. l'ultimo dei quali proprio nella decisiva partita sul campo di Udine, sbloccando il punteggio. A corollario segna anche 8 gol in Champions League, dove la Juventus si ferma alla seconda fase a gironi. Nel 2002 verrà anche premiato con due Oscar del calcio AIC, sia come migliore calciatore straniero del campionato italiano, sia come migliore in assoluto della stagione.
Nell'annata 2002-2003 vince la Supercoppa italiana, pur non scendendo in campo nella finale di Tripoli contro il perché indisponibile, e un altro Scudetto. È tuttavia una stagione difficile sul piano personale, ricca di infortuni, tanto che deve aspettare il 2003 per tornare al gol; segna comunque 4 reti in Champions League, di cui due nella doppia semifinale contro il . La finale di Manchester contro il Milan si conclude sullo 0-0; la Juventus perde ai tiri di rigore, e Trezeguet è uno dei bianconeri che si fa parare il proprio tentativo dal portiere rossonero Dida. Nella stagione 2003-2004 vince un'altra Supercoppa italiana a New York contro il Milan, ancora ai rigori, realizzando nel primo tempo supplementare il gol dell'1-1 che evita alla squadra bianconera la sconfitta al silver goal. In campionato, pur segnando 16 reti, spesso è vittima d'infortuni; la squadra rimane fuori agli ottavi di finale di Champions League e termina al terzo posto in Serie A.
2004-2007 La seconda parte della stagione 2003-2004 era stata vissuta da Trezeguet come un «separato in casa», per via di sopraggiunti conflitti circa la sua posizione contrattuale, tant'è che l'estate seguente la dirigenza juventina pare intenzionata a liberarsene sul mercato, anche a fronte dell'insofferenza manifestata dal centravanti; tuttavia l'arrivo sulla panchina dei torinesi di Fabio Capello porta a ribaltare la situazione, con l'allenatore friulano che impone la presenza di Trezeguet in squadra, e anzi ne fa un punto fermo del suo undici titolare.
Con questa rinnovata fiducia dell'ambiente, anche nell'annata 2004-2005 il francese, pur se sovente infortunato, non fa mancare il suo contributo sia all'inizio della stagione, quando realizza quattro gol in tre partite contro , e prima di infortunarsi alla spalla, sia alla fine, siglando la rete decisiva nella sfida-Scudetto tra Milan e Juventus: le due squadre, appaiate in testa alla classifica, si affrontano alla quart'ultima giornata a San Siro, dove sono gli ospiti a prevalere (0-1) grazie a un colpo di testa di Trezeguet, il quale sfrutta un assist in rovesciata del suo compagno di reparto Del Piero.
Disputa un'altra stagione positiva nel 2005-2006, nella quale segna molto e vince un altro Scudetto; questo, tuttavia, verrà in seguito assegnato all' dopo la retrocessione d'ufficio della società bianconera, rimasta implicata nello scandalo Calciopoli. Frattanto, a livello personale i 23 gol in campionato, a cui si aggiungono i 6 in Champions League – tra cui il 100º in maglia bianconera, siglato il 14 settembre 2005 al –, lo portano a superare tre mostri sacri nella storia del club, dapprima il connazionale Michel Platini, poi il gallese John Charles e infine il danese John Hansen, nella classifica dei marcatori juventini di tutti i tempi.
Nonostante il sopravvenuto declassamento della squadra bianconera in Serie B, nell'estate 2006, assieme ad altri titolati compagni di squadra quali Buffon, Camoranesi, Del Piero e Nedvěd, anche Trezeguet decide di rimanere a Torino: «dopo essere tornati dai Mondiali ci siamo incontrati [...]. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo subito capiti [...], tutti ci sentivamo legati alla società e dovevamo riportarla subito in Serie A». Nel campionato cadetto del 2006-2007 il francese realizza 15 gol, che contribuiscono al primo posto in classifica dei piemontesi e al loro immediato ritorno in massima serie: «sono orgoglioso di essere rimasto e di aver contribuito a quell'impresa».
2007-2010
Pur a fronte della promozione in massima serie, nell'estate 2007 Trezeguet sembra per la seconda volta in carriera sul punto di lasciare la Vecchia Signora, poiché nel frattempo entrato in rotta con la nuova dirigenza subentrata nel post-Calciopoli, non intenzionata a riconoscergli economicamente la sua posizione di senatore della squadra: una situazione che l'attaccante aveva pubblicamente palesato nell'ultima partita del campionato cadetto, quando, dopo aver siglato il momentaneo pareggio allo , si era esibito in una polemica esultanza verso la tribuna d'onore dell'Olimpico di Torino mimando il gesto di andarsene. Ciò nonostante nelle settimane seguenti la frattura va a ricomporsi sicché il francese può proseguire la sua militanza tra le file bianconere.
Il 25 agosto 2007 segna il primo gol della Juventus al ritorno in Serie A, aprendo le marcature nella vittoria 5-1 sul della prima giornata, che lo vede assoluto mattatore grazie a una tripletta. Il successivo 23 settembre, durante la 4ª giornata, firma il centesimo gol nel campionato italiano con la maglia bianconera, durante il big match sul terreno della (2-2). Ancora, il 31 ottobre mette a segno la seconda tripletta della stagione nel 3-0 juventino sull', che gli consente di raggiungere quota 150 gol con la formazione piemontese. Con 13 gol chiude l'anno solare 2007 in testa alla classifica cannonieri del campionato, e prosegue nel suo ruolino sottorete anche nel girone di ritorno; in particolare, il 22 marzo 2008 contribuisce con un gol alla vittoria dell'atteso derby d'Italia di San Siro contro l'Inter (2-1). Al termine della stagione si piazza al secondo posto nella classifica marcatori della Serie A con 20 gol, a una sola lunghezza dal compagno di squadra e capocannoniere Del Piero.